stephan schmidheiny jeffrey epstein ehud barak eternit report

EPSTEIN DA QUI ALL’ETERNITY – “REPORT” SVELA CHE L’ATTIVITÀ DI LOBBING DEL FINANZIARE PEDOFILO È ARRIVATA ANCHE UN ITALIA, GRAZIE A ESPONENTI DEL MOSSAD E DELLA POLITICA ISRAELIANA, COME EHUD BARAK – L’EX PRIMO MINISTRO DELLO STATO EBRAICO È INTERVENUTO IN PRIMA PERSONA PER INFLUENZARE L’ESITO DEL MAXIPROCESSI SUL DISASTRO AMBIENTALE DELL’ETERNIT, CHE HA VISTO CONDANNATO IL MAGNATE STEPHAN SCHMIDHEINY, PROPRIETARIO DELL’AZIENDA SVIZZERA CON SEDE A CASALE MONFERRATO – LA RETE DEGLI EX AGENTI DEI SERVIZI SEGRETI ISRAELIANI AVEVA PREPARATO ANCHE UN PIANO PER UN’EVENTUALE LATITANZA DI SCHMIDHEINY…

 

Estratto dell’articolo di Niccolò Carratelli per www.lastampa.it

 

JEFFREY EPSTEIN IN UNA VASCA DA BAGNO

La rete di Jeffrey Epstein non aveva come unico obiettivo quello di reclutare donne, anche giovanissime, per allietare le serate del finanziere americano e compiacere i potenti e facoltosi ospiti delle sue ville. Dietro c’era anche un’intensa attività di lobbying, tentativi di influenzare decisioni politiche e sentenze giudiziarie, portate avanti grazie alla collaborazione di esponenti di primo piano del governo israeliano e agenti segreti del Mossad.

 

[...] come ricostruisce Report nella puntata in onda domenica sera su Rai3, tra i contatti di Epstein c’era un altro ex capo di governo, oltre ai già noti Donald Trump e Bill Clinton: si tratta di Ehud Barak, ex primo ministro israeliano ed ex capo del servizio segreto militare di Tel Aviv, anche tra i fondatori dell’ormai famosa azienda Paragon, fornitrice del software di spionaggio usato anche in Italia.

 

Ehud Barak

Come risulta in uno scambio di mail, rivelato dalla trasmissione condotta da Sigfrido Ranucci, la rete israeliana legata a Epstein e Barak in persona hanno agito in diverse occasioni anche in Italia, provando a influenzare l’esito di uno dei maxiprocessi più rilevanti degli ultimi vent’anni, quello relativo al disastro ambientale dell’Eternit.

 

Con Barak che si è messo a disposizione di Stephan Schmidheiny, proprietario dell’azienda svizzera e principale imputato nella lunga vicenda giudiziaria, divisa in più procedimenti ancora in corso. Pende, ad esempio, un ricorso in Cassazione, dopo la condanna a nove anni e mezzo di carcere per omicidio colposo plurimo aggravato, pronunciata lo scorso aprile dalla Corte d’Assise d’Appello di Torino.

 

STEPHAN ERNEST SCHMIDHEINY

L’imprenditore è accusato di non aver previsto le misure di sicurezza necessarie a evitare che i lavoratori della sua fabbrica di Casale Monferrato, in provincia di Alessandria, (e gli abitanti delle zone limitrofe) si ammalassero di mesotelioma, una forma incurabile di tumore al polmone.

 

Nel 2013 Barak viene consultato, tramite il fidato collaboratore Avner Azulay, ex alto ufficiale del Mossad (capo centro in Europa), dagli emissari di Schmidheiny (chiamato sempre in codice «STS»), per studiare una strategia in vista di un precedente ricorso in Cassazione, dopo la condanna a 18 anni nel primo processo Eternit.

 

le email di jeffrey epstein con ehud barak 9

Barak accetta di partecipare: nei messaggi si pianifica un suo «big meeting» con il team di Schmidheiny a Zurigo nell’ottobre 2013, per impostare un’azione di lobbying discreta a Roma prima della sentenza. In queste mail gli interlocutori riferiscono che la strategia di Barak è «eccellente», anche se andava avviata anni prima [...]

 

Durante le discussioni si cita anche il contatto con «un ex ambasciatore» per agire nei «circoli della società» a Roma, nonché l’eventualità di una campagna internazionale dopo la sentenza. Addirittura, si ragiona della preparazione di un’eventuale latitanza di Schmidheiny, ipotizzando un sistema già collaudato con un grande evasore fiscale americano.

 

bill clinton con jeffrey epstein

Poi Barak segue anche l’epilogo: nel novembre 2014 la Corte di cassazione a Roma annulla la condanna a 18 anni di «STS», chiudendo il primo processo Eternit. Quella notte Heinz Pauli, consigliere di Schmidheiny, invia ad Azulay (quindi a Barak) un lungo messaggio in cui esprime sollievo per l’assoluzione, dicendosi «molto grato per l’aiuto che avete offerto e gli sforzi fatti a sostegno della causa di STS». [...]

 

Ma Report ricostruisce che, già qualche anno prima, Barak e Azulay erano riusciti ad aiutare un altro miliardario a sfuggire alla giustizia. Si trattava di Mark Rich, lo spregiudicato imprenditore americano legato a Israele e facilitatore di operazioni dell’intelligence israeliana.

