TEEN TRAGEDY - L’EX FIDANZATO DI CAROLINA: “LE AVEVO CHIESTO SCUSA” - MA È SOTTO INCHIESTA PER VIOLENZA SESSUALE

Barbara Cottavoz per "La Stampa"

«Provo un immenso dolore. Carolina era una tipa forte, non avrei mai immaginato che la sua vita finisse così. Non avevo capito»: per la prima volta parla lui, l'ex fidanzato di Carolina Picchio, la quattordicenne che il 5 gennaio si è buttata dalla finestra della sua casa, a Novara.

E' il «grande accusato» per la Procura del Tribunale dei minorenni di Torino, che l'ha indagato per un reato pesante come aver causato la morte come conseguenza di un altro reato. E' lui il «mostro» anche per la compagnia di «Caro», che lo accusa di essere il responsabile, con i suoi cinque amici, anche loro sotto inchiesta con accuse altrettanto pesanti come violenza sessuale di gruppo, detenzione e diffusione di materiale pedopornografico.

La procura di Novara invece ha indagato Facebook e la notizia ha fatto il giro del mondo come simbolo di una battaglia contro il cyberbullismo.

Il ragazzo ha 15 anni, indossa le solite scarpe da ginnastica, i jeans e un giubbottino leggero. Un ragazzino dai buoni voti, tanto tennis e sci, travolto da una vicenda gigantesca cominciata come una storia tra adolescenti: «Quello con Carolina è stato un rapporto ricco di sentimento e tenerezza, poi degenerato. Troppa instabilità, troppi contrasti - dice -. Se tornassi indietro eviterei di arrabbiarmi e di litigare fino a dirle parole offensive. Ma quel giorno l'ho insultata anche se poi le avevo chiesto subito scusa e lei era stata contenta che fossi dispiaciuto». Era il 17 dicembre: «Poi però il mio maestro di tennis mi aveva rimproverato per aver perso il controllo e io mi sono scusato. La questione mi sembrava chiusa».

Ieri nello studio del suo avvocato, Celestino Corica, è arrivato accompagnato dalla mamma, che con il marito e l'altro figlio più piccolo lo difende con decisione. «Alla famiglia di Carolina dico che da parte mia non c'è mai stata alcuna forma di persecuzione o di risentimento. Ho provato un dolore profondo - dice il ragazzino -. Non avevo capito, non avrei mai pensato a una fine così drammatica. Lei aveva sempre mostrato un carattere forte».

Ma per gli amici del «muro», gli scavi romani nel centro di Novara dove s'incontra la compagnia di Carolina, invece la ragazzina era stata umiliata e non ce l'aveva fatta a resistere alla vergogna. Se gli avvisi di garanzia e i sequestri degli iPhone sono scattati dieci giorni fa, il tam-tam di Facebook aveva già deciso poche ore dopo la sua morte: Carolina era stata denigrata per mesi e per questo si era buttata quella notte di ghiaccio.

Sul web e per strada tra i ragazzi volavano accuse pesanti, in città la tensione era palpabile: «Non sono mai stato aggredito ma alcuni miei amici sì: hanno paura ancora adesso ad andare in giro. La compagnia di Carolina ci odia» ha detto ieri l'ex fidanzato.

Circolava voce che qualcuno l'avesse filmata dopo aver alzato il gomito a una festa, a novembre: «Io non c'ero quella sera - si difende l'ex fidanzato -. Era una serata che organizzavamo spesso per mangiare una pizza nella casa di uno o dell'altro degli amici. Non so che cosa sia successo».

E le immagini scattate a Carolina? «Quei video non solo non li ho mai visti , ma non sono in grado di stabilire se fosse un unico filmato o più riprese effettuate da persone diverse. E che io sappia il video non è mai stato postato su Facebook». Ma tanto, forse tutto, sembra ruotare attorno ai post e al social network: «Dopo la festa non ho parlato direttamente con Carolina - aggiunge -. Solo messaggi via Facebook».

Sono giorni difficili per lei. La ragazzina, che da pochi mesi vive con il padre separato a Novara mentre la madre è rimasta a Oleggio, ha cominciato la scuola alle magistrali ma il 5 dicembre lascia la città e si trasferisce al liceo Pascal di Romentino, a pochi chilometri dal capoluogo. Dopo il litigio i due ragazzi s'incontrano ancora la vigilia di Natale, prima che lui parta per le vacanze.

La loro era stata una storia tormentata: «Con Carolina il rapporto si era interrotto il 13 luglio - racconta -. Cinque giorni dopo ci siamo incontrati ma nonostante la possibilità di riprendere la storia io, che ero stato lasciato da lei, le ho detto che ritenevo la nostra relazione troppo instabile. Tutti e due lo pensavamo. Ma non immaginavo che sarebbe andata così. Lei sembrava a tutti una tipa forte».

 

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