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CHE FA LORENZETTO DI NOTTE? LE PULCI AI GIORNALI! - TITOLO DAL SITO DELLA "REPUBBLICA": "PERCHÉ L’AUSTRIA DISCUTE DI CARBONARA E RAGÙ ALLA BOLOGNESE". PERCHÉ CON LA FINE DEL LOMBARDO-VENETO SONO TRAMONTATI CASSOEULA E PASTA E FASOI? - TITOLO DAL "CORRIERE DELLA SERA": "LA RESA DEGLI ABITANTI NEL QUARTIERE DEL DISAGIO". NEL TESTO: "LA RESA DELLE ISTITUZIONI DI FRONTE AI PROBLEMI DI DEGRADO E SICUREZZA". MA ALLORA LA RESA È DEI CITTADINI O DELLE ISTITUZIONI? CI ARRENDIAMO ANCHE NOI....

Dalla rubrica “Pulci di notte” di Stefano Lorenzetto, pubblicata da "Il Foglio" – Estratto

 

massimo fini

Importanza. Incipit della newsletter Lo Spigolo, tenuta da Alessandro De Angelis sul sito della Stampa: «Vedrete che il tormentone è destinato a non finire, nonostante la smentita (peraltro non la prima) piuttosto veemente, che Marina ha inviato a Dagospia, due giorni dopo un articolo del Fatto che raccontava la preparazione della “discesa in campo”. E la ragione semplice, attiene proprio alla protagonista.

 

Per dirla con Shakespeare: l’importanza di chiamarsi Marina (Berlusconi)». Condonando la virgola dopo «semplice» che separa il soggetto («la ragione») dal verbo («attiene»), segnaliamo a De Angelis che la commedia s’intitola L’importanza di chiamarsi Ernesto ed è di Oscar Wilde, non di William Shakespeare. Difficile che una Berlusconi cambi sesso per farlo contento. [16 aprile 2026]

maurizio belpietro

 

Olimpica. Nell’editoriale di prima pagina, Tommaso Cerno, direttore del Giornale, parlando dell’ex detenuta Ilaria Salis, oggi europarlamentare, osserva che «la sua omonima Silvia, affascinante neo sindaco di Genova, è invece campionessa olimpica di lancio del martello». A Cerno riesce male la cernita degli aggettivi.

 

Secondo Lo Zingarelli 2026, dicesi olimpico solo ciò che è «relativo alle Olimpiadi antiche e moderne: giochi olimpici; comitato olimpico; stadio olimpico; sport olimpico; spirito olimpico». In questo caso bisognava scrivere «olimpionica», ovvero «che (o chi) ha vinto una gara alle Olimpiadi nell’antica Grecia; che (o chi) ha vinto una gara alle Olimpiadi moderne: campione olimpionico» (ibidem). [11 aprile 2026]

 

corriere della sera come quasimodo

Come. Titolo dal Corriere della Sera: «Io, Cocciante / “Una canzone-testamento, spero nell’eternità / Come Quasimodo, la vita mi ha negato il fisico”». Nel significato di «non concedere», il verbo negare deve essere seguito dalla preposizione a, che rimane anche quando l’espressione diventa comparativa: «Come a Quasimodo, la vita mi ha negato il fisico». [11 marzo 2026]

 

Austria. Titolo dal sito della Repubblica: «Perché l’Austria discute di carbonara e ragù alla bolognese». Perché con la fine del Lombardo-Veneto sono tramontati cassoeula e pasta e fasoi? [17 aprile 2026]

 

oscar wilde

Fine. Incipit dell’editoriale di Maurizio Belpietro, direttore della Verità, in prima pagina: «E se il conflitto con l’Iran finisse come quello in Afghanistan?». Ma che domanda è? Certo che finirà. Non è mai esistita sulla faccia del pianeta una guerra che non si sia conclusa. Ma Belpietro intendeva dire un’altra cosa, esplicitata sempre sotto forma di interrogativo nel periodo seguente:

 

