giavazzi meloni giorgetti

GIAVAZZI? E MO’ SO CAZZI! L’ECONOMISTA VICINO A DRAGHI AZZANNA IL GOVERNO MELONI: "DELLE OMBRE DELLE LEGGI DI BILANCIO DEL MINISTRO GIORGETTI RISCHIAMO DI PAGARE LO SCOTTO FRA QUI E LA FINE DELLA LEGISLATURA. DAL 2026 AVREMO UNA PRESSIONE FISCALE PIÙ ELEVATA, E QUINDI, MENO CRESCITA. E MENO CRESCITA ANCHE PER IL MODO IN CUI IL GOVERNO HA CHIESTO DI RISCRIVERE LA CODA DEL PNRR, AMMESSO CHE BRUXELLES LO ACCETTI. SENZA ALTRE FONTI DI CRESCITA DALL’ANNO PROSSIMO L’ECONOMIA POTREBBE ENTRARE IN RECESSIONE…”

 

Francesco Giavazzi per il “Corriere della Sera” - Estratti

giavazzi meloni giorgetti

 

Le leggi di bilancio del ministro Giorgetti sono un insieme di luci e di ombre. Delle luci, il miglioramento dei conti pubblici, abbiamo tratto vantaggio nei primi tre anni del governo.  

 

Delle ombre rischiamo di pagare lo scotto fra qui e la fine della legislatura. La sequenza di queste leggi di bilancio è curiosa: i governi che pensano di durare un’intera legislatura, di solito cominciano varando provvedimenti utili, ma spesso impopolari, cercando di riguadagnare la popolarità prima delle elezioni.

 

Qui è accaduto il contrario: vediamo perché. 

 

Nei primi tre anni del governo la pressione fiscale è salita un po’ più di un punto, dal 41,4 nel 2023 al 42,6 nel 2024. Questo è avvenuto senza che il Parlamento votasse alcun aumento di tasse. Semplicemente per effetto del picco di inflazione verificatosi nel 2023 a causa dell’aumento del prezzo del gas. L’aumento dei prezzi, e in misura minore dei salari, ha spinto molti contribuenti verso fasce di reddito con aliquote di tassazione più alte. 

Giavazzi Draghi

 

(...) Da un paio d’anni questo «giochino» fa sì che i cittadini, a parità di beni e servizi acquistati, paghino, e lo Stato incassi, 25 miliardi di euro in più all’anno, dei quali solo 17 sono stati restituiti con la riforma fiscale. Questo spiega gran parte del miglioramento tanto vantato dei conti pubblici. 

 

Un’altra misura che dovrebbe migliorare i conti pubblici è una tassa sui profitti delle banche. Il governo ci aveva già provato due anni fa, ma le banche riuscirono a convincere il Parlamento a trasformare quella tassa in un aumento di capitale per le banche stesse. Risultato: banche più solide (ma nel 2023 già lo erano) e nessun gettito fiscale. Dubito che questa volta la tassa funzioni.  

 

giorgia meloni giancarlo giorgetti foto lapresse

Se si pensa che le banche fanno troppi profitti la via maestra è aumentare la concorrenza fra gli istituti di credito. Con più concorrenza non solo si riducono i profitti delle banche, si riduce anche il costo dei prestiti alle imprese e così si aiuta la crescita. Si potrebbero anche ridurre le garanzie pubbliche sui prestiti alle imprese che trasferiscono allo Stato il rischio di prestiti non rimborsati. Le garanzie pubbliche erano state introdotte durante il Covid, quando raggiunsero la cifra di 294 miliardi, di cui 110 per proteggere le imprese durante la pandemia. Oggi la pandemia è finita, ma quei 110 miliardi di garanzie sono ancora lì: un altro motivo per cui i profitti delle banche sono tanto elevati. 

