IL DIVANO DEI GIUSTI - QUANDO INIZIA L’ESTATE, TORNA LA SAGA DELLA “PRINCIPESSA SISSI” CON ROMY SCHNEIDER. E INFATTI STASERA TROVIAMO IL FILM DEL 1955. NON MANCHEREMO – ALTERNATIVE? AVETE “LA GRANDE SCOMMESSA”, STREPITOSA COMMEDIA SUL CAPITALISMO AMERICANO, CHE SPIEGA COME SI ARRIVÒ ALLA BOLLA FINANZIARIA CHE PORTÒ AL CROLLO DEL MERCATO BANCARIO AMERICANO NEL 2008, E “BLACK MASS” CON UN JOHNNY DEPP FREDDO E SPIETATO, TRUCCATO COME FOSSE UN VAMPIRO, OCCHI CERULEI E POCHI CAPELLI TIRATI ALL'INDIETRO, NEL RUOLO DI JAMES "WHITEY" BULGER, RE DELLA SCENA MALAVITOSA DI BOSTON – NELLA NOTTE TORNA “ATTILA FLAGELLO DI DIO”… - VIDEO
Marco Giusti per Dagospia
romy schneider la principessa sissi
Quando inizia l’estate, torna la saga della Principessa Sissi con Romy Schneider. Lo sappiamo, E infatti stasera alle 21, 15 su Rai Tre troviamo “La principessa Sissi” di Ernst Marischka con Romy Schneider, Karlheinz Böhm, Magda Schneider, Josef Meinrad, Gustav Knuth, Uta Franz. Non mancheremo.
Cielo alle 21, 20 propone “Oltre la notte”, thriller politico di Fatih Akin con Diane Kruger, Denis Moschitto, Johannes Krisch, Samia Chancrin, Numan Acar, Ulrich Tuku, che ci porta agli anni ’70 della giustizia fai da te, dei giustizieri di mezzanotte e delle polizia con le mani legate. Il film, premiato a Cannes proprio per l’interpretazione prestigiosa di Diane Kruger, che per la prima volta recita in tedesco, e con il Golden Globe come miglior film straniero, vorrebbe soprattutto puntare il dito sull’onda neonazista e xenofoba che sta colpendo l’Europa in questi ultimi anni.
Ma, pur tratto da una storia vera, alla fine, il meccanismo è lo stesso del giustiziere della notte e dei vecchi film di Castellari e Lenzi. Cioè quello che non si riesce a fare per vie legali, il cittadino lo fa per conto suo. Boom!
Scritto dallo stesso Akin assieme all’attore fassbinderiano Hark Bohm, il film è costruito interamente sulla figura di Katja, bella ragazza tedesca che sposa un piccolo spacciatore, Nuri, Numan Acar, che, dopo un po’ di galera, mette la testa a posto e inizia una sua attività legale per immigrati nel quartiere multietnico di Amburgo. I due hanno un figlioletto, Rocco, e fanno una vita tranquilla. Quando una bomba fa esplodere nel suo negozio Nuri e Rocco.
Katja ha visto la ragazza, tedesca, che ha messo la bomba. E presto tutti gli indizi portano a una coppia di giovani neonazisti tedeschi. Perfino il padre del bombarolo testimonia contro di lui. Ma non basta. Perché nel corso di un lungo processo, un nazista greco produce un fintissimo alibi per i due che porta alla scarcerazione della coppia. Per Katja non può essere finita lì. Solidamente costruito in tre atti molti ben definiti, la vita della famiglia di Katja a Amburgo, il processo, e la vendetta, pur se mascherato da film civile alla Costa-Gravas, è un tipico revenge movie con eroina.
E infatti Diane Kruger domina la scena in tutti i sensi, anche perché dimostra un controllo emotivo da grande attrice e Fatih Akin punta tutto su di lei. Criticato dai critici più snobboni, è un buon Giustiziere della notte di sinistra, ammesso che il Giustiziere della notte fosse di destra.
