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SVEGLIA EUROPA: IL CETRIOLONE DELLA GUERRA DEL GOLFO FINISCE IN CULO A NOI! – URSULA VON DER LEYEN SNOCCIOLA I NUMERI PESANTISSIMI DELL’EFFETTO SULLE NOSTRE TASCHE: DELLO STOP A HORMUZ: “DALL’INIZIO DEL CONFLITTO L’EUROPA HA SPESO 27 MILIARDI DI EURO IN PIÙ PER L’IMPORT DI PETROLIO E GAS. STIAMO PERDENDO QUASI 500 MILIONI AL GIORNO”. E LA COMMISSIONE UE CHE FA? SI LIMITA A PROPORRE SOSTEGNI MIRATI E TEMPORANEI, “ESCLUSIVAMENTE ALLE FAMIGLIE E AI SETTORI PIÙ VULNERABILI” – IL PREZZO DEL GREGGIO IERI HA RAGGIUNTO I MASSIMI DEGLI ULTIMI DIECI ANNI. LE COMPAGNIE PETROLIFERE SI SFREGANO LE MANI, ALLA FACCIA DEI CONSUMATORI: IN EUROPA LA BENZINA È AUMENTATA IN MEDIA DEL 15%, IL DIESEL DEL 26% – L’AUMENTO DEI CARBURANTI AVRÀ UN EFFETTO PESANTE SULL’INFLAZIONE, BASTA VEDERE I RINCARI RECORD GIÀ IN ATTO PER FERTILIZZANTI E ORTAGGI…

1. ENERGIA, L’ALLARME DELL’UE “LA GUERRA IN IRAN CI COSTA 500 MILIONI AL GIORNO”

Estratto dell’articolo di Simone Martuscelli per “La Stampa”

 

ursula von der leyen discorso sullo stato dell unione 1

La bolletta è sempre più cara. A fare un bilancio è la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, parlando alla plenaria del Parlamento europeo: dall'inizio della guerra, «la nostra spesa per l'import di combustibili fossili è aumentata di oltre 27 miliardi di euro. Stiamo perdendo quasi 500 milioni al giorno».

 

[…]  Per la Commissione, tuttavia, la ricetta resta la stessa: sostegni mirati e temporanei, «esclusivamente alle famiglie e ai settori più vulnerabili».

 

Da von der Leyen è arrivato un monito anche per i Paesi con situazioni di bilancio più difficili: «Durante l'ultima crisi, solo un quarto del sostegno d'emergenza è stato destinato a famiglie e imprese vulnerabili. Oltre 350 miliardi di euro sono stati spesi in misure non mirate» […]

 

stretto di hormuz - petrolio e gas

Nel frattempo, ieri l'esecutivo europeo ha adottato anche un nuovo quadro temporaneo per gli aiuti di Stato in risposta alla crisi energetica.

 

La misura permetterà di compensare fino al 70% - rispetto al 50% previsto inizialmente - dei costi aggiuntivi a carico dei settori dell'energia, dei trasporti e dell'agricoltura (inclusi i fertilizzanti), prevedendo inoltre un'opzione semplificata per permettere agli Stati di calibrare gli importi – fino a 50mila euro per beneficiario - senza dover richiedere di fornire prove dettagliate del loro consumo effettivo.

 

donald trump e ursula von der leyen

Una misura che, però, ha ovviamente l'effetto di favorire gli Stati che hanno a disposizione maggiore spazio di bilancio per stanziare i fondi necessari a compensare gli extra costi.

 

Di particolare interesse per l'Italia è invece il passaggio secondo cui la Commissione valuterà misure temporanee adottate dagli Stati Ue per attenuare l'impatto dei prezzi elevati del gas sulla produzione di energia elettrica, valutazione che avverrà «caso per caso», qualora questi «prevedano di sovvenzionare il costo del combustibile per la produzione di energia elettrica da gas».

 

Una casistica che ricalca la misura sul sistema di scambio di emissioni europeo, Ets, inserita nel dl Bollette, che prevede di rimborsare i produttori termoelettrici dei costi Ets. […]

 

Nella proposta della Commissione, in effetti, si legge come le misure dovranno soddisfare alcune condizioni tra cui «compensare solo determinati aumenti dei costi del gas» e non coprire «i costi di conformità del sistema di scambio di quote di emissione dell'Ue (Ets)», per mantenere gli obblighi e gli incentivi dell'Ets.

Secondo il co-fondatore del think tank italiano per il clima Ecco, Matteo Leonardi, la strada per eludere il costo dell'Ets è, a questo punto, sbarrata. […]

 

2. PETROLIO A 120 DOLLARI: IL CONTO ESPLODE FERTILIZZANTI E ORTAGGI, RINCARI RECORD

Estratto dell’articolo di Alessandro Barbera per “La Stampa”

 

EMIRATI ARABI - PETROLIO

Per comprendere la sproporzione fra le conseguenze della crisi di Hormuz al di qua e al di là dell'Atlantico, basta mettere in fila un po' di fatti. Il prezzo del petrolio ieri ha raggiunto i massimi degli ultimi dieci anni, prezzi che non si vedevano dallo scoppio della guerra in Ucraina.

