IL DIVANO DEI GIUSTI/2 – “A TE LA GRANDE BELLEZZA TE FA NA PIPPA!” LA VANZINATA DELLA SERA È “NON SI RUBA A CASA DEI LADRI”, UN FILM PIENO DI BUONE IDEE COMICHE SULLA VOLGARITÀ ROMANA DI POLITICI, ACCHIAPPONE, FACILITATORI. UN GENERE CHE, OGGI, NON SI PUÒ FARE E DOMANDATEVI PERCHÉ – AVETE ANCHE UNA COMMEDIA NERA E VOLGARUCCIA CHE POTREBBE PIACERVI, “COME AMMAZZARE IL CAPO… E VIVERE FELICI” E IL THRILLER EROTICO “ACQUE PROFONDE” – IN SECONDA SERATA PASSA IL MERAVIGLIOSO “TAXI DRIVER” DIRETTO DA MARTIN SCORSESE CON ROBERT DE NIRO NEL RUOLO DELLA SUA VITA… - VIDEO
Marco Giusti per Dagospia
E in chiaro cosa abbiamo? In prima serata passano due ottimi western. Il primo, su Rai5 alle 21, 20, è “Sfida all’O.K.Corral” di John Sturges con Burt Lancaster come Wyatt Earp, Kirk Douglas come Doc Holliday, Jo Van Fleet come Belle Starr, John Ireland, Dennis Hopper, Lee Van Cleef. Delle tante versione del duello, penso a quella di John Ford, “Sfida infernale” e a quella di “Doc” di Frank Perry, è questa quella che preferisco.
Forse perché la coppia Burt Lancaster – Kirk Douglas è imbattibile e l’odio che ha per se stesso e per Jo Van Fleet questo Doc Holliday non lo trovi certo in quello di Victor Mature. Leggo che il vero duello durò 30 secondi, dove vennero sparati 34 colpi e ci furono tre morti. Qui il duello, girato in quattro giorni, dura cinque minuti. E’ ambientato a Old Tucson, nella stessa location del finale di “Un dollaro d’onore”. Burt Lancaster lo fece a patto che Hal B. Wallis gli producesse “L’uomo della pioggia”. Ma Burt litigò con tutti, con Sturges e col produttore, col quale non lavorò più.
Il secondo western da vedere è il più recente, ma piuttosto simile, “Appaloosa” di Ed Harris con Viggo Mortensen, Ed Harris, Renée Zellweger, Jeremy Irons, Robert Jauregui, Iris alle 21, 15, è un buon western, molto legato alla letteratura di Larry McMurtry, cioè un west rivisto, più realistico che epico, e il duo di pistoleri buoni, Ed Harris e Viggo Mortensen è una meraviglia.
jennifer aniston come ammazzare il capo... e vivere felici
E’ una commedia nera e volgaruccia che potrebbe piacervi, Mediaset Italia 2 alle 21, 05, “Come ammazzare il capo… e vivere felici” diretto dal Seth Gordon di “The Studio”, con Jennifer Aniston, Jason Bateman, Charlie Day, Jason Sudeikis, Colin Farrell, Jamie Foxx. Sottoposti alle angherie dei loro superiori, Jason Bateman, Jason Sudeikis e Charlie Day ascoltano i consigli di un killer, Jamie Foxx, e decidono di eliminare fisicamente i loro tre capi, Jennifer Aniston, Colin Farrell e Kevin Spacey. Ma non sarà così semplice. Appare anche Donald Sutherland.
massimo ghini manuela arcuri non si ruba a casa dei ladri
Su Cine 34 alle 21 la vanzinata della sera è “Non si ruba a casa dei ladri”, diretto da Carlo Vanzina con Vincenzo Salemme, Massimo Ghini, Stefania Rocca, Manuela Arcuri, Maurizio Mattioli. Vi giro qualche battuta. “A te la grande bellezza te fa na pippa!”. “Er culo cosa?”. “Tié, a te e a De Laurentiis!” Era un film pieno di buone idee comiche sulla volgarità romana di politici, acchiappone, facilitatori. Un genere che, oggi, non si può fare e domandatevi perché. “Politicamente, da che parte sta?”- “Mah, adesso l’importante è starci, facilitare…”.