«Se cioè la macchina da guerra degli Stati Uniti e quella israeliana non riuscissero ad averla vinta sugli ayatollah?». In tal caso, per evitare l’ambiguità, la prima frase andava formulata diversamente: «E se il conflitto con l’Iran avesse lo stesso esito di quello in Afghanistan?». Verso la fine, il direttore della Verità riesce a infilare anche un «terroristici e non», evidentemente ignaro del fatto che, in italiano, l’avverbio negativo olofrastico – chiamato così perché da solo costituisce un’intera frase – è soltanto no. Quindi Belpietro doveva scrivere «terroristi e no». [12 marzo 2026]

 

tommaso cerno

Poté. Un sommario del Corriere della Sera mette in bocca all’ex premier Giuseppe Conte le seguenti frasi: «A Roma ero uno studente squattrinato, facevo lavoretti. Una madre mi scrisse che grazie al reddito di cittadinanza potè comprare una bistecca ai suoi figli. Mi commosse». Tutto bello. Ma la terza persona singolare del verbo potere all’indicativo passato remoto richiede l’accento acuto, non grave: «poté», non «potè». [19 aprile 2026]

 

Stefanini. Editoriale di Stefano Stefanini, ex ambasciatore alla Nato e già consigliere del presidente Giorgio Napolitano, sulla prima pagina della Stampa: «Sul tavolo si affaccia un’altra questione urgente: trovare una scorciatoia per far rapidamente entrare l’Ucraina nell’Unione – e magari qualcun altro, come Moldova e candidati balcanico di buona volontà». Semmai «balcanici». Periodo successivo:

alessandro de angelis

 

«Una scorciatoia sui tempi biblici dei negoziati di adesione è necessaria perché l’ingresso di Kiev nell’Ue si configura ormai come un tassello indispensabile nei negoziati Usa-Russia-Ucraina con europei in panchina per mettere fine alla guerra. Sulla carta, è stata trovata: adesione a tappe con la prima, leggera nei reciproci impegni (“membership lite”)». Tutto chiaro. [11 febbraio 2026]

 

Velivolo. Svarione di gruppo per Rinaldo Frignani (Corriere della Sera), Vincenzo Bisbiglia e Marco Grasso (Il Fatto Quotidiano) e Giuliano Foschini (La Repubblica), che stigmatizzano l’utilizzo di un elicottero dei vigili del fuoco per il trasporto del paroliere Mogol da Sanremo a Roma.

 

stefano stefanini

A nostra volta stigmatizziamo l’uso improprio che costoro fanno della parola velivolo riferendosi all’elicottero. Infatti, per poter rientrare nella definizione di velivolo, un aeromobile deve essere sostenuto da ali fisse e non da pale rotanti (caratteristica, quest’ultima, di un aerogiro). Insomma, non tutto ciò che vola è un velivolo. [28 febbraio 2026]

 

Resa. Titolo dal Corriere della Sera: «La resa degli abitanti nel quartiere del disagio». Occhiello: «Sesto San Giovanni. Drappi bianchi a finestre e balconi». Nel testo, Federico Berni riporta le argomentazioni di chi protesta: «Con questa iniziativa vogliamo indicare la resa delle istituzioni di fronte ai problemi di degrado e sicurezza che interessano il nostro quartiere e, più in generale, la nostra città». Ma allora la resa è dei cittadini o delle istituzioni? Ci arrendiamo anche noi. [6 marzo 2026]

oscar wilde l'importanza di chiamarsi ernesto

 

Aritmetica. In un editoriale sul Fatto Quotidiano, Massimo Fini plaude alla scelta del premier spagnolo, Pedro Sánchez, «che ha innanzitutto negato agli Stati Uniti l’utilizzo delle basi yankee di Moron e Rota» per l’attacco all’Iran. E ritiene «interessante riportare anche una parte del discorso che il leader socialista ha tenuto a Palazzo Moncloa il 4.3.2026.

 

Eccolo: “La posizione del governo di Spagna è chiara e coerente: no alla violazione del diritto internazionale che protegge tutti noi, soprattutto le popolazioni civili. No all’idea che i problemi del mondo si risolvano con conflitti e bombe. No alla ripetizione degli errori del passato. In definitiva, la posizione del governo di Spagna si riassume in quattro parole: no alla guerra”». Noi ne contiamo solo tre. Bocciati in aritmetica sia Sánchez sia Fini. (Grafie corrette: Morón de la Frontera e Palazzo della Moncloa). [10 marzo 2026]

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