frocinema carocci rocca gualtieri

DAGOREPORT - MASSÌ, NEL PAESE CHE SI È INVENTATO IL “COMPROMESSO STORICO” E LE “CONVERGENZE PARALLELE” E IL “GOVERNO DELLA NON SFIDUCIA”, PRIMA O POI, DOVEVA CAPITARE DI TROVARSI DAVANTI A NUOVA MACHIAVELLICA DIAVOLERIA: BENVENUTI AL CINEMA “FASCIO E MARTELLO” - IL COMUNE DI ROMA GUIDATO DA ROBERTO GUALTIERI (PD) E LA REGIONE LAZIO CAPITANATA DA FRANCESCO ROCCA (FDI) SI SONO INASPETTATAMENTE ALLACCIATI IN UN TANGO CHE LI HA TRASCINATI ALL’ORGASMO DI STANZIARE UN DOVIZIOSO FINANZIAMENTO DI 250.000 EURO (IL CAMPIDOGLIO) E 300.000 EURO (LA REGIONE), AMBEDUE EROGATI SENZA UNO STRACCIO DI GARA E DESTINATI – FIATE ALLE TROMBETTE! RULLO DI TAMBURI! - AL PROGETTO ‘’FROCINEMA” DELLA ‘’FONDAZIONE PICCOLO AMERICA’’, CAPITANATA DAL MITOLOGICO ‘’PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, VALERIO CAROCCI – E' SUCCESSO CHE QUANDO IL COMUNE E LA REGIONE HANNO APPROVATO LA RICONVERSIONE DEL METROPOLITAN, L'EX CINEMA DI VIA DEL CORSO CHIUSO DAL 2010, IN UN MEGA-STORE, IL DIABOLICO CAROCCI HA CAPITO CHE CON UNA FAVA POTEVA PRENDERE DUE PICCIONI: OLTRE AL COMUNE DE SINISTRA ANCHE LA REGIONE DE DESTRA CHE, UNA VOLTA IN MANO A FDI AVEVA CHIUSO IL RUBINETTO DEI FINANZIAMENTI - AL GRIDO: “SALVARE IL METROPOLITAN! FERMARE QUESTO NUOVO SACCO DI ROMA!’’ IL COCCO DI ZINGARETTI HA MONTATO UN PANDEMONIO MEDIATICO, ACCOMPAGNATO DA UNA BATTAGLIA LEGALE, FINO A QUANDO ROCCA HA SMOLLATO ED ORA I CAMERATI D’ITALIA POTRANNO GODERSI “FROCINEMA”…

 

DAGOREPORT

 

frocinema 14

Massì, nel paese che si è inventato il “compromesso storico” e le “convergenze parallele” e il “governo della non sfiducia”, prima o poi, doveva capitare di trovarsi davanti a nuova machiavellica diavoleria: benvenuti al “fascio e martello”. 

 

Tranquilli: la scintilla di amorosi sensi tra i sinistrati dall’egolatria del Partito Democratico e i camerati cacio e pepe di Fratelli d’Italia, per ora, ha trafitto i cuori solo a livello di amministrazione locale. Anche si tratta della Roma Capitale fondata da Totti e Andreotti.

 

Come mai il Comune di Roma guidato da Roberto Gualtieri (Pd) e la Regione Lazio capitanata da Francesco Rocca (FdI) si sono inaspettatamente allacciati in un tango “contronatura” che li ha trascinati al punto di aprire i cordoni della borsa stanziando un dovizioso finanziamento di 250.000 euro (il Campidoglio) e 300.000 euro (la Regione), ambedue erogati senza uno straccio di gara e destinati – fiate alle trombette! rullo di tamburi! - al progetto ‘’Frocinema” della ‘’Fondazione Piccolo America’’, capitanata dal mitologico ‘’Principe rosso sul pisello”, Valerio Carocci?

VALERIO CAROCCI

 

Detto che tale maxi-finanziamento va anche a mantenere in piedi la manifestazione ‘’Cinema in Piazza’’, del vispo Carocci, da sempre nel cuore di Nicola Zingaretti, la kermesse ‘’Frocinema”, curata dell’Arci Gay di Roma, ha in programma cortometraggi naturalmente in chiave Lgbtiq+, come i “diritti delle madri intenzionali in coppie omogenitoriali” o il “racconto di un’infanzia queer che rivendica il diritto di sperimentare, lontano dall’obbligo degli adulti di doversi definire”.

frocinema 3

 

Ecco, davanti a tali temi, chi poteva mai immaginare, nemmeno sotto overdose di LSD, un Rocca alla fiamma pronto a sborsare ben 300 mila euro, 50 mila in più di Gualtieri, a Valerio Carocci? 