 

Negli Stati Uniti, Rich era stato raggiunto da 65 capi d’accusa e rischiava una pena a 300 anni di carcere in quello che era stato definito il più grande caso di evasione fiscale della storia americana. Barak aveva mobilitato la lobby israeliana per fare pressioni sul governo statunitense e, alla fine, l’allora presidente Clinton aveva concesso la grazia a Rich, considerato uno dei sei latitanti più ricercati d’America.

 

STEPHAN ERNEST SCHMIDHEINY

Lo stesso Clinton ha poi ammesso che dietro il perdono presidenziale a Rich c’era stata proprio la mano di Barak. Clinton e Barak sono, insieme a Trump, gli unici due capi di governo a comparire nelle foto e nei documenti compromettenti accanto a Jeffrey Epstein.

il quadro di bill clinton nella casa di jeffrey epsteinbill clinton negli epstein filesstephan schmidheinyle email di jeffrey epstein con ehud barak 8ehud barak le email di jeffrey epstein con ehud barak 6bill clinton negli epstein files 1

Ultimi Dagoreport

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO

giorgia meloni monica maggioni giampaolo rossi sigfrido ranucci bruno vespa report

DAGOREPORT - PER LEVARSELO DAI PIEDI QUEL ROMPICOJONI DI SIGFRIDO RANUCCI, L’ARMATA BRANCA-MELONI DEVE PORTARE UN PO’ DI PAZIENZA - E’ VERO CHE PORTANDO SUL GROPPONE 64 PRIMAVERE, IL CONDUTTORE DI “REPORT” PER RAGGIUNGERE L'ETÀ PENSIONABILE, FISSATA A 67 ANNI E 1 MESE PER I DIPENDENTI RAI, HA ANCORA DAVANTI TRE ANNI DI "REPORT" PER SCODELLARE INCHIESTE INVESTIGATIVE SULLE MAGAGNE INFINITE DEL POTERE, DA UNA PARTE - DALL’ALTRA, RANUCCI HA ACCUMULATO UNA TALE QUANTITÀ DI GIORNI DI FERIE NON GODUTE CHE TELE-MELONI NON PERDERÀ LA GOLOSA OCCASIONE DI INVITARLO AL PENSIONAMENTO NELLA PRIMAVERA DEL 2027, PROPRIO ALLA VIGILIA DELL’ELEZIONI POLITICHE – DI SICURO, TELE-MELONI NON OFFRIRA' UN PROVVIDENZIALE CONTRATTO DI COLLABORAZIONE ESTERNA CHE TRASFORMA IL GIORNALISTA MAGICAMENTE IN UN “ARTISTA”, COM'È SUCCESSO ALL’81ENNE BRUNO VESPA E A MONICA MAGGIONI...

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…

ecce homo di antonello da messina

DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE ASSICURATO UN ASSAI BRUTTINO ANTONELLO DA MESSINA, GRANDE POCO PIÙ UN FRANCOBOLLO, MA VALUTATO TRA 10 E 15 MILIONI DI DOLLARI - PER UN MINISTERO CHE NON HA I SOLDI PER METTERE LA BENZINA NELLE AUTO DEI FUNZIONARI C’È DA AUGURARSI CHE IL QUADRO POSSA ESSERE UN MUNIFICO REGALO DI UN IMPRENDITORE IN CERCA DI AGEVOLAZIONI – QUESTO PICCOLO ANTONELLO NON ERA NECESSARIO PER LE PATRIE COLLEZIONI: DI QUADRI NE ABBIAMO MA NON ABBIAMO I SOLDI NEMMENO PER SPOLVERARE LE CORNICI. E SPERIAMO CHE SIA ANTONELLO, PERCHÉ…

giorgia meloni polizia agenti

DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL GOVERNO MELONI AVESSE DAVVERO A CUORE IL TEMA, INVECE DI FANTOMATICI “FERMI PREVENTIVI” E “SCUDI PENALI”, SI OCCUPEREBBE DI ASSUNZIONI E STIPENDI DELLA POLIZIA – A DISPETTO DEGLI ANNUNCI, INFATTI, LE FORZE DELL’ORDINE DA ANNI SONO SOTTO ORGANICO, E GLI AUMENTI DI SALARIO PREVISTI DAL CONTRATTO NAZIONALE TRA 2022 E 2024 (+5,67) SONO STATI ANNULLATI DALL’INFLAZIONE, CHE CUMULATA HA RAGGIUNTO QUASI IL 15%...

olimpiadi milano cortina

A PROPOSITO DI…MILANO-OLIMPICA - CHISSÀ SE NEI LORO VOLI OLIMPICI LE ALI DEGLI EDITORIALISTI DEL “CORRIERE DELLA SERA” SI SIANO SPEZZATE PER LA SALIVA ACCUMULATA NEL MAGNIFICARE I VANTAGGI (CON FALSI RICAVI INDOTTI) DI UNA MANIFESTAZIONE DA OLTRE SETTE MILIARDI DI EURO, CHE DA GIORNI HA FATTO DI MILANO UNA CITTÀ FANTASMA – BLOCCATI, O RITARDATI, TUTTI I RIFORNIMENTI PER NEGOZI, SUPERMERCATI, FARMACIE. SI SEGNALANO CHIUSURE SERALI DI RISTORANTI E BAR: “NON ABBIAMO PRENOTAZIONI”. UFFICI E STUDI PRIVATI HANNO LASCIATO LIBERTÀ AI PROPRI DIPENDENTI. GLI ALBERGHI LAMENTANO SOLO DISDETTE. ALTRO CHE TUTTO ESAURITO…