Carino “Belli di papà”, commedia di Guido Chiesa con Diego Abatantuono, Antonio Catania, Matilde Gioli, Andrea Pisani, Francesco Di Raimondo, dove un’intera famiglia dal nord si sposta al sud. Qui, in pratica, i ricchi milanesi non sanno come sprecare il loro denaro. Così il potente costruttore d’autostrade Vincenzo, cioè Diego Abatantuono, vedovo con tre figli sciocchini e spendaccioni, Matilde Gioli, Andrea Pisani, Francesco Di Raimondo, con l’aiuto del suo socio in affari, Antonio Catania, finge di aver perso tutto e di essere ricercato dalla finanza.
matilde gioli francesco facchinetti belli di papa
E se ne va alla guida di un pandino in quel di Taranto, da dove proviene, assieme ai rampolli per far capire alla viziata famiglia che i soldi vanno guadagnati col sudore della fronte e che il mondo è pieno di parassiti. Come il vanesio fidanzato della figlia, Loris, cioè Francesco Facchinetti al suo esordio nel cinema, arrampicatore e lestofante.
Meglio la gente che lavora davvero a Taranto, come il baldo Rocco, Marco Zingaro, cuoco pugliese, o il grosso Ferdinando, Nicola Nocella, che accompagna il figlio primogenito di Vincenzo a scaricare rifiuti. O la pescivendola Anna, la bombatissima Barbara Tabita, che si rivelerà fidanzata di Vincenzo.
Cosa dire? La storia ha origini nobili. Non tanto per il film messicano del 2013 del quale è un remake quasi identico (vedere il manifesto…), cioè Nosotros los nobles diretto da Gaz Alazraki con Gonzalo Vega, quanto per El gran calavera, girato sempre in Messico da Don Luis Bunuel nel 1949 con Fernando Soler protagonista e la storia proprio uguale. Nei film messicani, però, la famiglia si spostava solo di zona all’interno della capitale, qua si deve arrivare in Puglia per dovere di Apulia Film Commission.
C’è pure Uccio De Santis, re delle barzellette baresi, che si lancia nel numero del dialetto pugliese incomprensibile dai nordici. Anche se non mancano ovvietà e banalità, va detto che era parecchio che non si vedeva un Diego Abatantuono così in forma e con battute anche molto divertenti, Facchinetti, lo dobbiamo ammettere, nel ruolo del futuro genero insopportabile, fa ridere, Matilde Gioli, allora reduce da Il capitale umano di Paolo Virzì, è una presenza bella e elegante. E Nic Nocella e Uccio De Santis, fanno più ridere dei milanesi.
Mediaset Italia 2 alle 21 propone il thriller “The Hunt” di Craig Zobel con la brava Ike Barinholtz, Betty Gilpin, Hilary Swank, Emma Roberts, Macon Blair. Ci risiamo con il gruppo di poveracci che si ritrova preda di un gruppo di cacciatori di uomini pazzi piazzati chissà dove. Canale 20 alle 21, 10 propone l’action “Brick Mansions” di Camille Delamarre con David Belle, Paul Walker, RZA, Catalina Denis, Robert Maillet, Carlo Rota, Bruce Ramsay.
Non credo sia meglio “Un allenatore in palla”, comemdia sportiva di Steve Carr con Martin Lawrence, Wendy Raquel Robinson, Breckin Meyer, Horatio Sanz, Oren Williams. Su Tv2000 alle 21, 10 passa il film civile sulla guerra in Afghanistan “Leoni per agnelli” retto nel 2007 da Robert Redford con Robert Redford, Meryl Streep, Tom Cruise, Andrew Garfield, Michael Peña, Derek Luke. Tutto il film si riferisce a una vera operazione in Afghanistan avvenuta nel 2002.
