santa rita da cascia

SANTA RITA NON S'ACCASCIA - CONSIDERATA DIFENSORE DELLE CAUSE DISPERATE, COMPIE I PRIMI PRODIGI NEL 1381 E DIVENTA SUBITO PROTETTRICE DELLE DONNE, PRE METOO - MARINO NIOLA: “E’ LA PALADINA DELLE ‘MALMARITATE’, ANCHE LEI FU SPOSATA A UN UOMO MANESCO E RISSOSO CHE LE DIEDE DUE FIGLI SEMPRE PRONTI A MENAR LE MANI - PROVO’ TRE VOLTE A ENTRARE IN CONVENTO E TRE VOLTE LE FU DETTO ‘NO’. FINO A QUANDO…”

Marino Niola per “la Repubblica”

 

MARINO NIOLA

“L'emergenza insegna a pregare. Per imparare andate in Italia! C'è tutta l' emergenza che volete». Sembra cronaca di oggi. E invece lo scrive Goethe negli Epigrammi veneziani, alla fine del Settecento.

 

Mettendo in relazione il tipico stato di eccezione all' italiana con l' inflazione di santi e miracoli che, ora come allora, caratterizza il Belpaese. In altre parole, dove la normalità non appartiene all' ordine del possibile, ci si affida agli specialisti dell' impossibile. E tra i 9.900 santi e beati presenti nel Martirologio Romano, a spaccare sono proprio quelli che non devono chiedere mai. Star del soprannaturale come Rita da Cascia, soprannominata la santa degli impossibili.

 

SANTA RITA DA CASCIA

Questa potentissima avvocata delle cause disperate, i suoi primi prodigi li compie nel 1381, quando è ancora nella culla e guarisce la ferita di un contadino che si è infortunato sul lavoro. Da allora la sua vita, terrena e ultraterrena, è un unico interminabile palmarès. Che la fa balzare ben presto in vetta alle classifiche taumaturgiche popolari. Come protettrice delle madri sofferenti, delle donne sfruttate, maltrattate, calpestate, violentate, sedotte e abbandonate.

 

Vittime di mariti violenti, di figli degeneri, di maschi predatori, di una società misogina. È la paladina delle cosiddette "malmaritate", che a quel tempo erano talmente tante da costituire una categoria sociale. E Malmaritata diventa addirittura il nome di un genere di lamento poetico che cantava la degenerazione delle conseguenze dell' amore. E che rivive oggi grazie all' omonimo progetto musicale avviato da Carmen Consoli.

 

In effetti la prima ad essere maritata male è proprio Rita, sposata a un uomo manesco e rissoso che le regala due figli sempre pronti a menar le mani. Facce toste e triste, avrebbe detto Edmondo De Amicis. Il suo destino sembra già scritto, come quello di tante donne del suo tempo e non solo. Ma la classe non è acqua e, infatti, lei viene fuori dalla mischia familiare con la palla al piede. Quel guappo del marito, viene accoppato in una rissa.

SANTA RITA DA CASCIA

 

E i due bulli vengono messi fuori gioco da un intervento celeste. Sollecitato dalla madre stessa, che prega il Signore di neutralizzare le inemendabili teppe facendole passare a miglior vita. A quel punto scatta il daspo ed entrambi i fratelli se ne vanno al creatore in un sol colpo. Nessuno ne sente la mancanza, tantomeno Rita che, a quel punto, matura la decisione di lasciare la natia Roccaporena per entrare nel convento delle Agostiniane di Cascia. Le Sorelle però la respingono per ben tre volte all'unanimità, in quanto ha conosciuto, seppur non gradito, l'amore carnale. Ma come dice padre Dante, «volontà se non vuol non s'ammorza».

 

Difatti, la vedova scaltra finge di accettare la decisione, ma segretamente mette in atto il piano B. Se ne va a meditare in montagna, sul cosiddetto scoglio di Roccaporena, un picco sospeso su un abisso vertiginoso. E qui avviene l'impossibile. Rita si lancia nel vuoto e decolla come Wonderwoman. O come una strega, ma senza scopa. A guidarla sono san Giovanni Battista, sant'Agostino e san Nicola da Tolentino che, al termine di un fantastico volo sciamanico, la fanno atterrare a dieci chilometri di distanza, giustappunto nel cortile del convento di Cascia.