E’ anche un film, pre-Report, trafficoni che hanno i soldi in Svizzera e sulla facilità di perdere tutto. E sui meccanismi della corruzione al ritmo della frase di Giovenale “A Roma tutto ha un prezzo”, giustamente citata come epigrafe finale del film.
Sono di scena un trafficone romano, Antonio Russo, e la sua donna Lori, cioè un Massimo Ghini con un capello rossiccio e una Manuela Arcuri volgarissima e ignorantissima (“Il dado è tratto” – “Dado chi?”) che per facilitare la scelta di un’impresa delle pulizie rispetto a un’altra per un appalto, distruggono la felicità di un’altra coppia, quella formata dal napoletano Simone Santoro, Vincenzo Salemme, e da sua moglie torinese Daniela, Stefania Rocca, titolari, appunto, di una piccola impresa.
Ridotti in miseria i Santoro trovano lavoro come camerieri proprio nella villa dell’infamone responsabile del loro disastro. E tramano una vendetta alla American Hustle, cioè una truffa che lo ridurrà in mutande. Nella truffa sono coinvolti un altro truffato romano, Giorgio, Maurizio Mattioli, finito a far l’autista, un giovane attore cane, Lorenzo Bonucci, e una bella bionda, Ria Antoniou. Fra i truffati troviamo un banchiere svizzero, il grande Teco Celio, che fa qui il suo esordio nella commedia vanziniana dopo anni di ruoli e ruolini nella commedia del nord.
I Vanzina sono gli unici che possano giocare con lievità su temi pesanti da Mafia Capitale facendoci ridere senza scadere nel moralismo o nel giornalistico. Tutti i personaggi ruotano attorno alla corruzione politico-imprenditoriale dei nostri giorni e sulla volgarità alla Cafonal dei protagonisti. E nella volgarità alla Cafonal, va detto, che sia Ghini co sti capelli rossi in testa e la Arcuri con l’esibizione continua di intimo e di battute ignoranti (“Hanno arrestato Maronaro!” – “Gioca nella Roma?”) sono piuttosto riusciti.
Su Canale alle 21, 10 avete “Stolen” Simon West con Nicolas Cage, Malin Akerman, Josh Lucas, Danny Huston, Sami Gayle, Mark Valley, dove il nostro eroe è appena uscito di galera e vorrebbe rigar dritto con la figlia adorata, se non ci fosse un problemino. I cattivi gli hanno rapito la figlia e giurano di farle del male se entro dodici ore non recuperare i dieci milioni di dollari, mai recuperati, della rapina per cui era finito dentro.
Su Canale 27 alle 21, 10 vedo che passa una vecchia commedia riuscita di Herbert Ross, fotografata da Carlo De Palma, “Il segreto del mio successo” con Michael J. Fox come Brantley Foster, ragazzo del Kansas che vuole far fortuna a New York, Helen Slater, Richard Jordan, Margaret Whitton, John Pankow, Fred Gwynne. Leggo che il personaggio di Michael J. Fox è ispirato al giovane Steven Spielberg arrivato a Hollywood. Lo script originale venne riscritto in otto setyimane da Jim Cash e Jack Epps, Jr., cambiarono un po’ la professione della protagonista, aggiunsero la zia Vera. Era il periodo degli yuppies e delle modelle. Se fate attenzione riconoscerete Cindy Craword e Tatjana Patitz.
Su La7Cinema alle 21, 15 avete “Acque profonde” thriller erotico con Ben Affleck e la stupenda Ana De Armas diretto dopo 20 anni di assenza dalla regia da Adrian Lyne, non scordato regista di “Flashdance”, “Attrazione fatale”, “Proposta indecente”, accolto malamente dalla critica americana e un po’ meglio da quella francese, finito direttamente in streaming senza passare dalla sala. E’ un ennesimo rifacimento di “The Talented Mr. Ripley” di Patricia Highsmith, anche se profondamento modificato dalla sceneggiatura moderna di Zach Helm e Sam Levinson, il regista e autore di “Euphoria”, è costruito sul rapporto malato dei due protagonisti.
Malgrado sembrino una famiglia felice con bambina saccente, lei ha una collezione di giovani maschi aitanti che si scopa davanti agli occhi di lui, lui ha il ruolo di cornuto più cornuto che si sia mai visto al cinema e non è un attore molto espressivo, quindi seguita a fare la faccia da cornuto per tutto il film. Anche se lei, in fondo fa la zozza per eccitare lui. Scopa col pischello e poi si butta su una pompa a lui direttamente in auto.