 

Il governo sta cercando di migliorare i conti pubblici anche attraverso una riforma del Pnrr. Da qualche anno gli investimenti del Pnrr mantengono il nostro tasso di crescita un punto e mezzo circa più elevato. Il piano finisce il prossimo anno e da quel momento, in assenza di altri fattori che lo sostituiscano, la crescita rallenterà. Fin qui nulla di nuovo.

giorgia meloni antonio tajani giancarlo giorgetti foto lapresse

 

Ora il governo sostiene che fa sempre più fatica a spendere i fondi rimasti nel Pnrr perché i finanziamenti europei arrivano solo se si fanno le riforme concordate con Bruxelles, ad esempio si riducono le rendite dei produttori di energia elettrica. Ha quindi chiesto alla Commissione europea di trasferire quei fondi ai normali capitoli del bilancio dello Stato, che non comportano impegni a fare riforme.

 

Il risultato è che alcuni capitoli del bilancio si alleggeriscono e i conti pubblici migliorano. Ma i progetti del Pnrr erano stati scelti fra quelli che si pensava potessero dare una spinta alla crescita: usarli per finanziare una sospensione dell’aumento dell’età pensionabile non avrà il medesimo effetto. 

giorgia meloni giancarlo giorgetti antonio tajani foto lapresse

 

In conclusione: dal 2026 avremo una pressione fiscale più elevata, e quindi, già per questo, meno crescita. E meno crescita anche per il modo in cui il governo ha chiesto di riscrivere la coda del Pnrr, ammesso che Bruxelles lo accetti. Senza altre fonti di crescita dall’anno prossimo l’economia potrebbe entrare in recessione. 

 

Giavazzi DraghiFRANCESCO GIAVAZZI

Ultimi Dagoreport

matteo salvini giorgia meloni roberto vannacci vladimir putin mario draghi

DAGOREPORT – A COLORO CHE SI DOMANDANO ANCORA SE C’È LO ZAMPONE DELL’ORSO RUSSO DIETRO LE MOSSE DI VANNACCI, RICORDIAMO CIO' CHE DISSE MARIO DRAGHI AI PARTITI CHE AVEVANO SFANCULATO IL SUO GOVERNO: “LA DEMOCRAZIA ITALIANA NON SI FA BATTERE DAI NEMICI ESTERNI E DAI LORO PUPAZZI PREZZOLATI. È CHIARO CHE NEGLI ULTIMI ANNI LA RUSSIA HA EFFETTUATO UN'OPERA SISTEMATICA DI CORRUZIONE IN TANTI SETTORI, DALLA POLITICA ALLA STAMPA, IN EUROPA E NEGLI STATI UNITI” - VANNACCI DEVE RIUSCIRE NEL COMPITO IN CUI HA FALLITO SALVINI: DIVENTARE UN COLLETTORE DI FORZE FILO-RUSSE DEL MONDO FASCIO-GRILLINO - MOSCA GIA' GODE NEL VEDERE IL GOVERNO FILO-UCRAINO DI MELONI SBANDARE PER NON PERDERE LO ZOCCOLO DURO DI VECCHI FASCI INCAZZATI PER LA SUA DERIVA DEMOCRISTIANA, COME DIMOSTRA LA DERIVA SECURITARIA DEI GIORNI SCORSI – VIDEO: QUANDO DRAGHI PARLÒ DI “PUPAZZI PREZZOLATI” DEL CREMLINO...

il dito medio di laura pausini

LAURA PAUSINI VUOLE ESSERE L'UNICA DIVA DI SANREMO - DIETRO LE QUINTE DELL’ARISTON, SI RINCORRONO LE VOCI DELLE BIZZE DELLA CANTANTE CHE NON VUOLE CHE CI SIANO SUL PALCO ALTRE BELLEZZE CHE POSSANO OFFUSCARLA - VORRÀ AVERE IL CONTROLLO SU TUTTO, FORSE ANCHE SULLA REGIA? INTANTO LA CANONICA FOTO DEL CAST DEL FESTIVAL NON È STATA ANCORA FATTA. COME MAI? LAURETTANON VUOLE FARSI FOTOGRAFARE? E LA RAI CHE NE PENSA? - LE POLEMICHE QUANDO LA PAUSINI SI RIFIUTÒ DI CANTARE “BELLA CIAO” PERCHÉ “DIVISIVA”, LA SUA USCITA SULL’EUROVISION “A CUI PARTECIPEREBBE ANCHE SE C’È ISRAELE” E LA MAREA DI CRITICHE SUI SOCIAL - VIDEO

