roberto formigoni

“CELESTE” NOSTALGIA - ROBERTO FORMIGONI HA CHIESTO DI NUOVO DI POTER USCIRE DAL CARCERE DI BOLLATE, DOVE È RINCHIUSO DAL 22 FEBBRAIO, E DI SCONTARE LA SUA PENA AI DOMICILIARI - L'EX GOVERNATORE LOMBARDO, CHE HA COMPIUTO 72 ANNI A MARZO, SI È PRESENTATO DAVANTI AI GIUDICI MOLTO DIMAGRITO - I SUOI LEGALI HANNO CONTESTATO L'APPLICAZIONE RETROATTIVA DELLA LEGGE “SPAZZACORROTTI”...

Alessandro Giorgiutti per “Libero quotidiano”

 

ROBERTO FORMIGONI

Roberto Formigoni ieri ha chiesto di nuovo di poter uscire dal carcere di Bollate, dove è rinchiuso dal 22 febbraio, e di scontare la sua pena ai domiciliari. Molto dimagrito, l'ex governatore lombardo, che ha compiuto 72 anni a marzo, si è presentato davanti ai giudici del Tribunale di sorveglianza di Milano con indosso un paio di jeans e una polo bianca. Al termine dell' udienza, durata tre ore, mentre Formigoni veniva fatto salire su un van della polizia penitenziaria che lo avrebbe riportato in prigione, i suoi avvocati, Luigi Stortoni e Mario Brusa, non hanno voluto rilasciare dichiarazioni. Ma qualcosa è trapelato.

 

roberto formigoni (2)

I legali avrebbero nuovamente contestato l'applicazione retroattiva della legge cosiddetta spazzacorrotti, entrata in vigore lo scorso gennaio, che nega la possibilità della detenzione domiciliare per chi si macchia di reati contro la pubblica amministrazione, come la corruzione, anche se ha più di settant' anni. Per la difesa Formigoni ha invece diritto a una pena alternativa al carcere, come è stato riconosciuto ad altri condannati, anch' essi ultrasettantenni.

 

Lo scorso marzo la Corte d'Appello aveva respinto una richiesta simile, definendo «legittimamente eseguito» l' ordine di carcerazione. Ma durante l' udienza di ieri, il sostituto procuratore generale Nicola Balice ha dato parere favorevole all' istanza presentata dagli avvocati: Formigoni può quindi attendere con un po' di ottimismo in più la decisione del collegio, prevista tra qualche giorno.

 

ROBERTO FORMIGONI

Presidente della Regione Lombardia dal 1995 al 2013, l'ex esponente della Dc e di Forza Italia è stato condannato a cinque anni e dieci mesi per corruzione. Avrebbe indebitamente favorito due strutture ospedaliere in cambio di benefici ottenuti dall' uomo d' affari Pierangelo Daccò: fatti che si sarebbero prolungati fino al 2011. Lo scorso giugno aveva scritto una lettera dal carcere, pubblicata anche da questo giornale: «Hanno potuto condannarmi ma non hanno potuto decidere del mio modo di reagire e di vivere, non hanno potuto inquinare né il mio cuore né il mio cervello», diceva.

 

E raccontava qualcosa della sua nuova vita da carcerato, con poco tempo a disposizione per le mille incombenze quotidiane: «Devi sottoporti a pratiche burocratiche e tempi di attesa, devi compilare la "domandina" per ogni cosa (domandina, il diminutivo non è a caso, c' è in molti particolari un' implicita regressione infantile)... E pure le medicine (che sono quelle che prendevo a casa, non ho nuovi malanni) le devo ritirare, una pastiglia al giorno, in tre momenti diversi». Il tempo recuperato a tutto questo, concludeva, «lo sto utilizzando per studiare, testi classici e contemporanei, politica, economia, teologia».

ROBERTO FORMIGONI

 

Un messaggio, nemmeno tanto sibillino, per il Guardasigilli, Alfonso Bonafede, esponente di primo piano del M5S. Il sottosegretario del Carroccio è stato uno dei tre assolti nel procedimento, mentre gli altri nove sono stati condannati, tra cui appunto Mantovani a 5 anni e 6 mesi, dopo essere finito anche in carcere quasi quattro anni fa per corruzione, concussione e turbativa d' asta nell' inchiesta del pm Giovanni Polizzi. Roberto Lassini, legale di Mantovani, ha annunciato di esser pronto «a ricorrere in appello per riaffermare, nel processo di secondo grado, una per una le ragioni» dell' ex assessore.

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO

la repubblica urbano cairo enrico mentana stefano cappellini theodore kyriakou

DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO