LA TOPPA È PEGGIO DEL BUCO - IL VATICANO HA DATO DISPOSIZIONE AI NUNZI APOSTOLICI DI CHIARIRE LA POSIZIONE DELLA SANTA SEDE SULLE FAMIGLIE GAY E SULLE LEGGI IN DISCUSSIONE IN TANTI PARLAMENTI. IL POLVERONE SI ERA SOLLEVATO DOPO CHE IL PAPA (IN UN FILM SUL SUO PONTIFICATO) AVEVA DI FATTO APPROVATO LE LEGGI CIVILI PER LE COPPIE OMOSESSUALI - LA NOTA HA GENERATO ALTRO CASO PERCHE’…

Franca Giansoldati per www.ilmessaggero.it

 

PAPA FRANCESCO BERGOGLIO SULLA COPERTINA DI THE ADVOCATE MENSILE DELLA COMUNITA GAY

Quando si dice che la toppa è peggio del buco. Il Vaticano ha dato disposizione a tutti i nunzi apostolici di chiarire la posizione della Santa Sede sulle famiglie gay e sulle leggi in discussione in tanti Parlamenti. Il polverone si era sollevato dopo che il Papa - in un film sul suo pontificato - aveva di fatto approvato le leggi civili per le coppie omosessuali.

 

Una frase che risultava in palese contrasto con la tradizionale dottrina della Chiesa, fino a quel momento mai sconfessata, scatenando vivaci proteste di vescovi e cardinali. Nello stesso tempo il regista del film, Evgeny Afineevsky confermava ai giornalisti che il Papa in persona non solo aveva avuto modo di guardare il filmato integralmente ma di fatto lo aveva approvato, senza specificare altro.

 

La nota di chiarimento diramata dal segretario di Stato, Pietro Parolin ai nunzi parte dalla genesi di questo caos, spiegando che più di un anno fa, durante un'intervista, Papa Francesco aveva risposto a due domande diverse in due momenti diversi ma che poi, nel film di Afineevski, le frasi «sono state modificate e pubblicate come una sola risposta, senza la dovuta contestualizzazione, il che ha generato confusione».

BERGOGLIO CON SCIARPA GAY

 

Nella prima domanda il Papa aveva fatto un riferimento pastorale sulla necessità che, in seno alla famiglia, il figlio o la figlia con orientamento omosessuale non vengano mai discriminati. A loro si riferiscono le parole: «le persone omosessuali hanno il diritto di stare in famiglia; sono figli di Dio, hanno diritto a una famiglia. Non si può cacciare dalla famiglia nessuno e rendere la vita impossibile per questo». Una posizione contenuta anche nella esortazione apostolica sulla Amoris Laetitia.

 

Una domanda successiva dell'intervista era invece inerente ad una legge  di dieci anni fa in Argentina sui matrimoni di coppie dello stesso sesso e all'opposizione dell'allora Arcivescovo di Buenos Aires al riguardo. A questo proposito Papa Francesco aveva affermato che «è un'incoerenza parlare di matrimonio omosessuale», aggiungendo che, nello stesso contesto, aveva parlato del diritto di queste persone di avere una certa copertura legale: «quello che dobbiamo fare è una legge di convivenza civile; hanno il diritto di essere legalmente coperti. L'ho difeso io».

COMUNITA GAY ARGENTINA PROTESTA CONTRO BERGOGLIO

 

Una frase esplosiva visto che non tiene conto del documento (ancora valido) diffuso sotto il pontificato di Giovanni Paolo in cui si dice «che la Chiesa non può portare in nessun modo all'approvazione del comportamento omosessuale oppure al riconoscimento legale delle unioni omosessuali».

 

«Il bene comune esige che le leggi riconoscano, favoriscano e proteggano l'unione matrimoniale come base della famiglia, cellula primaria della società. Riconoscere legalmente le unioni omosessuali oppure equipararle al matrimonio, significherebbe non soltanto approvare un comportamento deviante, con la conseguenza di renderlo un modello nella società attuale, ma anche offuscare valori fondamentali».

 

coppia gay

La nota del Vaticano, poi, generando ulteriore confusione  fa riferimento anche ad una altra intervista del Papa, stavolta del 2014: «Il matrimonio è tra un uomo e una donna. Gli Stati laici vogliono giustificare le unioni civili per regolamentare diverse situazioni di convivenza, mossi dall'esigenza di regolare aspetti economici tra le persone, come ad esempio garantire l'assistenza sanitaria. Si tratta di patti di convivenza di natura diversa, di cui non saprei dare un cast delle varie forme. È necessario vedere i vari casi e valutarli nella loro varietà».

 

La nota conclude: «È quindi evidente che Papa Francesco ha fatto riferimento a determinate disposizioni statali, non certamente alla dottrina della Chiesa, molte volte riaffermata nel corso degli anni». Quale sia la reale posizione del Papa in materia non è ancora chiaro, nè se la linea del magistero tanto difesa sotto il pontificato di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI sia nel frattempo stata emendata. Nella nota di spiegazioni inviata ai nunzi, inoltre, non si fa luce nemmeno alla grande questione del perchè Francesco (che ha visto il film in anteprima contenente il collage delle due frasi) non lo abbia bloccato in tempo evitando questa ulteriore frittata.

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