IL DIVANO DEI GIUSTI – STASERA SE CERCATE UN FILM LA VEDO PIUTTOSTO DURA, A MENO CHE NON PUNTIATE A RIVEDERE A TARDA ORA “NON ESSERE CATTIVO”, ULTIMO FILM DI CLAUDIO CALIGARI E PRIMO, IN COPPIA, PER LUCA MARINELLI E ALESSANDRO BORGHI – IN PRIMA SERATA PASSA IL MITICO “L’URLO DI CHEN TERRORIZZA ANCHE L’OCCIDENTE”. CELEBRE LO SCONTRO FINALE TRA BRUCE LEE E CHUCK NORRIS AL COLOSSEO – NELLA NOTTE PASSA ANCHE “CASOTTO”. QUELLI CHE DAVVERO SI MANGIANO IL FILM SONO GIGI PROIETTI E FRANCO CITTI CHE SCOPRONO SOLO DENTRO IL CASOTTO CHE HANNO I PIEDI ZOZZI. “CERTO, NUN CE STAMO MAI FERMI”… - VIDEO
Marco Giusti per Dagospia
luca marinelli alessandro borghi non essere cattivo
Stasera in chiaro c’è pochino. Certo ci sono le partite. Lo sappiamo. Ma se cercate un film la vedo piuttosto dura, a meno che non puntiate a rivedere a tarda ora“Non essere cattivo” di Claudio Caligari con Luca Marinelli, Alessandro Borghi, Silvia D'Amico, Roberta Mattei, Alessandro Bernardini, su Rai2 alle 0, 35.
Ultimo film di Claudio Caligari e primo, in coppia, per Marinelli e Borghi che formano una dei cast più amati dal nostro pubblico degli ultimi anni. Vi ripropongo quello che ne scrissi quando il film uscì. Dieci anni fa.
“La vita è dura, ma se non sei duro come la vita, non vai avanti”. Questa è la morale di tutti i film di Claudio Caligari. Tre in vent’anni. Tutti e tre, da Amore tossico a L’odore della notte a questo Non essere cattivo, presentato fuori concorso a Venezia, con Caligari morto dopo la seconda revisione del montaggio, terminato e supervisionato da Valerio Mastandrea, che si accredita come “sesto uomo”, con amore e dedizione per il progetto, sono film belli, difficili e sofferti.
luca marinelli in non essere cattivo
Magari imperfetti, ma anche importanti per la geografia di controinformazione della città e assolutamente di culto per battute e personaggi. “Mo’ ce famo du’ bucatini”, dice uno dei protagonisti a tre mignotte in una nottata di droga pesante. “E chi li sa fa?”, risponde una di loro. “Certo, tu sai fa’ solo i bocchini”, le dice l’altra. “Si, ho imparato da tu’ madre”. Siamo a Ostia nel 1995, proprio dieci anni dopo Amore tossico, quando i “bucatini”, i drogati di eroina, sono in gran parte morti. Lasciando però una bella scia di dolore e sofferenza.
All’eroina i protagonisti ventenni del film, Cesare e Vittorio, interpretati magistralmente da Luca Marinelli e da Alessandro Borghi, hanno sostituito pasticche e coca. Li troviamo proprio in macchina mentre “se calano” due pasticche e vanno subito fuori di testa. “So’ in paradiso”.
Caligari riprende il discorso su Ostia come laboratorio di droghe e di malavita, ma anche di orrore della vita. I suoi personaggi, sbandati, confusi, quasi cavie da laboratorio, sono reduci della battaglia precedente. Cesare ha avuto la sorella morta per Aids, “nun se faceva neanche”, che gli ha attaccato il suo uomo, tossico. Non solo, la figlia della sorella, che vive con la nonna, è nata già malata e questo rende Cesare ancora più disperato.
Odia i tossici, non pensando che anche lui e Vittorio sono due tossici. Ma le pasticche e la cocaina, che i due si prendono e vendono in tutta la prima parte del film, bellissima e con un gran ritmo, gli rendono quasi invulnerabili a qualsiasi sofferenza. Sono legati a una specie di banda del posto, capitanata dal “Brutto”, una sorta di simpatico capo gang con atteggiamenti molto pasoliniani (Accattone è più volte citato).
Quando Vittorio una notte esagera con le pasticche e va fuori di testa, occhi a palla e visioni assurde per strada, e decide di smettere, di andare a lavorare e mettersi con una brava ragazza, Linda, interpretata da Roberta Mattei, Cesare si sente solo e perduto e precipita nella coca e nei traffici. Ma Vittorio non ha la forza di abbandonarlo, è il suo solo amico, cercherà di portarlo a lavorare. Inutilmente.
