"VUOI VEDÈ CHE TE STACCO ER CERVELLO?" - LE MINACCE DEL 31ENNE DOMENICO SPADA, DELL’OMONIMA FAMIGLIA CRIMINALE DI OSTIA, NEI CONFRONTI DEI COMMERCIANTI DI ROMA EST - SPADA, CHE SI TROVA GIA' IN CARCERE, ORA E' ACCUSATO ANCHE DI ESTORSIONE AGGRAVATA DAL METODO MAFIOSO - IL 31ENNE INTIMIDIVA I TITOLARI DI UN BAR, DI UNA FERRAMENTA E DI UNA SALA SCOMMESSE: "TORNO E VE SPARO A TUTTI. VI DO FUOCO AL LOCALE" - ENTRAVA NEI LOCALI E PRETENDEVA SOLDI DA GESTORI E AVVENTORI: "IO SO' DOMENICO 'LO ZINGARO', IL FIGLIO DI DOMENICO SPADA. QUI LAVORATE PERCHÉ CI SIAMO NOI CHE NON VI FACCIAMO CAPITARE NIENTE". E A CHI SI RIFIUTAVA DICEVA: "TE SPAPPOLO, PURE CHE SEI VECCHIO. TI FACCIO INFARTARE. GIURO SU MIO PADRE CHE TE FACCIO MORÌ QUI DENTRO AL NEGOZIO TUO" - IL CRIMINALE FACEVA SHOPPING NEI NEGOZI E NON PAGAVA: "DA QUANDO NOI PAGHIAMO LE COSE?"
ROMA: ESTORSIONI MAFIOSE A COMMERCIANTI, ARRESTATO DOMENICO SPADA
(Adnkronos) - Una sequenza di richieste di denaro scandite da minacce, intimidazioni e continui richiami alla propria appartenenza familiare al clan Spada della periferia est di Roma.
E' quanto ricostruito dagli agenti della Squadra Mobile di Roma e del VI Distretto Casilino, coordinati dai magistrati del Dipartimento criminalità diffusa e grave della procura della Repubblica. L'indagine ha portato all'arresto di Domenico Spada, trentunenne romano. Il provvedimento è stato notificato nel carcere di Velletri dove l'uomo il 31enne è già detenuto per altri motivi.
"VUOI VEDÈ CHE TE STACCO ER CERVELLO?". COSÌ DOMENICO SPADA ERA DIVENTATO L'INCUBO DEI COMMERCIANTI DI ROMA SUD EST
Estratto dell'articolo di Lorenzo Nicolini per www.romatoday.it
"Torno e ve sparo a tutti". "Do fuoco al locale". Queste alcune delle minacce che spesso lanciava Domenico Spada, 31 anni e omonimo del noto ex pugile, ritenuto responsabile di una serie di estorsioni ai danni di commercianti del quadrante sud-est della Capitale. L'uomo, appartenente alla nota famiglia che ha base a Ostia, è stato arrestato.
Decisivo il coraggio di tre commercianti che, nonostante la paura, hanno scelto di denunciare tutto agli investigatori del VI distretto Casilino della polizia di Stato e ai carabinieri della stazione di Tor Vergata, consentendo agli inquirenti di ricostruire un quadro accusatorio con cui il giudice per le indagini preliminari Gabriele Fiorentino, su richiesta del pm, ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere.
domenico spada federica angeli
L'uomo è accusato di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Le indagini, come sottolinea Lapresse, sono state coordinate dalla direzione distrettuale antimafia di Roma e condotte dagli investigatori in stretta collaborazione con la squadra mobile e con il contributo dei carabinieri della stazione di Tor Vergata.
Tre le attività commerciali finite nel mirino di Spada un bar di via Passo Lombardo, una ferramenta di via di Vermicino e una sala scommesse di via Torraccio di Torrenova. Secondo la ricostruzione contenuta negli atti dell'inchiesta, Spada avrebbe utilizzato minacce, intimidazioni e continui richiami al proprio cognome e alla famiglia di appartenenza per ottenere denaro e altri vantaggi economici.
Il primo episodio contestato risale al dicembre 2025. Nel bar di via Passo Lombardo l'uomo avrebbe chiesto denaro ai gestori e ad alcuni presenti nel locale. Al rifiuto sarebbero seguite minacce sempre più pesanti. Secondo le testimonianze raccolte, dopo essersi qualificato come "Domenico Spada", avrebbe detto a una delle vittime che lui e un suo amico sarebbero stati "gambizzati". [...]
I titolari allertarono immediatamente le forze dell'ordine e, poche ore dopo, tornarono a chiedere aiuto dopo aver notato l'uomo transitare più volte davanti all'esercizio commerciale. Più grave, secondo l'accusa, quanto avvenuto nella ferramenta di via di Vermicino tra il 28 marzo e il 2 aprile 2026.
Qui Spada avrebbe esplicitamente evocato il peso del proprio cognome e della propria famiglia pronunciando frasi come: "La mano non si rifiuta a nessuno, in particolare a me. Io sono Domenico lo zingaro, il figlio di Domenico Spada. Qui potete lavorare perché ci siamo noi che non vi facciamo capitare niente".
CONFISCATO IL TESORO DEL CLAN SPADA
Di fronte alla freddezza dei commercianti, avrebbe poi preteso 150 euro sostenendo: "Mi sento offeso se non mi dai la mano. Non potete offendere il mio onore e proprio perché mi sento offeso dovete darmi 150 euro per ripulirvi dall'offesa che mi avete fatto". Le minacce sarebbero quindi diventate ancora più esplicite: "Se non mi date i soldi che v'ho appena chiesto te sparo in testa", "Torno e ve sparo a tutti", "Ve do fuoco al locale se non me date sti soldi".
Parole che, secondo gli investigatori, avrebbero convinto i gestori a consegnare il denaro richiesto per timore delle conseguenze annunciate. Due giorni dopo, l'uomo sarebbe tornato nella ferramenta impossessandosi di alcune bombolette di schiuma espansa senza pagarle. Quando gli venne chiesto il corrispettivo avrebbe replicato: "Ma perché, adesso te la dovrei pure pagare? Pensavo che noi non dovevamo pagarla. Da quando noi paghiamo le cose?".
L'episodio culminò il 2 aprile con una nuova irruzione nel negozio. Secondo quanto riportato negli atti, Spada avrebbe brandito una spatola metallica e rivolto ai presenti ulteriori minacce: "Vuoi vede che te stacco er cervello?", "Oggi te spappolo pure che sei vecchio", "Ti faccio infartare", fino ad arrivare a: "Giuro su mio padre che te faccio morì qui dentro al negozio tuo".
L'ultimo episodio riguarda il Punto Snai di Torrenova. Qui l'indagato avrebbe preteso la restituzione di circa 1.700 euro persi alle slot machine, minacciando dipendenti e gestori e annunciando che avrebbe "spaccato tutto il locale" e che "in un modo o nell'altro i soldi se li sarebbe ripresi".
In questo caso l'estorsione è contestata nella forma tentata. Le indagini, supportate dalle immagini dei sistemi di videosorveglianza, dalle registrazioni audio e dalle testimonianze delle persone offese, hanno consentito agli investigatori di ricostruire nei dettagli gli episodi contestati. [...]





