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STORIA DA FILM PULP A ROMA, INIZIATA CON 107 CHILI DI COCAINA RUBATI IN CASA DI UN PUSHER E FINITA CON SEQUESTRI, TORTURE E LA MORTE DELLA VITTIMA DEL FURTO - TUTTO COMINCIA QUANDO IL CARABINIERE ROSARIO MORABITO, INSIEME A CRISTIANO ISOPO, ORGANIZZA IL COLPO DA OLTRE UN MILIONE DI EURO IN CASA DELLO SPACCIATORE GUALTIERO GIOMBINI - ISOPO, INSIEME A DUE DONNE ROM, RUBA IL CARICO DI DROGA E I TRE SI SPARTISCONO IL BOTTINO, SOLO CHE DOPO 15 GIORNI...

Estratto dell'articolo di Valentina Errante per “il Messaggero”

 

cocaina

Comincia tutto con un furto "sbagliato": 107 chili di cocaina rubati in casa del pusher Gualtiero Giombini. È questo errore imperdonabile che dà il via a una serie di sequestri lampo, durante i quali le vittime vengono picchiate e torturate, sospese nel vuoto da un ponte, bruciate con la fiamma ossidrica. La restituzione di quella droga ha lasciato una lunga scia di sangue e potrebbe avere portato alla morte di Giobini. Per il suo decesso la procura indaga per sequestro di persona con morte della vittima. Ma di rapimenti ce ne sono stati altri due. […]

carabinieri 2

 

IL FURTO

È il carabiniere Rosario Morabito, insieme a Cristiano Isopo, a organizzare il colpo da oltre un milione di euro in casa di Giombini. «Ti do le ladre più brave di Roma», gli dice il militare. Sono due rom, Autilia Romano e Autilia Bevilacqua. Alla fine di ottobre il furto a Casalotti. Isopo e le due rom portano via 107 chili di cocaina. Per custodire la droga Isopo affitta una villetta a Fiumicino dove avviene la spartizione: 53,5 chili al militare e all'uomo e l'altra metà alle due donne. Le rappresaglie legate al furto partono 15 giorni dopo: con il sequestro di Isopo e quello di due rom, una estranea ai fatti.

 

cocaina

A raccontare l'orrore al pm Erminio Amelio, che coordina le indagini insieme al sostituto Giovanni Musarò, è Isopo, anche lui vittima di un precedente rapimento. L'uomo viene arrestato in flagrante a dicembre, mentre, insieme ad Autilia Romano e a una sua cugina, incontra Elias Mancinelli, uno dei torturatori, ora in carcere per i due sequestri[…]. Quando gli uomini della Mobile li fermano, Isopo e le due donne stanno consegnando una parte della droga rubata per ottenere la liberazione di un ostaggio: Autilia Bevilacqua.

pistola

 

IL SEQUESTRO

«Dopo circa 15 giorni sono arrivati da me i proprietari di questa sostanza e mi hanno prelevato e il signor Elias mi ha caricato in macchina - racconta Isopo - mi ha incappucciato, mi ha fatto scendere dalla macchina e lasciare il cellulare e mi ha portato dentro a una casa, mi hanno tenuto il cappuccio e legato con le fascette da elettricista mani e piedi alla sedia e lì hanno cominciato a gonfiarmi di botte, gli aghetti me li hanno infilati dentro le unghie, cazzotti sulle mani, avevo le mani gonfie che non riuscivo a muoverle. Mi menavano in testa con la scopa e mi ci menavano ancora per farmi più male, botte e calci sulle costole, sul torace, sul collo. Mi hanno fratturato due costole, mi hanno fatto una faccia così, lividi su lividi e sangue. Alla fine non ce l'ho fatta più e ho detto il furto è stato fatto da due donne zingare della famiglia Bevilacqua, me le ha mandate un certo Rosario Morabito che fa il carabiniere. Dopo 12 ore mi hanno rilasciato pesto come l'uva». […]

 

sequestro di persona

IL PUSHER MORTO

Nella casa del sequestro c'era anche Gualtiero, Isopo sente provenire dei «lamenti animali». Il racconto dell'uomo ai pm continua: «Avevano preso già lui e lo avevano massacrato. Era in condizioni irriconoscibili - racconta Isopo - indossava solo le mutande la sua faccia era tumefatta, aveva lividi e sangue in tutto il corpo, ero una sorta di mostro. Elias mi disse che la stessa fine avrei fatto io se non avessi collaborato a restituire la droga. Elias e i suoi compagni, circa 8 o 9, un giorno lo avevano tenuto penzoloni da un ponte in zona Laurentino con la ferrovia sotto, dissero che se non riportavo la droga sarei andato giù per la ferrovia oppure sarei stato impiccato».

 

cocaina

Isopo restituisce quasi tutti i 54 chili di cocaina, ma continua a essere seguito, braccato. Mancinelli più volte lo picchia. Si presenta anche in casa sua e dà un pugno alla moglie, mette un gps nell'auto della donna.

 

sequestro di persona

LE ROM

È il 4 dicembre quando il figlio di Autilia Romano intorno alle 21, si rivolge alla polizia, la donna è omonima della rom che ha partecipato al furto, ed è sua cugina. Il ragazzo, terrorizzato, dice che sua madre e Autilia Bevilacqua sono state sequestrate. […] Alle 5 del mattino, dopo un confronto a casa di Isopo, Autilia Romano viene liberata, ma sua cugina rimane ostaggio di Mancinelli.

 

cocaina

La polizia monitora i cellulari. Scopre che la donna, insieme alla sua omonima, che ha partecipato al furto e ha già ha venduto dieci chili di cocaina per 170mila euro è pronta a fare lo scambio con Mancinelli. L'arresto in flagranza al Centro commerciale Maximo avviene il 5 dicembre. Poi partono le indagini che sono ancora in corso.

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