Su Canale 27 alle 21, 10 l’action comedy “Showtime” di Tom Dey con Robert De Niro, Eddie Murphy, Rene Russo, William Shatner. Su Iris alle 21, 15 trovate “Black Mass – L’ultimo gangster” diretto dallo Scott Cooper di ''Out of the Furnace" e “Norimberga” con un Johnny Depp freddo e spietato, truccato come fosse un vampiro, occhi cerulei e pochi capelli tirati all'indietro, nel ruolo del vero criminale James "Whitey" Bulger, re della scena malavitosa di Boston, anzi di South Boston, dove sono tutti cattolici e irlandesi, dalla metà degli anni 70 agli 80.
Serissimo, con un cast strepitoso che va da Joel Edgerton, l'agente FBI Johnny Douglas cresciuto nello stesso quartiere di Bulger, Benedict Cumberbatch, il fratello senatore Billy Bulger, Kevin Bacon, Peter Sarsgaard, Dakota Johnson, Juno Temple, Mark Ruffalo, il film segue totalmente l'impostazione scorsesiana di "Quei bravi ragazzi", ma offre del protagonista un'immagine sfuggente da mostro difficilmente definibile.
Depp si chiude dentro un trucco pesantissimo, che cambia quasi da inquadratura da inquadratura, come fosse un camaleonte o una foto sfocata, ma la sua presenza e' comunque magnetica. Credi sia alla sua mostruosità di criminale sia al suo rispetto del codice d'onore irlandese e familiare.
Jimmy è legato solo al fratello Billy Boy, il senatore onesto, e alla vecchia mamma, con la quale gioca a gin dopo aver passato la notte al "lavoro". Rispetta il poliziotto Johnny perché è cresciuto con lui ed è fedele alle stesse regole. Per tutti gli altri, infami traditori, mangiaspaghetti di North Boston, mignotte drogate, non ha pietà. Ma non è un pazzo criminale, è pura presenza criminale.
Magari i tanti tagli che Scott Cooper ha dovuto fare per arrivare a lunghezza, eliminata pure Sienna Miller, hanno un po' sacrificato una visione più definita dei rapporti tra i fratelli Bulger, ma basta una telefonata tra Jimmy e Billy Boy per aprirci un mondo. La sceneggiatura, tratta da una serie di articoli e da un libro di due giornalisti del "Boston Globe", lo stesso giornale di "Spotlight", è ben costruita e Scott Cooper la mette in scena con una regia funzionale più da serie tv che da film d'autore. Meglio così. Niente di veramente nuovo, insomma, ma gran bel film.
La7 Cinema alle 21, 15 propone “La grande scommessa”, strepitosa commedia sul capitalismo americano diretta da Adam McKay, di solito regista di commedie di Will Ferrell, che lo ha pure scritto assieme a Charles Randolph traducendo in forma cinematografica il complesso saggio di Michael Lewis, dallo stesso titolo, “The Big Short”, che spiega come si arrivò alla bolla finanziaria che portò al crollo del mercato bancario americano nel 2008 e provocò quindi la crisi che stiamo ancora vivendo in Europa.
margot robbie la grande scommessa
McKay lo fa però seguendo le regole ferree del suo cinema di commedia, con un cast di primissimo livello che vede assieme Christian Bale, Steve Carell, Ryan Goslyng e Brad Pitt, qui anche produttore, e quando le cose si fanno troppo complesse da capire per il pubblico, ferma tutto, chiama una star come Margot Robbie mentre sta dentro la vasca da bagno, ancora fresca di Lupo di Wall Steet, o la sexbomb Selena Gomez o il cuoco Anthony Bourdain (ancora vivo…) mentre cucina, per spiegarci in maniera più facile cosa sta capitando.
Così, anche se non sapete niente di subprime, CDO, AAA, capirete tutto grazie a precise metafore come lo zuppone di pesce dove ricicli pesci avariati proposto da Bourdain. Geniale. La storia è presto detta. Ricordate la frase finale di Valeria Bruni Tedeschi in Il capitale umano di Paolo Virzì, “Avete scommesso sulla rovina di questo paese e avete vinto”?
