donald trump benjamin netanyahu hamas

TRUMP È PRONTO A SCARICARE NETANYAHU – SECONDO I MEDIA ARABI, IL TYCOON POTREBBE ANNUNCIARE UN CESSATE IL FUOCO A GAZA NEI PROSSIMI GIORNI, “NELL’AMBITO DI UN ACCORDO CHE INCLUDE IL RILASCIO DEGLI OSTAGGI ISRAELIANI”. PER HAMAS, LIBERARE I PRIGIONIERI SIGNIFICHEREBBE PERÒ RINUNCIARE ALL’UNICA ARMA A DISPOSIZIONE PER RICATTARE LO STATO EBRAICO – IL CAPO DI STATO MAGGIORE ISRAELIANO, EYAL ZAMIR: “NON È UNA GUERRA ETERNA, CI IMPEGNEREMO PER ACCORCIARLA”. PAROLE CHE CONTRADDICONO DAVID ZINI, L’UOMO CHE NETANYAHU VUOLE COME CAPO DELLO SHIN BET, CHE HA SEMPRE DETTO: “SONO CONTRARIO AGLI ACCORDI PER GLI OSTAGGI. È UNA GUERRA ETERNA”

MEDIA, 'TRUMP POTREBBE ANNUNCIARE TREGUA A GAZA A BREVE'

benjamin netanyahu e donald trump nello studio ovale

(ANSA) - Diverse fonti hanno rivelato a Sky News Arabia che è sempre più probabile che "il presidente degli Stati Uniti Donald Trump annunci un cessate il fuoco a Gaza nei prossimi giorni".

 

Le fonti hanno aggiunto che "l'annuncio di Trump avverrà nell'ambito di un accordo che include il rilascio degli ostaggi israeliani". Domenica mattina Trump ha dichiarato di ritenere di avere buone notizie da Hamas riguardo a Gaza: "Vogliamo vedere se possiamo fermare i combattimenti" a Gaza. Abbiamo parlato con Israele e vogliamo vedere se possiamo porre fine a tutta questa situazione il prima possibile", ha aggiunto.

 

benjamin netanyahu nella striscia di gaza

IDF, TRE RAZZI LANCIATI DA GAZA, DUE CADUTI NELLA STRISCIA

(ANSA) - L'Idf ha reso noto che poco fa sono stati lanciati tre razzi dalla Striscia di Gaza meridionale, due dei proiettili non hanno raggiunto il bersaglio dentro Gaza, mentre il terzo è stato intercettato dalle difese aeree prima di attraversare il confine. Non ci sono notizie di feriti nella Striscia, né a causa dei due proiettili caduti a corto raggio né a causa dell'intercettazione.

 

ISRAELE VUOLE IL 75% DI GAZA MA TRUMP FRENA L'INVASIONE CROCE ROSSA COLPITA A MORTE

Estratto dell’articolo di Fabiana Magrì per “La Stampa”

 

bombardamenti israeliani sulla striscia di gaza il giorno di pasqua

I funerali a Gerusalemme di Yaron Lischinsky - il diplomatico israeliano assassinato mercoledì a Washington insieme con la fidanzata Sarah Milgrim in quello che il direttore dell'Fbi ha definito «un atto di terrorismo antisemita» - hanno portato in Israele la segretaria americana alla Sicurezza Interna, Kristi Noem.

 

S'incontrerà oggi con il premier Benjamin Netanyahu, dopo aver visto il ministro degli Esteri Gideon Saar. Il passaggio si fa notare, anche alla luce delle due precedenti vistose defezioni: quella del presidente Trump di rientro dai Paesi del Golfo e quella del suo vice JD Vance, in viaggio per la messa d'insediamento di Papa Leone XIV. Nessuno dei due aveva ritenuto opportuno, allora, fare tappa nello Stato ebraico.

 

yaron lischinsky sarah milgrim

E proprio nella stessa giornata di ieri, il Jerusalem Post ha rivelato - citando due fonti informate dei fatti - che recentemente Washington avrebbe chiesto a Gerusalemme di ritardare l'operazione su vasta scala nella Striscia per facilitare i negoziati per la liberazione degli ostaggi e la fine della guerra.

