1. SI È ROTTO IN DUE PARTI IL CASCO DI SCHUMACHER. AL MOMENTO DEL VIOLENTO IMPATTO CON LA ROCCIA STAVA SCIANDO IN UN TRATTO DI NEVE FRESCA TRA DUE PISTE BATTUTE TRA I 60 E I 100 KM ORARI. UNA VELOCITÀ CHE SPIEGHEREBBE LA VIOLENZA DELL'URTO 2. NIKI LAUDA: “OGNI GIORNO MUOIONO MIGLIAIA DI PERSONE PER INCIDENTI D’AUTO, IN MOTO, IN BICI O A PIEDI. TROVO ASSURDO E IMPIETOSO LANCIARE L’IPOTESI CHE MICHAEL ABBIA OSATO TROPPO, SIA ANDATO OLTRE I LIMITI. È STATO SOLO MOLTO SFORTUNATO’’ 3. IL NEUROCHIRURGO GIULIO MAIRA: “I PROSSIMI 4-5 GIORNI SARANNO DECISIVI. MA SE DOVESSE FARCELA È QUASI IMPOSSIBILE CHE SOPRAVVIVA SENZA QUALCHE MENOMAZIONE”

1. SCHUMACHER, IL CASCO SI È SPACCATO IN DUE. TIMES: "SCIAVA TRA I 60 E I 100 KMH"
La Repubblica.it - Si è rotto in due parti il casco di Michael Schumacher al momento del violento impatto con la roccia avvenuto mentre sciava fuoripista a Meribel, sulle Alpi francesi. Lo hanno detto oggi fonti ospedaliere confermando la notizia anticipata ieri dal quotidiano tedesco Bild. "Quando i soccorsi sono arrivati - raccontano le fonti alla France Presse - hanno visto il casco spaccato e molto sangue". Al momento del terribile impatto con la roccia, Schumacher stava sciando in un tratto di neve fresca tra due piste battute tra i 60 e i 100 km orari. Una velocità che spiegherebbe la violenza dell'urto. Lo riferisce il britannico Times che cita una fonte vicina alle indagini della polizia francese che sta ricostruendo il tragico incidente.

L'ex pilota Ferrari è ricoverato nell'ospedale di Grenoble con gravi lesioni alla testa e lotta tra la vita e la morte. I medici hanno definito "molto gravi" le sue condizioni e affermano di non sapere se riuscirà a sopravvivere. Schumacher è sedato e in coma artificiale per controllarne le funzioni dopo l'intervento chirurgico.

Un gran numero di giornalisti, telecamere e moltissimi tifosi sono accampati davanti all'ospedale di Grenoble. Gli accessi alla struttura sono stati limitati. Un nuovo bollettino medico è atteso
in mattinata

2. "LA VELOCITÀ NON C'ENTRA - È STATO SOLO SFORTUNATO"
Cristiano Chiavegato per ‘La Stampa'

Niki Lauda, che è stato anche il capo di Michael Schumacher alla Mercedes, ha appreso dell'incidente di Schumacher mentre è in vacanza in Austria con la seconda moglie Birgit e i figli più piccoli, i gemelli Max e Mia, di quattro anni.

Quando ha avuto la terribile notizia?
«Era domenica sera tardi. Ho acceso la televisione e ho sentito che era ricoverato a Grenoble in gravi condizioni. Prima si era parlato solo di un trauma cranico e sembrava che potesse cavarsela con un breve periodo di osservazione e riposo».

Purtroppo, invece, dopo la conferenza stampa dei medici che lo hanno operato si è saputo che la situazione è drammatica...
«Questo è stato uno choc molto forte. Una delle sorprese più brutte della mia vita. Tutto mi aspettavo meno una simile disgrazia».

Voi piloti abituati a velocità folli, forse prendete troppi rischi, quando praticate altri sport?
«È una cosa che non voglio neppure sentir dire. Io non sono mai stato un atleta e ho pensato soprattutto a guidare i miei aeroplani. Ma se avessi amato una qualsiasi disciplina l'avrei praticata senza paura».