E’ più o meno questa anche la storia di La grande scommessa che, senza grande moralismi, racconta, attraverso i giochi d’affari di quattro gruppi diversi di investitori e trader, la scommessa di piccoli e cinici geni della finanza che scoprono la bolla che è dietro il mercato bancario americano, capiscono che tutto il sistema nazionale presto crollerà e ci puntano contro. Lo spiega bene il guru delle finanze Ben Rickert, cioè Brad Pitt, ai due famelici giovani avvoltoi che lo hanno chiamato in aiuto, Charlie Geller, cioè John Magaro, e Jamie Shipley, cioè Finn Wittlock.
“State scommettendo contro il vostro paese”. Senza sapere il disastro economico e umano che accadrà in America e in tutto il mondo. Non può essere una vittoria. Il primo a predire il crollo del sistema è Michael Burry, interpretato da Christian Bale come un genio più stralunato del suo Batman. Burry lo dice ai suoi investitori e prevede il crollo per la fine del 2007. Nessuno gli crede, soprattutto i banchieri che lo sostengono.
Ma ha ragione. Lo capisce un altro investitore, Jared Vennett, un grandioso Ryan Gosling, che cerca così di unirsi a un gruppo di trader più forti, quello capitanato da Mark Baum, Steve Carell, perfetto. Baum, a poco a poco, capisce che quel che dice Vennett non solo è vero, ma che porterà a un disastro pauroso. Tutti i personaggi, tranne Burry, circoleranno nel grande convegno annuale degli investitori economico a Las Vegas, l’American Securities Forum, e lì ognuno di loro prenderà la sua propria decisione morale sul cosa fare, cioè se investire sulla fine dell’impero economico americano o no.
indiana jones i predatori dell'arca perduta
Rai4 alle 21, 20 propone l’action “High Heat” di Zach Golden con Olga Kurylenko, Don Johnson, Kaitlin Doubleday, Chris Diamantopoulos, Dallas Page. Italia 1 alle 21, 55 passa “I predatori dell’arca perduta”, capolavoro di Steven Spielberg con Harrison Ford, Karen Allen, Paul Freeman, Denholm Elliott, Ronald Lacey.
Passiamo alla seconda serata con la commedia di vent’anni da “Appuntamento a tre” di Damon Santostefano con Matthew Perry, Oliver Platt, la divin a Neve Campbell, Dylan McDermott, Cylk Cozart, John McGinley. La7 Cinema alle 23, 40 passa “Il verdetto” legal thriller diretto da Richard Eyre, e sceneggiato da Ian McEwan, con Emma Thompson nelle vesti di un celebre giudice inglese, Stanley Tucci, Fionn Whitehead, Ben Chaplin, Jason Watkins, Anthony Calf.
Iris alle 23, 45 ripropone l’unico avventuroso di James Gray, “La civiltà perduta” con Charlie Hunnam, Tom Holland, Sienna Miller, Robert Pattinson, Angus MacFadyen. Bell’arrivo il trashione con grandi creature mostruose e affamate “Tremors” diretto da Ron Underwood con Kevin Bacon, Fred Ward, Finn Carter, Michael Gross, Reba McEntire.
Ha detto Kevin Bacon: «Quando stavo facendo Tremors, ero molto depresso e in un momento critico della mia vita, e ho dato la colpa al film per tutto questo. Ero amareggiato, pensavo fosse la fine della mia carriera... Non guardo mai i miei film più di una volta, alcuni dei miei film non li ho mai nemmeno visti prima e non ho voglia di farlo, ma ho visto Tremors una dozzina di volte. Mi piace tantissimo e ho passato anni a cercare di ripetere la stessa energia che avevamo sul set di Tremors. È uno dei miei film preferiti di tutti i tempi». Non fu un successo quando uscì, lo divenni col mercato dell’home video.
