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EROI A SCADENZA - CI SI RIEMPIE LA BOCCA CON MEDICI E INFERMIERI, MA 84 TRA QUELLI IMPIEGATI A LATINA CONTRO IL CORONAVIRUS SARANNO MANDATI A CASA SENZA RINNOVO DEL CONTRATTO - SONO LE MAGIE DELLA LEGGE MADIA: DOPO 36 MESI ANDREBBERO STABILIZZATI, E ALLORA LA SANITÀ LI SCARICA E PRENDE NUOVI IMPIEGATI, SENZA L'ESPERIENZA PREZIOSISSIMA MATURATA IN QUESTE SETTIMANE - IL SERVIZIO DI MARILENA VINCI PER ''STASERA ITALIA''

 

 

 

Inchiesta di Marilena Vinci, giornalista di ''Stasera Italia''

 

 

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L’infermiera Patricia, esausta dopo un lungo turno, come le accade frequentemente di fare, è amareggiata e non trattiene le lacrime: “abbiamo lavorato in condizioni difficili, anche senza dpi (dispositivi di protezione individuale), con mascherine chirurgiche e protocolli confusionari. Alla paura e all'ansia del contagio si aggiungono l'insonnia e lo stress psicoemotivo”.

 

Igor Vannoli ha 42 anni e fa l’infermiere da dieci. Anche lui è un precario amareggiato: “ho fatto il primo ricovero per covid-19 nel turno di notte. – ci racconta - Ho una moglie e un figlio di 3 anni che non vedo da un mese perché mi sono auto isolato visti i rischi. Ora vivo da solo e li vedo soltanto sullo schermo del telefonino”.

 

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Anche Silvia Fiorito ha famiglia e due figli piccoli. Lavora con tutti casi Covid-19 positivi e si sente carne da macello. “Il nostro coraggio tra un mese varrà zero. Ci hanno comunicato che purtroppo non è possibile rinnovare i nostri contratti. – dice - Prima facevo dei ricoveri ordinari, ma per un ordine di servizio sono stata messa nelle camere di contumacia ad alto rischio infettivo. Non so con quale criterio abbiano scelto di assegnare me e i colleghi precari tralasciando i colleghi di ruolo che fino ad un mese fa chiedevano di fare gli straordinari e ora sono quelli che sono stati quasi tutti esonerati dall’area ad altro rischio”.

 

Al loro posto arriveranno colleghi entrati in graduatoria ma moltissimi di loro sono giovani e senza la necessaria esperienza. Quello che chiedono è almeno la proroga di un anno del loro contratto per fare affiancamento a chi si troverà nel bel mezzo dell’emergenza coronavirus perché, spiega Igor, “già lavorare in terapia intensiva richiede un'alta specializzazione, figuriamoci in questo momento che il pericolo di infettarsi è cento volte maggiore. E' un paradosso all'italiana: si cerca personale e quando si ha quello formato si manda a casa”.

 

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Silvia Fiorito, e come lei i suoi colleghi, non si fa una ragione di questa illogicità e chiede “perché nel bel mezzo di una pandemia l’ASL che ha già personale sanitario competente e formato con contratti in scadenza ci manda a casa nonostante in Italia si stia reclutando personale sanitario? Noi infermieri precari non abbiamo potuto partecipare a queste procedure di arruolamento straordinario perché avevamo un contratto in corso”.

 

Vi sentite un po' degli eroi a scadenza?

IGOR: “il senso di frustrazione e paura è tanto perché la prospettiva di arrivare a fine turno senza infettarsi è una cosa che prima non esisteva. Quindi a livello emotivo è cambiato il modo di fare il nostro lavoro, ma non ci sentiamo degli eroi”.

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SILVIA: “Nonostante tutte le belle parole nei confronti del personale sanitario lasceranno a casa gli eroi. Eppure Conte ha detto non ci dimenticheremo di voi... Ho scritto una lunga email al Ministro della Salute Speranza, non so se l'abbia letta..."

 

Intanto, dopo la messa in onda del servizio a Stasera Italia, Matteo Salvini ha scritto una lettera aperta al presidente della Regione Nicola Zingaretti invitandolo a stabilizzare chi “ha lottato in prima linea con spirito di sacrificio e abnegazione mettendo a rischio anche la propria vita”.

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