scommesse illegali

VIZIO CAPITALE – A ROMA E NEL LAZIO LA SPESA PER LE SCOMMESSE È ARRIVATA A 12 MILIARDI L’ANNO, ED È TORNATA AI LIVELLI PRE-PANDEMIA, SOPRATTUTTO GRAZIE ALLE GIOCATE ONLINE, CHE HANNO CONTRIBUITO A CIRCA IL 60% DELLE ENTRATE – POLEMICHE PER LA LEGGE REGIONALE CHE IMPONE CHE LE SALE DA GIOCO SIANO ALMENO A 500 METRI DA SCUOLE, BANCOMAT E ALTRI PUNTI SENSIBILI: I CONCESSIONARI PROMETTONO BATTAGLIA

Daniele Autieri per “la Repubblica – Edizione Roma”

 

sale scommesse 7

I cittadini di Roma e del Lazio hanno ripreso a giocare e a scommettere. Scommesse e giochi regolari che hanno colmato il crollo del Covid e sono ripartiti nel 2021 per far presagire un 2022 di festa. Secondo dati ancora inediti dei Monopoli di Stato nel 2021 il gioco fisico nella regione ha raggiunto i 4,4 miliardi di euro, mentre 7,1 miliardi sono stati spesi nel gioco online. Nel complesso il giocato è stato di 11,6 miliardi.

 

Il dato ricalca quanto accaduto nel 2019, l'anno che ha preceduto il Covid- 19. Allora il gioco fisico aveva assommato giocate per 7,6 miliardi mentre quello online per 4 miliardi. Sebbene la bilancia tra le giocate di persona e quelle in rete penda sul lato dell'online, il totale si conferma a 11,6 miliardi, come appunto nel 2021.

 

scommesse on line1

La ripresa anticipa quello che molti considerano il boom del 2022. Dati ancora non ce ne sono, ma i protagonisti del settore hanno già dichiarato che si attendono crescite delle scommesse nell'ordine del 38-40%.

 

Il dato conferma che il gioco sta diventando sempre più una abitudine per milioni di persone e apre ancora una volta una questione sociale sul tema, soprattutto legata alla possibile applicazione di una legge regionale che obblighi il distanziamento dai punti sensibili (scuole, bancomat, compro oro, palestre, oratori, ecc.). Già dal 2012 la Regione Lazio ha previsto una legge che imponga un distanziamento minimo di 500 metri da questi luoghi, legge che - dopo una serie di rinvii - avrebbe dovuto entrare in vigore nel 2021, prima di essere rinviata di nuovo al 1° settembre di quest' anno. 

SCOMMESSE ON LINE

 

In realtà, proprio in queste ore, si discute su un possibile ulteriore rinvio dell'applicazione di una legge che molte altre regioni italiane hanno già adottato. Lo ha fatto il Piemonte nel 2017 ( prima di annullarla nel 2020), lo hanno fatto le province autonome di Trento e Bolzano, lo hanno fatto anche l'Emilia- Romagna e la Lombardia, dove si cominciano a vedere i primi risultati.

 

sale scommesse 4

Sul tema la scorsa settimana si è tenuto un incontro convocato dal vice presidente della Regione Lazio, Daniele Leodori, al quale hanno preso parte alcune delle imprese protagoniste del settore, così come le associazioni che si battono per limitare i rischi sociali collegati a un abuso del gioco e delle scommesse.

 

Un incontro che è terminato senza decisioni, ma con la consapevolezza - da parte di molti - che la ripartenza del settore dovrebbe prevedere anche maggiori controlli sul territorio. 

sale scommesse 1

 

I concessionari, da parte loro, sono pronti a dare battaglia e dichiarano che l'approvazione di una legge del genere rischia di azzerare il gioco legale nella regione, aprendo la strada alle scommesse illegali e assestando un duro colpo all'occupazione. Un allarme lanciato da Geronimo Cardia, presidente Acadi ( Associazione concessionari apparecchi di intrattenimento) che già nel marzo scorso aveva sollevato il problema dichiarando che « il comparto del gioco pubblico nel Lazio morirà, rendendo inutile lo sforzo che verrà fatto a livello nazionale con il riordino».

