stefano leo

ROBA DA PAZZI AI MURAZZI - UN 34ENNE VIENE SGOZZATO A TORINO: IN CITTA' SI DIFFONDE LA PAURA CHE AD UCCIDERE SIA STATO UN FOLLE CHE AMMAZZA SENZA MOTIVO (E POTREBBE COLPIRE ANCORA) - NESSUNA TELECAMERA HA RIPRESO IL DELITTO MA SI CERCANO ALTRI INDIZI NEI FILMATI, UN TESTIMONE HA NOTATO UN UOMO CON I RASTA CHE…

Federico Genta e Mauro Zola per la Stampa

 

stefano leo

I tatuaggi e gli orecchini tribali erano come una corazza. Ma era quel suo viso da eterno bambino a riflettere il vero carattere di Stefano Leo. «Un ragazzo incredibilmente sensibile e gentile. Che non sarebbe stato capace di far del male a una mosca».

 

Lo aveva già detto la madre Mariagrazia, partita già sabato dalla casa di Biella per essere ascoltata dai carabinieri di Torino che indagano sull' omicidio del figlio. Lo ripeteva, ieri, Jane Rapinett dal Krishna Village di Murwillumbah, in Australia, dove Stefano si era inserito nella comunità Krishna.

 

Una laurea in Legge a Milano, dove vive il padre, quattro anni trascorsi in giro per il mondo, Stefano era approdato sotto la Mole lo scorso novembre. Aveva trovato un impiego come commesso in un negozio del centro e la sua casa era un alloggio sulle rive del Po, condiviso con Sebastiano, l' amico sin dai tempi degli studi.

 

stefano leo

Quella passeggiata, dal fiume fino allo store della K-Way, per lui era un rito. Quaranta minuti tutti per lui, ad ascoltare la musica che arrivava dalle cuffie del telefonino. Le indossava anche l' altra mattina, quando qualcuno lo ha aggredito. Preso alle spalle e sgozzato con un coltello che difficilmente potrà essere ritrovato. Un unico taglio, profondo, che non poteva dare scampo.

 

Come un agguato ma senza una ragione apparente, visto che l' assassino non ha nemmeno provato a sfilargli lo zaino che portava sulle spalle. Il giorno dopo il delitto, i carabinieri hanno deciso di ripartire dal sequestro di tutti i filmati disponibili della zona. Perché dal passato del ragazzo, anche quello meno recente, non sarebbe emerso nulla di rilevante: nemmeno uno screzio che possa essere in qualche modo collegato all' omicidio.

 

Le telecamere, però, sono poche. E nessuna punta su quel viale, lungo Po Machiavelli: uno spicchio di città centrale, ma abbandonato.«Oggi è domenica e nessuno ha paura a passeggiare da queste parti - raccontava ieri una coppia -. Durante la notte, però, il panorama è tutto diverso. Queste passeggiate sono frequentate da tossici e senzatetto. Quasi nessuno, se non in gruppo, ci mette più piede. Soprattutto la sera».

 

stefano leo

Passate le otto, questo diventa il territorio dei pusher, che aspettano i clienti protetti dal buio e dalle siepi che corrono verso la riva. I pochi locali aperti su questo lato dei Murazzi tirano la notte fino alle sette, e spesso i clienti restano accampati nei paraggi ancora per diverse ore. Fantasmi e disperati affacciati su una città che si è già risvegliata da un pezzo.

 

E proprio un disperato resta il primo sospettato del delitto. Quell' uomo con i capelli rasta, il giubbotto chiaro con sulla schiena una scritta di colore rosso, notato da un testimone mentre si allontanava svelto dalla zona quando i primi soccorsi stavano già raggiungendo Stefano, che con le ultime energie era riuscito a raggiungere la strada e poi era caduto sull' asfalto, in mezzo all' incrocio a due passi da piazza Vittorio. Un folle che uccide senza motivo, in pieno giorno e nel centro di Torino.

È questo che più spaventa e che preoccupa gli stessi investigatori. Un delitto senza motivo e che proprio per questo si potrebbe ripetere.

 

Ecco perché le telecamere diventano fondamentali.

stefano leo

Nessuna, questo è già stato confermato, ha ripreso la scena dell' aggressione. Ma una ripresa, anche quella di un impianto di videosorveglianza privato, potrebbe aver immortalato, magari per pochi secondi, la fuga dell' assassino. «Addio nipote mio. Proteggici da lassù, ma porta all' inferno chi ti ha ucciso barbaramente» ha scritto su Facebook Daniele, lo zio di Stefano. Lui è convinto: «Troveranno l' assassino. Vedrai, lo troveranno».

stefano leo

 

Ultimi Dagoreport

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…