la grande abbuffata 7

“E MO’ CHE FAMO? ANNAMO A MAGNA’” – DA SERGIO LEONE A ANDREOTTI, VIAGGIO NEL GIRONE DEI GOLOSI – MONICELLI E LE STORICHE ABBUFFATE PREPARATE DA TOGNAZZI. UNA VOLTA IL REGISTA ALLA FINE DELLA CENA SI MISE A RACCOGLIERE GLI AVANZI: “LI PORTO ALL'ISTITUTO ITALIANO DI CRIMINOLOGIA. TI VOGLIO DENUNCIARE PER TENTATO OMICIDIO!”- I BOMBOLOTTI ALLA MATRICIANA DI MARISA LAURITO CON CORBUCCI E BUD SPENCER - VIDEO

 

Jessica d'Ercole per “la Verità” - ESTRATTI

 

la grande abbuffata 7

Nel Canto VI dell' Inferno Dante descrive una pioggia putrida che costringe i golosi a vivere come ombre nel fango, in compagnia di Cerbero latrante, per l' eternità. Fra i dannati che non resistettero a tenere a bada la ghiottoneria c' era anche Ciacco che per Dante s' era «dato del tutto al vizio della gola, era morditore e le sue usanze erano sempre co' gentili uomini e ricchi, e massimamente con quelli che splendidamente e dilicatamente mangiavano e beveano».

 

mastroianni la grande abbuffata

Meglio non andò ai golosi del Purgatorio, tormentati da una fame e una sete che non potevano saziare mai. In questo girone ci finì pure papa Martino IV, passato alla storia più per la sua voracità che per l' impegno pastorale. Ingordo di anguille, simbolo del peccato originale perché somigliavano al serpente, se ne fregava dello scandalo al punto che secondo alcuni storici la causa della sua morte fu appunto la «grassezza ed indigestione di saporito pesce del lago di Bolsena cucinato e annaffiato con Vernaccia».  [...]

tognazzi la grande abbuffata

 

A cominciare da Honoré de Balzac che in un solo banchetto fu visto ingoiare cento ostriche, dodici costolette d' agnello, un' anatra, due pernici, una sogliola, il tutto seguito da dolci, frutta, caffè e liquori.

 

Carlo Magno (742-814) era un divoratore di carni rosse, selvaggina e di carne di maiale in quantità spropositate. Malato di gotta, a banchetti più sani preferì la morte. Jacques Duèze (1316-1334), ovvero Papa Giovanni XXII d' Avignone, il 22 novembre 1324, si fece organizzare da sua nipote un baccanale a base di otto buoi, 55 montoni, otto maiali, quattro cinghiali, 22 capponi, 690 polli, 580 pernici, 270 conigli, 37 anatre, quattro gru, due fagiani, due pavoni, 292 uccellini, un' enorme quantità di pesci, più di 3 quintali di formaggio, 3.000 uova, 2.000 frutti e ben 4.012 pani. Il tutto innaffiato da vino di Bordeaux (Il mio Papa di Giorgio Nadali).

 

tognazzi 9

Papa Giulio II (1443- 1513) amante dei sapori forti e d' aglio: «Grande mangiatore, ma non di cibi scelti, quali amavano i ghiottoni dei Rinascimento, sibbene andavangli a genio piatti sostanziosi, grassi, fortemente conditi d' aglio. La sua vivanda favorita erano le cipolle, che di straordinaria grossezza venivangli appositamente fornite da Gaeta».

 

Così pure erano ben noti i «frivoli e sconvenienti scherzi, con cui condiva i suoi banchetti che mettevano non di rado in imbarazzo i suoi famigliari». In un rapporto inviato a Mantova, poco dopo la sua elezione, si legge: «Giovedì disinando gli si portarono inanzi certe polpette di vitello, le quali subito ch' egli vidde disse: "evi dentro aglio?". Rispose lo scalco: "Padre santo, no".

la grande abbuffata

All' hora mezo sdegnato disse: "Levate adesso, come se fosse giovane de XV anni et havesse lo stomaco di struzzo!"» (Il cuoco segreto dei Papi di Furio Luccichenti e June Di Schino).

