mohamed lahouaiej

ALTRO CHE ISLAM: L'ATTENTATORE DI NIZZA PRATICAVA UNA RIGOROSA BISESSUALITA'! - DAL SUO SMARTPHONE EMERGE UNA FORSENNATA ATTIVITA' SU SITI DI RIMORCHIO: UN MARE DI FOTO DI AMANTI, UOMINI E DONNE. A CUI MANDAVA SEXY SELFIE, DEPILATO E PALESTRATO - DOPO IL KILLER DI ORLANDO, UN ALTRO MARITO MUSULMANO CHE VIVEVA UNA DOPPIA VITA. IL DIVORZIO, I DEBITI, UNA 'RADICALIZZAZIONE LAST MINUTE' PER LAVARE I SUOI MOLTI PECCATI

Da http://www.dailymail.co.uk

mohamed lahouaiejmohamed lahouaiej

 

Dopo aver analizzato approfonditamente il cellulare dell’attentatore di Nizza Mohamed Lahouaiej Bouhlel, nuovi importanti dettagli sono emersi sul suo conto. In particolare, pare che l’assassino 31enne navigasse regolarmente su siti per incontri bisessuali e frequentasse persone conosciute online, sia uomini che donne.

 

Non solo, dunque, l’assunzione regolare di alcol e droghe metteva in dubbio l'adesione rigorosa alle pratiche islamiche. L’ultima scoperta chiarisce definitivamente ogni dubbio: l’uomo era ‘omosessuale praticante’.

 

Il suo cellulare è stato prelevato dagli agenti di polizia subito dopo averlo ucciso giovedì sera lungo la Promenade des Anglais. Secondo gli ufficiali, l’ispezione del telefono si sta rivelando ben più importante dei sette sospettati attualmente tenuti in custodia per legami con sospetti con l’uomo. Tra questi, due albanesi sospettati di aver fornito una pistola a Bouhlel.

mohamed lahouaiej 3mohamed lahouaiej 3

 

“La testimonianza su cui gli investigatori stanno contando di più è quella del suo telefono cellulare,” riporta il canale di notizie francese ‘BFM TV’.

 

A una prima indagine, il dispositivo si è rivelato essere pieno di messaggi, video e fotografie, tra cui quelle di uomini e donne con cui l’attentatore è recentemente andato a letto. Duecento agenti stanno lavorando esclusivamente sui dati presenti all’interno del suo telefono.

 

Boulel amava mandare selfie ai suoi contatti. Tra le foto, compaiono i volti di amanti uomini e donne, anche se frequentati per poco. Andava regolarmente in palestra e frequentava bar latinoamericani. Tra le ultime ricerche su Google, pare vi sia anche ‘un sito che mostra immagini di esecuzioni pubbliche’, ha detto BFM TV.

mohamed lahouaiej 2mohamed lahouaiej 2

 

Oltre a documentare la sua intensa vita sessuale, il padre di tre figli in corso di divorzio ha utilizzato il telefono anche per preparare l’attacco, ed lì che le indagini dovrebbero ritirarsi maggiormente utili.

 

Tra le varie si è addirittura scattato un selfie all’interno del camion assassino appena prima di partire alla volta del lungomare, e lo ha inviato alla sua famiglia in Tunisia. Ha scritto messaggi sulla sua gioia di aver ottenuto una pistola 7.65 e sulla speranza di ottenerne presto altre. In un messaggio ha scritto: “Finalmente ho i rifornimenti. Portate più armi”. 

 

 

2. BARBA, NO ALCOL, DEBITI E IL CONTATTO CON L' ISIS POI L' SMS: «PIÙ ARMI»

Alessandra Coppola, Andrea Galli e Guido Olimpio per il “Corriere della Sera

 

nizzanizza

La follia di Mohamed Lahouaiej Bouhlel diventa jihadista alla fine di giugno, inizio luglio. È una marcia a tappe forzate verso l' obiettivo. Quindici, venti giorni cruciali, secondo gli inquirenti, che hanno trasformato un autista frustrato di Nizza Est in un assassino di massa sulla Promenade des Anglais. È in questo arco di tempo così breve che si concentrano le indagini. Il killer del 14 luglio ha covato odio per anni e poi all' improvviso è esploso in un attentato sul modello degli estremisti islamici dell' Isis.