Poi Cesare si metterà con Viviana, cioè Silvia D’Amico, sognerà un futuro, anche se non avrà la forza di smettere. Se nella seconda parte il film un po’ scende, anche per la struttura della storia, Non essere cattivo è un film bello e importante che ci arriva con molto ritardo.
E’ una vergogna che il cinema italiano, che ha prodotto qualcosa come duecento film all’anno, in gran parte inutili, non abbia aiutato Caligari a fare i suoi film, tutti concentrati, e documentatissimi, su una sorta di storia di Ostia e quindi di Roma vista attraverso lo sviluppo della droga e della malavita.
l urlo di chen terrorizza anche l occidente 2
Torniamo alla prima serata. Per i fan di Bruce Lee però, che non sono pochi, vedo che su Cielo alle 21, 20 passa il mitico “L’urlo di Chen terrorizza anche l’Occidente”, primo film diretto dallo stesso Bruce Lee, e l’uncio davvero completato da lui al montaggio, con Nora Miao, Chuck Norris, Malisa Longo, George Wall, tutto ambientato a Roma, dove da giovane Bruce Lee fece il cameriere.
Sulla sua partecipazione al film la statuaria Malisa Longo ha costruito non dico una carriera, ma quasi. La portò il suo fidanzato, Riccardo Billi, anche produttore esecutivo italiano del film. Celebre lo scontro finale tra Bruce Lee e Chuck Norris, all’epoca campione di karate, al Colosseo. Leggo che l’aiuto regista, Ching-Shun Mao, ha detto che le riprese erano state fatte senza permessi. Alla romana, insomma.
Leggo che le riprese dello scontro durarono 45 ore… Mi sembra tantino. Era il film preferito di Bruce Lee, secondo la vedova. Era anche il primo film di Hong Kong che si girasse a Roma e credo in Europa. Alternative? L’horror “Il giorno del giudizio: per sempre” diretto da Everardo Gout con Ana de la Reguera, Will Patton, Josh Lucas, Cassidy Freeman, Leven Rambin, Mediaset Italia 2 alle 21.
Rai Movie alle 21, 10 propone “assassinio a Venezia” non il migliore della serie dei Poirot diretti e interpretati da Kenneth Branagh. Qui ci sono anche Michelle Yeoh, Jamie Dornan, Kenneth Branagh, Tina Fey, Riccardo Scamarcio. Branagh esagera nella prima parte coi grandangoli da cinema mystery veneziano anni ’70, per poi ridurre il tutto alla solita logica conclusione con tutti i personaggi rimasti vivi chiusi in una stanza e i misteri svelati dal cervello fine dell’ispettore.
Il pubblico, quando ho visto il film in sala, gradiva, ma io mi ero già mezzo addormentato. Scamarcio sprecato come assistente di Poirot. Mi era piaciuta solo Michelle Yeoh. In realtà Branagh non riesce a costruire una Venezia originale. Molto carino, LA5 alle 21, 10, “L’uomo perfetto”, uno dei primissimi Scamarcio Movie diretto da Luca Lucini con Riccardo Scamarcio, Francesca Inaudi, Gabriella Pession, Giampaolo Morelli. Da riscoprire.
Canale 27 alle 21, 10 ripropone l’ormai vistissimi “Flashdance” diretto da Adrian Lyne, scritto dal geniale Joe Eszterhas (“Basic Instinct”) con Jennifer Beals, il musical che cambiò la storia del genere e introdusse la gara, modello che ci siamo portati avanti fino a oggi coi vari X-factor. Ricordate “What a feeling” cantato da Irene Cara? E le musiche premio Oscar di Giorgio Moroder.
Jennifer Beals vinse un provino dove arrivò di tutto, da Jamie Lee Curtis a Bridget Fonda, da Melanie Griffith a Mariel Hemingway, da Helen Hunt a Michelle Pfeiffer. Quando balla, balla Marine Jahan. Però si inventò la maglietta senza collo che divenne iconica già nel manifesto.
ben affleck jeremy renner the town
La storia è quella della vera lavoratrice Maureen Marder, che viene lanciata sui flani americani: “Ogni giorno, lei lavora in un mondo di uomini. Ogni notte, lei danza attraverso l’universo. Quello è il suo sogno”. Brian De Palma ci lavorò un paio di settimane, poi scappò per dirigere “Scarface”. Difficile dargli torto, però… Su Canale 20 alle 21, 10 trovate il thriller diretto e interpretato da Ben Affleck “The Town” con Blake Lively, Ben Affleck, Jeremy Renner, Jon Hamm, Rebecca Hall, Chris Cooper, Slaine.
