conflitto india pakistan

AL VERTICE DELLA TENSIONE - LE FORZE ARMATE PACHISTANE AVREBBERO ''UCCISO 40-50 SOLDATI INDIANI'' LUNGO LA LINEA DI CONTROLLO CHE DIVIDE LE ZONE CONTROLLATE DA INDIA E PAKISTAN, NELLA REGIONE DEL KASHMIR – DELHI HA LANCIATO 25 DRONI D'ATTACCO CONTRO IL PAKISTAN, UNO DEI QUALI HA COLPITO UNA BASE MILITARE VICINO LAHORE, FERENDO QUATTRO SOLDATI E DANNEGGIANDO LA STRUTTURA – NARENDRA MODI, PRIMO MINISTRO INDIANO, HA CHIESTO “ALLERTA COSTANTE”…

guerra pakistan india

INDIA: CRISI CON PAKISTAN, MODI CHIEDE 'ALLERTA COSTANTE'

(Adnkronos) - Il primo ministro indiano, Narendra Modi, ha chiesto "allerta costante" e "comunicazione chiara" nei suoi primi commenti dall'inizio dell'escalation militare tra il suo Paese ed il Pakistan, innescata da un attacco terroristico nel Jammu e Kashmir. Lo ha riferito la Cnn, secondo cui durante una riunione ad alto livello con i ministri Modi ha sottolineato la necessità di un forte coordinamento interno e di una forte resilienza per far fronte alle ostilità con il Pakistan. In precedenza il ministro indiano della Difesa, Rajnath Singh, durante un incontro con i leader politici aveva affermato che l'operazione militare dell'INDIA contro obiettivi in Pakistan "continua".

Narendra Modi e Mian Muhammad Shehbaz Sharif - immagine creata con ai

 

INDIA: PAKISTAN, 'UCCISI 40-50 SOLDATI INDIANI LUNGO LINEA DI CONTROLLO'

(Adnkronos) - Le forze armate pachistane hanno ''ucciso 40-50 soldati indiani'' lungo la linea di controllo che divide le zone controllate da India e PAKISTAN nella regione del Kashmir. Lo ha dichiarato il ministro dell'Informazione pakistano Attuallah Tarar sostenendo che l'esercito di Islamabad ha ''fatto saltare in aria le loro installazioni militari sul confine de facto''.

 

PAKISTAN: INDIA, ABBIAMO PRESO DI MIRA SISTEMI DIFESA AEREA DI ISLAMABAD

attacco dell india al pakistan 62

(LaPresse/AP) - Il ministero della Difesa dell'India ha riferito di avere preso di mira sistemi di difesa aerea in diverse località del Pakistan. La notizia giunge dopo che il portavoce dell'esercito pakistano, il tenente generale Ahmad Sharif, ha riferito che l'India ha lanciato droni d'attacco contro il Pakistan e che uno di questi ha preso di mira una base militare, vicino Lahore, ferendo 4 soldati e danneggiando la struttura. Il ministero indiano non ha precisato se siano stati utilizzati droni. Islamabad sostiene di avere abbattuto almeno 25 droni indiani e ha riferito che molti di quelli lanciati sono di produzione israeliana.

 

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PAKISTAN: ISLAMABAD, ABBATTUTI 25 DRONI LANCIATI DALL'INDIA, FERITI 4 SOLDATI

(LaPresse/AP) - Il portavoce dell'esercito pakistano, il tenente generale Ahmad Sharif, ha dichiarato che l'India ha lanciato nella notte droni d'attacco contro il Pakistan, uno dei quali ha attaccato una base militare vicino Lahore ferendo 4 soldati e danneggiando la struttura.

 

Il portavoce ha aggiunto che 25 droni, lanciati in diverse parti del Paese, sono stati abbattuti dalle forze pakistane e che un civile è stato ucciso e un altro ferito quando i detriti di un drone abbattuto sono caduti nella provincia di Sindh. Un altro è caduto nella città di Rawalpindi, vicino alla capitale, ha riferito ancora il portavoce parlando alla tv di Stato. Il lancio di droni da parte dell'India giunge all'indomani dell'attacco missilistico indiano che ha colpito diverse località del Pakistan, provocando secondo Islamabad un bilancio di 31 civili morti, fra cui donne e bambini.

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Qualche ora fa a Lahore un funzionario della polizia locale, Mohammad Rizwan, aveva dichiarato che un drone è stato abbattuto vicino all'aeroporto di Walton, un aerodromo situato in una zona residenziale a circa 25 chilometri dal confine con l'India, che ospita anche installazioni militari.

 

I media locali hanno riferito inoltre che altri 2 droni sono stati abbattuti in altre città della provincia del Punjab, di cui Lahore è la capitale. Nel distretto di Chakwal, nel Punjab, un drone è precipitato in un campo coltivato; le autorità hanno messo in sicurezza il relitto e stanno indagando sull'origine e l'obiettivo del drone.

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L'INDIA ATTACCA IL PAKISTAN "RISCHIO DI GUERRA TOTALE" ISLAMABAD: PRONTA L'ATOMICA

Estratto dell'articolo di Lorenzo Lamperti per “La Stampa”

 

Sindoor è il nome della polvere rossa che le donne indù sfoggiano sulla fronte per indicare che sono sposate. Da ieri, Sindoor è anche il nome dell'operazione militare che rischia di causare una guerra tra India e Pakistan, due potenze nucleari. Minaccia esplicitata ieri sera dal ministro della Difesa pakistano, Khawaja Asif, il quale ha avvertito che se le tensioni dovessero aumentare ulteriormente «ci sarebbe il rischio concreto di una guerra nucleare che non può essere ignorato».

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Per Narendra Modi è innanzitutto un omaggio per le mogli rimaste vedove dopo l'attentato che il 22 aprile ha ucciso 26 turisti indiani a Pahalgam, nel Kashmir, motivo scatenante dell'azione militare dell'esercito di Nuova Delhi.

 

L'operazione è «un orgoglio nazionale», ha dichiarato il premier indiano, affermando che «oltre 80 terroristi sono stati uccisi» in raid mirati contro basi operative di gruppi estremisti come Jaish-e-Mohammed e Lashkar-e-Taiba sul territorio del Pakistan e della porzione di Kashmir sotto controllo pakistano.

 

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Le cifre e i contorni dell'attacco sono diversi secondo Islamabad, che parla di 26 morti tra cui due bambine di tre anni. «L'India ha portato di nuovo l'inferno nella regione attaccando deliberatamente i civili col falso pretesto di campi terroristici immaginari», dice il governo pakistano, secondo cui sarebbero state prese di mira infrastrutture civili e moschee. Il premier Shehbaz Sharif ha autorizzato l'esercito a rispondere con «azioni corrispondenti». Islamabad sostiene di aver abbattuto cinque jet da combattimento indiani e un drone, con almeno 12 morti. L'India non ha confermato alcuna perdita, ma testimoni hanno riferito alla Cnn dello schianto di un velivolo nel villaggio di Wuyan.

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Il Pakistan ha chiuso parte del proprio spazio aereo, costringendo diverse compagnie internazionali a modificare le rotte, con almeno 550 voli cancellati e tempi di percorrenza lievitati tra Asia meridionale ed Europa. È riuscito a ripartire Matteo Piantedosi, il ministro dell'Interno italiano che si trovava in missione a 200 chilometri dalla zona del conflitto per firmare col governo pakistano un accordo sulla gestione dei migranti e il contrasto ai trafficanti di esseri umani.

 

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