 

Come è riuscito ‘sto ragazzino viziatello e arrogante a intortare, oltre alla solita sinistra gayamente corretta di Elly Schlein, anche quella destra che sui temi della diversità sessuale e dei diritti civili omogenitoriali veleggia appena un gradino sopra l’omofobia?

 

Un “tradimento”, quello di Rocca, che ha fatto sobbalzare i neuroni destro-dipendenti de “La Verità”. ‘’A Roma “Frocinema» si fa coi soldi pubblici di Gualtieri e Rocca”, ha titolato il quotidiano di Belpietro, scandalizzato dall’unione civile fascio-gay Pd-FdI: ‘’Il voto all’unanimità dell’emendamento (della giunta Rocca, ndr) ha sancito formalmente la fine delle ostilità, trasformando quello che era un simbolo dell’opposizione giovanile di sinistra in un evento politically correct felicemente finanziato in modo bipartisan da tutte le istituzioni locali, sia comunali che regionali. E i cittadini ringraziano”.

NICOLA ZINGARETTI VALERIO CAROCCI

 

Cosa sarà mai successo? E’ successo che, dopo aver litigato per 16 anni sul destino dei cinema chiusi il sindaco Roberto Gualtieri e il governatore Francesco Rocca hanno approvato la riconversione del Metropolitan, l'ex sala cinematografica di via del Corso chiusa dal 2010, che diventerà un'attività commerciale a tre piani, con una sala da 100 posti riservata a proiezioni ed eventi culturali, destinando 7 milioni di oneri a Roma Capitale per il recupero di due cinema storici come l'Airone e l'Apollo e garantisce 60 nuovi posti di lavoro.

 

L’accordo ha fatto saltare la mosca al nasino di Carocci. Un tipino pieno di arroganza come un bignè, che già si era fatto notare quando la giunta di Gualtieri bocciò l’erogazione di 300mila al suo “Cinema in piazza” (mentre le associazioni simili alla sua ne prendono mediamente solo 38 mila). Il masaniello del cinema America-Troisi occupò coattamente per sei ore il Campidoglio, strillando e tempestando di telefonate chiunque, da Gualtieri a Elly Schlein, fino a quando intervenne la Digos (sic!). E, solo dopo aver ricevuto le dovute rassicurazioni, Carocci girò i tacchi...

 

roberto gualtieri

Perfino Fratelli d’Italia solidarizzò con Gualtieri: “Da questa vicenda si evince amaramente che per ragionare col comune di Roma ed ottenere ciò che si vuole, basta andare in Campidoglio ed occuparlo, magari anche con la telefonata di sostegno di un leader di partito”.

 

Questa volta l’ira funesta del pischelletto è stata più machiavellica. Al grido: “Salvare il Metropolitan! Fermare questo nuovo sacco di Roma!’’, Carocci ha capito che con una fava (la riconversione del cinema), poteva prendere due piccioni: oltre al Comune anche la Regione che, una volta finita in mano ai camerati aveva chiuso il rubinetto dei finanziamenti, manifestato disapprovazione e fastidio per il sostegno dato dalle varie istituzioni pubbliche alle iniziative firmate Carocci. 

 

frocinema 5

Ma per mantenere del tutto gratuite le tre piazze romane che accolgono la manifestazione, il Campidoglio non era sufficiente. E quindi Carocci ha montato un pandemonio mediatico, accompagnato da una battaglia legale, che ha fatto scoppiare la santa pazienza dell’ex crocerossino Rocca: “C'è stato un solo soggetto che ha continuato a soffiare dietro le quinte per manie di protagonismo, semplicemente perché non ha partecipato alla riunione, perché non rappresentava nessuno se non sé stesso”.

 

“Un unico soggetto”, ha continuato il governatore, “che comunque si è fatto silenzioso protagonista di questa cosa, dicendo 'chiudono le sale, chiudono le sale', poi andava a stalkerizzare soggetti importanti che mi hanno detto 'salvaci da questo personaggio, ci sta massacrando di messaggi'. Un incubo per tutti noi, però a fare cinema come lo fa lui sono bravi tutti, punto".