 

[...] 

 

Otto von Bismarck (1815-1898) per rendere energetici i suoi piatti aggiungeva sempre l' uovo fritto. A un certo punto della sua vita, però, il cancelliere prussiano cominciò a lamentare un misterioso peso allo stomaco e a comportarsi da inappetente. Così la moglie, premurosa, lo fece ingozzare di foie gras: il cancelliere ne era talmente goloso che, a cena, fissava in cagnesco tutti gli ospiti che osavano versarne un po' nel loro piatto. Voleva finirsi tutta la terrina da solo.

la grande abbuffata 3

 

Winston Churchill (1874-1965) nel 1942, a Mosca, si fece conquistare da Iosif Stalin grazie a una cena informale.

Al tavolo, dove sedevano con i traduttori e il ministro degli esteri Vjaeslav, Michajlovi Molotov «arrivano maialino da latte, due polli, manzo, montone, pesci e perfino, alla fine, la famosa testa di maiale, che Stalin finì con le mani» (A capotavola di Laura Grandi e Stefano Tettamanti).

 

andreotti

Giulio Andreotti (1919-2013) una passione smodata per la cucina che lo portò a una collezione sconfinata di tutti i menu dei suoi pranzi ufficiali oggi conservata nei sotterranei dell' archivio all' Istituto Sturzo di Roma. L' oggi ministro della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno, all' epoca l' avvocato che lo difese nei processi per collusione con la mafia e per l' omicidio del giornalista Mino Pecorelli lo ricorda così: «Era goloso in una maniera sfrenata, lo vidi mangiare due cannoli siciliani dopo un' enorme pasta con melanzane».

 

Ad Andrea Zaghi del Golosario Andreotti raccontò: «Mi ricordo che a Betlemme acquistai, sotto gli sguardi perplessi di chi mi accompagnava, delle frittelle per strada.

pavarotti

Messe in bocca emettevano quasi una sorta di gas».

 

Luciano Pavarotti (1935-2007) non si definiva goloso ma incontinente: «Mangio a ruota libera e siccome ho lo stomaco di ferro, mangio il doppio, il triplo delle calorie che mi servono. Preferisco i primi piatti, la pasta, i tortellini, i maltagliati, gli gnocchi.

La mia mamma, la mia nonna e le mie zie me li facevano sempre e mi davano un gran piacere». Mario Monicelli (1915-2010), goloso di prima levatura, andava matto per la pizza rustica, il polpettone al tartufo, i dolci. Giancarlo Dotto: «Il Grande vegliardo era sostenitore molto credibile del concetto che a tavola non s' invecchia, specialmente quando digerisci bene e lui digeriva tutto, tranne i panettoni, di cui era goloso fino alla perdizione».

 

MARIO MONICELLI E BRUNA PARMESAN

Monicelli, secondo Paolo Villaggio, non digeriva neanche le storiche abbuffate del venerdì sera, preparate con amore, da Ugo Tognazzi: «Una volta Monicelli, alla fine della cena, prese una busta di plastica trasparente e cominciò a girare per la tavola e a riempirla degli avanzi. Tognazzi, ancora vestito da cuoco, col cappello bianco, chiese: «Mario cosa fai? Ti porti a casa gli avanzi? Ti è piaciuta così tanto?». La risposta di Monicelli: «No, li porto all' istituto italiano di criminologia. Ti voglio denunciare per tentato omicidio!»».

sergio leone

Marcello Mastroianni (1924-1996) diceva de La Grande Bouffe: «Uno dei film fra i più particolari mai girati, in cui il cibo entrava nelle interpretazioni di noi attori, così come le nostre interpretazioni erano strettamente legate al cibo, se non addirittura determinate da esso. Difatti Ugo Tognazzi ci sguazzava, perché per lui era un sogno che si realizzava, tutto quel cibo preparato da Fauchon. Il bello è che noi mangiavamo sul set e poi, nella pausa, andavamo anche in un ristorantino di fronte.

Come se non fosse bastato quello che avevamo già mangiato».

