cecilia sala mohammad abedini najafabadi

I CARABINIERI DEL ROS STANNO CERCARE DI CAPIRE CHI, TRA I DISSIDENTI (O PRESUNTI TALI), CHE LA GIORNALISTA CECILIA SALA HA INTERVISTATO A TEHERAN POSSA AVERLA "VENDUTA" - IL REGIME IRANIANO POTREBBE AVER COSTRETTO QUALCUNO DEGLI INTERLOCUTORI DELLA SALA A RACCONTARE DELLE BUGIE PER FABBRICARE DELLE PROVE CONTRO LA 29ENNE PER IMPRIGIONARLA E USARLA COME PEDINA DI SCAMBIO PER LIBERARE L'INGEGNERE IRANIANO ABEDINI, FERMATO A MALPENSA IL 16 DICEMBRE, TRE GIORNI PRIMA DELLA SALA - IL DAGOREPORT: È PROBABILE CHE SUL PIATTO SIA STATA MESSA LA GARANZIA CHE MOHAMMAD ABEDINI NON SARÀ ESTRADATO NEGLI STATI UNITI...

Articoli correlati

DAGOREPORT -LO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Estratto dell’articolo di Valeria Di Corrado per "Il Messaggero"

CECILIA SALA CON GIORGIA MELONI A CIAMPINO

 

«Il mondo è un vampiro». È cominciato così il 13 dicembre scorso il viaggio che Cecilia Sala non dimenticherà mai più nella vita: con questa frase tratta dalla canzone degli Smashing Pumpkins a corredo di una foto del suo aereo che atterrava su Teheran.

 

Il post pubblicato sul profilo Instagram della giornalista ha come sottofondo proprio la canzone "Bullet with butterfly wings" (Un proiettile con le ali di farfalla) dalla quale è tratta la citazione. […]

 

C'è qualcosa di profetico in questo testo, visto che il sospetto degli inquirenti […] è che nei 6 giorni trascorsi nella capitale iraniana, prima di finire in una cella di isolamento, qualcuno possa averla "tradita", facendo delazione sul suo conto.

 

Dichiarazioni segrete, magari inventate, che sono servite ai Pasdaran per avere la "scusa" per arrestarla e costruire contro di lei un dossier dal potere distruttivo. Qualcuno che Cecilia ha incontrato mentre realizzava le interviste per il suo podcast "Stories" o nei giri fatti per la città per rivedere delle persone che da "fonti" erano diventate sue amiche.

 

CECILIA SALA

«L'Iran era il Paese dove più volevo tornare, dove c'erano le persone a cui più mi sono affezionata - ha spiegato la Sala in una lunga intervista con il suo direttore Mario Calabresi - E qualche volta delle persone che intervisti, che sono delle fonti, delle persone che incontri per lavoro, bucano lo scudo e diventano amici, di cui hai bisogno di sapere come stanno. E in Iran questo mi era successo più che in qualsiasi altro posto. Ci tenevo a tornare da loro».

 

L'obiettivo del regime, probabilmente, era quello di avere un ostaggio da usare come merce di scambio per la liberazione di Mohammad Abedini Najafabadi, l'ingegnere iraniano bloccato all'aeroporto milanese di Malpensa il 16 dicembre su richiesta degli Stati Uniti. E quale migliore merce scambio di una giornalista italiana?

 

cecilia sala Mohammad Abedini

Lei stessa quando è stata prelevata dalla sua stanza d'albergo il 19 dicembre, il giorno prima della ripartenza per Roma, e portata (forse bendata) nel carcere di Evin, ha pensato che ci fosse un collegamento con l'arresto di Abedini. «Che potesse esserci l'intenzione di usarmi l'ho pensato dal principio - è quanto raccontato l'altro ieri nel suo podcast - Pensavo che fosse uno scambio molto difficile».

 

Proprio per questo, in caso di fallimento dello scambio, le autorità iraniane avrebbero dovuto processarla. E per dare una parvenza di legalità nell'ipotesi di un eventuale processo, serviva avere delle testimonianze che accusavano Cecilia Sala di aver violato la legge islamica. In un regime funziona così. Si raccolgono e costruiscono ad arte le prove.

 

cecilia sala a ciampino con antonio tajani e giorgia meloni e roberto gualtieri

La gente, per paura di finire a sua volta nei guai, viene costretta a raccontare verità scomode o addirittura false. Tutto fa brodo per costruire un dossier potenzialmente distruttivo. Durante le prime due settimane di detenzione la giornalista romana è stata interrogata tutti i giorni.

 

«Quando ho chiesto, mi hanno detto che ero accusata di tante azioni illecite compiute in tanti luoghi diversi». La conferma, quindi, che ogni suo spostamento fosse monitorato. E che ogni persona che ha incontrato possa essersi trasformato in uno suo delatore.

 

cecilia sala arriva a ciampino

[…] I carabinieri del Ros, sulla base delle sue dichiarazioni, dovranno cercare di capire anche questo: chi, tra i dissidenti (o presunti tali), possa averla "venduta". […]

Mohammad Abedini najafabadi Mohammad Abedini najafabadiFalcon 900 atterrato a ciampino - a bordo cecilia sala

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - MENTRE CASA ITALIA BRUCIA, TRA PISTOLERI E GENERALI, NON DISTURBATE ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE: I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) PROPRIO NON SI RENDONO CONTO CHE IL "CAMPO LARGO" VA ALLARGATO A TUTTE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE. AD OGGI, DI UNA COALIZIONE ALTERNATIVA ALL'ARMATA BRANCA-MELONI, NON C’È TRACCIA - SE CONTE E SCHLEIN TENESSERO DAVVERO ALLA VITTORIA DELLA COALIZIONE, PIÙ CHE ALLA PERSONALE AMBIZIONE DI ANDARE A PALAZZO CHIGI, AVREBBERO DA TEMPO FATTO UN PASSO INDIETRO A FAVORE DI UN "PAPA STRANIERO" (IL FAVORITO E' ROBERTO GUALTIERI) - MA I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) NON RIESCONO A FICCARSI NELLA TESTA CHE, IN CASO DI SCONFITTA ALLE POLITICHE DEL 2027, RISCHIAMO DAVVERO DI SVEGLIARCI UNA MATTINA CON MELONI AL QUIRINALE E VANNACCI A PALAZZO CHIGI…

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…