 

sale scommesse 2

In realtà la questione è più complessa perché - almeno stando ai numeri - il tema occupazione è residuale nel settore. Rispetto ai 900 milioni di euro che dal Lazio sono finiti nei bilanci dei concessionari nel 2021 il settore occupa nella regione appena 3.200 addetti, circa il 12% dei 29mila addetti su scala nazionale.

 

Più che regionale il tema è nazionale, almeno nella sua complessità e necessita anche di una risposta unitaria che regoli il settore senza creare disparità tra una regione e l'altra. Proprio il riordino del gioco d'azzardo è uno dei fascicoli sul tavolo del ministero delle Finanze che in più occasioni, per bocca del sottosegretario Federico Freni, ha parlato della «necessità di una distribuzione sul territorio dei punti di gioco che risulti sostenibile sotto il profilo dell'impatto sociale e dei controlli a salvaguardia sia della legalità sia dei soggetti maggiormente vulnerabili, dei minori e di coloro che sono affetti da disturbo da gioco d'azzardo patologico».

sale scommesse 3

 

La questione adesso riguarda le decisioni che la Regione Lazio sarà chiamata a prendere nelle prossime settimane: da un lato la scelta di seguire altre regioni italiane sulla strada della tutela e quindi rispettare i tempi previsti per l'approvazione della legge; dall'altro rimandare di nuovo la sua applicazione, rinunciando a porre un argine al potenziale rischio sociale di un boom annunciato.

Ultimi Dagoreport

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI - LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…

giorgia meloni donald trump

FLASH! – IL LATO POSITIVO DEGLI INSULTI DI TRUMP A "GIGIORGIA"? POTREBBE TRADURSI IN UN AUMENTO DEI CONSENSI, ESSENDO IL TYCOON ODIATO DA 8 ITALIANI SU 10 - NON A CASO, AL RADUNO DEGLI ALPINI A GEMONA, È STATA ACCOLTA TRA APPLAUSI E STRETTE DI MANO - AL DI LA' DI TRUMP, IL VERO PROBLEMA PER LA DUCETTA RESTA LO SFARINAMENTO DELLA LEGA E LO SBANDAMENTO DI FORZA ITALIA IN VISTA DEL VOTO 2027 - E POI C’È IL BOOM DI VANNACCI A SPESE DEI TRE PARTITI DELLA MAGGIORANZA (E M5S), RICICCIANDO TEMI IDENTITARI CARI ALL'UNDERDOG, ABBONDONATI UNA VOLTA A PALAZZO CHIGI… - VIDEO

giorgia meloni trump cairo

FLASH! - A PALAZZO CHIGI, DOPO LE MAZZATE DI TRUMP CONTRO GIORGIA MELONI, E' INIZIATA LA CACCIA ALLE STREGHE (CON QUALCUNO SI DEVONO SFOGARE) - E CON CHI SE LA SONO PRESA? CON URBANO CAIRO! - IL MOTIVO? A PUBBLICARE IL PRIMO AFFONDO DI TRUMP ("SONO SCIOCCATO, MELONI NON CI VUOLE AIUTARE SULLA GUERRA IN IRAN. PENSAVO AVESSE CORAGGIO") FU IL "CORRIERE DELLA SERA" A FIRMA DI VIVIANA MAZZA - IL SECONDO SFOGO DEL TYCOON ("MELONI MI FA PENA") E' STATO RIPORTATO DAL PROGRAMMA "L'ARIA CHE TIRA"  DA DANIELE COMPATANGELO SU LA7 (ANCORA EDITORE CAIRO!) - PER DARE UN SEGNALE DI "BUONA FEDE", IL "CORRIERE" IERI HA PUBBLICATO UN'INTERVISTA A MARY L. TRUMP, NIPOTE DI "THE DONALD", CHE DESCRIVE LO ZIO COME UN DISTURBATO MENTALE FUORI CONTROLLO...