mariupol azov marines ucraini

TESTE DI AZOV – “NOI NON CI ARRENDIAMO, SI VERGOGNI CHI HA DISERTATO” – A MARIUPOL IL REGGIMENTO AZOV E I MARINES UCRAINI ASSERRAGLIATI NELL’ACCIAIERIA PROVANO L'ESTREMA RESISTENZA E TUONANO CONTRO I MILITARI CHE SI SONO CONSEGNATI AI RUSSI: “CHI SI È ARRESO CI DISONORA. QUELLE PERSONE NON SONO EROI” – LE FORZE DI MOSCA NON RIESCONO ANCORA A PRENDERE LA CITTA’ DEVASTATA - 7 CIVILI UCRAINI UCCISI IN UN ATTACCO RUSSO CONTRO I BUS USATI PER LE EVACUAZIONE VICINO A KHARKIV…  - VIDEO

(ANSA-AFP) Sette civili ucraini sono rimasti uccisi in un attacco russo contro gli autobus usati per le evacuazioni vicino a Kharkiv, nell'Ucraina orientale. Lo ha reso noto l'Ufficio del procuratore generale ucraino.

MARIUPOL

 

L'ufficio del procuratore generale ha reso noto che oltre ai sette civili rimasti uccisi, 27 persone hanno riportato ferite sugli autobus che trasportavano i rifugiati dall'Est del Paese. "Il 14 aprile, i militari russi hanno sparato su autobus di evacuazione che trasportavano civili dal villaggio di Borova nel distretto di Izium".

 

 

AZOV E MARINES UCRAINI

Mauro Evangelisti per il Messaggero

 

 

AZOV

«Noi non ci arrendiamo, si vergogni chi ha disertato». Il video è stato caricato su YouTube mercoledì. I due protagonisti - Denis Prokopenko, colonnello del reggimento Azov, e il maggiore Serhiy Volyna, comandante della 36esima brigata dei Marines ucraini - spiegano di essere riusciti a unire le forze il giorno precedente, dunque martedì. Sono gli ultimi uomini che stanno resistendo a Mariupol, in gran parte ormai finita sotto il controllo dell'esercito russo a costo di almeno 20mila morti.

 

acciaieria Azovstal a Mariupol

Gli ucraini sono assediati nell'acciaieria, prima gli Azov (formazione di estrema destra inglobata nell'esercito) e i Marines erano separati, ma poi Volyna e una parte dei suoi sono riusciti a raggiungere il gruppo di Prokopenko. Altri invece hanno deciso di arrendersi: secondo i russi almeno un migliaio di Marines (questo è l'annuncio che hanno fatto ieri), mentre anche un militare inglese, Aiden Aslin, molto popolare nel Regno Unito, che era andato a combattere con gli ucraini, l'altro giorno ha annunciato che non aveva altra scelta se non consegnarsi al nemico, perché stavano finendo cibo e munizioni. Prokopenko (discusso ex leader della curva della Dinamo Kiev) e Volyna, nel loro messaggio, invece, spiegano: noi non ci arrendiamo, continuiamo a combattere.

 

il battaglione azov distrugge carri armati russi

 Più nel dettaglio, Prokopenko inizia il suo discorso con il classico «Gloria all'Ucraina!», poi aggiunge: «Ieri ci siamo riuniti con i valorosi combattenti del battaglione dei Marines, veri soldati, fedeli al giuramento e al popolo dell'Ucraina. Questi uomini difendono e difenderanno la città di Mariupol insieme a noi. Questi sono uomini veri che hanno scelto la via della guerra. Non chiamate eroi quei disertori che si sono arresi. Hanno scelto la via della vergogna.