sergio mattarella giorgia meloni alfredo mantovano

SUL DECRETO SICUREZZA MELONI E MANTOVANO HANNO PRESO UNA “MATTARELLATA” IN TESTA – IL CAPO DELLO STATO HA ESERCITATO UNA MORAL SUASION PUNTUTA E SENZA SCONTI SULLE FOLLIE PREVISTE DAL DECRETO DEL GOVERNO: NEL FACCIA A FACCA CON IL SOTTOSEGRETARIO, MATTARELLA HA PASSATO AL SETACCIO OTTANTA PAGINE DI NORME, STRACCIANDO LE PARTI PALESEMENTE INCOSTITUZIONALI, COME LO SCUDO PENALE PER GLI AGENTI, CHE AVREBBE FATTO SALTARE IL PRINCIPIO DI UGUAGLIANZA DEI CITTADINI, O IL FERMO PREVENTIVO PER I MANIFESTANTI – SU RICHIESTA DEL COLLE, ALCUNE MISURE “SENSIBILI” SARANNO SPOSTATE IN UN DISEGNO DI LEGGE CHE DOVRÀ SEGUIRE L’ITER PARLAMENTARE ORDINARIO (E FINIRÀ IMPANTANATO IN AULA) - LA COINCIDENZA "SOSPETTA" CON LA SCISSIONE DI VANNACCI DALLA LEGA E IL TENTATIVO DI NON PERDERE LO ZOCCOLO DURO DELL'ELETTORATO DI DESTRA DELUSO DAL SUO CAMALEONTISMO DEMOCRISTIANO ED ECCITATO DAL GENERALISSIMO....

giorgia meloni piantedosi torino mattarella mantovano vannacci

DAGOREPORT - SONO GIORNI DIFFICILI PER GIORGIA MELONI: AL TRUMPISMO ON "ICE" E AL VANNACCISMO COL FEZ, ORA SI E' AGGIUNTA LA RIMONTA DEL "NO" AL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA. IN CASO DI SCONFITTA, LA "FIAMMA MAGICA" DI PALAZZO CHIGI CERCA DI CONVINCERE LA DUCETTA CHE E' MEGLIO ANDARE SUBITO AL VOTO ANTICIPATO, APPROFITTANDO DI UN CENTROSINISTRA IMBELLE E ANTICIPANDO LA NASCITA DEL PARTITO ULTRA-FASCIO DI VANNACCI - COME MAI A TORINO CERTI GRUPPUSCOLI EVERSIVI, DA TEMPO BEN ATTENZIONATI DALLA DIGOS, POSSONO DEVASTARE LA REDAZIONE DE "LA STAMPA" E PRENDERE A MARTELLATE UN POLIZIOTTO? PERCHÉ NON C’È STATA ADEGUATA PREVENZIONE? - RICICCIA LA “STRATEGIA DELLA TENSIONE” PERFETTA PER DISTRARRE L’ATTENZIONE DALLE MAGAGNE DEL GOVERNO? E IL DECRETO SICUREZZA SERVE PER NON PERDERE QUELLO ZOCCOLO DURO DELL'ELETTORATO DI DESTRA DELUSO DAL SUO CAMALEONTISMO DEMOCRISTIANO ED ECCITATO DAL VANNACCISMO? 

bruno valentinetti giorgia meloni angelo san lorenzo in lucina daniela memmo antonio damelio