Cine 34 alle 0, 40 rinfresca la serata con il classico “Attila flagello di Dio” di Castellano & Pipolo con Diego Abatantuono, Rita Rusic, Angelo Infanti, Mauro Di Francesco. Un occhio, anche due, a Rita Rusic quando scende dall’albero. L’incontro con Ennio Antonelli centurione romano che gli chiede chi è non si batte. “Attila… A come atrocità, doppia T come terremoto e traggedia, I come ira di Dio, L come lago di sancue e A come "adesso vengo e ti sfascio le corna!". Neanche se avesse chiesto il green pass a un no vax, scrivevo ai tempi del Covid, quando veniva programmato un giorno sì un giorno no.
Rai Movie all’1 passa “Cognome e nome: Lacombe Lucien”, grande film sulla confusione della guerra durante Vichy di Louis Malle con Pierre Blaise, Aurore Clément, Holger Löwenadler, Thérèse Giehse, Stéphane Bouy. La7 Cinema all’1, 40 propone un altro film sul capitalismo americano e sulla “boiler room”, la stanza dove i giovani milionari decidono il destino del paese, “A 1 km da Wall Street” diretto 26 anni fa da Ben Younger con Giovanni Ribisi, Vin Diesel, Ben Affleck, Nia Long, Nicky Katt. Interessante.
Cine 34 alle 2, 05 propone “Moglie nuda e siciliana” di Andrea Bianchi con Cristiana Borghi, Maria Pia Conti, Lucia Como, Mariangela Giordano, Lucio Flauto. Curiosa commedia sexy di produzione e ambientazione milanese che gioca già con l’arrivo dell’hard dilagante come elemento narrativo. Massimo Buscemi ricorda che alla prima all’Odeon di Milano erano tutti maschi, tranne sua madre.
Il film era stato girato tutto in Lombardia riempiendo di cartelli stradali siciliani la campagna. Alberto Farassino descrive così su “La Repubblica” la sua visione del film al Nuovo Ideal di Milano: “Qui non c’è luce rossa all’ingresso, ma in compenso c’è nel film. E’ quella che segnala, sulla porta di un bicamere e servizi occupato da due amiche, se una delle due preferisce in quel momento che l’altra non entri.
Una di queste è appunto la siciliana, fuggita, mi par di capire, dal letto coniugale la prima notte di nozze, senza consumare. Ora, mentre il marito camionista fa visita ai parenti di lei, Rosaria a Milano fa la modella per fotoromanzi. Ma l’editore, siciliano anche lui, decide di passare al nudo. L’ex fidanzato di Rosaria, la vede su un giornale per uomini e la raggiunge furibondo: ‘Cosacce sconce sconce sono!’. ‘Finzione è’ ribatte lei, ormai emancipata e brechtiana”.
Bello, Rai2 alle 2, 10, “Il padre d’Italia” di Fabio Mollo con Luca Marinelli, Isabella Ragonese, Anna Ferruzzo, Mario Sgueglia, Federica De Cola. E’ faticoso fare il padre o diventare padre in Italia. Come accade a Paolo, Luca Marinelli, il ragazzo che si ritroverà a diventar padre, anche se è gay, di una bambina che non è neanche sua, ma della svitata Mia, Isabella Ragonese, incinta di sei mesi, chissà da chi poi?
Quando in un film si viaggia, da Nord verso Sud in un’Italia martoriata come la nostra, come se fosse l’India di Rossellini, un film funziona quasi sempre. E va detto che, Film Commission a parte, anche qui nel viaggio e nello sviluppo dei caratteri dei due protagonisti, grazie anche alla luminosità di due attori bravi e seri come Luca Marinelli e Isabella Ragonese, il film di Mollo riesce a toccarci. Paolo esce da una storia d’amore conclusa male, ha un passato di bambino abbandonato dalla madre cresciuto in un orfanotrofio dalla quale è difficile uscire.
Mia è una ragazza calabrese che si sposta tra Torino e Roma dietro a piccoli sogni, vive alla giornata, e si ritrova incinta senza sapere davvero che fare della propria vita. Sia Mia che Paolo fanno parte di una generazione italiana che sembra senza futuro, non tanto per il proprio passato quanto per un presente inconsistente che non offre nessuna possibilità di crescita o di sviluppo.
