de lucia carceri

“POCHE ORE DOPO ESSERE ENTRATI IN CARCERE I MAFIOSI VENGONO MUNITI DI CELLULARI, UN DETENUTO NE AVEVA SETTE” - IL PROCURATORE DI PALERMO MAURIZIO DE LUCIA, CHE AVEVA DETTO CHE NEGLI ISTITUTI PENITENZIARI COMANDANO I BOSS, PARLA DEI 297 SEQUESTRI DI TELEFONI E LANCIA UN NUOVO ALLARME – “SAPPIAMO DI UN INTERESSE DI COSA NOSTRA VERSO L’ACQUISTO DI DRONI LANCIAMINE, ARMI DA CUI NON SIAMO PREPARATI A DIFENDERCI” - LA REPLICA ALLE ACCUSE DI NORDIO: "IL MIO RISPETTO PER LA POLIZIA PENITENZIARIA NON PUÒ ESSERE MESSO IN DISCUSSIONE"

LARA SIRIGNANO per repubblica.it - Estratti

 

Di cellulari negli istituti di pena siciliani in cui è stato detenuto gliene hanno fatti avere sette. Mafioso agrigentino di grosso calibro, trafficante di droga, James Burgio per mesi ha conversato amabilmente in videochiamata con i «colleghi» ristretti in altri penitenziari e dato ordini ai suoi uomini. Tutt’altro che un’eccezione visto che di dispositivi mobili, in 18 mesi, la Procura di Palermo ne ha sequestrati 297.

 

MAURIZIO DE LUCIA

E solo nelle celle del capoluogo. Che le carceri siano un colabrodo è cosa nota. Maurizio de Lucia, capo dei pm del capoluogo siciliano, in un dibattito pubblico una settimana fa lo aveva detto chiaramente attirandosi gli strali del ministro della Giustizia che l’aveva accusato di essere «fuori controllo».

 

Ieri ha ribadito il concetto nel corso di una lunga audizione davanti alla commissione Antimafia, stavolta, però citando casi e fornendo dati. Un’analisi, quella fatta dal magistrato, che lancia un allarme serio sullo stato delle carceri italiane, «controllate» ormai dalla criminalità (...)

 

Per mesi Palermo è stata ostaggio di un gruppo di estortori, telecomandati da un detenuto, che hanno terrorizzato i commercianti a colpi di kalashnikov.

 

«Abbiamo trovato armi comprate nel Salento e la cui provenienza è l’area balcanica, cioè l’ex Jugoslavia, ma sappiamo di un interesse di Cosa nostra verso cose più sofisticate: quelle ad esempio del mercato nero che si è sviluppato con la guerra tra Russia e Ucraina. Abbiamo segnali di acquisto di droni lanciamine, armi da cui non siamo preparati a difenderci», ha raccontato de Lucia, accompagnato in audizione dai procuratori aggiunti Carlo Marzella e Vito Di Giorgio. E in un contesto in cui le cosche, pur non avendo un vertice, continuano a «dialogare» e collaborare tra loro e mirano a rafforzare esercito e arsenale, le falle negli istituti di pena assumono un peso ancor maggiore.

DE LUCIA CARCERI

 

«Anche perché questo stato di cose — ha spiegato — rende inefficace una custodia cautelare che finisce per cautelare ben poco e indebolisce la credibilità dello Stato nelle persone a cui chiediamo collaborazione».

 

Il riferimento è alle vittime del racket. I rimedi? De Lucia distingue quelli a brevi termine, come i rafforzamenti di organico della polizia penitenziaria «a cui va tutto il mio rispetto» — ha tenuto a precisare — e quelli a lungo termine. «Nelle carceri teniamo gente che non ci dovrebbe stare. Non tutte le pene devono essere detentive, ma un ragionamento del genere implica prendere in mano il codice penale e ragionare», ha spiegato ai commissari.

 

DE LUCIA NORDIO

Alle parole del procuratore ha risposto a distanza il leader del M5S Giuseppe Conte. «Se foste il ministro della Giustizia voi cosa fareste? Accogliereste questo allarme per interventi immediati e mirati, immagino. Invece Nordio, che probabilmente non conosce bene la situazione, nei giorni scorsi ha attaccato in maniera sguaiata de Lucia», ha scritto sui social. Una critica dura al Guardasigilli espressa nel corso dell’audizione del magistrato anche dai deputati pd.

 

DE LUCIA IN PARLAMENTO

Estratti da “Il Fatto Quotidiano”

 

DE LUCIA NORDIO

“Poche ore dopo essere entrati in carcere i mafiosi vengono muniti di apparecchi telefonici. Questa è una situazione che riguarda tutti gli istituti di pena”. In audizione di fronte alla Commissione parlamentare Antimafia, il procuratore di Palermo Maurizio De Lucia torna a denunciare la situazione “fuori controllo” dei penitenziari italiani,

 

nonostante la reazione rabbiosa avuta nei giorni scorsi dal ministro della Giustizia Carlo Nordio. “Quando gli arrestati entrano in carcere, nel giro di poche ore vengono muniti di apparecchi di comunicazione con l’esterno“, afferma De Lucia nell’aula di palazzo San Macuto. Questi dispositivi, spiega, “fino a qualche tempo fa erano microcellulari (…)

 

La replica alle accuse di Nordio: "Il mio rispetto per la Polizia penitenziaria non può essere messo in discussione"

(...)

 

 

Maurizio De LuciaMaurizio De Lucia

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE DI RAI3, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...