LA GIUSTIZIA ARGENTINA FA ACQUA DA TUTTE LE PARTI - UNA DELLE CARTELLE CLINICHE USATE DAGLI ESPERTI DELL'ACCUSA, NEL SECONDO PROCESSO SULLA MORTE DI DIEGO ARMANDO MARADONA IN CORSO A BUENOS AIRES, APPARTERREBBE AL PADRE DEL CALCIATORE! - QUESTO SORPRENDENTE DATO POTREBBE METTERE A RISCHIO NUOVAMENTE LA VALIDITÀ DELL'INTERO DIBATTIMENTO - A QUATTRO MESI DALL'INIZIO DEL NUOVO PROCESSO, ANNULLATO NEL 2025 DOPO LA SCOPERTA CHE L'EX GIUDICE JULIETA MAKINTACH STAVA FILMANDO DI NASCOSTO UN DOCUMENTARIO DURANTE LE UDIENZE, IL PROCEDIMENTO RISCHIA DI ESSERE NUOVAMENTE DICHIARATO NULLO…
NUOVO SCANDALO AL PROCESSO MARADONA, A RISCHIO DI NUOVO LA VALIDITÀ
Una delle cartelle cliniche usate nella perizia degli esperti appartiene al padre di Diego
maradona con le scarpe puma king
(ANSA) - BUENOS AIRES, 19 AGO - Una delle cartelle cliniche usate nella perizia degli esperti dell'accusa nel secondo processo sulla morte di Diego Armando Maradona in corso di svolgimento a Buenos Aires apparterrebbe al padre del calciatore.
Questo il sorprendente dato emerso nell'ultima udienza del giudizio e che potrebbe mettere a rischio nuovamente la validità dell'intero dibattimento. "È una situazione talmente senza precedenti e scandalosa che è impossibile sapere cosa fare", ha affermato Francisco Oneto, avvocato del principale imputato, il neurochirurgo Leopoldo Luque, secondo quanto riporta il portale Infobae.
A quattro mesi dall'inizio del nuovo processo - annullato nel 2025 dopo la scoperta che l'ex giudice Julieta Makintach stava filmando di nascosto un documentario durante le udienze - il procedimento orale rischia quindi nuovamente di essere dichiarato nullo. La perizia, dopo aver analizzato l'intero fascicolo, comprese le cartelle cliniche e gli esami di Maradona, aveva concluso che l'ex campione del mondo di calcio non è stato curato adeguatamente in relazione al suo quadro clinico e che la sua morte si sarebbe quindi potuta evitare.
diego maradona leopoldo luque 3
Maradona è morto il 25 novembre 2020 mentre si riprendeva da una delicata operazione alla testa per la rimozione di un ematoma subdurale. L'autopsia ha stabilito che il decesso è avvenuto per un edema acuto polmonare secondario a un'insufficienza cardiaca inserita in un contesto di cardiomiopatia dilatativa. Nel processo sono imputati otto tra medici, infermieri e operatori sanitari che lo avevano in cura durante la degenza. Tra questi il neurochirurgo Luque e la psichiatra Agustina Cosachov, accusati di omicidio semplice con dolo eventuale.

