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L'UCRAINA PIANIFICA LA SUA GUERRA DI DOMANI: VUOLE CREARE UN ESERCITO DI DRONI – IL VICEPREMIER UCRAINO MYKHAILO FEDOROV: "ABBIAMO GIA' I FONDI PER FIRMARE CONTRATTI, FARE ACQUISTI, ORGANIZZARE RIPARAZIONI E FORMARE I PILOTI. ABBIAMO PIÙ DI 300MILA HACKER: GLI OBIETTIVI SONO QUELLI PUBBLICI ASSOCIATI ALLA PROPAGANDA DEL CREMLINO, SOCIETÀ COME GAZPROM, BANCHE…SU QUELLI NON PUBBLICI NON POSSIAMO SVELARE NULLA"

Giusi Fasano per il “Corriere della Sera”

 

mykhailo fedorov 2

«Ero nello staff della campagna presidenziale. Ci stavamo occupando di un prodotto da implementare e, mentre lo presentavamo, uno dei dipendenti lo chiamò in ufficio e gli disse: "Senti un po' anche lui..." Fu quel giorno che io e Zelensky ci parlammo per la prima volta». Mychajlo Fedorov ricorda il suo incontro di esordio con il presidente Volodymyr Zelensky. Lui lo ascoltò. Quel ragazzo cresciuto a pane e computer dev' essergli piaciuto molto perché in men che non si dica lo volle, nel 2018, a capo del settore digitale della campagna che lo portò alla carica più alta del Paese.

 

mykhailo fedorov Volodymyr Zelensky

Oggi Fedorov è uno dei quattro vicepremier ucraini nonché ministro per la Trasformazione digitale. Ha convinto con un tweet Elon Musk ad attivare il suo sistema Starlink in Ucraina, ha chiesto e ottenuto che le Big Tech lasciassero la Russia. Tutto questo da trentunenne, dato che il 24 agosto di 31 anni fa, quando il parlamento ucraino dichiarò il Paese «Stato indipendente e democratico», lui aveva sette mesi.

 

Lei ha la stessa età dell'Ucraina postsovietica.

mykhailo fedorov 7

«Esatto. E proprio come una persona che a 30 anni sviluppa la comprensione di chi è cosa vuole diventare, così anche il nostro Paese ha scelto chiaramente la sua strada».

 

Quando è nato il suo amore per il mondo digitale?

«Ho visto il primo computer quando avevo 6-7 anni, nell'ufficio di mia madre dove andavo quando finivo la scuola. Mi sedevo davanti a quella scatola per 4-5 ore, cercavo di capire come funzionava. Me ne sono innamorato. Per me la tecnologia è uno strumento di trasformazione, semplificazione, un'opportunità per aprire strade nuove».

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Quale futuro digitale immagina per l'Ucraina?

«Vedo potenzialità enormi. Possiamo diventare il Paese più conveniente, veloce, libero del mondo in termini di servizi digitali e interazione fra persone e governo. Siamo un Paese giovane, capiamo la tecnologia. La mia idea del futuro e la direzione in cui cerco di andare è un domani paperless, caschless , con educazione e governo digitale, con 100% di servizi online, immagino l'abbattimento della burocrazia, i 5G..».

 

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Fra i suoi ultimi progetti c'è «Army of drones».

«Esatto. Abbiamo testato tutti i nostri droni e abbiamo fatto una ricognizione dei bisogni dell'esercito su tutte le linee di difesa. Per capire quanti droni kamikaze, da ricognizione o d'attacco ci servono. Ora stiamo raccogliendo fondi per comprare i droni che servono al nostro esercito. Abbiamo già raccolto abbastanza per firmare contratti, fare acquisti, organizzare riparazioni e una scuola di formazione dei piloti».

 

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E poi avete assoldato anche un cyber-esercito.

«Sono migliaia di specialisti volontari che lavorano per noi contro il nemico. L'uso del digitale fa parte della nuova strategia militare».

 

Si disse che erano più di 300 mila, esatto?

«Sì. La Russia ci attacca e noi contrattacchiamo con i nostri hackers. Gli obiettivi sono quelli pubblici associati ai media, alla propaganda, i portali del Cremlino e del parlamento russo, società come Gazprom, banche come Sberbank... E poi ci sono obiettivi non pubblici per attacchi multivettore, ma su questo non possiamo svelare nulla. C'è anche una guerra informatica in corso ed è importante che i nostri sistemi funzionino per far funzionare la macchina dello Stato. È importantissimo l'accesso a Internet e all'informazione». 

 

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Ha mai pensato a quello che farà come prima cosa dopo la guerra? 

«Penso che annuncerò un nuovo progetto davvero rivoluzionario; riguarderà il mondo intero». 

 

Di cosa si tratta? 

«Mi spiace ma non posso essere più preciso ( ride ). Le do soltanto un indizio: riguarderà l'intelligenza artificiale e la mia idea di come vivranno le persone del futuro». 

 

Il giorno peggiore dall'inizio della guerra. 

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«Personalmente è stato il giorno in cui è stata bombardata la mia città natale, Vasylivka (nell'Oblast di Zaporizhzhia, ndr ). La mia famiglia ha molto sofferto e mio padre è ancora in ospedale...». 

 

Esiste un giorno migliore, anche? 

«Quando abbiamo affondato l'incrociatore Moskva».

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