Deve comunque essere successo qualcosa di strano, imprevedibile per prendere un colpo così forte.
«Ci sono attività pericolose anche se uno è attento e prudente. Ogni giorno muoiono migliaia di persone per incidenti automobilistici, in moto, in bici o a piedi. Trovo assurdo e impietoso lanciare l'ipotesi che Michael abbia osato troppo, sia andato oltre i limiti. Per me è stato solamente molto sfortunato. Fra l'altro non ci sono testimonianze sull'accaduto».

C'era con lui il figlio Mick.
«Credo che sia meglio lasciarlo in pace. Povero ragazzo, deve aver vissuto momenti spaventosi. Sono disgustato da quanto si sente dire. Bisogna soltanto stare vicini a tutta la sua famiglia. E lasciar perdere ogni tipo di illazione».

Anche lo sci fa molte vittime...
«Appunto. Anche se non si cercano situazioni estreme ci si può fare male. Può capitare a chiunque. Ho degli amici che sono finiti in ospedale per mesi cadendo da fermi».

Andrà a trovare Michael se e quando possibile?
«Io spero di poterlo fare, al momento opportuno. Per ora prego. Mi auguro che si riprenda completamente, che torni come prima. Questo è il mio augurio. È stato il più grande pilota di tutti i tempi, ha vinto più di tutti. Si è dedicato alla Formula 1 come nessun altro ha mai fatto. Un esempio per chi ama l'automobilismo. Vogliamo averlo ancora con noi, per raccontarci delle nostre avventure. Forza Michael, te lo dice uno che nella sua vita ha rischiato di perderla in pista».


2. "QUASI IMPOSSIBILE CHE POSSA USCIRNE SENZA MENOMAZIONI"
Paolo Russo per ‘La Stampa'

«I prossimi 4-5 giorni saranno decisivi. Ma se dovesse farcela è quasi impossibile che sopravviva senza qualche menomazione». Il professor Giulio Maira è neurochirurgo al Policlinico Gemelli. A lui il Vaticano ha affidato le cure del Papa. Ma è anche un tifoso di Schumi e quelle parole le pronuncia con amarezza.

Professore, i bollettini parlano di lesioni gravi e diffuse al cervello. In questi casi quante possibilità si hanno di sopravvivere?
«Difficile dirlo da qui senza conoscere tutto il quadro clinico. I medici di Grenoble lo hanno dichiarato in prognosi riservata e questo già dice molto sulla gravità dei danni riportati. C'è stata una lesione importante nell'emisfero destro dove è stato operato asportando l'emorragia. Però evidentemente il trauma è stato talmente violento da creare un forte scuotimento del cervello che ha generato contusioni multiple».

Quindi ci sarebbero emorragie diffuse?
«Purtroppo sì. La Tac di controllo fatta dopo l'intervento ha rilevato focolai emorragici anche in altre aree e nell'emisfero sinistro. Il pericolo nasce da qui, sia per la sopravvivenza che per le eventuali condizioni di vita se, come ci auguriamo tutti, Schumacher dovesse farcela».

Cosa si deve temere ora?
«Con danni diffusi nel cervello c'è un alto rischio di sviluppare un'ipertensione endocranica e quindi un edema cerebrale. Un pericolo che i medici stanno combattendo con l'ipotermia, mantenendo la temperatura corporea intorno ai 34 gradi proprio per ridurre il funzionamento della massa cerebrale e così proteggerla. Protezione che avviene anche con il coma farmacologico e con una terapia anti edema cerebrale».

Se Schumi dovesse farcela tornerà mai quello di prima?
«Ce lo auguriamo tutti. Ma il fatto che sia andato in coma mi fa purtroppo pensare che sia quasi impossibile che torni a essere lo Schumacher in grado di sfrecciare a 300 all'ora. Direi che oggi è difficile che possa rimanere senza handicap».

Che tipo di menomazioni potrebbe riportare?
«La parte maggiormente colpita è quella destra, quindi il pericolo è quello di paresi nel lato sinistro. Ma ci sono focolai anche nell'emisfero sinistro dove hanno sede le funzioni motorie e del linguaggio, che si spera non siano state danneggiate».

 

 

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