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DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

 

 

DAGOREPORT

domenico centrone leonarda alberizia

Che curiosa coincidenza. Ieri le autorità libiche hanno liberato improvvisamente i due attivisti italiani della Flotilla di terra, Leonarda Alberizia e Domenico Centrone, ingabbiati da un mese.

 

E chi si trovava nel paese nord-africano nei giorni scorsi? Massì, Giovanni Caravelli, il direttore dell’AISE, i servizi segreti esteri italiani.

 

Ufficialmente, per un incontro con il presidente del Governo libico di unità nazionale, Abdulhamid Dabaiba, in cui si sarebbe parlato degli sviluppi politici e di sicurezza nella regione, oltre al coordinamento tra Roma e Tripoli sui dossier di interesse comune.

 

GIOVANNI CARAVELLI - FOTO LAPRESSE

Dall'assassinio di Gheddafi in poi, l'Italia ha una relazione a dir poco complicata con i due governi dell’ex colonia italiana (quello di Tripoli e quello di Bengasi) in guerra continua tra loro.

 

E il gran capo dell'Aise, naturalmente avvolto dalla massima riservatezza o da non ben specificati problemi di sicurezza, è chiamato a risolvere un casino dopo l'altro.

 

In ballo tra il Belpaese e Libia ci sono accordi per i pozzi di petrolio controllati dai ras delle varie tribù e l'Eni, a cui si aggiungono forniture di mezzi alla guardia costiera, doverosamente accompagnati da valigette inzeppate di dollari, per tentar di fermare gli scafisti che sbarcano sulle coste italiane migliaia di migranti, fino a costringere  il governo di Roma a trasformarsi in aero-taxi per riportare nottetempo in patria efferati torturatori libici arrestati in territorio italiano. 

 

 

carlo nordio e giusi bartolozzi

Ci riferiamo all'operazione più clamorosa (e politicamente fallimentare) di cui fu protagonista Caravelli: il caso Almasri, il criminale inseguito da un mandato di cattura internazionale che fu riportato a Tripoli comodamente seduto a bordo di un jet dell'intelligence italiana.

 

Le foto e i video dell'atterraggio del simpatico Almasri travolsero la Fiamma Magica di Palazzo Chigi e il ministero della Giustizia guidato allora dal duplex Nordio-Bartolozzi, ma non pregiudicò la carriera di Caravelli che, grazie al suo ottimo rapporto con Alfredo Mantovano, è stato recentemente rinnovato il suo mandato a capo dei servizi esteri.

 

Njeem Osama Almasri Hoabish torna a tripoli

Ma già nel 2023, il capo dell'Aise coordinò "in prima persona" le trattative per liberare la travel blogger Alessia Piperno. Nel dicembre 2025, volò lui stesso a Teheran per assicurarsi di riportare a casa la giornalista Cecilia Sala (in cambio della liberazione, l’Italia scarcerò l’ingegnere Mohammd Abedini, ricercato dagli Stati Uniti per aver rifornito di componenti per armi i pasdaran (e aver contribuito materialmente a un attacco drone su una base statunitense in Giordania).

 

Tornando a bomba, la domandina che ora sorge spontanea è: quanto ha offerto l'Italia in cambio della liberazione dei due “flotilleros”? In Libia, dove lo Stato è un'idea e tutto è in mano alle tribù e ai clan armati, naturalmente niente è gratis.

 

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano

Da parte sua, Palazzo Chigi non ha rilasciato alcun dichiarazione nè indetto una conferenza stampa nè tantomeno Meloni si è fatta fotografare con i due attivisti liberati, molto meno fotogenici (e con troppi pochi follower) di Cecilia Sala, peraltro figlia di un manager amico del ministro degli Esteri, Antonio Tajani…

 

LIBIA: MISSIONI RAVVICINATE DEI SERVIZI SEGRETI DI ITALIA, TURCHIA ED EGITTO TRA TRIPOLI E BENGASI

(Agenzia_Nova) - La Libia e' tornata al centro di un fitto movimento di intelligence regionali e internazionali, con missioni ravvicinate di Italia, Turchia ed Egitto tra Tripoli, Bengasi e Il Cairo.

