fulvio abbate woody allen

“SONO STATO MOLESTATO DA PICCOLO” - LA RIVELAZIONE DEL MARCHESE FULVIO ABBATE: “SARÀ STATO IL 1966, AVEVO DIECI ANNI, E LUI, IL MOLESTATORE, A., ERA UN AMICO DI FAMIGLIA, UN RAGAZZO 25ENNE. MA COMINCIO A TROVARE INSOSTENIBILE LA VALANGA INQUISITORIA CHE, ANCHE NEL CASO DI WOODY ALLEN, SEMBRA INNALZARE LA CATTEDRALE DEL NUOVO PURITANESIMO SESSUOFOBICO…”

fulvio abbate con il suo libro

Fulvio Abbate per www.linkiesta.it

 

Anch’io, lo confesso con tranquilla sincerità, ho subito molestie, da ragazzino. Sarà stato il 1966, avevo dieci anni, e lui, il molestatore, A., era un amico di famiglia, un ragazzo circa venticinquenne, che mio padre aveva accolto come sorta di quasi nipote.

 

woody allen scandal 1992

Ho ritrovato l’episodio riflettendo sulle accuse ricevute da Woody Allen dalla figlia adottiva Dylan Farrow. Proprio lui, mito cinematografico di me ventenne. Ho amato “Prendi i soldi e scappa”, “Il dormiglione”, “Il dittatore dello stato libero di Bananas”, “Amore e guerra”, immensa parodia tolstoiana, meno i film successivi, tolto “Harry a pezzi”, dove brilla la storia della già “miglior pompino dell’Unione donne ebree”, finita all’inferno insieme all’inventore degli infissi di alluminio anodizzato. Forse anche in nome di questo debito di riconoscenza artistica comincio a trovare insostenibile la valanga inquisitoria che, anche nel suo caso, sembra innalzare la cattedrale del nuovo puritanesimo sessuofobico.

woody allen scandal 1992 (1)

 

Tornando a me, giuro che le molestie subite hanno inciso davvero poco sul mio vissuto, assai di più su Serena, mia cugina, coetanea, che le ha vissute insieme a me, assai più di me, nella medesima circostanza. Proprio lei, anni fa, mi ha chiesto se potevo aiutarla a fare luce su un episodio dell’infanzia comune, che stentava a ricostruire, proprio le nostre molestie.

 

Fulvio Abbate (foto Gerald Bruneau)

Serena aggiungeva che le hanno lasciato una profonda traccia d’inadeguatezza, perché A., il pedofilo, evidentemente persona omosessuale, le diceva di preferire me, la preda maschio, a lei, vittima femmina. Serena aggiunge che A. potrebbe anche averla penetrata. Poi racconta le attenzioni che, sempre A., mostrava verso di me. Non ne ho memoria, devo aver rimosso tutto.

 

Rammento invece però che anche in seguito la stessa persona abbia ancora provato a molestarmi, toccandomi nelle parti intime, questo sì, l’ho presente bene, insieme ai suoi morbosi discorsi, era già il 1969.

woody allen mira sorvino

 

Woody Allen: anni fa, mentre mi trovavo nel salottino dietro le quinte del “Maurizio Costanzo show”, d’improvviso l’ho visto venire verso me, era lì per promuovere un film, dove recitava da non vedente. Che immensa rivelazione, gli ho perfino chiesto l’autografo, e intanto che lui prendeva il foglietto di carta dalle mie mani, ripensavo a quando, ovunque programmassero un suo film, fosse anche la più remota arena fuori città, c’ero. Woody Allen mi è apparso, quel giorno, identico a Stan Laurel, la stessa nuca, il medesimo collo smagrito di Stanlio, e ancora nei suoi occhiali, nel suo smarrimento, abitava l’immensità della memoria cinematografica…

 

woody allen mia farrow soon yi

Trovo delirante e non meno incomprensibile che si possa mettere all’indice l’opera reputata più “oscena”(sic) della storia della pittura, “L’origine del mondo” di Courbet, una “fica” in primo piano, in nome di un parossismo paranoico, nuovo standard di ossessione sessuofobica, che sembra voler portare tutto e tutti verso un maccartismo moralistico ossessivo. La mia simpatia per Woody Allen resta intatta, non per questo catalogherò le accuse della figlia adottiva come “infamie” o “lesa maestà” di un simbolo, direbbero altri, della terrazza newyorkese “radical chic” (sic).

 

fulvio abbate e franca leosini

Il giorno in cui è morto mio padre, con lui composto nella bara, era il 2009, nel pomeriggio è arrivata la telefonata di A., il nostro pedofilo, ho così approfittato per dirgli la verità: “Sei un miserabile pedofilo, tieniti per te le condoglianze”.

 

Lui, cadendo dalle nuvole, ha ribattuto “… ma che dici, Fulvio, non ti capisco, ma che sei pazzo?” Ho replicato scandendo poche parole, no-sei-tu-un-miserabile-non-chiamare-più. E ho riattaccato. L’ho fatto soprattutto per Serena, per vendicarla, ritenendo il minimo così risarcirla della violenza subita quarant’anni prima. Poi sono tornato da Gemma, mia madre, nella stanza della veglia. Quando lei mi ha chiesto chi avesse chiamato, ho risposto “… era A, tu lo sai che è un pedofilo, no?”.

