attilio fontana enrico pazzali

“È STATO ATTILIO FONTANA A RIFERIRMI CHE ERO INDAGATO” – L’EX PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE "FIERA MILANO", E PROPRIETARIO DI EQUALIZE, NEL FACCIA A FACCIA CON L’EX HACKER SAMUELE CALAMUCCI, HA TIRATO IN BALLO IL GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA, SOSTENENDO CHE SIA STATO IL LEGHISTA, SUO CARO AMICO DA ANNI, IL RESPONSABILE DELLA FUGA DI NOTIZIE SU UN’INCHIESTA PENDENTE – ORA I PM POTREBBERO SENTIRE FONTANA: CHI GLI AVREBBE RIVELATO L’ESISTENZA DEL PROCEDIMENTO PENALE? E PERCHÉ HA AVVERTITO PAZZALI? SI TRATTAVA DELL’INDAGINE SUGLI ACCESSI ABUSIVI O ALTRO?

Estratto dell’articolo di Enrica Riera per “Domani”

 

ENRICO PAZZALI ATTILIO FONTANA

«È stato Attilio Fontana a riferirmi che ero indagato». Enrico Pazzali, ex presidente di Fondazione Fiera Milano e proprietario di Equalize, ha tirato in ballo il governatore della Lombardia nel corso del faccia a faccia che martedì 28 ha avuto con l’ex hacker Samuele Nunzio Calamucci davanti ai pm di Milano e della Direzione nazionale antimafia.

 

Il manager, che nel corso dell’interrogatorio del 7 ottobre […] aveva ammesso il rapporto di vicinanza col presidente leghista, stavolta fa una rivelazione di non poco conto e che rischia di mettere nei guai l’amico leghista: sarebbe stato Fontana il responsabile della fuga di notizie su un’inchiesta pendente su Pazzali.

 

nunzio samuele calamucci

Secondo quanto si apprende, durante il confronto lo stesso Pazzali avrebbe riferito ai magistrati Francesco De Tommasi e Antonello Ardituro che una persona disse dell’indagine al governatore della Regione e quest’ultimo informò l’amico.

 

Adesso i pm potrebbero valutare la possibilità di sentire Fontana. Chi gli avrebbe rivelato l’esistenza del procedimento penale? Si trattava dell’indagine sugli accessi abusivi o di qualcos’altro? Perché Fontana avrebbe avvertito l’ex presidente? Ma soprattutto, in base alla ricostruzione degli inquirenti non confermata da Pazzali se non in un caso, perché il governatore avrebbe chiesto al proprietario di Equalize di effettuare una serie di controlli su uomini politici e imprenditori? Sapeva dell’attività della società, rivelatasi un anno fa una fabbrica di dossier e informazioni riservatissime?

 

ENRICO PAZZALI

[…]  Di certo la versione di Pazzali è stata ancora una volta ritenuta «inverosimile» dai pubblici ministeri. […] «Io non ho fatto niente», la risposta ribadita dal manager legato alla destra lombarda. Che, davanti alle contestazioni incalzanti dei magistrati, avrebbe anche alzato la voce ed etichettato Calamucci come «bugiardo» e «millantatore».

 

L’ex presidente della Fondazione Fiera Milano avrebbe poi ribadito di non essere mai stato a conoscenza dell’attività di Equalize né degli accessi allo Sdi e, cioè, al database riservato del Viminale.

 

ENRICO PAZZALI ATTILIO FONTANA

Da qui la contestazione delle parti che, più in particolare, hanno fatto riferimento a un’annotazione dello scorso mese di febbraio dei carabinieri di Varese: dagli atti emerge, tra le altre, una richiesta che Pazzali aveva fatto al suo ex socio Carmine Gallo, morto il 9 marzo. Il proprietario di Equalize desiderava avere informazioni su Webuild e su un suo manager, Massimo Ferrari.

 

«Alle successive ore 16.58, dopo l'accertamento alla Banca Dati delle forze di polizia Gallo trasmette un ulteriore file, “ADDENDUM FERRARI.pdf”».

 

SAMUELE CALAMUCCI CON VINCENZO DE MARZIO NEGLI UFFICI DI EQUALIZE A VIA PATTARI, MILANO

[…]  All’interno dell’addendum, rilevano gli inquirenti, c’era «il contenuto dello Sdi» e dunque gli eventuali precedenti penali e carichi pendenti del manager Ferrari.

 

Come avrebbe potuto Pazzali non capire da dove provenissero quelle informazioni?

 

[…] «Enrico, avrei bisogno di info su questo Signore. A chi mi rivolgo dei tuoi?», chiedeva l’imprenditore Fiorenzo Tagliabue a Pazzali a proposito di tale Fabrizio Candoni, allegandogli lo screenshot di un’intervista fatta da quest’ultimo sullo scandalo Metropol riguardante i fondi russi della Lega. «Circostanza che dimostra il fatto che persone vicine a Pazzali – commentano gli investigatori – sappiano della sua possibilità di acquisire informazioni mediante i suoi collaboratori».

 

carmine gallo

[…] In ultimo sulla vicenda La Russa, il nodo non sarebbe stato sciolto. Pazzali nel corso del faccia a faccia con Calamucci – la cui posizione va verso lo stralcio per possibile patteggiamento – avrebbe ribadito di aver chiesto i controlli sulla famiglia del presidente del Senato esclusivamente per testare il database nella sede di via Pattari numero 6.

Lì, dove tutto è iniziato e i misteri continuano ad aumentare.

 

Il confronto, iniziato alle quattordici e trenta e terminato a mezzanotte e un quarto, ha passato in rassegna anche altri temi: le relazioni con Eni e i rapporti coi servizi segreti, in particolare col vice direttore dell’Aisi Carlo De Donno, che lo stesso Pazzali, come ha spiegato, aiutò «per trovare la nuova sede dell’Agenzia a Milano».

 

massimo ferrari

Ma anche del fatto che Pazzali avesse ricevuto da Gallo, tre giorni dopo il deposito, copia della denuncia presentata nel maggio 2021 da Matteo Renzi sul caso dell'incontro con l’ex 007 Marco Mancini in un autogrill.

 

Pazzali ha ancora una volta negato che si sia trattato di una sua richiesta all’ex socio, il superpoliziotto morto di infarto, al quale adesso l’ex manager sembrerebbe attribuire tutte le colpe.

RENZI MANCINI BY OSHONUNZIO SAMUELE CALAMUCCI CON CARMINE GALLO E I 'RAGAZZI' AL LAVORO AL QUARTIER GENERALE DI EQUALIZEcarmine galloLA SEDE DI EQUALIZEsede della Equalize a milanocarmine gallomarco malerba giuliano schiano giulio cornelli samuele calamucci massimiliano camponovo carmine galloGABRIELE EDMONDO PEGORARO

Ultimi Dagoreport

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...

giorgia meloni e il referendum - meme by vukic

DAGOREPORT - L’ITALIA HA DETTO “NO” ALL'ARMATA BRANCA-MELONI! SFANCULATA L'OSCENA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE - PER LA DUCETTA, CHE CI HA MESSO FACCIA E MENZOGNE E HA ACCETTATO LA POLITICIZZAZIONE DEL VOTO, È UNA BATOSTA CHE METTE IN DISCUSSIONE IL SUO FUTURO - E ORA L'UNDERDOG DE' NOANTRI CHE FA? ABBOZZA E BALBETTA: "ANDREMO AVANTI", MA SARÀ COSTRETTA A PRENDERE PROVVEDIMENTI. PRIMO: SCARICARE SUBITO IL “TOSSICO” TRUMP, ODIATO DAGLI ITALIANI E CHE CON LA GUERRA ALL'IRAN L'HA AZZOPPATA TOGLIENDOLE CONSENSO - SECONDO: CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE IN MODALITA' ANTI-CAMPOLARGO, MA TRATTANDO CON LEGA E FORZA ITALIA – LA STATISTA ALLE VONGOLE VORREBBE ANTICIPARE LE ELEZIONI DEL 2027 ALLA PRIMAVERA. UN ELECTION DAY COL VOTO DEI COMUNI DI TORINO, MILANO E ROMA, MA LA FIAMMA MAGICA FRENA – LA CACCIA AL CAPRONE ESPIATORIO SARÀ FACILE: PORTA DRITTO A VIA ARENULA (SULLA GRATICOLA I TRE CACCIABALLE NORDIO, BARTOLOZZI E DELMASTRO) - VIDEO: IL MESSAGGIO DI STIZZA MASCHERATA DELLA PREMIER SU INSTAGRAM

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…