 

leonarda alberizia domenico centrone

Nel giro di pochi giorni, il premier del Governo libico di unita' nazionale (Gun), Abdulhamid Dabaiba, ha ricevuto nella capitale il capo dell'intelligence generale egiziana, Hassan Rashad, e il direttore dell'Agenzia informazioni e sicurezza esterna (Aise), generale Giovanni Caravelli.

 

Nelle stesse ore, il capo dell'intelligence turca, Ibrahim Kalin, ha incontrato prima a Bengasi il vice comandante generale dell'Esercito nazionale libico (Enl), generale Saddam Haftar, e poi a Tripoli il sottosegretario alla Difesa del Gun, Abdul Salam al Zoubi.

 

mantovano meloni nordio piantedosi

La sequenza conferma la centralita' del dossier sicurezza nella nuova fase libica, mentre il processo politico resta bloccato e gli attori esterni -- Stati Uniti in testa -- cercano di riattivare canali paralleli con i due poli del potere.

 

La visita di Caravelli a Tripoli ha avuto un chiaro profilo politico e di sicurezza. Secondo quanto riferito dal governo libico riconosciuto dalle Nazioni Unite, il capo dell'Aise ha consegnato a Dabaiba un messaggio della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, confermando "la volonta' del governo italiano di proseguire il coordinamento e la cooperazione con la Libia sui diversi dossier di interesse comune".

ALMASRI UCCIDE UNA PERSONA IN STRADA A TRIPOLI

 

cecilia sala a ciampino con antonio tajani e giorgia meloni e roberto gualtieri

All'incontro erano presenti anche al Zoubi, il ministro di Stato per la Comunicazione e gli Affari politici Walid al Lafi e il consigliere del premier Ibrahim Dabaiba, nipote del capo del governo. Dabaiba, da parte sua, ha sottolineato "l'importanza di coordinare gli sforzi e le posizioni internazionali a sostegno della stabilita', della salvaguardia dell'unita' delle istituzioni e dell'avanzamento del percorso politico"

 

Secondo l'account libico "Taha Hadeed", che monitora anche i movimenti aerei, Caravelli avrebbe lasciato Tripoli a bordo di un Gulfstream G600 con registrazione I-ANIG, indicato da fonti libiche come riconducibile all'intelligence italiana. Al momento non risultano comunicazioni ufficiali su una tappa del capo dell'Aise a Bengasi.

 

almasri picchia e uccide un uomo per strada a tripoli 6

Vale la pena ricordare che nell'est della Libia restano detenuti due cittadini italiani, Domenico Centrone e Leonarda "Dina" Alberizia, fermati nell'ambito della vicenda della Global Sumud Flotilla. La gestione del dossier richiede un'interlocuzione con le autorita' della Cirenaica, area controllata dalle forze di Haftar, ma la missione di Caravelli sembra essersi concentrata, almeno pubblicamente, sul canale di Tripoli.

cecilia sala con giorgia meloni dopo l atterraggio a ciampino VIGNETTA DI MANNELLI SUL CASO ALMASRI - IL FATTO QUOTIDIANO

domenico centrone leonarda alberizia

 

leonarda alberizia domenico centrone

antonio tajani cecilia sala roberto gualtieri patrizia scurti giorgia meloni Mohammad Abedini najafabadi alessia piperno e famiglia con roberto gualtieri 5alessia pipernoalessia piperno 4

cecilia sala Mohammad Abedini

Njeem Osama Almasri Hoabish torna a tripoli CECILIA SALA CON GIORGIA MELONI A CIAMPINO

Leonarda AlberiziaGIOVANNI CARAVELLIleonarda alberizia domenico centrone leonarda alberizia il direttore dell aise Giovanni Caravelli in niger GIOVANNI CARAVELLIGIOVANNI CARAVELLI GIOVANNI CARAVELLI - FOTO LAPRESSE

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