Pochi film hanno mostrato, in questi ultimi anni, un quadro così desolante dei trentenni italiani sparsi in un paese disastrato e abulico. Così, quando Mia, incontrata per caso in un locale, sveglia Paolo e gli chiede di portarla a Roma e poi in Calabria, Paolo non vede l’ora di uscire dal proprio torpore e di sognare addirittura una famiglia con lei e la bambina che nascerà.
Costruito con un occhio al cinema moderno internazionale, meno male, Il padre d’Italia, muove i suoi personaggi non solo in un’Italia che non c’è più, con una borghesia scomparsa di scena da anni, ma anche in un cinema italiano che non offre più appigli da dove ricominciare. Rossellini è davvero lontano.
Su Iris alle 2, 30 trovate “L’oca selvaggia colpisce ancora”, film di guerra di Andrew V. McLaglen con Gregory Peck, Roger Moore, David Niven, Trevor Howard. Patrick Macnee, Robert Hoffman, Barbara Kellerman. Il film è dedicato a Lord Mountbatten, appena ucciso dagli uomini dell’IRA. Doveva essere una reunion del vecchio cast de “I quattro dell’oca selvaggia”, cioè Richard Burton, Roger Moore, Richard Harris, sempre prodotto da Euan Lloyd e diretto da Andrew V. McLaglen, ma il ruolo di Burton andò a Gregory Peck, quello di Harris a David Niven.
femi benussi e mario adorf in la mala ordina
Rete 4 alle 2, 45 propone una buffa versione western de “I Tre moschettieri” di Dumas, cioè “Django spara per primo” diretto da Alberto De Martino con l’olandese Glenn Saxson, l’italiana Evelyn Stewart alias Ida Galli, Fernando Sancho, Nando Gazzolo, Guido Lollobrigida.
Chiuderei con “La mala ordina”, capolavoro del cinema nero di Fernando Di Leo con Mario Adorf, Henry Silva, Woody Strode, Adolfo Celi, Luciana Paluzzi, Cyril Cusack, ma vedo che passa anche “Ombre bianche”, il film con gli eschimesi di Nicholas Ray con Anthony Quinn, Yoko Tani e Peter O'Toole al suo esordio nel cinema, Rai Movie alle 5. Quando Bob Dylan lo vide scrisse “Quinn the Eskimo”…
mario adorf in la mala ordina
ombre bianche
romy schneider la principessa sissi
la mala ordina
ombre bianche
ombre bianche 1
la mala ordina
mario adorf la mala ordina
l’oca selvaggia colpisce ancora
django spara per primo
moglie nuda e siciliana
moglie nuda e siciliana
la principessa sissi 1
IL PADRE D ITALIA
IL PADRE D ITALIA
il padre d'italia 3
la principessa sissi 3
IL PADRE D ITALIA
diane kruger oltre la notte 1
1 km da wall street 2
1 km da wall street 1
cognome e nome lacombe lucien
cognome e nome lacombe lucien 2
cognome e nome lacombe lucien
diane kruger oltre la notte
attila flagello di dio
oltre la notte
rita rusic attila il flagello di dio 1
rita rusic attila flagello di dio
tremors
oltre la notte
brick mansions
il verdetto
ROBERT PATTINSON - CIVILTA PERDUTA
SIENNA MILLER - CIVILTA PERDUTA
un allenatore in palla
appuntamento a tre
indiana jones i predatori dell'arca perduta 1
I PREDATORI ARCA PERDUTA
matilde gioli belli di papa
high heat fuoco mortale
brick mansions
barbara tabita belli di papa
belli di papa' 1
johnny depp black mass
black mass
black mass 1
black mass
belli di papa'
the hunt
belli di papa
la principessa sissi 2



