 

Una richiesta che, a leggere gli eventi della settimana scorsa, si direbbe essere stata disattesa da Israele su tutta la linea. «Se ci sarà la possibilità di un cessate il fuoco temporaneo per il rilascio degli ostaggi, saremo pronti», aveva dichiarato Netanyahu mercoledì scorso. Ma il giorno seguente aveva richiamato la delegazione dei negoziatori da Doha, dopo che Hamas aveva insistito sulle garanzie americane per porre fine alla guerra come parte di qualsiasi accordo.

 

il cercapersone in oro regalato da benjamin netanyahu a donald trump

Tuttavia il team Usa guidato da Steve Witkoff sta conducendo colloqui con Hamas anche per tramite dell'imprenditore palestinese statunitense Bashara Bahbah, lobbista pro Trump durante la campagna elettorale del tycoon.

 

Nel complesso mosaico di retroscena diplomatici, si è inserita ieri la dichiarazione del capo di Stato Maggiore, il ramatkal Eyal Zamir. Da Gaza, dopo una valutazione sul campo, ha dichiarato: «Non è una guerra eterna: ci impegneremo per accorciarla».

 

La frase potrebbe essere indirizzata agli Usa, nel giorno dell'arrivo della segretaria Noem. Ma risponde anche a dinamiche interne. Sia perché i rapporti tra Zamir e Netanyahu appaiono sempre più tesi e una simile affermazione non sembra concordata con i vertici politici.

 

EYAL ZAMIR

Inoltre contraddice letteralmente una dichiarazione del generale David Zini, l'uomo che Netanyahu ha indicato per ricoprire l'incarico di direttore dello Shin Bet […] al posto di Ronen Bar, silurato dal governo. «Sono contrario agli accordi per gli ostaggi. Questa - Zini si è trovato a dichiarare più volte nell'ultimo anno - è una guerra eterna».

 

Le famiglie dei rapiti israeliani - ce ne sono ancora 58 prigionieri di Hamas nei tunnel di Gaza, di cui 35 sono stati confermati morti dall'intelligence militare - hanno inviato una lettera al nuovo capo dello Shin Bet, invitandolo a chiarire le sue posizioni e la sua visione della guerra. Gli ex ostaggi, tra cui la soldata Naama Levy, dicono che i bombardamenti israeliani erano «la paura più grande durante la prigionia».

 

david zini benjamin netanyahu

Per il momento, però, non si fermano le operazioni delle cinque divisioni israeliane dispiegate in tutta la Striscia e supportate dal cielo e dal mare dall'aeronautica e dalla marina militare.

 

[…] Il tema della distribuzione degli aiuti umanitari, il cui ingresso nella Striscia è ripreso dopo le pressioni internazionali su Israele, resta un nodo controverso. Ieri sono stati 107 i camion della comunità internazionale «carichi di aiuti umanitari, tra cui farina e cibo» che hanno attraversato il valico di Kerem Shalom dopo i controlli dell'esercito israeliano, che ne ha dato notizia.

 

bombardamenti israeliani sulla striscia di gaza il giorno di pasqua

Tra questi, anche i primi 9 dei 15 tir finanziati dall'Italia attraverso il progetto Food for Gaza e donati al World Food Programme dell'Onu. Intanto le autorità svizzere stanno valutando l'apertura di un'indagine sulla Gaza Humanitarian Foundation, l'organizzazione no-profit sostenuta dagli Usa e incaricata di gestire la distribuzione degli aiuti nella Striscia.

 

A monte della decisione c'è la segnalazione formale da parte di una ong svizzera, in un contesto di forti critiche internazionali.

 

Secondo indagini svolte da media statunitensi e israeliani, La Ghf sarebbe legata a una società che non ha alcuna esperienza nel settore umanitario e che sarebbe stata incaricata direttamente dal segretario militare di Netanyahu, senza alcuna gara pubblica e all'insaputa dell'apparato della difesa israeliano.

DONALD TRUMP BENJAMIN NETANYAHU

 

Le fonti dicono che i compiti svolti dalla Safe Reach Solutions sarebbero prettamente di intelligence militare: gestione di posti di blocco, elaborazione di dati visivi provenienti da telecamere, droni e satelliti e identificazione di miliziani di Hamas e altri individui armati. —

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