 

Pochi mesi dopo, puff! tutto cambia e scoppia la pace. E, come per magia, il ricorso, gli appelli, le firme, le petizioni scompaiono. A far finire il “nuovo sacco di Roma” è bastato un banale emendamento last minute della Regione Lazio con il quale vengono messi a bilancio 300 mila euro (50 mila più di quanto erogato in passato dall'amministrazione Zingaretti e da quella capitolina guidata da Gualtieri) per le manifestazioni della Fondazione Piccola America presieduta da Carocci (che non deve neppure disturbarsi di perdere tempo a fare un bando di gara…).

francesco rocca giorgia meloni

frocinema 4

roma roberto gualtieri vota per il referendum sulla giustizia foto lapresse roberto gualtieriarianna meloni francesco rocca MARIA GRAZIA Cacciamaniroberto gualtieri (2)ARIANNA MELONI FRANCESCO ROCCA

roberto gualtieri (3)cinema metropolitan a roma chiuso zingaretti valerio caroccifrancesco roccafrocinema 13elly schlein assemblea nazionale di progetto civico italia foto lapresse 22cinema metropolitan a roma chiusofrocinema 12frocinema 2frocinema 11frocinema 1frocinema 10frocinema 9frocinema 8frocinema 6

Ultimi Dagoreport

meloni schlein calenda richetti bonetti rosato conte

“IL CAMPO LARGO È UN GRAVE PERICOLO PER L’ITALIA” – CARLO CALENDA RIBADISCE IL SUO NO ASSOLUTO ALL’ALLEANZA CON IL CENTROSINISTRA: “NON SIAMO MAI STATI NÉ SAREMO MAI NEL CAMPO LARGO”. VA BENE CARLETTO, MA CHE FAMO? “AZIONE” FARÀ LA TERZA GAMBA PER GIORGIA MELONI? O CORRERÀ DA SOLA CON IL RISCHIO DI ESSERE ININFLUENTE? - DAGOREPORT: NEL PARTITO DEL “CHURCHILL DEI PARIOLI”, RICHETTI A PARTE, SAREBBERO GIÀ PRONTI A LANCIARSI TRA LE BRACCIA DELLA MELONI. BONETTI, ROSATO E COMPAGNIA SPERANO CHE IL CENTRODESTRA RESTI SOTTO AL 42% PER OFFRIRSI COME STAMPELLINA. MA GLI ELETTORI “AZIONISTI” SOFFRIREBBERO UN PASSAGGIO A DESTRA: SI FIDANO PIÙ DI RENZI CHE DI MELONI, SCHLEIN E CONTE...

malara corsini monteleone

DAGOREPORT - ANTONINO, CHE TIPINO! - IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI PAOLO CORSINI S'E' STUFATO DI MONTELEONE, IL CUI PROGRAMMA "FILOROSSO" INANELLA UN FLOP DIETRO L'ALTRO - NEL TENTATIVO DI ALZARE GLI ASCOLTI, CORSINI HA CONSIGLIATO ALL'EX "IENA" DI CAMBIARE ROTTA: PIÙ SERVIZI, PIÙ INCHIESTE "ON THE ROAD" E MENO CHIACCHIERE INUTILI IN STUDIO. PECCATO CHE IL CONDUTTORE, IN VERSIONE TORTELLONE RIPIENO DI SÉ, ANZICHÉ DARE ASCOLTO AI CONSIGLI, VADA DRITTO PER LA SUA STRADA - SE GLI ASCOLTI NON MIGLIORERANNO, LA RAI CHIUDERA' "FILOROSSO" A FINE ANNO E POTREBBE SILURARE IL CONDUTTORE, PAGANDO UNA PICCOLA PENALE - LO SCAZZO TELEFONICO IN DIALETTO CALABRESE TRA MALARA E MONTELEONE E LA LUNGA LISTA DI FLOP BY ANTONINO...

giorgia meloni cateno de luca

FLASH! MELONI S-CATENATA: ACCORDO FATTO CON "SUD CHIAMA NORD", IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA. A LEGGE ELETTORALE APPROVATA, GIORGIA PUNTA ANCHE SU CATENO, QUOTATO ALL’1,5%, PER RAGGIUNGERE QUOTA 42 SENZA VANNACCI - IL SINDACO DI TAORMINA, ALLE REGIONALI SICILIANE DEL 2022, HA PRESO (DA SOLO) PIU’ DI MEZZO MILIONE DI VOTI - LA PROSSIMA SETTIMANA SI FORMERA’ LA COMPONENTE ALLA CAMERA: A FRANCESCO GALLO SI UNIRANNO UN ALTRO PAIO DI DEPUTATI, TRA I QUALI MANLIO MESSINA, CHE RIENTRA IN “AREA MELONI” DOPO AVER LASCIATO IL GRUPPO DI FDI NEL 2025…

urne voto schede elezioni giorgia meloni antonio tajani matteo salvini elly schlein donald trump benjamin netanyahu pedro sanchez