 

Una svolta repentina che ha avuto comunque bisogno di pianificazione: un attacco premeditato.

 

Il camion e la pistola Il terrorista ha pensato, innanzi tutto, alle armi. La principale: il camion ariete, da 19 tonnellate. Lo ha prenotato il 4 luglio presso un' agenzia di noleggio a Saint Laurent du Var e lo ha ritirato l' 11. Voleva essere sicuro di averlo a disposizione per il giorno dell' assalto. Poi si è procurato una pistola, acquistandola in città.

mohamed lahouaiej 4mohamed lahouaiej 4

Bouhlel si è rivolto alla malavita tunisina che a sua volta potrebbe essersi appoggiata a batterie di slavi, custodi privilegiati degli arsenali.

 

Marito e moglie albanesi sono in stato di fermo con il sospetto di essere tra i fornitori. La realtà criminale di Nizza è affollata e frastagliata. Un primo livello con i grandi gruppi come la camorra e un secondo, dedito allo spaccio, al racket della prostituzione e ai traffici, formato da nordafricani e albanesi che si spartiscono la strada e spesso entrano in conflitto.

 

Procurarsi una pistola è relativamente facile. L' Antiterrorismo è alla ricerca del link diretto tra il venditore e Mohamed, dei giorni di prenotazione e ritiro dell' arma, e di cosa eventualmente sapevano sull' utilizzo della pistola le persone che l' hanno consegnata. Subito dopo la porta d' ingresso della sua abitazione, c' è una nicchia ricoperta di assi di legno sfondate dai poliziotti alla ricerca di nascondigli. Ma in casa, a parte una decina di medicine sul mobile nel piccolo soggiorno, non sarebbe stato trovato nulla di significativo.

camion di mohamed lahouaiejcamion di mohamed lahouaiej

 

Niente alcol

Secondo una testimonianza (anonima) Bouhlel due settimane fa ha smesso di bere, come se volesse entrare in una fase nuova di «purificazione». Non vanno in contraddizione, ma consolidano il profilo di uno schizofrenico, le confidenze di alcuni conoscenti raccolte dal Corriere : l' 8 luglio l' uomo avrebbe regalato una bottiglia di vino alla vicina con cui era più in confidenza, l' unica quasi amica nel palazzo di Route de Turin in cui s' era trasferito da un anno e mezzo.

 

La donna aveva passato le prove di un concorso e per festeggiarla Bouhlel s' era presentato alla sua porta con un regalo. Nello stesso periodo avrebbe smesso di radersi, alla maniera dei fedeli islamici radicali. Al 14 luglio, però, il risultato era una barba ancora solo accennata.

 

Mohamed Lahouaiej Bouhlel Mohamed Lahouaiej Bouhlel

Era stata comunque una svolta rispetto all' immagine di «uomo molto curato, ben rasato, pettinato con cura, vestito bene, un narcisista», secondo quando raccontavano ancora ieri al Corriere suoi conoscenti. Uno che rimorchiava ragazze ma anche uomini (se la scheda del suo cellulare non mente). È ancora ai primi di luglio che vede per l' ultima volta la ex moglie, verso la quale cova rancore: «Sentirà presto parlare di me», avrebbe detto a un amico.

 

L' auto venduta i conti saldati

Come qualcuno che si prepara ad andar via, Bouhlel ha saldato i conti prima della strage. È un tratto comune a molti «martiri» islamici e un' indicazione che sono gli stessi reclutatori a dare ai kamikaze: è il solo modo per ottenere il perdono di Allah.

