donna picchia uomo

CRONACHE DALL’8 MARZO - A ROMA UNA PERUVIANA DI 48 ANNI PICCHIAVA E BRUTALIZZAVA IL MARITO DI 70 ANNI: “STIRI E CUCINI MALE” - LA DONNA AVEVA RIDOTTO IL POVERO DISGRAZIATO IN UNO STATO DI SOGGEZIONE FISICA E PSICOLOGICA, TOLLERATA SOLO PER AMORE DEL FIGLIO - ALLA MEGERA E’ STATA NOTIFICATA L'ORDINANZA CHE PREVEDE L'ALLONTANAMENTO DALLA CASA FAMILIARE CON DIVIETO DI AVVICINAMENTO  

Elena Panarella per “il Messaggero”

 

DONNA PICCHIA UOMO

Una storia familiare fatta di soprusi, umiliazioni, botte. Ma questa volta, la vittima è il marito. A finire nel mirino degli investigatori, con tanto di allontanamento dal tetto coniugale, è stata la moglie. L' uomo esasperato aveva chiesto aiuto al fratello per uscire dal tunnel in cui era caduto. E così è scattata una denuncia con tanto di indagini. I fatti sono avvenuti nel quartiere Monteverede.

 

L' aguzzina è una donna peruviana di 48 anni che, da quando il marito (italiano) 70enne era andato in pensione, lo ricopriva di insulti e minacce, aggredendolo più volte anche davanti al figlio 12enne. È questa la storia di un uomo, ormai disperato, che ha dovuto fare i conti con la follia della propria compagna e con la paura di non vedere più il bambino. Recluso fra la casa familiare e la soffitta, veniva puntualmente cacciato dall' appartamento perché non aveva lavato bene i piatti o per aver steso male il bucato.

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LE MINACCE

Non solo. Spesso gli impediva di consumare il cibo versandoci sopra del disinfettante, oppure lo costringeva a fare le scale di fretta per farlo cadere. Anni di vessazioni, umiliazioni, maltrattamenti. La moglie carnefice lo aveva ridotto in uno stato di soggezione fisica e psicologica, tollerata solo per amore del figlio che aveva paura di perdere. Ad interrompere questa escalation di violenza, la notifica alla 48enne, da parte degli agenti del commissariato Monteverde, dell' ordinanza di applicazione dell' obbligo di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento del marito.

 

L' ORDINANZA

Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagine preliminari del Tribunale Ordinario, sulla base delle risultanze investigative raccolte dai poliziotti, culminate con la denuncia dello stesso fratello della vittima. Una brutta storia che racconta anche dell' amore di un padre per il suo bambino avuto in tarda età, disposto a tutto, persino a subire angherie e botte, pur di non perderlo. Perché è proprio su questo che la donna faceva leva, era il figlio il punto debole.

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«Non te lo faccio più vedere», gli ripeteva. Ma nel lungo elenco di soprusi, ci sono anche fatti drammatici. Come quando d' estate, una volta arrivati al mare lo chiudeva in macchina sotto il sole mentre lei andava in spiaggia con il bambino. O le notti da incubo che era costretto a subire quando veniva chiuso in soffitta. E sì perché lei aspettava che si addormentasse per poi accendere una motosega e spaventarlo. Oppure i casi in cui lo svegliava in piena notte con delle secchiate d' acqua gelida in pieno inverno.

 

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E come se non bastasse, quando lui un giorno si ammalò prese al volo l' occasione e chiese di farsi nominare amministratrice di sostegno. A quel punto il fratello che già aveva fatto una segnalazione, ha denunciato tutto alla polizia. «È in pericolo, bisogna aiutarlo. Ogni giorno vive un incubo senza sapere come possa andare finire», racconta l' uomo agli investigatori. «Mio fratello resiste solo per amore del figlio». E così secondo quanto emerso dalle indagini, la condotta della donna si sarebbe articolata in una pluralità di atteggiamenti, quotidiani, provocatori e denigratori. Dalle spinte alle botte, ben poco amichevoli, dal lancio di oggetti a colpi con il manico della scopa. Urla e parolacce poi sarebbero state all' ordine del giorno. Ma ora per l' anziano, è finito un incubo (vissuto nella stragrande maggioranza dei casi dalle donne, basta guardare i fatti di cronaca). E finalmente potrà godersi il figlio con l' aiuto della famiglia.

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