Tv2000 alle 21, 10 propone la commedia “Foster” di Jonathan Newman con Maurice Cole, Toni Collette, Ioan Gruffudd, Hayley Mills, Richard E. Grant, Anne Reid, commedia con un figlio adottivo di 7 anni che salva il matrimonio ai genitori. Su Iris alle 21, 15 trovate il thriller “D-Tox” di Jim Gillespie con Sylvester Stallone, Charles S. Dutton, Polly Walker, Tom Berenger, Kris Kristofferson. Sembra che sia bruttissimo. Peccato…
La7 Cinema alle 21, 15 propone un teatrale e cattolico “Il dubbio” di John Patrick Shanley con Meryl Streep, Philip Seymour Hoffman, Amy Adams, Viola Davis, Lloyd Clay Brown. Tv8 alle 21, 40 passa la commedia sentimentale “Tutte contro di lui” di Nick Cassavetes con Cameron Diaz, Leslie Mann, Nikolaj Coster-Waldau, Kate Upton, Taylor Kinney, Nicki Minaj. Insomma…
Passiamo alla seconda serata in un mare di caldo e di repliche. Come “Delitto sotto il sole” di Guy Hamilton con Peter Ustinov in versione Poirot, James Mason, Jane Birkin, Maggie Smith, Colin Blakely, Nicholas Clay, Rai Movie alle 23. La5 alle 23, 10 propone la commedia sentimentale “Al cuor si comanda” di Giovanni Morricone con Claudia Gerini, Pierfrancesco Favino, Pierre Cosso, Sabrina Impacciatore.
jane birkin delitto sotto il sole
Andiamo sul sicuro con l’ottimo “L.A. Confidential” bel noir vecchio tipo tratto da James Ellroy e diretto da Curtis Hanson con Kevin Spacey, Russell Crowe e Guy Pearce che fanno i poliziotti di Los Angeles, Danny DeVito in un ruolo memorabile di giornalista scandalistico, Kim Basinger come bionda alla Veronica Lake, e James Cromwell ambiguo come sempre. Vinse due Oscar, per la sceneggiatura non originale di Hanson e Brian Helgeland, che ci lavorarono due anni, e per Kim Basinger come non protagonista. Russell Crowe disse di aver ripreso un po’ dello Sterling Hayden di “Rapina a mano armata”.
Rai4 alle 23, 30 propone il bollitello “High Heat”, thriller diretto da Zach Golden con Olga Kurylenko, Don Johnson, Kaitlin Doubleday, Chris Diamantopoulos, Dallas Page. Carino,. Canale Nove alle 23, 40, il sequel vanziniano di “EX”, cioè “Ex. Amici come prima” diretto da Carlo Vanzina con Vincenzo Salemme, Alessandro Gassman, Enrico Brignano, Tosca D'Aquino, ma sempre prodotto da Fulvio Lucisano.
"Lavorare con Fulvio Lucisano", dissero i Vanzina, “è stato come lavorare con papà Steno". In qualche modo, questa allegria e questa consapevolezza si sentono nel film, che non ha magari la grinta e la scarica di battute delle commedie di Brizzi o di Max Bruno, o la freschezza di regia di quelle di Genovese e Miniero, ma un passo più classico e un'eleganza maggiore di messa in scena.
Non a caso, è vero che l'episodio più divertente è quello con Paolino Ruffini, che si ritrova a scopare a casa di Virginie Marsan ("Maremma Ikea, che bell'appartamento!") e, non riuscendo a mettersi il preservativo, finisce per farsi aiutare da tutta la coattissima famiglia di lei. Trovata presa di peso dalle sitcom aggressive di oggi.
Ma è vero pure che il film funziona di più quando alla battuta, alla trovata comica, si sostituisce una costruzione maggiore di racconto, come nel caso degli episodi di Salemme-Stefanenko o di Alessandro Gassman-Anna Foglietta, dove un marito prossimo al divorzio si ritrova inconsapevolmente tra le braccia dell'avvocatessa della moglie. Inoltre c'è anche una maggiore attenzione al funzionamento degli attori come squadra e non come singole personalità. Alla fine, magari si ride di meno rispetto a altri film, ma nella costruzione della commedia c'è più racconto e più sostanza.
Italia 1 alle 0, 30 passa la commedia campione di incassi in Francia “Alibi.com” di Philippe Lacheau con Philippe Lacheau, Elodie Fontan, Julien Arruti, Tarek Boudali, Didier Bourdon. Ebbe anche una versione italiana, non riuscitissima. Cine 34 all’1 propone l’erotico soft di Joe D’Amato “Undici giorni, undici notti” con Kristine Rose, Ruth Collins, Frederick Lewis, Maurice Dupré, Kristin Cuadraro.