 

PROKOPENKO-AZOV E VOLYNA-MARINES

Quelle persone non sono eroi». Il riferimento ovviamente è a quel migliaio di soldati che ha deciso di arrendersi e di cui ieri la tv russa ha mostrato immagini con le mani alzate. Volyna, nel video, prende la parola subito dopo Prokopenko e pronuncia parole simili: «Gloria all'Ucraina. Abbiamo realizzato con successo un'azione con il Reggimento Azov. Ci siamo riuniti a loro. Continueremo a svolgere delle missioni di combattimento. Il nostro morale è ancora forte, sappiamo cosa stiamo facendo e perché siamo qui. Siamo pronti a fare tutto ciò che è in nostro potere per completare con successo le missioni che ci aspettano».

 

Mariupol è la città martire di questa guerra, in cui, secondo le autorità locali, il 90 per cento degli edifici è ormai distrutto. Si trova a Sud-Est del Paese, non lontano dal confine con la Russia, e per l'esercito di Putin ha un valore strategico (ma anche simbolico) enorme, visto che controllarla serve a unire l'area che si affaccia sul Mar d'Azov con tutto il Donbass.

LA RESA MARINES UCRAINI

 

Per questo ieri la tv russa ha rilanciato con molta enfasi i video dei 1.026 soldati con la mani alzate. Secondo il ministero della Difesa sono uomini della 36esima brigata dei Marines, tra di loro ci sono anche 162 ufficiali e 47 donne. Un altro gruppo, però, almeno questo emerge dal video caricato su Youtube, ha seguito il maggiore Volyna e si è unito alla Azov per quella che ormai ha tutte le caratteristiche di una missione suicida. Resistere a Mariupol, è la tesi degli ucraini, obbliga i russi a mantenere ancora un alto numero di uomini in città, rallentando così l'espansione verso Ovest.

 

«Mariupol era, è e continuerà a essere una città ucraina» ha ripetuto ieri il sindaco, Vadym Boichenko, che però non si trova più a Mariupol. Ha definito una fake news le notizie russa secondo cui il porto della città è stato preso dopo la resa dei militari ucraini. La sofferenza della popolazione non si ferma.

MARINES UCRAINI RESA

 

 

Spiega il presidente della Croce rossa, Francesco Rocca: «Siamo pronti a portare aiuti, ma non ci fanno entrare». Secondo alcuni rifugiati che sono riusciti a raggiungere Dnipro «a Mariupol i corridoi umanitari sono quasi inesistenti, perché i militari russi non informano le persone chiuse nei rifugi. L'unico modo per uscire è andare in Crimea o Russia, dove alla frontiere alcuni ci dicono di essere stati umiliati e costretti a stare nudi di fronte ai soldati. Nella città manca cibo e continuano il saccheggio dei negozi, mentre molti sono stati costretti a bere acqua di neve. I primi a morire sono i bimbi più piccoli, per la fame». Il consigliere del sindaco di Mariupol, Petro Andryushchenko, racconta su Telegram: «I russi dicono alla popolazione di indossare il nastro bianco, simbolo dell'invasione. Questi segni distintivi speciali ricordano la segregazione e la trasformazione di Mariupol in un vero ghetto».

MARINES UCRAINI RESA 2UCRAINA - I CADAVERI RINVENUTI A MARIUPOLVOLONTARI DEL BATTAGLIONE AZOVDENIS PROJIPENKO COMANDANTE DEL BATTAGLIONE AZOVbattaglione azovacciaieria Azovstal a Mariupolbattaglione azov battaglione azov VOLONTARI DEL BATTAGLIONE AZOV UCRAINA - LE FOSSE COMUNI A MARIUPOL

