donald trump dazi

I PRIMI NEMICI DEL PROTEZIONISMO TRUMPIANO SONO A DESTRA! IL “WALL STREET JOURNAL” DI MURDOCH, CHE GIÀ AVEVA DEFINITO I DAZI DEL TYCOON “I PIÙ STUPIDI DELLA STORIA”, RINCARA LA DOSE: “L’ERA DELLA LEADERSHIP ECONOMICA AMERICANA STA FINENDO. LE CONSEGUENZE POTREBBERO NON CORRISPONDERE AFFATTO A QUELLA CHE TRUMP PUBBLICIZZA COME UNA NUOVA “ETÀ DELL’ORO” – “LA NUOVA OFFENSIVA TARIFFARIA STA OFFRENDO ALLA CINA UN’ALTRA OCCASIONE PER CORTEGGIARE GLI ALLEATI DEGLI AMERICANI” – “CI SARANNO SICURAMENTE COSTI PIÙ ELEVATI PER CONSUMATORI E IMPRESE. LE TARIFFE SONO TASSE, E QUANDO SI TASSA QUALCOSA, SE NE OTTIENE DI MENO. TRUMP STA TRASFERENDO RICCHEZZA DAI CONSUMATORI ALLE..."

 

Traduzione di un estratto dell’editoriale del “Wall Street Journal”

 

DONALD TRUMP FIRMA ORDINE ESECUTIVO SUI DAZI

Mercoledì il presidente Trump ha annunciato le sue tariffe del “giorno della liberazione”, che rappresentano un altro grande passo verso una nuova, vecchia era di protezionismo commerciale. Se questa politica dovesse rimanere in vigore – e speriamo di no – si tratterebbe di un tentativo di rimodellare l’economia statunitense e l’intero sistema commerciale globale.

 

Al momento della stesura non tutti i dettagli sono chiari, ma le tariffe di Trump sembrano “reciproche” solo nel nome. Innanzitutto, egli impone a tutte le nazioni del mondo una tariffa “di base” del 10% per esportare merci nel mercato statunitense.

 

DONALD TRUMP ANNUNCIA DAZI RECIPROCI A TUTTI I PAESI DEL MONDO

Per quei paesi che definisce “attori malintenzionati”, aggiunge all’aliquota tariffaria che questi applicano ai beni statunitensi anche una stima arbitraria del costo della loro “manipolazione valutaria” e delle barriere non tariffarie. Somma tutto ciò e applica la metà di quel totale come tariffa sulle esportazioni di quei paesi verso gli Stati Uniti.

 

La Cina sarà colpita con una tariffa del 34%, ma anche i nostri amici giapponesi pagheranno quasi altrettanto, con un’aliquota del 24%. L’Unione Europea subirà una tariffa del 20%, l’India del 24%. […] per oggi prendiamo in considerazione alcune conseguenze che stanno già emergendo in questa nuova era protezionista:

 

• Nuovi rischi economici e incertezza.

GUERRA DEI DAZI TRA USA E CINA

L’impatto economico complessivo dell’offensiva tariffaria di Trump è imprevedibile – anche perché non sappiamo come reagiranno i paesi coinvolti. Se questi sceglieranno di negoziare […], i danni potrebbero essere contenuti. Ma se la risposta sarà una ritorsione generalizzata, potremmo assistere a una contrazione del commercio mondiale e a un rallentamento della crescita economica, se non addirittura a una recessione.

 

Ci saranno sicuramente costi più elevati per i consumatori e le imprese americane. Le tariffe sono tasse, e quando si tassa qualcosa, se ne ottiene di meno. I prezzi delle automobili saliranno di migliaia di dollari, incluse quelle prodotte in America. Trump sta deliberatamente decidendo di trasferire ricchezza dai consumatori alle imprese e ai lavoratori protetti dalla concorrenza grazie a barriere tariffarie elevate.

 

I DAZI RECIPROCI ANNUNCIATI DA TRUMP

Nel tempo ciò comporterà un’erosione progressiva della competitività statunitense. Le tariffe che attenuano la concorrenza favoriscono profitti monopolistici e riducono l’incentivo all’innovazione. È la storia dell’industria americana dell’acciaio e dell’auto negli anni Cinquanta e Sessanta, prima che la concorrenza globale ne mettesse a nudo le inefficienze.

 

• Danni alle esportazioni americane.

Uno degli obiettivi storici della politica commerciale USA è sempre stato quello di ampliare i mercati per beni e servizi statunitensi. Amministrazioni di entrambi i partiti hanno perseguito accordi commerciali, bilaterali e multilaterali, a questo scopo. Secondo Apollo Global Management, il 41% dei ricavi delle aziende dell’S&P 500 proviene dall’estero.