Rai Movie all’1, 15 l’ottimo thriller alla Claude Chabrol “Un vizio di famiglia” di Sébastien Marnier con Laure Calamy, Suzanne Clément, Doria Tillier, Dominique Blanc. Iris all’1, 20 propone un film diretto dalla sfortunata Marjane Satrapi, “Radioactive” con Rosamund Pike, Sam Riley, Anya Taylor-Joy, Aneurin Barnard, Simon Russell Beale, curioso biopic sulla vita di Madame Curie, che si eleva dalla media grazie alla regia piuttosto originale di Marjane Satrapi, la regista del non dimenticato e animato “Persepolis”, e alla interpretazione della sempre bravissima Rosamund Pike.
In Italia avrebbero chiamato ovviamente la Capotondi. Ci sono anche Sam Riley come Pierre Curie, ma muore presto, e Anya Taylor-Joy, l’eroina della “Regina degli scacchi”, che fa la figlia Irene dei Curie. I primi dieci minuti sono piuttosto moscetti, ma poi il film, decisamente su commissione per la Satrapi, migliora davvero offrendoci delle stravaganze narrative, legate alle scoperte dei Curie rispetto al radio, e delle stravaganze visive piuttosto inaspettate.
rosamund pike marie curie in radioactive
I Curie non fanno benissimo a dormire con la boccetta di radio fra le braccia a letto, questo l’ho imparato. Ho imparato anche molte altre cose e confesso la mia ignoranza sull’argomento. Credo di non aver mai visto il primo biopic sulla vita di Madame Curie diretto nel 1943 da Mervyn Le Roy, che rimpiazzò Albert Lewin, per la Metro Goldwyn Mayer con Greer Garson e Walter Pidgeon. Sei nomination e non ne vinse una. Il film era nato per Greta Garbo e Spencer Tracy. Lavorarono alla sceneggiatura perfino Aldous Huxley e F. Scott Fitzgerald, ma vennero cacciati. Pensa un po’.
LA 7 Cinema all’1, 50 passa “Va’ dove ti porta il cuore”, tratto dal romanzo di successo di Susanna Tamaro, diretto da Cristina Comencini con Virna Lisi, Margherita Buy, Massimo Ghini, Galatea Ranzi. Cine 34 alle 2, 25 passa “Casotto”, capolavoro di Sergio Citti, che lo scrisse assieme a Vincenzo Cerami poco dopo la morte di Pasolini con un cast memorabile, Jodie Foster, Catherine Deneuve, Mariangela e Anna Melato, Ugo Tognazzi, Michele Placido con una palla di fuori, Paolo Stoppa, Flora Carabella.
Ma quelli che davvero si mangiano nil film sono Gigi Proietti e Franco Citti che scoprono solo dentro il casotto che hanno i piedi zozzi. “Certo, nun ce stamo mai fermi”. Un film sulla vergogna, raccontava Sergio Citti. Fondamentale il backstage che venne fatto allora del film, l’omaggio con intervista a Sergio che gli facemmo a Stracult, la girò David Emmer, con lui c’erano Ninetto Davoli, Franco Citti, Max Tortora e Gaetano Gentile, e il sequel che scrisse molti anni dopo Cerami e diresse suo figlio Matteo, “Tutti al mare” con Gigi Proietti, Marco Giallini, Ambra, Ninetto, Ennio Fantastichini, Elena Radonicich.
Rete 4 alle 3, 45 presenta il protospaghettiwestern “Il terrore dell’Oklahoma” di Mario Amendola con Maurizio Arena, Delia Scala, Alberto Bonucci, Valeria Moriconi, Mario Carotenuto. Chiudo con il rarissimo “L’assedio di Siracusa” diretto da Pietro Francisci con Rossano Brazzi, Tina Louise, Sylva Koscina, Enrico Maria Salerno, Rai Movie alle 5. Riccardo Freda nella sua autobiografia ricorda che fu lui a convincere Mario Bava a non fare più il direttore della fotografia per Petro Francisci e di girarsi invece i film suoi.
Siccome Bava possedeva un grande talento creativo e girava lui stesso i film (mentre Francisci, sempre secondo Freda, dormiva sul set), la sua assenza ha causato il divario artistico altrimenti molto sorprendente. Oltre a Bava, Francisci perde anche il suo protagonista ideale, che doveva infatti essere Steve Reeves.
Il suo posto lo prende Rossano Brazzi, allora uno dei pochi attori italiani che vantava una notorietà internazionale. Anche nelle cronache del tempo, risulta un po’ assurda la scelta di un attore riconosciuto come playboy italiano a Hollywood per questo ruolo.
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