egoismo societa individualismo bolla bolle

LA SOCIETÀ SI È RIEMPITA DI INDIVIDUI MA SI È SVUOTATA DI SOGGETTI – LA TEORIA DEL GIUDICE COSTITUZIONALE MASSIMO LUCIANI NEL LIBRO “IL MONDO VUOTO”: L’EGOISMO COSTRINGE L’UOMO NEL CIRCOLO DEI SUOI INTERESSI INDIVIDUALI, SENZA CURA PER GLI ALTRI E SENZA LEGAMI CON LA COMUNITÀ POLITICA. DA QUI DERIVA LA NECESSITÀ DI RICORRERE A UNA LEGISLAZIONE DEBORDANTE, CHE REGOLAMENTA TUTTO E SVILISCE IL DIRITTO, ORMAI PRODOTTO SOLO PER CONTRASTARE IL SENTIMENTO DI PAURA – LA SPARIZIONE DEI CORPI INTERMEDI E IL PARADOSSO DEL VUOTO IDEOLOGICO IN UN MONDO PIENO, CONGESTIONATO DI INDIVIDUI E MERCI…

Estratto dell’articolo di Simone Paliaga per “Avvenire”

 

MASSIMO LUCIANI 3

«Senza trovare nella cultura (anche giuridica) una vera forza di contrasto, il mondo s’è così riempito di individui e s’è svuotato di soggetti, conoscendo l’inedito sviluppo di un individualismo senza soggettività (sociale) e allo stesso tempo di un individualismo senza elitarismo, nel senso che l’esasperata espansione del ‘sé’ è stata accompagnata dalla parimenti esasperata omologazione massificante dell’individuo che di quell’espansione è disperatamente desideroso” ammonisce Massimo Luciani, professore emerito della Facoltà giuridica dell’Università di Roma La Sapienza, accademico dei Lincei e attualmente giudice della Corte costituzionale, in Il mondo vuoto. L’ordine sociale nel crepuscolo del soggetto (pagine 268, euro 24,00) dal 15 maggio in libreria per l’editore Laterza.

 

Massimo Luciani - Il mondo vuoto. L’ordine sociale nel crepuscolo del soggetto

Sorprende, fin dalle prime righe del lavoro del giudice costituzionale, che oramai la capacità di interrogare il reale, di scuoterne le fondamenta non spetti più alla filosofia. […]

 

Sta di fatto che sempre più di frequente l’esercizio del pensiero lo si ritrova in discipline che filosofiche non sono. E Il mondo vuoto lo illustra in maniera palese, sia per la capacità di interrogare il tempo presente sia per la forza critica e propositiva che lo anima.

 

Che cos’è, dunque, questo mondo vuoto? Luciani quando lo indaga precisa di non riferirsi a un vuoto fisico o letterale.

 

Non potrebbe esserlo, d’altronde, dato che il pianeta è congestionato di individui e merci. L’essere vuoto allude invece a un processo qualitativo che priva il mondo dei suoi punti di riferimento, rendendolo inospitale. Anzi, più precisamente, “lo è soprattutto per il diritto”.

 

Per essere precisi il processo di svuotamento in atto è sviluppato dalla desoggettivizzazione della realtà. Ne deriva l’appannamento della soggettività individuale, l’eclissi dei corpi intermedi e l’estinguersi della soggettività statale sotto la pressione di quello che Luciani definisce l’antisovrano, vale a dire quel complesso magmatico di poteri privati che si oppone allo Stato, non cercando di ordinare la società ma imponendo scelte basate su logiche timocratiche, legate al censo e alla forza, invece di dinamiche democratiche.

 

individualismo

Lo sfarinarsi della triade di soggettività rende Il mondo vuoto.

 

Con la scomparsa della soggettività si innesca la trasformazione della convivenza in un insieme di relazioni atomizzate e precarie, dove la forma giuridica fatica a contenere gli eventi perturbanti e l’ordine sociale perde il suo centro di gravità centrato sull’umano.

