sovraffollamento carceri

SE LA CIVILTÀ DI UN PAESE SI GIUDICA DALLE SUE CARCERI, L’ITALIA È MESSA MOLTO MALE – SECONDO IL RAPPORTO DI “ANTIGONE”, IL SOVRAFFOLLAMENTO HA RAGGIUNTO IL 13,1%: CI SONO QUASI 65MILA PERSONE DETENUTI, A FRONTE DI UNA CAPIENZA DI 51MILA POSTI. IN 8 CARCERI SI SUPERA IL 200% DI SOVRAFFOLLAMENTO – NONOSTANTE IL GOVERNO ABBIA ANNUNCIATO UN PIANO CARCERI, I POSTI REALMENTE DISPONIBILI SONO DIMINUITI - SOLO IL 40,8% DELLE PERSONE DETENUTE È ALLA PRIMA CARCERAZIONE. IL 45,9% È GIÀ STATO IN CARCERE DA UNA A QUATTRO VOLTE. IL 29,3% DELLE PERSONE DETENUTE LAVORA, MA SOLO IL 4,9% PER SOGGETTI ESTERNI…

CARCERI: ANTIGONE, 'SOVRAFFOLLAMENTO AL 139,1%, IN 6 ANNI 30MILA RICORSI PER TRATTAMENTI INUMANI'

carceri italiane

(Adnkronos) - E' stato presentato oggi il XXII Rapporto di Antigone 'Tutto chiuso' sulle condizioni di detenzione in Italia, realizzato attraverso 102 visite di monitoraggio svolte negli istituti penitenziari di tutta Italia dall'Osservatorio sulle condizioni di detenzione di Antigone.

 

Il quadro che emerge è quello di un sistema penitenziario sempre più lontano dal dettato costituzionale e sempre meno capace di garantire sicurezza. Le carceri italiane sono oggi più affollate, più chiuse e il governo continua ad aggravare l'emergenza penitenziaria con nuovi reati, aumenti delle pene e nuovi annunci di edilizia penitenziaria, con i numeri che raccontano il fallimento di questo approccio.

 

CARCERI ITALIANE

Al 30 aprile 2026 nelle carceri italiane erano detenute 64.436 persone, a fronte di una capienza regolamentare di 51.265 posti che si riducono a soli 46.318 posti realmente disponibili. Il tasso reale di sovraffollamento ha così raggiunto il 139,1%. Sono ormai 73 gli istituti con un tasso di affollamento pari o superiore al 150%, mentre in 8 carceri si supera addirittura il 200%. Gli istituti non sovraffollati sono appena 22 in tutta Italia.

 

Nonostante il governo abbia annunciato da tempo un piano carceri, si legge nel rapporto, i posti realmente disponibili sono addirittura diminuiti di 537 unità dall'avvio del piano stesso. Nel frattempo, dal 2018 al 2024, i tribunali di sorveglianza hanno accolto oltre 30mila ricorsi per trattamenti inumani o degradanti subiti dalle persone detenute. Numeri superiori a quelli che portarono alla condanna nella sentenza Sentenza Torreggiani c. Italia, quando i ricorsi presentati furono circa 4.000.

 

CARCERI: ANTIGONE, SOLO 29,3% DETENUTI LAVORA, 4,9% IN IMPRESE ESTERNE

CARCERI ITALIANE

(LaPresse) - Oggi solo il 40,8% delle persone detenute è alla prima carcerazione. Il 45,9% è già stato in carcere da una a quattro volte. Il 10,6% da cinque a nove volte. Il 2,7% addirittura più di dieci volte.

 

È quanto rileva il XXII Rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione in Italia, dal titolo 'Tutto chiuso', presentato oggi e realizzato attraverso 102 visite di monitoraggio svolte negli istituti penitenziari di tutta Italia dall’Osservatorio sulle condizioni di detenzione di Antigone.

 

"È la dimostrazione di un sistema che non reinserisce e, di conseguenza, produce solo più insicurezza", si sottolinea. Del resto i dati sulle attività che sarebbero fondamentali per i percorsi di reinserimento "spiegano bene il perché di questa recidiva, con investimenti largamente insufficienti": solo il 29,3% delle persone detenute lavora; l’85,6% di queste lavora alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria, spesso in mansioni poco spendibili fuori; solo il 4,9% lavora per soggetti esterni; appena il 7,9% frequenta corsi di formazione professionale; solo il 31% frequenta percorsi scolastici; appena il 3% è iscritto all’università.

