vittorio sgarbi tomaso montanari

L’EPITAFFIO DELLO STORICO DELL’ARTE TOMASO MONTANARI A ZEFFIRELLI (CON INCLUSA BORDATA ALLA FALLACI) SCATENA SGARBI: “CHE UN MODESTO CRITICO ADIPOSO DI CUI NON SI CONOSCE NULLA DI ORIGINALE E NON SEDUCENTE NEANCHE COME DIVULGATORE CHIAMI ORIANA FALLACI ‘ORRENDA’ E APPROFITTI DELLA MORTE DI ZEFFIRELLI PER FARE LO SPIRITOSO E IL BASTIAN CONTRARIO DÀ LA MISURA DI UNA DEFICIENZA CRITICA E DI UNA PRESUNTA SUPERIORITÀ CHE È SOLO UN ATTO DI VIGLIACCHERIA…”

Vittorio Sgarbi per “il Giornale”

 

VITTORIO SGARBI

Premessa: non c'è competizione. Ieri mattina, il ministro dell' Istruzione Marco Bussetti mi ha telefonato, con autentico compiacimento per la coincidenza, che non si può dire influenza, del suo interesse per il mio libro Il Novecento (da Lucio Fontana a Piero Guccione - La nave di Teseo editore) con la scelta (degli uffici competenti del ministero, non da lui influenzati, come vedremo) di uno dei temi degli esami di maturità su «l' eredità del Novecento», soprattutto dopo l' appello, anche mio, per lo studio della Storia a scuola e la riabilitazione della «traccia di Storia» nella prima prova dell' esame di maturità, come richiedeva anche la senatrice Liliana Segre.

 

marco bussetti

Peccato che, alla lettura dei temi, non solo non ho trovato traccia della mia posizione o delle tesi del mio libro sull' arte del Novecento ma ho visto una lunga citazione di un critico d' arte fortemente politicizzato e radicalmente polemico. Certo, una meravigliosa prova dello spirito democratico di questo governo fascista.

 

Se è vero che «Montanari è nominato nel consiglio degli Uffizi su indicazione diretta del governo gialloverde e allo stesso tempo è consulente per la cultura del sindaco (di Sel) di Sesto Fiorentino».

 

Tomaso Montanari

E mentre dal suo podio (sul quale io già fui con un brano del mio discorso per il 150º dell'Unità d' Italia per gli esami di maturità del 2016) Montanari scriveva banalità, in una cattiva lingua piena di anglicismi, neologismi e tautologie («palazzo civico», «campagna antropizzata», «attualismo superficiale», breaking news, «intrattenimento fantasy» e ancora «formula di intrattenimento» - dopo poche righe - «relativizza», «cortocircuito col futuro».

 

Brutte locuzioni, fino alla ridicola vanità: «Ogni volta che leggo Dante non posso dimenticare di essere stato battezzato nel suo stesso battistero» e all' immancabile critica alla politica attuale: «Il rapporto con il patrimonio artistico ci libera dalla dittatura totalitaria del presente»), Salvini censurava, con grande dignità, il pensatore proposto agli studenti con le sue facili e prevedibili ovvietà: «Montanari? Chieda scusa per gli attacchi a Oriana e Zeffirelli e lasci ogni incarico».

 

Perché non si parteggi per la vittima, glorificato dal ministero e criticato da Salvini, voglio riportare le sue dichiarazioni dopo la morte di Zeffirelli e la mia risposta (prima di Salvini) Montanari: Si può dire che il #maestro Scespirelli era un insopportabile mediocre, al cinema inguardabile? E che fanno senso gli alti lai della Firenzina, genuflessa in lutto o in orbace, ai piedi suoi e dell' orrenda Oriana? Dio l' abbia in gloria, con Portesante e quel che ne consegue. Amen

 

zeffirelli

Sgarbi: Che un modesto critico d' arte adiposo di cui non si conosce nulla di originale e non seducente neanche come divulgatore chiami Oriana Fallaci «orrenda» e approfitti della morte di Zeffirelli per fare lo spiritoso e il bastian contrario dà la misura di una deficienza critica e di una presunta superiorità che è solo un atto di vigliaccheria. Se solo non ti accomodi al pensiero unico, con il coraggio di Zeffirelli, c'è sempre qualcuno che cerca di liquidarti con il disprezzo. La verità è che nella conformità del linguaggio con il suo temperamento Zeffirelli è stato, riconosciuto dal mondo, un grande regista di opera lirica, convivente con uno scenografo allenato da Luchino Visconti. La valutazione liquidatoria, in questo momento, è solo una forma di esibizionismo, nella speranza che qualcuno si accorga di te perché non hai partecipato all' universale compianto «in lutto o in orbace».

ORIANA FALLACI

 

La verità degli uomini non si misura con un aggettivo assassino. Parce sepultis, che spesso sono più vivi dei loro critici in agonia. Che dire? Un consiglio a Bussetti, anche a mio svantaggio: per le prossime tracce evitiamo i vanitosi viventi alla moda. Possiamo proporre il pensiero di tanti più grandi di noi, che sono nella Storia.

 

Migliori istruzioni per «l' uso del futuro» senza le presunzioni e le isterie di Montanari ci possono venire da Roberto Longhi, Federico Zeri, Giuliano Briganti, Antonio Cederna.

E vanno sempre bene Vico, Croce, Leopardi, Montale, Leonardo e Galileo. Da Leonardo a Montanari. Una triste Storia.

Ultimi Dagoreport

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - UNA VOLTA DIVENTATA “INAFFIDABILE”, AGLI OCCHI DI TRUMP A COSA PUÒ SERVIRE GIORGIA MELONI? A NIENTE, QUINDI PUÒ TORNARE A LEGGERE TOLKIEN AI GIARDINETTI DI COLLE OPPIO – PAOLINO MIELI A “OTTO E MEZZO” LANCIA LA BOMBA DOPO LO SCAZZO ROMA-WASHINGTON: “C’È UNA CERTEZZA DI VENDETTA. È QUALCOSA DI ANALOGO DEL SIGONELLA DI CRAXI. TRUMP SE LA LEGHERÀ AL DITO. A CRAXI LA FECERO PAGARE IN MANIERA DEFINITIVA. A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” – COSA E QUANTO RISCHIA DAVVERO LA  SORA GIORGIA? PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO, BEGONA, A CUI È STATO RITIRATO ANCHE IL PASSAPORTO…

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…