CANTO DEL MERLO PER SALVATORES - IL REGISTA SCRIVE A “REPUBBLICA” PER DIFENDERE IL “CINEMA AMERICA” OCCUPATO E FRANCESCO MERLO LO UCCELLA: “SAREI FELICE SE LA GENTE DI SPETTACOLO FACESSE PIÙ OPERE D’ECCELLENZA E MENO OCCUPAZIONI”

cinema AMERICA OCCUPATO
cinema AMERICA OCCUPATO

1 - IL MIO OSCAR PER I RAGAZZI DEL CINEMA AMERICA

Lettera di Gabriele Salvatores a “la Repubblica”

 

Caro direttore,

ho letto l’articolo di Francesco Merlo sul cinema America. Mi permetta solo una riflessione. A differenza di altre sale cinematografiche chiuse che svolgevano la loro importante funzione di esercizi commerciali, il cinema America ha svolto negli ultimi tempi un’importante funzione.

 

gabriele salvatores 2975 cgabriele salvatores 2975 c

Occupato da questi ragazzi (che mi hanno dato l’impressione di essere preparati e intelligenti), il cinema America a Roma è stato non solo centro di aggregazione, alternativo al bar e alla discoteca per i giovani del quartiere, ma anche punto di riflessione, discussione e conoscenza del cinema e della sua natura. Non un corso universitario, ma un momento di approfondimento e discussione legato alla proiezione di film, a volte anche “commerciali”, ma intelligenti.

 

Mi rendo conto che parlare oggi di “esperienza di quartiere” o di “radicamento nel territorio” può sembrare anacronistico, ma io ho cominciato così con il teatro e credo che il grande cambiamento che tutti auspichiamo passi anche dalle piccole cose legate alla nostra vita quotidiana. Ho visto gli abitanti del quartiere molto coinvolti (sono due anni che esiste questa realtà) da un’esperienza che giudico diversa per modi e finalità rispetto ad altre realtà e iniziative legate a scopi commerciali.

salvatores italy in a day 4salvatores italy in a day 4

 

Lo testimonia il numero di presenze alle proiezioni e agli incontri organizzati. Nel totale rispetto per i diritti dei proprietari, si chiede all’amministrazione pubblica di provare a risolvere un problema simile a tanti altri che hanno trovato una soluzione grazie ai ben diversi interessi che muovevano.

 

Questi ragazzi stanno svolgendo un compito importante in totale controtendenza e che, in più, si basa sull’amore per il cinema. È vero che le sale cinematografiche spesso sono vuote. E noi che ancora crediamo che sia importante il contributo che il cinema possa dare alla società, abbiamo bisogno di sale dove i nostri film si possano vedere, ma, soprattutto, di una nuova affezione al cinema. E si ama una cosa quando la si conosce. Che c’è di male a proteggere un piccolo seme ben piantato in un terreno fertile?

FRANCESCO MERLOFRANCESCO MERLO

 

Merlo è sicuro che, almeno per quanto riguarda chi fa il mio lavoro, si tratti di demagogia? E non di difesa della nostra “riserva indiana” e delle cose in cui crediamo?

Un’ultima cosa assolutamente meno interessante. Sono stato invitato dai ragazzi a presentare in piazza San Cosimato questo mio ultimo lavoro, Italy in a Day , all’indomani della sua messa in onda su Rai 3.

 

Durante la serata mi hanno chiesto, dopo le dichiarazioni del Presidente Napolitano e di Paolo Sorrentino, se anche io avevo qualcosa da offrire... Ho risposto che non essendo il Presidente della Repubblica e non avendo la cittadinanza romana, l’unica cosa che potevo offrire era l’Oscar! Il pubblico ha riso e sono sicuro che se Merlo fosse stato presente avrebbe colto la dimensione paradossale della dichiarazione. Anche perché, per quanto possa valere, l’Oscar appartiene comunque all’Academy Awards e non può essere quindi “restituito”.

(L’autore, regista, ha vinto il premio Oscar per “ Mediterraneo” nel 1992)

 

2 - RISPOSTA DI FRANCESCO MERLO

francesco merlo francesco merlo

Caro Salvatores, anche a me piace la delicata qualità dei ragazzi dell’America, al punto che vorrei proteggerli dall’eccesso di solidarietà, vale a dire dalla demagogia (quella che Nanni Moretti parodiò) che sta rischiando di trasformare in retorica dell’impegno la loro poetica del cinema, e in caricatura rivoluzionaria la loro passione civile.

 

Anche io, come tutti, sarei felice se la gente di spettacolo facesse più opere d’eccellenza come i suoi film e meno occupazioni, e non per amore dell’ordine costituito ma per amore dell’arte. La sua battuta, infine, che era bella perché ironica e scanzonata, è diventata, in mano a quella demagogia, come il rifiuto dell’Oscar di Marlon Brando in nome dei diritti violati degli indiani o come la medaglia olimpica che Cassius Clay buttò nel fiume Ohio insieme alla cartolina- precetto per il Vietnam.

 

Ultimi Dagoreport

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?