VEDI UN PRETE A NAPOLI E POI SCOPI – PARLA PAOLO, 28 ANNI: ‘L’HO CONOSCIUTO NAVIGANDO SU INTERNET DOVE HO SCOPERTO UNA CHAT PER PRETI: SI CHIAMA “REVERENDIS” - SE NE HAI VOGLIA, LÌ DI PRETI DISPONIBILI NE TROVI QUANTI NE VUOI - C’È BEN POCO DA MERAVIGLIARSI: SONO TANTI I PRETI, E BEN PIÙ IMPORTANTI DI LUI, CHE VANNO CON I RAGAZZI, UN GIRO ESAGERATO CHE MANCO VE LO POTETE IMMAGINARE”

Maria Chiara Aulisio, pubblicata su ilmattino.it

 

I PRETI E IL SESSO  I PRETI E IL SESSO

Quel sacerdote, il giovane Paolo, 28 anni, bell’aspetto e modi gentili, lo ha conosciuto su facebook. Qualche messaggio esplorativo, poi la “richiesta di amicizia” e infine l’incontro. O meglio: gli incontri visto che i due cominciarono a frequentarsi in maniera piuttosto assidua. All’inizio una o due volte al mese, un po’ alla volta sempre più spesso fino al giorno in cui Paolo ha detto basta: «Con quel prete non ci voglio stare più».

 

Andiamo con ordine. Vi siete conosciuti su facebook. Quando?

«Diverso tempo fa. Abbiamo cominciato scrivendoci dei messaggi nella posta privata, si parlava del più e del meno, poi ho capito che lui volentieri sarebbe andato oltre. E allora ci siamo incontrati».

 

Ti ha fatto proposte esplicite?

«Non ce n’è stato bisogno. Sono un ragazzo abbastanza sveglio. Come si dice a Napoli “vengo dalla strada”, mi è bastato poco per capire».

 

Quindi?

«Abbiamo cominciato a vederci».

I PRETI E IL SESSOI PRETI E IL SESSO

 

Dove?

«A casa sua. Prima in un appartamento, poi anche in un altro».

 

Addirittura due appartamenti? Tutti del prete?

«No, non aveva due case. È che a un certo punto si è trasferito e allora ci vedevamo lì, sempre zona centro».

 

Ma lo sapevi che si trattava di un sacerdote?

«Certo che lo sapevo».

PRETE IN PIAZZA SAN PIETROPRETE IN PIAZZA SAN PIETRO

 

E la cosa non ti creava alcun problema? 

«No, o forse sì... alla fine però ci stavo lo stesso. Quel prete l’ho conosciuto in un periodo molto difficile della mia vita, avevo un sacco di problemi anche in famiglia: all’inizio era quasi un sollievo parlare con lui. Gentile, affettuoso, bravissima persona, le sue parole mi rassicuravano, poi andava come andava... Adesso non è che voglio difendere nessuno, però c’è ben poco da meravigliarsi: sono tanti i preti, e ben più importanti di lui, che vanno con i ragazzi, un giro esagerato che manco ve lo potete immaginare».

 

Sempre con la complicità di Facebook?

«Non solo. Navigando su internet ho scoperto una chat per preti: si chiama “Reverendis”».

 

Reverendis? Di che cosa si tratta?

cover vita da preti carlo melinacover vita da preti carlo melina

«È una specie di luogo di incontri virtuali per fare amicizia con i sacerdoti. Dicono che è fatta apposta per superare la solitudine e trovare conforto, si fanno discorsi di qualsiasi tipo. E si dice veramente di tutto. Io spesso ci andavo, la sera prima di addormentarmi facevo un giro su “Reverendis”, un po’ per sfizio, un po’ per curiosità. Se ne hai voglia, lì di preti disponibili ne trovi quanti ne vuoi anche se i napoletani sono pochi. In ogni caso, per quanto mi riguarda, con quel mondo ho chiuso».

 

Non frequenti più i preti e nemmeno le chat?

«Basta. Ho cambiato vita, adesso ho un lavoro che mi piace e di tutte “ste storie” non ne voglio sapere più niente. Anche per questo ho smesso di incontrare quel sacerdote».

 

Sei stato tu, quindi, a decidere di non vederlo più?

«Sì, sono stato io. La situazione era insostenibile».

 

Per quale ragione?

«Era diventato troppo insistente. Pretendeva che ci vedessimo sempre più spesso e io francamente non ne avevo voglia. Sapevo molto bene che si trattava di incontri pericolosi, ogni volta che mi sono trovato in queste situazioni sono stato molto attento, la mia preoccupazione era che tutta questa storia prima o poi potesse venire fuori. Così come è successo e non vi nascondo che mi dispiace molto».

panorama preti gaypanorama preti gay

 

Hai mai ricevuto soldi in cambio delle tue prestazioni?

«Diciamo che mi pagava la benzina. Mi regalava venti, trenta euro ogni volta che ci vedevamo. Non gli ho mai chiesto niente, insisteva sempre lui per darmeli i soldi, alla fine me li prendevo. Che dovevo fare?».

 

Come l’ha presa quando gli hai detto che non volevi più vederlo?

«Non bene, ma da quel giorno gli ho sempre detto di no. Per un po’ mi ha anche “bloccato” su Facebook, non potevo più avere accesso al suo profilo, recentemente però ho visto che mi ha “sbloccato” non so manco perché».

 

L’ultima volta che vi siete sentiti?

«Non mi ricordo precisamente. Forse quattro o cinque mesi fa sempre su Facebook».

 

Il prete ti ha mai parlato di altri ragazzi con cui si intratteneva come faceva con te? 

«Frequentava anche altri ragazzi, lo sapevo. Ma quando e come si incontrassero non ne ho proprio idea».

 

I PRETI E IL SESSO I PRETI E IL SESSO

Nei vostri messaggi su cui qualcuno è riuscito a mettere le mani e spedire direttamente al Cardinale, parlate anche di un altro sacerdote da coinvolgere negli incontri.

«Vero, si trattava di un suo amico, mi pare si fossero conosciuti in seminario. Provai anche a contattarlo più volte su Facebook ma senza esito».

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