UNO CHE HA CAPITO TUTTO DELLA VITA - UN DIPENDENTE DEL COMUNE LOMBARDO DI CALOLZIOCORTE FINISCE AL CENTRO DI MOLTE POLEMICHE PERCHE’...LAVORA IN SMART WORKING A SANTO DOMINGO, CIOE’ OLTRE 7MILA CHILOMETRI DAL SUO UFFICIO. LO STATALE, CHE RICOPRE L'INCARICO DI RESPONSABILE DELL’UFFICIO TECNICO, E’ STATO PRESO DI MIRA DAI GRUPPI DI OPPOSIZIONE: "QUANTI DIPENDENTI DEL COMUNE AVREBBERO POTUTO ASSENTARSI DALLA SEDE DI LAVORO PER PIÙ SETTIMANE CONSECUTIVE?" - IL SINDACO DI CALOLZIOCORTE MARCO GHEZZI RESPINGE LE ACCUSE: "MERA STRUMENTALIZZAZIONE POLITICA"
Estratto dall’articolo di Lucia Landoni per www.repubblica.it
Ben venga lo smart working, ma non se il dipendente si trova a oltre settemila chilometri (e a vari fusi orari) di distanza dall’ufficio: la pensano così le opposizioni a Calolziocorte, nel Lecchese, dove da qualche settimana il responsabile dell’Ufficio tecnico comunale è fisicamente assente dal municipio perché sta lavorando da remoto, per la precisione dalla Repubblica Dominicana.
Il motivo, come emerge dai documenti acquisiti dai gruppi di minoranza Cambia Calolzio e Calolziocorte Bene Comune – che sulla vicenda hanno presentato ufficialmente una diffida, chiedendo all’amministrazione comunale di “riesaminare la legittimità dell’intera procedura” – è presto spiegato: il dipendente in questione ha una moglie e due figlie minorenni che sono cittadine della Repubblica Dominicana e avevano necessità di rientrare temporaneamente in patria.
Lui ha quindi fatto richiesta di poterle seguire dal 30 maggio al 30 giugno, usufruendo dei giorni di ferie maturati e del lavoro agile: nel caso specifico gli orari di lavoro hanno anche dovuto necessariamente subire una modifica ad hoc, vista la notevole differenza di fuso orario. Dato che Santo Domingo è sei ore indietro rispetto all’Italia, il responsabile dell’Ufficio tecnico lavora dalle 14 alle 22. Una soluzione che non piace però alle minoranze. “Valorizzare il personale non significa creare corsie preferenziali o applicare deroghe costruite su misura per singoli dipendenti – si legge nella nota firmata da Diego Colosimo di Cambia Calolzio e Sonia Mazzoleni di Calolziocorte Bene Comune. [...]
La deroga è stata espressamente autorizzata dal segretario comunale. “Le regole approvate dall’ente devono valere per tutti. Se esiste un regolamento, esso non può essere rispettato da alcuni e superato per altri e soprattutto ci chiediamo quanti altri dipendenti comunali avrebbero potuto ottenere una simile autorizzazione” sottolineano Colosimo e Mazzoleni, domandandosi anche “quanti dipendenti del Comune avrebbero potuto assentarsi dalla sede di lavoro per più settimane consecutive svolgendo l'attività esclusivamente da remoto? Quanti responsabili di servizio, quanti impiegati degli uffici comunali avrebbero potuto ottenere una deroga tale da consentire un periodo continuativo di lavoro agile ben oltre i limiti ordinariamente previsti dal regolamento?”.
Il sindaco di Calolziocorte Marco Ghezzi
Tanto più che, proseguono, “il responsabile del settore Servizi del territorio svolge funzioni che richiedono un confronto costante con cittadini, professionisti, imprese, amministratori e personale comunale. Parliamo di un settore che si occupa quotidianamente di edilizia, patrimonio, manutenzioni, lavori pubblici e gestione del territorio”. [...]
Cambia Calolzio e Calolziocorte Bene Comune garantiscono che “qualora non dovessero emergere chiarimenti adeguati e provvedimenti conseguenti, provvederemo a trasmettere la documentazione acquisita alla Procura regionale della Corte dei Conti affinché possa svolgere le valutazioni di propria competenza”.
Secondo il sindaco Marco Ghezzi si tratterebbe però di “una mera strumentalizzazione politica. Parliamo di un dipendente che è stato assunto poche settimane fa. Al momento dell’assunzione eravamo perfettamente consapevoli di questa sua necessità personale, perché aveva già preso l’impegno di accompagnare la famiglia in Repubblica Dominicana. E la metà del periodo è coperta dalle ferie. Per il resto del tempo è in smartworking in modo da garantire il servizio, che altrimenti avremmo dovuto sospendere”.



