mostra da ogni capo del mondo

MA COSA TI SEI MESSO IN TESTA? - AL MERCANTEINFIERA DI PARMA È IN PROGRAMMA, DALL'11 AL 19 OTTOBRE, LA MOSTRA CHE RACCONTA POPOLI E STORIE ATTRAVERSO IL CAPPELLO: SARANNO ESPOSTI OLTRE 800 PEZZI TRA CUI LA PARRUCCA DA GEISHA, IL COPRICAPO ROSSO SCARLATTO APPARTENUTO AL GARIBALDINO INNOCENZO FABIANI, LA CORONA A RAGGIERA DA SPOSA PROVENIENTE DA SUMATRA, LA CUFFIETTA PATCHWORK NEI COLORI DELL'AUTUNNO DI MANIFATTURA LENCI E…

Estratto dell’articolo di Elisa Poli per “la Repubblica”

 

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Quando si dice appendere il cappello al chiodo. Eppure stavolta questa espressione ha significato opposto, ossia l'apertura di un nuovo ambiente, la nascita di una passione. Che si è poi trasformata in qualcosa di bello e condiviso.

È la storia dietro alla mostra collaterale Da ogni capo del mondo: racconti, popoli, vicende attraverso il cappello in programma a Mercanteinfiera Autunno, evento dedicato all'antiquariato, modernariato e collezionismo, dall'11 al 19 ottobre a Fiere di Parma.

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Saranno esposti copricapo come la parrucca da geisha, il cappello di paglia lavorata, con cappelliera dell'immancabile rosa shocking, firmata Elsa Schiaparelli, quello rosso scarlatto con visiera appartenuto al garibaldino Innocenzo Fabiani, la corona a raggiera da sposa proveniente da Sumatra, la cuffietta patchwork nei colori dell'autunno di manifattura Lenci.

 

«Tutto è iniziato quasi per caso. I miei genitori nel 1990 appendono a un muro di casa tre cappelli colorati comprati durante il viaggio di nozze in Thailandia, solo per fissare un ricordo», racconta Martina Barison, curatrice della mostra e studi in corso in Antropologia ed Etnologia a Ca' Foscari.

mostra da ogni capo del mondo 9

 

Eppure in modo così semplice, intuitivo, senza fini collezionistici nasce un universo. «Si tratta a mio parere di una collezione unica, perché attraversa diverse epoche e popoli, non è settoriale, non è ristretta a un periodo o a una zona specifici».

 

La selezione che ora ha un totale di circa 800 pezzi in archivio, di cui 250-300 di valore culturale e che vengono esposti, «è nata senza un obiettivo finale, ma per puro istinto e lungimiranza. Poi è cresciuta attraverso incontri fortuiti, conoscenze, ritrovamenti ai mercatini.

 

All'inizio c'erano acquisti di tanti oggetti, meno ponderati, adesso si è arrivati a comprarne pochi, ma di grande qualità. E la collezione è stata sempre in casa finché ho dato, possiamo dire, una svolta, dopo la laurea della triennale all'Università di Padova, con tesi sulla curatela di una mostra, e mi sono affiancata a papà nella gestione», continua Barison.  

 

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[…]

Ma quali sono quelli preferiti dai Barison? « Il mio sicuramente è il copricapo sciamanico, con il suo corredo, ornato di turchesi, corallo, madreperla, risalente al XIX secolo, dal Ladakh, nell'India del nord. A livello di famiglia, quello più importante è la berretta cardinalizia appartenuta a Giovanni XXIII, proclamato santo nel 2014.

 

È entrata nel 2000 a far parte della collezione quasi per caso, ma come un segnale celeste, molto forte. A confermare che valeva la pena continuare questo percorso. Da allora ho investito tutto in questo progetto. E la collezione ha cambiato passo», conclude Barison.

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