DAGOREPORT - CI MANCAVANO SOLO I FASCIO-MONARCHICI! PER CAPIRE DA DOVE ARRIVA L'AFFRESCO DELL'ANGELO CON LE FATTEZZE DI GIORGIA MELONI, ALLA BASILICA DI SAN LORENZO IN LUCINA, A ROMA, BISOGNA GUARDARE ALLA VECCHIA ARISTOCRAZIA NERA ROMANA, CHE HA IN QUELLA CHIESA UN PUNTO DI RIFERIMENTO - LA CAPPELLA IN QUESTIONE È DEDICATA A UMBERTO II (IN ASSENZA DI UNA TOMBA AL PANTHEON, SOGNATA DAGLI EREDI) E IL RESTAURO PRECEDENTE, NEL 2003, FU FINANZIATO DA DANIELA MEMMO E DAL MARITO, ANTONIO D'AMELIO, FIGLIO DEL MINISTRO DELLA REAL CASA DI SAVOIA, CARLO - CHI HA PAGATO L'EX MILITANTE DELL'MSI BRUNO VALENTINETTI PER IL "RITOCCO" MELONIANO? IL COMMITTENTE SAPEVA CHE SAREBBE COMPARSO IL FACCIONE DI GIORGIA? IL PARROCO PARLA DI "SPONSOR, ASSOCIAZIONI E DUE FONDAZIONI". QUALI? - IL SALDISSIMO RAPPORTO DEI CONIUGI MEMMO-D'AMELIO CON SVARIATI ESPONENTI DELLA DESTRA, A PARTIRE DA GIANNI ALEMANNO: IL LORO SALOTTO DI PALAZZO RUSPOLI È DIVENTATO IL CENACOLO PREFERITO DAL PIO ALFREDO MANTOVANO...

leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - IL DISASTROSO DEBUTTO TELEVISIVO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, CHE DOVEVA INCORONARE LA NUOVA STAR DEL CAPITALISMO ITALIANO PRONTO A PRENDERE IL POSTO DI JOHN ELKANN IN FUGA, HA SPINTO GLI “ADDETTI AI LIVORI” A DOMANDARSI: “CHI GLI VUOLE COSI MALE DA SUGGERIRE CHE ERA GIUNTA L’ORA FATALE DI DARSI UN’IMMAGINE PUBBLICA, ESPONENDOLO A ‘STA FIGURACCIA DA MILIARDARIO RINCITRULLITO CHE IN MEZZ’ORA HA PROMOSSO QUELLO SVALVOLATO DI LAPO ELKANN IN ARISTOTELE?” - FORSE LA RISPOSTA ALL’"HARAKIRI CATODICO" DI DEL VECCHIO JR ARRIVERÀ DOMENICA 8 FEBBRAIO DA UN'INCHIESTA DI “REPORT” SU ‘’EQUALIZE’’, LA CRICCA DI SPIONI MILANESI CHE PER ANNI HA DOSSIERATO PER CONTO DI GRANDI AZIENDE, POLITICI, BANCHIERI E IMPRENDITORI, TRA I QUALI SPICCA PROPRIO IL RAM-POLLO DEL VECCHIO - DAI VERBALI DEI PM MILANESI ESPLODE UN DELIRIO DI TRUFFE, RICATTI, INTERCETTAZIONI:“VOGLIO SAPERE I SOLDI NASCOSTI CHE HA MIA MAMMA, MIO FRATELLO, L’ALTRO MIO FRATELLO, MIO CUGINO, TUTTA LA FAMIGLIA…” - "REPORT" TIRA IN BALLO NON SOLO LA GUERRA DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO SULL'EREDITA' DA SOGNO, DA 4 ANNI FERMA AL PALO, MA ANCHE UN POSSIBILE COLLEGAMENTO DI QUESTE ATTIVITÀ ILLEGALI CON IL RISIKO BANCARIO MPS E MEDIOBANCA...