La cosa potrebbe anche funzionare se questi giovanotti che lei ha adescato non iniziassero a scomparire misteriosamente. E’ stato lui, che si vanta di averli uccisi, o no? L’aspetto più interessante del film, che è un filo lunghetto e un po’ ripetitivo, è proprio nel complesso intreccio amoroso sadomaso dei due con tanto di delitti veri o falsi. Lei è una grande dark lady che fa flippare Ben Affleck cornutone e stupidotto, malgrado ci dicano che è un genio che vive da miliardario avendo inventato un chip per la costruzione dei droni da guerra.
Un altro aspetto curioso è infatti nel rapporto fra il male e il bene che ci porta un po’ di più dalle parti della Highsmith. A cominciare dall’invenzione di Affleck, che viene utilizzata solo per la guerra ma che in sé è solo un cheap. Molto ci piace Ana De Armas, di culto quando nel bagno si depila le gambe, che si esibisce pure in una versione di “Via con me” di Paolo Conte, e molto deve essere piaciuta a Ben Affleck.
Rai4 alle 21, 20 propone il poliziesco “Elyas” di Florent-Emilio Siri con Roschdy Zem, Laëtitia Eïdo, Jeanne Michel, Dimitri Storoge, Frédéric Maranber. Rai Movie alle 21, 20 passa il “Ferrari” di Michael Mann con Adam Driver, Shailene Woodley, Penélope Cruz, Sarah Gadon, Patrick Dempsey.
Brumm… Brumm… Non arricciate troppo il naso rispetto al “Ferrari” diretto da Michael Mann, ricostruito da una vecchia sceneggiatura di Troy Kennedy Martin (“The Italian Job”, “Danko”), pensata per la regia di Sydney Pollack, e infatti ai due autori scomparsi una decina d’anni fa è dedicato non a caso il film, perché anche se non siamo a livello di “Heat” e si sente che il biopic, inoltre un biopic su un genio dell’ingegneria automobilistica e delle corse italiano, anzi modenese, non è il piatto preferito del regista americano.
E che, probabilmente, il Sidney Pollack di “Un attimo una vita” sarebbe stato decisamente più a suo agio con questa storia. Come forse lo sarebbero stati come Enzo Ferrari sia Christian Bale che Hugh Jackman, le prime scelte di una decina d’anni fa. Ma Michael Mann porta comunque a casa un film solido e assolutamente funzionale. Rispettando il codice ferrariano (ma era anche il codice di Argan…) “Quando una cosa funziona è anche bella esteticamente”.
E il decisamente troppo alto e troppo americano Adam Driver ha solo il nome adatto all’operazione, truccato da commendatore italiano coi capelli bianchi sembra pronto per il biopic su Giovanni Malagò, ha comunque modo di rifarsi con tre-quattro scene di grande re fine recitazione.
Soprattutto quando ragiona sul costruirsi un muro di difesa a protezione della sua passione mortale per le auto da corsa con tutti i rischi che questo può comportare su famiglie e bambini, e quando deve affrontare l’erinni Penelope Cruz, troppo incazzosa e incazzata come moglie-partner-socia che non riesce a sopportare né i tradimenti del marito, il fatto che le sia malamente morto l’unico figlio e erede del patron e la scoperta che esista un altro figlio erede della dinastia Ferrari, avuto dall’amante Lina Lardi, interpretata da Shailene Woodley.
Certo, direte che come Ferrari e signora avremmo visto meglio un Gino Cervi per non dire un Favino truccato che parla in modenese e una Serena Grandi in versione massaia, ma quello che vediamo è un film hollywoodiano, parlato in inglese che deve essere visto in tutto il mondo. E allora vanno bene anche Adam Driver e Penelope Cruz. E Michael Mann è decisamente più in forma, oggi, di un Ridley Scott, che è scivolato nel ridicolo con il suo caso Getty.