DAGOREPORT – LA CONFUSIONE POLITICA ITALIANA HA RAGGIUNTO LA QUINTA DIMENSIONE, OLTRE LO SPAZIO-TEMPO: QUANDO SI VOTA? - MOLTI SONO CONVINTI CHE LA DATA DA CERCHIARE SIA GIUGNO 2027 (SALVINI E TAJANI PERMETTENDO) - MA CI SONO TROPPE VARIABILI, IN ITALIA E ALL’ESTERO, CHE POSSONO INFLUENZARE IL CALENDARIO ELETTORALE – LE TRE DATE CHIAVE PER IL FUTURO DELL'UNDERDOG DI COLLE OPPIO SONO: LE ELEZIONI IN ISRAELE DEL 27 OTTOBRE, QUELLE DI MEDIO MANDATO NEGLI STATI UNITI DEL 3 NOVEMBRE E LE POLITICHE IN SPAGNA DEL 29 NOVEMBRE - I DESTINI DI NETANYAHU, TRUMP E SANCHEZ SONO IN QUALCHE MODO LEGATI A QUELLO DELLL'ARMATA BRANCA-MELONI. I PRIMI DUE PERCHÉ GRANDI ALLEATI, AL NETTO DI QUALCHE “VAFFA”, IL TERZO PERCHÉ GRANDE NEMICO E PRINCIPALE RAPPRESENTANTE DEL PARTITO SOCIALISTA EUROPEO IN UE - NEL CASO DI UNA SCONFITTA DI TRUMP, SIA ALLA CAMERA SIA AL SENATO, BISOGNA CAPIRE CHE POTRA' SUCCEDERE: IL RISCHIO CHE GLI PARTA L'EMBOLO È ALTISSIMO...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - PERCHÉ ELLY NON HA INFORMATO NESSUNO DEL PD DELLA PROPOSTA DI CONTE DI DARE AL CENTROSINISTRA UN "PAPA STRANIERO"? - PERCHÉ LASCIARE CHE L'AZZECCAGARBUGLI A 5 STELLE DIVULGASSE L’IPOTESI DEL “TERZO UOMO”, METTENDOGLIELO IN QUEL POSTO? - DIVORATA DA UN'AMBIZIONE AI CONFINI DELLA REALTÀ - POGGIARE IL SEDERINO SULLA PRIMA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI - OGGI, LA DUCETTA DEL NAZARENO VEDE I GAZEBO COME UNA CAMERA A GAS, CONSAPEVOLE CHE LE VARIE ANIME DEL CORPACCIONE DEM, FINITO NELL'ULTIMO SONDAGGIO IPSOS DI PAGNONCELLI SOTTO IL 20%, NON ASPETTANO ALTRO DI ENTRARE NEI GAZEBO PER UCCELLARLA E RIMANDARLA A FARE L'ASSESSORE IN EMILIA ROMAGNA - PER EVITARE DI FINIRE SOTTO LA MANNAIA DELLE PRIMARIE, ELLY HA PENSATO BENE DI ATTACCARSI ALL'ULTIMO SALVAGENTE: LA CORTE COSTITUZIONALE - SE ENTRO FEBBRAIO 2027, LA CONSULTA BOCCERÀ, TRA L'ALTRO, L’OBBLIGO DI INDICARE NEL PROGRAMMA IL CANDIDATO PREMIER DELLA COALIZIONE, A QUEL PUNTO VERREBBE MENO L’ESIGENZA DELLE PRIMARIE. E SCHLEIN POTREBBE COSÌ ANDARE AL VOTO INVOCANDO PALAZZO CHIGI PER IL PARTITO CHE PRENDE PIÙ VOTI, CIOÈ IL SUO… - VIDEO

donald trump giorgia meloni by edoardo baraldi

FLASH! – TRUMP? PUSSA VIA! - COME MAI IL "DERAGLIATO MENTALE'' DELLA CASA BIANCA HA IMPROVVISAMENTE RITROVATO L’AMORE CON "GIGIORGIA" (“I RAPPORTI SONO MOLTO BUONI. MI PIACE, MI È SEMPRE PIACIUTA”)? - LA TEMPISTICA NON È CASUALE: TRUMP, CHE HA UN BISOGNO DISPERATO DEI VOTI DEI 17-18 MILIONI DI ITALO-AMERICANI AL VOTO DI MIDTERM, POTREBBE APPROFITTARE DELLA CENA DELLA “NIAF” A WASHINGTON DEL 17 OTTOBRE PER UNA NUOVA "DICHIARAZIONE D'AMORE" - EVENTO CHE LA DUCETTA TEME PIU' DELLA KRYPTONITE: NEI SONDAGGI, IL 75% DEGLI ITALIANI  ATTACCHEREBBE IL TRUMPONE AL MURO - DIFATTI, E' FINITO NEL CESTINO ANCHE IL BLITZ AMERICANO DELLA PREMIER PER PRESENTARE IL SUO LIBRO (“I AM GIORGIA”, PREFATO DA JD VANCE)...