 

Secondo informazioni confermate al Corriere , l' uomo ha venduto l' auto il 13, una Toyota grigio scuro, benché fosse stata un acquisto recente. Con questi soldi e altri risparmi, aveva sanato i «debiti» e messo in regola l' iscrizione scolastica dei suoi tre figli, il 7 luglio. Non ha trovato conferma l' indiscrezione della stampa britannica secondo cui il tunisino avrebbe effettuato un bonifico di 100 mila euro alla famiglia a Sousse. Il 6, invece, fa uno strano acquisto online, valore 24 ore, per qualcosa che si chiama «Islam». È un errore? Un segnale?

Mohamed Lahouaiej Bouhlel  Mohamed Lahouaiej Bouhlel

 

I sopralluoghi

Il terrorista non voleva sorprese e ha studiato il suo piano d' attacco. Le telecamere di sicurezza lo hanno filmato per ben due volte, il 12 e il 13, nella zona dove entrerà con il mezzo pesante. Un sopralluogo attento, per valutare la presenza di ostacoli, l' altezza del marciapiede, i controlli. E il fatto che sia arrivato fino sulla Promenade ne è la prova.

 

La sola stranezza è che sarebbe entrato sulla passeggiata attraverso un senso vietato, magari sfruttando la confusione di quella notte di festa. La procura ha ricostruito così i suoi movimenti: alle 21.34 recupera il camion parcheggiato nel quartiere Auriol, vi arriva in bici; alle 22.30 il tir riappare nel quartiere Magnan, è vicino al lungomare, separato dai palazzoni e gli hotel; alle 22.45 il camion entra Promenade all' altezza numero 147 e si lancia a tutta velocità sulla folla.

 

I contatti e gli sms

Indiscrezioni raccolte dalla Cnn sostengono che negli ultimi tempi Bouhlel ha iniziato a fare riferimenti allo Stato Islamico. È colpito dalla serie di attentati, dalle sfide del Califfo. Ma il suo interesse non è da semplice spettatore.

 

nizza la bambina morta in strada accanto alla bambolanizza la bambina morta in strada accanto alla bambola

Sempre l' emittente americana sostiene che il suo numero telefonico rimbalza in diverse indagini su episodi di terrorismo. Uno dei mille rimasti nel lavoro di setaccio. Ora ci si chiede perché la polizia non abbia approfondito questa pista: la riposta più scontata è che sono troppe le verifiche da fare e forse il suo profilo non era quello del jihadista. Sarebbero poi emersi ancora contatti con la rete di reclutamento del qaedista nizzardo Omar Omsi, oggi in Siria. Gli investigatori hanno di più.

 

L'ATTENTATORE DI  NIZZAL'ATTENTATORE DI NIZZA

Elementi che possono trasformare il tunisino nel terminale di un' operazione che ha coinvolto altri in modo diretto o indiretto. Complici, suggeritori che lo hanno trasformato in macchina per uccidere. Magari un facilitatore dell' Isis presente in Costa Azzurra nei giorni precedenti. Diversi i filoni sul quale lavora la sicurezza. Testimonianze (non certe) parlano di due persone viste vicino al camion all' Auriol con Bouhlel. Semplici conoscenti o complici? Ed esistono davvero?

 

Poi ci sono gli sms spediti da Mohamed. Uno alle 22.27 del 14 luglio dice «porta più armi, portane da cinque a C», in un altro comunica «ho il materiale». Testi vaghi. La polizia ha precisato che uno dei destinatari è tra i fermati, dunque sarà possibile comprendere meglio lo scambio.

strage di nizza 7strage di nizza 7

 

Il legame con l' Isis

L' Isis, nella sua rivendicazione, afferma che una «fonte interna» ha definito Bouhlel - senza citarlo - «un soldato del Califfato». È questa fonte il legame tra il camionista e il movimento? È lui che lo ha agganciato - magari sul web o nel quartiere - e ha poi confermato all' organizzazione che è «uno dei nostri»? Questo spiegherebbe l' intervallo di quasi 36 ore prima di assumersi la responsabilità. Magari lo hanno istruito in modo remoto, plagiato e convinto ad agire. Mohamed avrà detto: non ho bombe o Kalashnikov. Loro hanno replicato: impiega la cosa che sai utilizzare meglio. Il camion.

 

 

 

 

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