 

Un aspetto paradossale di questo processo è che, mentre la soggettività umana entra in crisi, si registra una pressione crescente per il riconoscimento di nuove soggettività giuridiche.

 

“Una delle strategie principali per ridurre l’incertezza - precisa il giudice costituzionale è quella di ‘fare riferimento a cerchie sociali di riconoscimento, attraverso le quali è possibile confermare la propria identità trovando valori e interessi condivisi’ e proiettare sulla generalità le pretese identitarie di alcuni gruppi particolari”.

 

MASSIMO LUCIANI 1

Ma il processo di individuazione di nuove soggettività non si arresta nell’attribuirne di nuove a gruppi umani per quanto contingenti possano essere le loro esigenze. Il processo di soggettivizzazione adulterato, per ritrovare nuovi punti fermi e ridurre l’incertezza, prosegue anche per entità non umane, come beni naturali, animali o addirittura generazioni future.

 

Luciani legge questa tendenza come un ulteriore segnale della svalutazione della soggettività. Essa, divorziata dalla realtà sociale del soggetto umano concreto, viene come dilatata e attribuita a idee astratte o cose che non possono esercitare autonomamente i propri diritti né la propria volontà.

 

Riprendendo il pensiero di Leopardi, Luciani mette in luce come l’individuo atomizzato diventi “nell’interiore una nazione”, e dunque rimanga privo di interessi comuni con chicchessia. Questo porta a un egoismo che costringe l’uomo nel solo circolo degli interessi individuali, senza cura per gli altri e senza un legame reale con la comunità politica, rendendo, alla fine, il cittadino straniero nella sua stessa patria.

 

individualismo

Da qui il dilagare dell’incertezza e la necessità di ricorrere a una legislazione debordante al fine di regolamentare ogni evento.

 

Così il diritto finisce con lo smarrire la sua funzione originaria essendo prodotto al solo scopo di contrastare il sentimento di paura. La normazione, allora, cessa di seguire progetti di lungo respiro per limitarsi a rispondere all’urgenza del “sentirsi insicuri”. L’eccessivo legiferare invece di essere una soluzione diventa un acceleratore del processo di svuotamento acuendo la spirale della paura.

 

Luciani evidenzia qui un paradosso. Le misure adottate per contrastare la paura finiscono così per generare a loro volta nuova paura a causa del loro carattere repressivo, alimentando un circolo vizioso che mina la fiducia nell’ordinamento e compromettendo la libertà dei cittadini.

 

La conseguenza della “fobonomia”, come la chiama Luciani, è dunque la massima espansione delle regolazioni volte a ridurre i rischi ma, paradossalmente, anche la compressione del pensiero critico e delle libertà individuali, giustificata dalla necessità di garantire una sicurezza emotiva e fisica.

 

Eppure non è detta l’ultima parola.

diseguaglianze

Siccome “non tutte le cose e non tutte le persone, nel corso di un processo, sono attinte dalla sua logica: fino a che esso non si sia interamente compiuto residua sempre qualcosa che gli si nega, che lo rifiuta, che gli resiste - insiste Massimo Luciani - . E ciò comporta la conseguenza che nessun processo è mai al sicuro sinché non è giunto a compimento, poiché può essere sempre messo in dubbio, rallentato, contrastato, talora invertito”.

 

Per questo “il processo di svuotamento del mondo, al contrario, può essere non solo rallentato, ma addirittura ribaltato, facendo leva su ciò che di ‘pieno’ è ancora rimasto. Se così non fosse non avrebbe senso parlare di ‘prospettive’, dell’ipotesi di una novella aurora futura, poiché tutto sarebbe già deciso, pregiudicato, determinato dal fatto stesso che il processo è in atto”. Ma per fortuna il gioco, per gli anni a venire, è tutto ancora da giocarsi se si riesce a sostenere la risoggettivizzazione di individui, corpi intermedi e Stato purché si diano in forma inclusiva, bridging , sostiene Massimo Luciani riecheggiando Robert Putnam.

Ultimi Dagoreport

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…