DOSSIER E SPIONAGGIO, UNO SCANDALO NAZIONALE - TRA GLI 11 INDAGATI, PERQUISITI DAI ROS NELL'AMBITO DELL'INCHIESTA DELLA PROCURA DI ROMA SULLA “SQUADRA FIORE” C'È ANCHE GIULIANO TAVAROLI, EX CAPO DELLA SECURITY DI PIRELLI-TELECOM COINVOLTO IN PASSATO NELLO SCANDALO TELECOM-SISMI - A TAVAROLI, IN CONCORSO CON GLI ALTRI INDAGATI, VIENE CONTESTATA UNA PLURALITÀ DI REATI DI “ACCESSO ABUSIVO A SISTEMI INFORMATICI DI INTERESSE PER L'ORDINE E LA SICUREZZA PUBBLICA” – PER I PM, TAVAROLI E ALTRI TRE INDAGATI GESTIVANO ''UN GRUPPO CRIMINOSO, CON BASE LOGISTICA A ROMA, CHE ACQUISIVA E COMMERCIALIZZAVA INFORMAZIONI RISERVATE ILLECITAMENTE ESFILTRATE DALLE BANCHE DATI NAZIONALI PROTETTE DA SISTEMI DI SICUREZZA”
Articoli correlati

PERQUISIZIONI IN CORSO, SU DISPOSIZIONE DELLA PROCURA DI ROMA, NELL\'INDAGINE SULLA SQUADRA FIORE

L\'EX NUMERO DUE DEL DIS, GIUSEPPE DEL DEO, INDAGATO PER PECULATO E ACCESSO ABUSIVO...
Roma, 20 apr. (Adnkronos) - Tra gli undici indagati, perquisiti dai Ros nell'ambito dell'inchiesta della procura di Roma sulla squadra Fiore c'è anche Giuliano Tavaroli, ex capo della Security di Pirelli-Telecom coinvolto in passato nello scandalo Telecom-Sismi.
A Tavaroli, in concorso con altri indagati, viene contestato di ''essersi associati tra loro e con persone da identificare, allo scopo di commettere una pluralità di reati di accesso abusivo a sistemi informatici di interesse per l'ordine e la sicurezza pubblica, di captazione fraudolenta di comunicazioni informatiche e telematiche e interruzione di comunicazioni relative a sistemi informatici o telematici".
Contestata anche, come riportato nel decreto di perquisizione, l'utilizzazione di segreti d'ufficio da parte di pubblici ufficiali e di corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio. In particolare a Tavaroli e altri tre indagati viene contestato di aver costituito e gestito ''un gruppo criminoso, con base logistica a Roma, che acquisiva e commercializzava informazioni riservate illecitamente esfiltrate dalle banche dati nazionali protette da sistemi di sicurezza, avvalendosi di strumenti informatici e operativi analoghi a quelli in uso alle forze dell'ordine (dispositivi elettronici per la captazione di conversazioni private e per l'individuazione e inibizione della captazione, punti di accesso alle banche dati protette da sistemi di sicurezza).
In particolare, utilizzavano apparecchi di comunicazione protetti, definiti "citofoni", utenze con intestatari fittizi, si avvalevano di consulenti e committenti esteri, "l'americano" e nomi di copertura come "naufrago, mezzochilo, corazziere, legno, legnetto, naufrago, juventino''.
Inoltre, secondo l'accusa ''su commissione di imprenditori, professionisti ed intermediari finanziari predisponevano, in cambio di remunerazione mensile o per singoli contratti, dossier personali con la profilazione di persone fisiche e giuridiche realizzata con dati riservati acquisiti dalle banche protette ed offrivano ed eseguivano servizi di "bonifica" ambientale e di intercettazione fraudolenta di conversazioni private''.