CARCERI ITALIANE

 

CARCERI: ANTIGONE, 'SISTEMA NON REINSERISCE, SOLO IL 40,8% DEI DETENUTI ALLA PRIMA RECLUSIONE'

(Adnkronos) - "L'aumento delle presenze non dipende da un aumento della criminalità. I reati in Italia restano sostanzialmente stabili e nei primi mesi del 2025 risultano addirittura in calo dell'8%. Calano anche gli ingressi in carcere e continua a diminuire il ricorso alla custodia cautelare, che oggi riguarda il 24,1% delle persone detenute.

 

A crescere sono invece le pene più lunghe e gli effetti delle politiche punitive adottate dal governo, che dall'inizio della legislatura ha introdotto oltre 55 nuovi reati, più di 60 aggravanti e oltre 65 aumenti di pena". E' quanto emerge dal rapporto di Antigone 'Tutto chiuso' sulle condizioni di detenzione. "Ma soprattutto il sistema continua a fallire sul terreno decisivo: evitare che chi esce dal carcere torni a delinquere.

CARCERI ITALIANE

 

Oggi solo il 40,8% delle persone detenute è alla prima carcerazione. Il 45,9% è già stato in carcere da una a quattro volte. Il 10,6% da cinque a nove volte. Il 2,7% addirittura più di dieci volte", si legge.

 

"È la dimostrazione di un sistema che non reinserisce e, di conseguenza, produce solo più insicurezza. Del resto i dati sulle attività che sarebbero fondamentali per i percorsi di reinserimento spiegano bene il perché di questa recidiva, con investimenti largamente insufficienti: solo il 29,3% delle persone detenute lavora - spiegano da Antigone - l'85,6% di queste lavora alle dipendenze dell'amministrazione penitenziaria, spesso in mansioni poco spendibili fuori; solo il 4,9% lavora per soggetti esterni; appena il 7,9% frequenta corsi di formazione professionale; solo il 31% frequenta percorsi scolastici; appena il 3% è iscritto all'università.

 

CARCERI ITALIANE

A tutto questo si aggiunge un segnale estremamente preoccupante: per la prima volta rallenta, e in alcuni casi arretra, il sistema delle misure alternative alla detenzione. Dal carcere si esce sempre meno. Si viene murati vivi. Le prese in carico degli Uepe per l'affidamento in prova ai servizi sociali, la misura alternativa più diffusa, sono state nel 2025 24.627, in calo rispetto alle 26.151 del 2024. Lo stesso accade per la detenzione domiciliare, i cui nuovi casi sono passati da 14.247 nel 2024 a 13.519 nel 2025.

 

Si tratta di un'inversione di tendenza particolarmente allarmante: mentre il carcere continua a riempirsi, gli strumenti che potrebbero alleggerire la pressione sugli istituti e favorire percorsi più efficaci di reinserimento vengono utilizzati sempre meno. Eppure, alla fine del 2025, ben 24.348 persone detenute avevano un residuo pena inferiore ai tre anni e avrebbero potuto potenzialmente accedere a una misura alternativa. Tra queste, 7.790 persone avevano addirittura meno di un anno di pena residua da scontare".

 

CARCERI ITALIANE

CARCERI: ANTIGONE, 'LIMITATE LIBERTA' DI MOVIMENTO E APERTURE VERSO L'ESTERNO, PIU' AGGRESSIONI E SUICIDI'

(Adnkronos) - "Oggi oltre il 60% delle persone detenute trascorre quasi tutta la giornata chiusa in cella. Solo il 22,5% si trova in sezioni a sorveglianza dinamica. Negli ultimi mesi circolari del Dap hanno ulteriormente limitato libertà di movimento, attività e aperture verso l'esterno.

 

Nel promuovere queste misure si è fatto spesso riferimento a presunte questioni di sicurezza all'interno degli istituti eppure, proprio a partire da queste misure, è cresciuta la tensione, come dimostrano ancora una volta i dati: le aggressioni contro la polizia penitenziaria sono passate da 2.154 a 2.423 (+12,4%); le aggressioni tra persone detenute sono passate da 3.356 nel 2021 a 5.812 nel 2025 (+73%); gli atti turbativi dell'ordine e della sicurezza sono aumentati del 27,6%.