 

Le tariffe unilaterali di Trump fanno saltare questi accordi e invitano alla ritorsione. Le esportazioni statunitensi ne risentiranno direttamente per effetto delle contromisure tariffarie, e indirettamente perché altri paesi stringeranno accordi che offriranno trattamenti preferenziali a imprese non statunitensi. Basti pensare alla “cuccagna” della soia brasiliana dopo le tariffe imposte da Trump alla Cina durante il suo primo mandato.

 

DONALD TRUMP ANNUNCIA DAZI RECIPROCI UNIVERSALI DALLA CASA BIANCA - LIBERATION DAY - 2 APRILE 2025

• Un pantano di lobbying a Washington.

Le tariffe impongono costi che le imprese cercheranno di evitare. Saranno quindi una manna per i lobbisti di Washington, mentre aziende e paesi cercheranno di ottenere esenzioni dalle tasse doganali. Trump sostiene che non ci saranno esenzioni. Ma vedrete che questa promessa svanirà […]

 

• La fine della leadership economica statunitense.

La Gran Bretagna ha svolto questo ruolo fino alla Prima Guerra Mondiale, ma fu troppo indebolita dal conflitto per continuare. Gli Stati Uniti assunsero quel ruolo solo dopo la Grande Depressione e la Seconda Guerra Mondiale. La leadership americana e la decisione di promuovere il libero scambio hanno prodotto settant’anni di prosperità crescente, in patria e nel mondo. La quota USA del PIL globale è rimasta stabile intorno al 25% per decenni, nonostante l’alternarsi delle industrie.

 

xi jinping donald trump

Quell’era sta ora finendo, mentre Trump adotta una visione più mercantilista del commercio e dell’interesse nazionale. Il risultato sarà probabilmente un “ognuno per sé”, con i paesi che cercheranno di spartirsi i mercati globali non in base all’efficienza, ma al vantaggio politico. Nel peggiore dei casi, il sistema commerciale globale potrebbe regredire verso le politiche del “beggar-thy-neighbor” degli anni Trenta.

 

Il costo in termini di perdita di influenza americana sarà considerevole. Trump crede che l’attrattiva del mercato USA e la potenza militare bastino a piegare le nazioni alla sua volontà. Ma anche il “soft power” conta, e questo include la fiducia nella parola dell’America come alleato e partner commerciale affidabile. Trump sta distruggendo quella fiducia, punendo gli alleati e facendo a pezzi l’USMCA che lui stesso aveva negoziato nel primo mandato.

 

• Una grande opportunità per la Cina.

I DAZI RECIPROCI ANNUNCIATI DA TRUMP

La grande ironia delle tariffe di Trump è che egli le giustifica anche come strumento diplomatico contro la Cina. Eppure, nel suo primo mandato, Trump ha abbandonato l’accordo commerciale Asia-Pacifico che escludeva Pechino. La Cina ha poi siglato un proprio accordo con molti di quei paesi.

 

La nuova offensiva tariffaria di Trump sta offrendo alla Cina un’altra occasione per usare il suo vasto mercato come leva per corteggiare gli alleati americani. Corea del Sud e Giappone sono i primi obiettivi, ma anche l’Europa è nel mirino di Pechino. Legami commerciali più stretti con la Cina, in un momento di incertezza sull’accesso al mercato USA, renderanno questi paesi meno propensi ad affiancare gli Stati Uniti in controlli alle esportazioni tecnologiche verso la Cina o nel blocco di aziende come Huawei.

 

Questa non è certo una lista esaustiva, ma offriamo questi spunti come riflessione mentre Trump costruisce il suo nuovo mondo protezionista. Rimodellare l’economia globale ha conseguenze enormi – e potrebbero non corrispondere affatto a quella che Trump pubblicizza come una nuova “età dell’oro”.

donald trump annuncia dazi reciproci liberation day 2donald trump keir starmer 1DONALD TRUMP ANNUNCIA DAZI NEL 'LIBERATION DAY' - 2 APRILE 2025DONALD TRUMP ANNUNCIA DAZI NEL 'LIBERATION DAY' - 2 APRILE 2025DONALD TRUMP ANNUNCIA DAZI NEL 'LIBERATION DAY' - 2 APRILE 2025IL GIARDINO DELLE ROSE DELLA CASA BIANCA PER IL LIBERATION DAY - ANNUNCIO DEI DAZIDONALD TRUMP ANNUNCIA DAZI NEL 'LIBERATION DAY' - 2 APRILE 2025IL CALO DI WALL STREET DOPO L ANNUNCIO DEI DAZI DI TRUMP

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