il marciatore la vera storia di abdon pamich
Per rimanere sui ritratti sportivi vedo che Rai Uno alle 21, 30 ha preparato “Il marciatore. La vera storia di Abdon Pamich” diretto da Alessandro Casale con Fausto Sciarappa, Eleonora Giovanardi, Gaja Masciale, Michael Marini, Tobia De Angelis. Forse gli spettatori più vecchi ricorderanno il mitico Abdon Pamich, profugo fiumano, marciatore e campione olimpionico dei nostri anni ’60, che fu medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Roma nel 1960 e medaglia d'oro alle Olimpiadi di Tokyo nel 1964. Spero che non sia uno di quei biopic di propaganda meloniana…
TV8 alle 21, 30 propone la commedia triste “Paradiso amaro” diretta da Alexander Payne con George Clooney, ricco avvocato delle Hawaii, che ha la moglie in coma e scopre che lei lo ha tradito con un altro uomo, del tutto diverso da lui. Lo dovrà avvertire. Ma dovrà anche fare i conti con la vita che ha fatto fino a quel momento. Passiamo alla seconda serata con il mitico “American Graffiti” di George Lucas con Richard Dreyfuss, Ron Howard, Paul Le Mat, Charles Martin Smith, Cindy Williams, Canale 27 alle 23.
Cine 34 alle 23, 05 punta sul recupero di “Buona giornata” di Carlo Vanzina con Diego Abatantuono, Vincenzo Salemme, Lino Banfi, Maurizio Mattioli, Teresa Mannino. La7Cinema alle 23, 20 presenta invece “Hysteria” di Tanya Wexler con Maggie Gyllenhaal, Hugh Dancy, Felicity Jones, Rupert Everett, Jonathan Pryce, sulla scoperta del vibratore come cura per non far diventare isteriche le donne di inizio secolo.
robert de niro in taxi driver 2
Rai5 alle 23, 25 propone “Denti da squalo” di Davide Gentile con Tiziano Menichelli, Stefano Rosci, Virginia Raffaele, Claudio Santamaria, Edoardo Pesce, dove un bambino vaga per il litorale romano dopo la morte del padre e trova uno squalo in fondo a una piscina… Rai4 alle 23, 40 ci propone il meraviglioso “Taxi Driver” diretto da Martin Scorsese, scritto da Paul Scrader, fotografato da Michale Chapman, musicato da Bernard Herrmann con Robert De Niro nel ruolo della sua vita, Cybill Shepherd, Harvey Keitel, Jodie Foster, Peter Boyle, Albert Brooks.
Italia 1 alle 0, 10 propone la commedia “Cambio vita” di David Dobkin con Olivia Wilde, Ryan Reynolds, Jason Bateman, Leslie Mann, Mircea Monroe, Alan Arkin. Cine 34 alle 0, 50 passa “I 2 soliti idioti” di Enrico Lando con Francesco Mandelli, Fabrizio Biggio, Teo Teocoli, Miriam Giovanelli, Gianmarco Tognazzi.
Vediamo se ricordate qualche battuta… “Minchia boh!”. “Me lo fai un massaggio al sottopalla?”. “Chi è? Sto cazzo!”. “Al giorno d’oggi è pieno di gente che muore in questo paese de merda!”. “Babbo Natale mi è sempre stato sul cazzo. Lui e quelle renne di merde!”. Ci risiamo, scrivevo. E dopo pochi minuti di proiezione, e una raffica di “dai cazzo!”, “minchia boh!” e “figa boh!”, il secondo film dei Soliti Idioti, alias Biggio&Mandelli, diventati "I 2 Soliti Idioti", sempre diretto da Enrico Lando e sempre prodotto da Pietro Valsecchi, ha già vinto la sua battaglia di Natale.
Perché quando vedi entrare sotto la neve, al comando di una massa di tamarri in moto in giro per Milano al ritmo di “Non ti piacciono i Club Dogo? Minchia, ammazzati!”, i due Minchia Boys al multicinema e riprendere il film precedente da dove lo avevamo lasciato per mandare avanti il sequel, lo scippo è già compiuto. Perché Biggio&Mandelli scippano letteralmente, dopo 27 anni di territorio occupato, il cinepanettone, classico o tarocco che sia, a De Laurentiis, che lo ha ceduto senza neanche combattere. Non solo.