 

E lì, mia madre, sebbene donna libera, di più, comunista libertaria indifferente ai conformismi, ha replicato: “… ma che dici, Fulvio, ma figurati se A. è pedofilo!” Quasi le medesime parole dell’altro. Sono allora esploso, e nonostante avessimo papà lì, morto in casa, ho cominciato a urlarle un immenso “…non capisci davvero un cazzo, mamma, proprio un cazzo di niente, se ti dico che A. è un pedofilo, è come dico, ha pure violentato Serena!”.

woody allen dylan farrow

 

Inutile precisare l’imbarazzo dei presenti alla nostra veglia, nella girandola di meravigliosi, reciproci, vaffanculo tra me e mia madre, irresistibile creatura con i suoi “… ma figuratevi, non ci credo, A. è una brava persona...”.  No, che non sono riuscito a fare breccia nella sua convinzione, e tuttavia rido ancora adesso se ripenso quel giorno, papà composto nella bara, Gemma irremovibile, i vicini imbarazzati, ma soprattutto la certezza di avere comunque salvato la verità, l’ironia, la stessa che serve a sconfiggere perfino i mostri. Peccato che Gemma non ci sia più, che disdetta non poterla chiamare anche adesso al telefono per dirle “non mi dire che continui a non credere che A. sia un pedofilo, eh, mamma?

 

woody allen con ronan 1992

Racconto questa storia innanzitutto per fare giustizia delle violenze subite da Serena, però sapeste quanto abbiamo riso ieri al telefono mentre le ricostruivo lo scazzo con sua zia Gemma, il giorno della veglia funebre di zio Totò. Perché nonostante i segni profondi lasciati da quel comportamento eticamente inaccettabile, sono felice di avere trasformato l’orrore in metallo prezioso d’ironia, nonostante le ferite, le mie, e quelle di Serena, mia cugina, che amo.

 

ronan farrow mia farrow allen sinatra

Nessuno mette in discussione le accuse di Dylan Farrow al padre adottivo, tuttavia trovo altrettanto esemplare la replica di Allen che, nega la molestia e cita un altro figlio adottivo, Moses, secondo cui la madre Mia Farrow “ha cercato senza tregua di mettere in testa a Dylan che il padre era un pericoloso predatore sessuale. Sembra che abbia funzionato, purtroppo Dylan crede veramente in quello che afferma”. Allen accusa a sua volta la famiglia Farrow di “sfruttare cinicamente l'opportunità offerta dal movimento Timès Up per ripetere accuse screditate: questo non le rende più vere”. Che pena per Colin Firth, già diretto dal regista in “Moonlight” nel 2013, quando dichiara “con Allen non lavorerò mai più”.

mia farrow woody allen con ronan e dylan

 

Che fine abbia fatto il pedofilo A., davvero lo ignoro, non è più accaduto che richiamasse, non si è fatto vivo neanche quando Gemma, nel 2011, se n’è andata per sempre, senza che fossi mai riuscito a convincerla della verità delle cose, le cose subite.

 

Il ricordo della nuca magra di Woody Allen, la sua camicia cachi, il modo di guardarmi, quel pomeriggio, lo smarrimento nei suoi occhi da miope, l’incertezza del passo, non li dimentico, li tengo con me ancora adesso, quasi fossi stato idealmente scritturato per recitare in suo film, una minuscola parte, intendiamoci, Woody Allen, io e Stan Laurel, e forse anche Oliver Hardy, noi quattro insieme, in cammino, a ridere, nel Sunset Boulevard, il viale del Tramonto dell’ironia. 

Ultimi Dagoreport

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO YANKEE A ROMA DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE”, IL “MAGA”-FONO IN ARRIVO IN ITALIA NEL 2027, CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO E SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE ROMA ALEGGIANO NUVOLONI NERI. IL MOTIVO? TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...

guerra russia ucraina vladimir putin volodymyr zelensky donald trump

DAGOREPORT – NON FATE LEGGERE A TRUMP L’ANALISI DELL’EX DIRETTORE DEI SERVIZI BRITANNICI, JOHN SAWERS, CHE SUL “FINANCIAL TIMES” SENTENZIA: “NON CI SARÀ NESSUNA TREGUA TRA MOSCA E KIEV FINO AL 2027”. IL TYCOON HA LE ORE CONTATE: DEVE TROVARE UN ACCORDO PURCHÉSSIA ENTRO NOVEMBRE, QUANDO I CITTADINI AMERICANI SARANNO CHIAMATI A VOTARE PER LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO - UNA SCONFITTA DEL “DERAGLIATO MENTALE” DELLA CASA BIANCA È PRATICAMENTE CERTA. A MENO CHE NON RIESCA A CHIUDERE LA GUERRA IN EUROPA E FAR DIMENTICARE IL DISASTRO MILITARE AMERICANO IN IRAN – PUTIN NON CEDE AD ALCUN COMPROMESSO, E ZELENSKY LA VEDE “NERA” PER IL FUTURO…

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO