margherita agnelli lapo john ginevra elkann marella caracciolo gianni

LUPI E AGNELLI – JOHN ELKANN RAGGIUNGE UN ACCORDO CON LA PROCURA DI TORINO OTTENENDO LA “MESSA IN PROVA” ED EVITA UN EVENTUALE PROCESSO PER PRESUNTA EVASIONE FISCALE E FRODE AI DANNI DELLO STATO LEGATO ALLA RESIDENZA FISCALE E POI ALLE TASSE DI SUCCESSIONE DELLA NONNA MARELLA CARACCIOLO – PER IL FRATELLO LAPO E PER LA SORELLA GINEVRA I PM HANNO CHIESTO L’ARCHIVIAZIONE, COSÌ COME PER IL NOTAIO URS VON GRUNIGER. PATTEGGIAMENTO PER IL COMMERCIALISTA GIANLUCA FERRERO –PER LA PROCURA I 183 MILIONI DI EURO VERSATI AL FISCO DAGLI ELKANN LO SCORSO LUGLIO ESTINGUONO IL DEBITO TRIBUTARIO – SCOPERTA L’ENTITÀ DEL “TESORO” DI MARELLA: UN MILIARDO DI EURO DI MASSA EREDITARIA NON SOTTOPOSTA A TASSAZIONE E REDDITI NON DICHIARATI PER 248 MILIONI…

lapo ginevra e john elkann

(MF-NW) (di Fabrizio Massaro - milanofinanza.it) – John Elkann raggiunge un accordo con la procura di Torino ottenendo la «messa in prova» ed evitare così un eventuale processo per presunta evasione fiscale e frode ai danni dello Stato legato alla residenza fiscale e poi alle tasse di successione di Marella Caracciolo, nonna di John, Lapo e Ginevra Elkann, nonché moglie di Gianni Agnelli, l’Avvocato storico presidente della Fiat.

 

Contemporaneamente Elkann ha ottenuto il parere favorevole della procura dopo aver versato all’Agenzia delle Entrate 183 milioni di euro tra imposte e tasse evase, con le relative sanzioni, sulla base dei verbali di constatazione notificati dal nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Torino. L’accordo è stato comunicato dal procuratore della Repubblica di Torino Giovanni Bombardieri lunedì 8 a borsa chiusa.

 

gianni agnelli con marella caracciolo

L’EREDITÀ DI MARELLA CARACCIOLO: 1 MILIARDO SOTTRATTO A TASSAZIONE

«Sul piano della posizione reddituale e patrimoniale di Marella Caracciolo, allo stato degli atti, risultano accertati redditi non dichiarati ai fini Irpef per un importo complessivo di circa 248,5 milioni nonché una massa ereditaria non sottoposta a tassazione per un valore pari a circa 1 miliardo», è scritto nella nota della procura di Torino che sottolinea come le indagini abbiano «permesso, sempre allo stato degli atti, di ricostruire come fittizia la residenza svizzera di Marella Caracciolo in relazione ai fatti in contestazione».

 

L’ACCORDO DI AGOSTO CON IL FISCO

LAPO GINEVRA E JOHN ELKANN

John Elkann, presidente di Stellantis e ceo di Exor – la holding quotata in Olanda controllata dalla Giovanni Agnelli bv, scatola che raccoglie i vari rami della famiglia Agnelli – aveva già confermato in una nota lo scorso agosto di aver raggiunto una «definizione complessiva con l’Agenzia delle Entrate delle potenziali controversie attinenti agli oneri tributari su di essi potenzialmente gravanti quali eredi di Donna Marella Agnelli», sia pure «senza alcuna ammissione neppure tacita o parziale della fondatezza delle contestazioni inizialmente ipotizzate» e con l’obiettivo «di chiudere rapidamente e definitivamente una vicenda dolorosa sul piano personale e familiare».

 

LA PAROLA FINALE AL GIP PER LA MESSA IN PROVA

john elkann marella agnelli

La transazione con il Fisco era propedeutica a un accordo anche con gli inquirenti torinesi per poter mettere fine a un procedimento penale che quasi certamente avrebbe comportato un rinvio a giudizio per il numero uno di Stellantis, con i conseguenti rischi di una condanna.

 

La messa in prova è un istituto che prevede – in certe condizioni, per chi è incensurato – di poter escludere le conseguenze penali di un presunto reato accettando di compiere per almeno un anno lavori di pubblica utilità al termine del quale, se giudicato positivamente, il reato si estinguerà.

 

Per il fratello Lapo Elkann e per la sorella Ginevra Elkann invece i pm hanno chiesto l’archiviazione, così come per il notaio svizzero Urs von Gruniger. Per l’altro indagato, il commercialista torinese Gianluca Ferrero i pm hanno espresso parere favorevole al patteggiamento.

 

JOHN LAPO E GINEVRA ELKANN

Per la parte dell’inchiesta che vede indagato per falso ideologico in atto pubblico il notaio torinese Remo Morone per la presunta «anomalia o falsità» dei documenti societari della Dicembre, la società semplice alla base dell’impero Exor, di cui John Elkann è socio di maggioranza.

 

Ora toccherà al gip valutare l’accordo tra la procura e l’indagato e mettere così il sigillo finale all’inchiesta condotta dal procuratore aggiunto di Torino Marco Gianoglio e dai pm Mario Bendoni e Giulia Marchetti con la Guardia di Finanza del capoluogo piemontese, che dagli inizi del 2024 hanno ricercato il patrimonio estero di Gianni Agnelli, passato poi alla moglie Marella Caracciolo recuperando le tracce di circa 700 milioni di euro depositati in due trust delle Bahamas, oltre a opere d’arte e gioielli.

 

LA BATTAGLIA LEGALE DI MARGHERITA AGNELLI CONTRO I FIGLI

MARGHERITA AGNELLI IN TRIBUNALE A GINEVRA

L’inchiesta era partita in seguito a un esposto presentato dalla figlia Margherita Agnelli de Pahlen (attraverso il suo avvocato Dario Trevisan), che contesta la legittimità della successione in capo ai figli con i tre testamenti svizzeri della madre, rivendica la sua qualità di erede e la nullità dell’accordo transattivo e del patto successorio del 2004 che la esclusero dalle successioni dei genitori in cambio di 1,3 miliardi di euro tra cash, immobili e opere d’arte.

 

Margherita sostiene che le sono stati tenuti nascosti i patrimoni all’estero e che non sono validi i patti del 2004, e inoltre che comunque andrebbe applicata alla successione della madre la legge italiana e non quella svizzera, perché Donna Marella sarebbe effettivamente stata residente in Italia, almeno nell’ultimo decennio prima della morte avvenuta nel febbraio 2019, e non nel Paese elvetico.

 

john elkann margherita agnelli

Proprio la residenza italiana della madre è stata al centro dell’esposto di Margherita. Partendo dalle indicazioni di Margherita,

 

I magistrati hanno ipotizzato in capo ai tre fratelli Elkann il mancato pagamento delle imposte della nonna sul vitalizio versato ogni anno da Margherita alla madre e poi una presunta evasione delle imposte di successione in Italia. In quest’ambito hanno anche ottenuto dal gip un decreto di sequestro preventivo per 74,8 milioni di euro.

 

Le carte ora finiranno nella causa civile in corso a Torino, dato che lo scorso dicembre il giudice civile Nicoletta Aloj aveva ammesso che le carte dell’inchiesta penale venissero introdotte nel procedimento civile: un punto a favore di Margherita Agnelli che punta a far regolare la successione della madre secondo il diritto italiano, che non prevede i patti successori.

margherita agnelli a gstaad

 

john elkann marella agnellimargherita agnelli 100 minuti la7 margherita agnelli

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