Lo massacrano con una serie di cattiverie alla “Babbo Bastardo”, come: “Guarda, mamma, Babbo Natale! - Ma vaffanculo, va, nano di merda!”. E lo trasferiscono rimpastandolo (da pandoro?) in una Milano che scimmiotta volutamente la romanità di Christian e del Cipolla (“Giamaika…Giamaika…Giamaikakatoercazzo” è repertorio del Cipolla, a chicchi!!) e lo risputano come prodotto "alto", colto, moderno, del tutto ringiovanito, privo di scorie televisive (nella casa di Gianluca non c’è neanche la televisione, con orrore del padre) e, soprattutto, politicamente scorretto.
Al punto che al berlusconismo romanizzato di Ruggero De Ceglie si contrappone il montismo del futuro suocero di Gianluca, un Teo Teocoli di culto truccato, sobrio e antipatico come Monti. Ed è ovvio che Ruggero, il mostro creato da vent’anni di Berlusconi dilagante fra tv e politica, veda con orrore che il figlio Gianluca non solo sposi una “busta de piscio”, “un cesso coi pedali”, ma che abbia un suocero grigio, perbene e nordico che gli chiede pure “Chiamami papà”.
Cosa che regolarmente gli squadroni critici venuti in massa all'anteprima, non come l’anno scorso che scarseggiavano pensando di trovarsi di fronte a una specie di sotto Zelig senza futuro, non capiscono. Esattamente come non capiscono l'uso deflagrante, selvaggio e liberatorio delle parolacce, mai sentiti così tanti cazzo, minchia, figa, vaffanculo in un solo film (se i “nigger” di “Django Unchained” sono ben 209 quanti cazzo abbiamo qui?).
Qui c’è un uso politico del dai cazzo, è il trionfo dell’antibanalità televisiva. Come il politicamente scorretto, cercato ovunque per rompere gli schemi di un cinema ormai ingrigito nella commedia borghese con i trentenni in crisi, i piccoli borghesi in cerca di famiglia, i padri e figli da vecchio cinepanettone boldiano. Tutto è fin troppo teorico e intelligente, in un film che si autoproclama idiota.
LA7 Cinema all’1, 15 propone “Qualcuno come te”, commedia sentimentale con protagonista femminile che fa fortuna scrivendo delle abitudini dei maschi, diretta da Tony Goldwyn con Ashley Judd, Greg Kinnear, Hugh Jackman, Marisa Tomei. Tv8 all’1, 30 passa invece “Madame” di Amanda Sthers con Rossy De Palma, Toni Collette, Harvey Keitel, Michael Smiley, Brendan Patricks, commedia sofisticata dove viene chiesto alla cameriera di casa di vestirsi da ricca ospite per cena…
Cine 34 alle 2, 45 propone l’erotico esorico “La ragazza fuoristrada” di Luigi Scattini con Zeudi Araya, Luc Merenda, Martine Brochard, Giacomo Rossi Stuart. Iris alle 3 propone uno dei migliori film di Robert Altman, “Gosford Park”, con Michael Gambon, Kristin Scott Thomas, Jeremy Northam, Maggie Smith, Ryan Phillippe, che farà da base e ispirazione a una serie infinita di serie inglesi.
Su Cielo alle 3 trovate la commedia con famiglia disfunzionale “Teneramente folle” di Maya Forbes con Mark Ruffalo come padre problematico in cerca di se stesso, Zoë Saldana come madre che si mette a studiare per migliorare la vita delle figlie, Imogene Wolodarsky, Ashley Aufderheide, Beth Dixon.
gemelle kessler in canzoni, bulli e pupe
Rete 4 alle 4, 10 passa il poco noto “Canzoni, bulli e pupe” di Carlo Infascelli con Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, France Anglade, Gigliola Cinquetti, Alice Kessler. Musicarello ideato e prodotto da Carlo Infascelli che alterna un minimo di storiella, il fascino della prima tv e una serie di numeri musicali dei divi del tempo, da Clem Sacco alle Kessler.
C’è anche Gigliola Cinquetti nel suo esordio cinematografico. Franco e Ciccio fanno proprio un numero, spacciato come sketch televisivo con tanto di introduzione di Silvio Noto. Terribile. Chiudo, Rai Movie alle 5, con “I guappi” di Pasquale Squitieri con Franco Nero, Fabio Testi, Claudia Cardinale, Lina Polito, Raymond Pellegrin. Allora ricordo che mi piacque. Da rivedere. Certo, alle 5…
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Jennifer Aniston in Come ammazzare il capo... e vivere felici (Horrible Bosses)
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cambio vita
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