Ultimi Dagoreport

trump putin xi jinping

DAGOREPORT - QUANTO GODONO PUTIN E XI JINPING PER L’ATTACCO AMERICANO AL VENEZUELA! – L’UNILATERALISMO MUSCOLARE DI TRUMP E’ LA MIGLIORE LEGITTIMAZIONE PER LE AMBIZIONI, PRESENTI E FUTURE, DI RUSSIA E CINA – E INFATTI IL "NEW YORK TIMES" CRITICA L'ASSALTO A MADURO:"E' POCO SAGGIO" - SE WASHINGTON BOMBARDA CARACAS, IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, CHI ANDRA’ A ROMPERE I COJONI A XI JINPING SE DOMANI DOVESSE INVADERE TAIWAN? E QUANDO GODE PUTIN NEL VEDERE L’OCCIDENTE BALBETTARE DAVANTI ALLE BOMBE DI WASHINGTON, NON COSI’ LONTANE DA QUELLE CHE MOSCA SGANCIA SULL’UCRAINA? – LA PREVISIONE BY RUVINETTI: NELL’INCONTRO IN ALASKA, TRUMP E PUTIN SI SONO SPARTITI IL MONDO, IN UNA SORTA DI “YALTA A MANO ARMATA” (L’UCRAINA A TE, IL VENEZUELA A ME)

zampolli corona trump meloni salvini

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA E LA PRECIPITOSA CADUTA DI PAOLO ZAMPOLLI: DA TRUMP A CORONA... - LA FORTUNA DEL MASCELLUTO IMMOBILIARISTA ITALOAMERICANO SAREBBE FINITA IL GIORNO IN CUI È SBARCATO A VILLA TAVERNA IL RUDE TILMAN FERTITTA. IL MILIONARIO INCORONATO AMBASCIATORE HA FATTO SUBITO PRESENTE ALL’EX MANAGER DI MODELLE CHI ERA IL SOLO PLENIPOTENZIARIO DI TRUMP IN ITALIA – SE SALVINI HA VOLUTO INCONTRARLO, LA ‘GIORGIA DEI DUE MONDI’ NON HA DI CERTO BISOGNO DI RICORRERE ALLE ARTI DIPLOMATICHE DI ZAMPOLLI: A MELONI BASTA ALZARE LA CORNETTA DEL TELEFONO E CHIAMARE DIRETTAMENTE IL TRUMPONE – PER FORTUNA CHE C’È FABRIZIO CORONA  ANCORA IN CIRCOLAZIONE A SPARAR CAZZATE: ZAMPOLLI LO AVREBBE CHIAMATO DALLA CASA BIANCA DURANTE L’INTERROGATORIO SU SIGNORINI IN PROCURA: "MI CERCA TRUMP, A GENNAIO CE NE ANDIAMO LÌ E LA MELONI MUTA". PER AGGIUNGERE POI, IN MANIERA ALLUSIVA: "LA MOGLIE DI TRUMP, MELANIA, MI CONOSCE MOLTO BENE..."

giorgia meloni giovanbattista fazzolari sergio mattarella

DAGOREPORT – COME MAI NEGLI ULTIMI TEMPI È DIVAMPATO UN AMOUR FOU DI MELONI E FAZZOLARI PER MATTARELLA? LE LODI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA PER IL DISCORSO DI FINE ANNO VENGONO INFIOCCHETTATE (“UN GRANDE CHE CI UNIFICA”) DAL “GENIO” DI PALAZZO CHIGI – DAL PREMIERATO ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, NON SI CONTANO I MOTIVI DI ASPRO ATTRITO TRA L'ARMATA BRANCA-MELONI E IL COLLE. MA, ALLA FINE, MELONI E FAZZOLARI SI SONO RESI CONTO CHE LA POPOLARITÀ CHE INCONTRA SERGIONE È TALE CHE È MASOCHISTICO SCHIERARSI CONTRO – ESSI’: LA GIORGIA E IL GIOVANBATTISTA SONO SCALTRI NELLA GESTIONE DEL POTERE. QUANDO SI TROVANO DAVANTI A UN OSTACOLO DURO DA SUPERARE, RICORRONO AL SAGGIO DEMOCRISTIANESIMO ANDREOTTIANO: IL NEMICO NON SI COMBATTE MA SI COMPRA O SI SEDUCE...

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?