 

È la Polizia penitenziaria che deve chiedere un ritorno al carcere aperto". E' quanto si legge nel Rapporto di Antigone 'Tutto chiuso' sulle condizioni di detenzione. "Nel 2025 almeno 82 persone si sono tolte la vita in carcere. Dall'inizio del 2026 i suicidi sono già 24. In meno di un anno e mezzo sono morte suicide 106 persone detenute.

detenuti

 

Nel solo 2025 ci sono stati anche 254 decessi complessivi, il dato più alto registrato da decenni. Gli atti di autolesionismo restano oltre quota 2.000 ogni 10.000 detenuti: significa che mediamente un detenuto su cinque compie gesti autolesivi. Questi numeri - concludono da ANTIGONE - raccontano una crisi strutturale, non emergenze isolate".

 

CARCERI: ANTIGONE, 'MAGGIORE ACCESSO A MISURE ALTERNATIVE, SCREENING SALUTE E SPORT'

(Adnkronos) - Piano Marshall per le carceri, riempiendole di vita in vista dell'estate allo scopo di ridurre il numero dei suicidi; ritiro di tutte le circolari che hanno chiuso il carcere a partire da quelle sulla media e alta sicurezza; misure urgenti per ridurre il sovraffollamento; maggiore accesso alle misure alternative anche attraverso l'uso del Consiglio di disciplina allargato per proporre premi tra cui anche la grazia.

 

roma, rivolta dei detenuti a rebibbia 6

Sono tra le prime richieste avanzate da Antigone in conclusione del Rapporto 'Tutto chiuso sulle condizioni di detenzione presentato oggi. L'associazione per i diritti e le garanzie nel sistema penale chiede poi di predisporre l'accesso alla detenzione domiciliare per tutti coloro che hanno da scontare un fine pena inferiore ai 12 mesi;

 

investimenti per il lavoro professionalizzante; apertura di sezioni di liceo e di poli universitari riducendo gli ostacoli burocratici; sport per tutti d'estate all'aperto in ogni carcere; il ripristino di modelli di custodia aperta e della sorveglianza dinamica; telefonate quotidiane;

 

il carcere di san vittore in fiamme 2

la riduzione dell'uso dell'isolamento e la limitazione della sorveglianza particolare oggi abusata; interventi immediati per prevenire suicidi e autolesionismo e informazione dei parenti nell'immediatezza dei fatti; costituzione di parte civile del Governo in ogni procedimento per tortura o lesioni commesse da esponenti del Corpo di Polizia Penitenziaria o altri membri dello staff; screening generale di salute per tutti i detenuti a partire da malattie infettive e psichiatriche;

 

nuove politiche di riduzione del danno per tossicodipendenti e consumatori di droghe; restituire al direttore il pieno potere di gestione del carcere evitando che questo sia nelle mani della Polizia penitenziaria; cancellare subito la norma che prevede l'istituzione di agenti sotto copertura; cancellare la norma che ha prodotto l'aumento dei bimbi in carcere con le mamme; cancellare la norma che prevede il delitto di rivolta penitenziaria che punisce con anni di galera la disobbedienza non violenta.

 

UN DETENUTO NELLE CARCERI ITALIANE

''Quello che riscontriamo quotidianamente con le nostre visite di monitoraggio, nelle nostre conversazioni con tutte le componenti che lavorano e vivono nel sistema penitenziario, è un panorama di crescente tensione. Un carcere chiuso - spiega Patrizio Gonnella, presidente di Antigone - non è un carcere più sicuro, ma un carcere dove le persone e gli operatori sono più soli e più abbandonati. Dove le giornate passano nella noia e nell'apatia, con l'uso di psicofarmaci come elemento 'calmante' e 'stabilizzante'. Bisogna invece aprire il carcere, al mondo esterno, al volontariato, alle attività.

 

roma, rivolta dei detenuti a rebibbia 5

Promuovere investimenti per aumentare i corsi scolastici e di formazione professionale, semplificare il peso della burocrazia per attrarre aziende e incentivare il lavoro per datori di lavoro privati. Oggi il carcere è lontano da tutto questo e vi si sta allontanando sempre di più, tradendo la funzione costituzionale della pena e incentivando la recidiva. Un governo che ha approvato due decreti sicurezza in pochi mesi è paradossale che ignori quanto oggi, il carcere, sia un luogo insicuro e che produce insicurezza''.

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