TANTE PAROLE E POCHI FATTI – IL DECRETO BOLLETTE, PIU’ VOLTE RIMANDATO, ARRIVERÀ IN CONSIGLIO DEI MINISTRI LA PROSSIMA SETTIMANA, MA VARRÀ “SOLO” TRE MILIARDI DI EURO E SI CONCENTRERA’ SULLE SPESE ENERGETICHE DI FAMIGLIE E PICCOLE E MEDIE IMPRESE – UNO SCONTO MODESTO, INSUFFICIENTE A COPRIRE GLI EXTRA COSTI CHE LA NOSTRA MANIFATTURA PAGA RISPETTO AL RESTO DLEL’EUROPA – CHE DIRÀ CONFINDUSTRIA, GIÀ MOLTO CRITICA CON MELONI? – IL GOVERNO PUNTA A TAGLIARE IL COSTO DEL GAS CON L'AZZERAMENTO DELLA DIFFERENZA TRA IL VALORE DEL METANO SULLA BORSA EUROPEA E SU QUELLA ITALIANA…
Estratto dell’articolo di Filippo Santelli per “la Repubblica”
video di giorgia meloni sul decreto bollette
Il decreto Bollette arriverà «sicuramente» in Consiglio dei ministri la prossima settimana, promette il ministro dell'Ambiente e dell'energia Gilberto Pichetto Fratin. Ma sull'attesissimo intervento per diminuire i prezzi di gas e elettricità, annunciato e rinviato a più riprese negli ultimi mesi, sono ancora diversi i punti da definire.
Il governo sta cercando di lavorare con risorse limitate e misure "a costo zero" per massimizzarne l'impatto, avvicinandosi il più possibile a un taglio da 3 miliardi di euro, concentrato sulle bollette di famiglie e piccole e medie imprese. Anche ammesso che ci si arrivi però, si tratterebbe di uno sconto modesto, del tutto insufficiente a chiudere l'extra che la nostra manifattura paga rispetto alla Germania, per non parlare di Francia o Spagna.
Un punto fermo, voluto dalla stessa premier Meloni, è il nuovo intervento a favore delle famiglie in condizioni di disagio: un bonus annuale di 55 euro che dovrebbe arrivare a una platea di 4,5 milioni di nuclei con Isee sotto i 15mila euro.
Gli altri interventi sono invece più strutturali e puntano a abbassare il prezzo del gas facendo così diminuire a cascata – per famiglie e imprese – anche quello dell'elettricità, che in Italia resta strettamente dipendente dal metano.
Il primo, e il più sicuro, è l'azzeramento della differenza tra il valore del gas sulla Borsa europea (Ttf) e su quella italiana (Psv), più alto per circa 3 euro al Megawattora. La misura avrebbe un impatto diretto da circa un miliardo e uno indiretto (sull'elettricità) di un altro miliardo, finendo per ripagarsi da sola dopo un limitato costo iniziale.
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GIORGIA MELONI EMANUELE ORSINI
Ora sul tavolo di Palazzo Chigi, che ha preso in mano la regia del decreto, ci sono alternative diverse, di cui si valutano effetti e coperture. Una – anticipata dal Foglio – prevede di spostare "a valle", quindi nelle bollette della luce, parte degli oneri oggi pagati dalle centrali a gas, in modo che non contribuiscano ad alzare il prezzo di formazione dell'elettricità. Una seconda è ridurre i cosiddetti oneri di trasporto pagati in tutte le bollette del metano.
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Le risorse, come detto, sono poche: per gli interventi che non si finanziano da soli si punta a utilizzare i proventi delle vendite del gas stoccato durante la crisi energetica, e quelli delle aste per i diritti di emissione. Il rischio – concreto – è che la montagna partorisca un topolino.