SANTA RITA DA CASCIA

 

A quel punto le monache, vinte e convinte dal prodigio, dicono sì alla donna del monte. Che, come cantava Paolo Poli, nel suo esilarante music hall Rita da Cascia, inizia a «vivere senza In alto, un ragazzo vende souvenir davanti al santuario di Cascia, in Umbria, dedicato a Santa Rita La santa è raffigurata nell' immagine a sinistra malinconia, vivere senza più gelosia, senza rimpianto, senza mai più conoscere cos' è l' amore!», mentre le suorine si dondolano con l' hula hop.

 

Ai nostri giorni quel nido d' aquile è diventato meta di un pellegrinaggio ininterrotto di devoti che raggiungono la vetta per venerare la pietra con le orme impresse dai piedi della santa. La sua piattaforma di lancio. Ai fedeli vengono distribuiti minuscoli frammenti dello "scoglio", che si bevono sciolti nell' acqua per assimilarne i principi taumaturgici.

 

SANTA RITA DA CASCIA

Una fedele racconta sul bollettino del santuario la guarigione, prodigiosa quanto inspiegabile, di suo marito gravemente ammalato di cuore, grazie alla somministrazione regolare delle "sante polverine". Sono richiesti per i loro ultrapoteri anche i petali di rosa, che ricordano la miracolosa fioritura di una rosa avvenuta in pieno inverno in una grotta posta in cima al monte. Sul sito web del convento, nella rubrica "Grazie ricevute" è riportato il caso di una ragazza uscita dal coma in seguito all' applicazione di un fiore benedetto. È la mamma a parlare.

 

«Poggiai la rosa sul cuore di mia figlia e, dopo un paio di secondi, aprì gli occhi». Insomma la santa tante ne ha passate e tante ne ha superate. E questa sua lotta vittoriosa contro la violenza e la prepotenza del mondo maschile, in famiglia e fuori, ne ha fatto una vera e propria patrona di genere.

 

Perché i Weinstein sono sempre esistiti. Il che spiega la sua enorme popolarità fra le donne. Costrette troppo spesso ad essere sante e martiri, se non vogliono essere giudicate delle streghe. Non a caso il suo culto ha un grande impulso dopo il 1900, data della sua canonizzazione, quando le trasformazioni della famiglia prodotte dall'industrializzazione scaricano il loro peso sulle madri e sulle mogli. Molte di loro intrattengono con Rita un rapporto di complicità, una sorta di compagnonnage femminile, fondato sullo scambio di confidenze tra persone che condividono gli stessi problemi.

SANTA RITA DA CASCIA

 

Tantissime devote si affidano a lei per sopportare un matrimonio infelice, per raddrizzare figli difficili, e ora anche per divorziare senza conseguenze tragiche. Qualcuna chiede addirittura di essere liberata per sempre da un marito tiranno o da una rivale in amore. Richieste decisamente poco evangeliche, ma che nascono da situazioni di indicibile dolore.

 

Tunnel senza uscita, come quello in cui si trova Anita (il nome è di fantasia) che mi ha confidato di aver chiesto a Rita di eliminare il suo compagno. Un miracolo in negativo. «Mi sono unta le labbra di sale per convincerla». Proprio come avveniva negli antichi rituali di vendetta. E qui religione e superstizione diventano una sola cosa. Per la cronaca, fino ad ora non è stata esaudita.

 

La verità è che nessuno come la santa degli impossibili può capire quel tipo di sofferenza, di smarrimento, di risentimento. Per questo i messaggi lasciati dalle tante graziate, miracolate, confortate, consolate, sono altrettante rivelazioni pubbliche. Che fanno di Rita da Cascia l'avvocata del secondo sesso. La campionessa celeste del #MeToo.

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