 

Giosuè Carducci (1835-1907) aveva una passione sfrenata per i tordi: «I maremmani sono superiori agli altri, si nutrono di coccole di ginepro, di mortella, di olive. Le carni prendono l' amarognolo, gusto insuperabile. Roba da far risuscitare i morti!». Gabriele D' Annunzio (1863-1938) impazziva letteralmente per la cucina della sua amata cuoca Albina, che aveva ribattezzato Suor Intingola, al punto di lasciarle anche 300 lire di mancia anche per una sola frittata, un pourboire spesso accompagnato da lettere lusinghiere: «Per me non c' è al mondo nessun sapore più squisito della pernice fredda. Ho mangiato tutto ed ho leccato gli ossetti col rammarico che anche una pernice fredda abbia una fine».

totò

 

Giacomo Puccini (1858-1924), tra una composizione e un capolavoro, si dilettava a creare personalmente ricette: dalla pasta con le anguille o alle aringhe coi ravanelli. Ma il massimo per lui era andare a trovare la sorella, suor Angelica, monaca in un convento di Lucca, spinto più che dall' amore fraterno dalla passione per i suoi fagioli cotti al fiasco.

sordi

Marisa Laurito (1951) che del cibo ha fatto una ragion di vita, non perdeva occasione per mettersi ai fornelli anche mentre lavorava: «In Pari e dispari giravamo a Miami, finivo sempre prima degli altri, così correvo nella roulotte di Carlo Pedersoli (Bud Spencer) per cucinare. Alle 13 Sergio Corbucci comunicava alla troupe: «Scusate, abbiamo bisogno di un' ora per studiare».

 

marisa laurito

Studiavamo i bombolotti alla matriciana, una cofana tanta di pasta da dividere in tre: io, Sergio e Carlo, con del buon vino, mentre Terence Hill restava fuori, non partecipava, lui era già ascetico; poi verso le 14 gli statunitensi ci bussavano alla porta per sollecitarci a tornare sul set, e Sergio rispondeva: «Stiamo provando!»; io e Carlo ridevamo, dalla roulotte usciva un profumo inconfondibile».

 

Sergio Leone (1929-1989) che, quando un ponte esplose anzitempo sul set di Giù la testa, al preoccupato «e mo' che famo?» della squadra, rispose «Annamo a magnà!».«Gli obesi vivono di meno, però mangiano di più» (Stanislaw J. Lec).

la grande abbuffatamarisa lauritola grande abbuffata ferreri 2la grande abbuffata ferreri 4marisa laurito andy luottola grande abbuffata

Ultimi Dagoreport

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA VINCI, GIORGIA MELONI SALIRA' SUL PALCO MILANESE DEL TEATRO PARENTI PER METTERE LA FACCIA A UN REFERENDUM CHE E' SEMPRE STATO MALDIGERITO (EUFEMISMO) DA GRAN PARTE DEI FRATELLI D’ITALIA, FEDELI ALLA VECCHIA LINEA MISSINA PRO-MAGISTRATI E PRO-BORSELLINO – LO SCARSO IMPEGNO DEI MELONIANI STA FACENDO GIRARE I COJONI A FORZA ITALIA, PER CUI LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (E DEL CSM) È LA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” – SALVINI FA LO STRUZZO: LA LEGA, CHE HA VISTO SFUMARE L’AUTONOMIA, HA CHIESTO UN “MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLA MELONI”, MA SENZA TROPPA CONVINZIONE - LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE L'IRA FUNESTA DELLA MELONA CONTRO LE TOGHE E' STATO IL FALLIMENTO DEI CENTRO MIGRANTI IN ALBANIA, BOCCIATI DAI TRIBUNALI ITALIANI ED EUROPEI - VIDEO: QUANDO AD ATREJU L'UNDERDOG SI STROZZO' URLANDO: "FUNZIONERANNO! FUNZIONERANNO! DOVESSI PASSARCI OGNI NOTTE DA QUI ALLA FINE DEL GOVERNO" (SONO ANCORA VUOTI...)

pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

DAGOREPORT – LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”