 

Il greggio di qualità Brent ha toccato i 120 dollari il barile, il texano i 106. Il costo del gas, che pure resta lontanissimo dai livelli del 2022, è balzato di quasi il nove per cento a 47,5 euro a megawattora.

 

STRETTO DI HORMUZ - PETROLIERE

[…]  In poche ore la buona notizia dell'uscita degli Emirati Arabi dal cartello petrolifero dell'Opec è finita in fondo alle valutazioni degli analisti. E così ai piani alti delle compagnie energetiche si sfregano le mani, e i consumatori soffrono.

 

Se in Italia oggi dobbiamo pagare due euro per un litro di gasolio e quasi 1,8 per uno di benzina, in Europa l'aumento è stato in media del 15% per la benzina e del 26% per il diesel. L'automobilista americano deve sborsare quattro dollari a gallone: molto meno che in Europa, in ogni caso livelli che non si vedevano nemmeno laggiù dal 2022.

 

Ancora più marcati gli aumenti del carburante per aerei: secondo le rilevazioni di Reuters, il prezzo è salito dell'84% da fine febbraio. E' salito fino al 40% il costo del bitume nei Paesi che dipendono dalle forniture del Golfo.

 

donald trump - crisi energetica e petrolio - illustrazione di andrea calogero

L'aumento di petrolio e carburanti ha conseguenze su tutta la catena dei consumi: in Europa l'inflazione è già un punto percentuale sopra le stime di tre mesi fa, e i prezzi di alcuni prodotti sono schizzati. L'ultimo caso in Italia è la rilevazione sugli ortaggi da serra, cresciuti ad aprile del trenta per cento rispetto al mese precedente.

 

Dallo Stretto di Hormuz passa anche un terzo dei fertilizzanti usati in agricoltura, zolfo e derivati dell'ammoniaca. Il prezzo dell'urea agricola è cresciuto del 45% sul mercato italiano. Finché quel budello resta conteso fra americani e iraniani, anche quei prezzi non faranno che salire.

 

[…]

 

carburante per aerei

La risposta europea alla crisi spiega bene la sproporzione fra le due sponde dell'Atlantico. Ieri Ursula von der Leyen, presidente di una Unione incompiuta di ventisette Paesi e per nulla autonoma dai combustibili fossili, ha spiegato davanti ai parlamentari europei che «le conseguenze del conflitto si potrebbero far sentire per mesi o addirittura anni» e, dunque, «occorre uno sforzo comune per la sicurezza e la decarbonizzazione dell'economia».

 

Ha ricordato che l'ultima crisi - quella del 2022 - ci è costata 350 miliardi di euro, solo un quarto dei quali destinati ai vulnerabili. L'Unione ha legittimamente deciso di fare a meno di petrolio e gas russo, ma ciò non fa che aumentare la dipendenza da altri Paesi produttori. Von der Leyen non può fare nulla che somigli a una riunione come quella di Trump.

 

DONALD TRUMP - PETROLIO

Può solo provare a spingere l'Unione verso le uniche soluzioni possibili: diversificare le fonti e ricorrere in maniera massiccia alle rinnovabili.

 

L'esempio virtuoso per Von der Leyen è quello svedese: «Quando il prezzo del gas aumenta di un euro per megawatt l'ora, la bolletta elettrica sale di soli quattro centesimi, perché quasi tutta l'elettricità svedese proviene da rinnovabili e nucleari». Sembra un esempio fatto apposta per l'Italia, il cui mix energetico - nonostante l'aumento della quota da sole e vento - resta per un terzo dipendente dall'import di gas.

 

MEME SULLO STRETTO DI HORMUZ

Basti dire che il costo medio dell'elettricità sulla Borsa italiana l'anno scorso è stato di circa 110 euro al megawattora contro i 90 della Germania e i 60 euro di Francia e Spagna.

 

Al netto degli auspici di Von der Leyen, il problema per l'Ue è gigantesco, e riguarda anzitutto noi italiani, che possiamo solo importare più gas e petrolio dai Paesi alternativi a quelli del Golfo.

 

[…] Il ministro del Tesoro, Giancarlo Giorgetti, che in passato sulle tasse straordinarie ha sbattuto il muso sui ricorsi, ha chiesto insieme a Germania, Spagna, Portogallo e Austria di introdurre un meccanismo comune di tassazione.

 

Fin qui la risposta della Commissione di Bruxelles è stata picche: mettere d'accordo ventisette Paesi è troppo complicato. E così, mentre Trump fa e disfa gli equilibri mondiali ma ha il potere di mettere una pezza ai suoi errori, l'Europa paga solo gli errori.

 

carburante per aerei

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