alexander dugin sydney sweeney

I PUTINIANI SONO OSSESSIONATI DAI GALLEGGIANTI DI SYDNEY SWEENEY (E MICA SOLO LORO) – ALEXANDER DUGIN, IL SERISSIMO FILOSOFO-IDEOLOGO DEL PUTINISMO, SUI SOCIAL SI SCAGLIA CONTRO LA SERIE “EUPHORIA”: “SIETE STUPIDI SCHIAVI SUL MENU DI EPSTEIN DELLE ÉLITE CANNIBALI CRUDELI. VI STANNO MANGIANDO IL CERVELLO. E’ PER QUESTO CHE GUARDATE EUPHORIA. PERCHÉ SIETE TUTTI PERVERTITI. CIVILTÀ DISGUSTOSA. NESSUNA RAGIONE PER ESISTERE. PER FAVORE, MORITE’”

 

 

Sintesi dell’articolo di Richard Goodwin su “Unherd”, pubblicata dal “Foglio”

 

ALEKSANDR DUGIN

"Sydney Sweeney ha fatto arrabbiare un sacco di gente nella sua breve carriera” scrive Richard Goodwin su Unherd.

 

“Da quando è diventata famosa interpretando la ‘pazza Cassie’ nel crudo drama Euphoria, l’attrice americana è stata accusata, tra le altre cose, di degradare la morale di una generazione, di diffondere propaganda nazista (per una pubblicità di jeans), di sostenere il genocidio (per aver indossato un abito di uno stilista israeliano) e, soprattutto, di aver mancato di rispetto a Taylor Swift (per una breve relazione con il supercattivo della pop music, Scooter Braun).

 

SYDNEY SWEENEY MANEGGIA UN PITONE - EUPHORIA

Ora, se dovesse accadere il peggio – se la civiltà occidentale venisse cancellata dalla faccia della terra – allora noi che arriveremo al rifugio antiatomico potremo aggiungere un altro crimine alla lista.

 

L’annientamento sarà anche colpa di Sydney Sweeney. Una cultura capace di produrre una scena come quella della terza stagione di Euphoria – in cui il personaggio di Sweeney fa sesso in webcam vestita da neonata – evidentemente merita tutte le bombe all’idrogeno che le stanno arrivando.

 

Il drama Hbo sembra essere stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso per l’influente ‘filosofo’ ultra-nazionalista russo Alexander Dugin, che all’inizio di questo mese ha lanciato su X un attacco straordinario, apparentemente ispirato dalla visione notturna della tv.

 

SYDNEY SWEENEY LECCA IL GELATO - TERZA STAGIONE EUPHORIA - 3

‘Guardate: c’è almeno un argomento per cui gli Usa non dovrebbero essere cancellati dalla faccia della Terra?’ ha chiesto. A chi potesse rispondere: ‘Sydney Sweeney in jeans American Eagle’, Dugin ha riservato un trattamento brusco.

 

Sweeney potrà anche essere una beniamina Maga – dopotutto è bionda, con gli occhi azzurri e proviene da una famiglia con codici repubblicani – ma per un nazionalista russo convinto questo è irrilevante. ‘Voi non siete il popolo’, ha scritto. ‘Siete stupidi schiavi sul menu di Epstein delle élite cannibali crudeli. Vi stanno mangiando, vi stanno mangiando il cervello. E’ per questo che guardate Euphoria. Perché siete tutti pervertiti. Civiltà disgustosa. Nessuna ragione per esistere. Per favore, morite’. Grazie, prenderemo nota.

 

sydney sweeney CAGNOLINA NELLA terza stagione DI euphoria.

[…] In Fondamenti di geopolitica (1997) sostiene che la Russia deve invertire l’umiliazione del crollo sovietico ricostruendosi come nucleo di un nuovo impero eurasiatico destinato a sfidare e smantellare l’egemonia occidentale (cioè americana).

 

America e Ue, in questa visione, non sono semplici rivali politici come Cina, India o Iran, ma forze decadenti intenzionate a dissolvere l’identità della Russia. Sotto il linguaggio strategico del libro si nasconde una vena messianica: una civiltà ferita si redime attraverso l’espansione, l’azione, il rinnovamento spirituale e la lotta permanente. Solo la Russia, con la sua profondità spirituale, la sua capacità di resistenza e la sua forza d’azione, può salvare il mondo dall’anticristo liberale. […].

 

Euphoria deve apparirgli come la rappresentazione di tutto ciò che è malvagio e degradante nella cultura occidentale. E il fatto che l’America permetta questa rappresentazione di sé stessa – anzi, che Euphoria abbia lanciato la carriera di alcune delle sue star più acclamate, tra cui Sweeney, Jacob Elordi e Zendaya – è un’ulteriore prova della degenerazione morale di una cultura.

 

Così l’inferno multirazziale, autodistruttivo, atomizzato, narcotico e nichilista di Euphoria è un avvertimento: questo è ciò che l’America imporrebbe al resto del mondo. Gli americani sono così abituati a considerare la propria cultura come l’invidia del mondo e la loro eccentrica concezione di ‘libertà ‘come assoluto universale che l’idea che la Russia possa avere una propria visione globale sembra non averli sfiorati.

 

ALEKSANDR DUGIN

Preferiscono trattare paternalisticamente la Russia come un luogo arretrato, violento e pietoso e gran parte di questo atteggiamento risale alle immagini degli anni Ottanta di russi in coda per i Big Mac in Piazza Rossa e impazziti per i Levi’s (cosa che chiaramente faceva infuriare Dugin). Per quanto Dugin sembri spesso ridicolo, dietro la sua filosofia c’è un insieme coerente di idee (…).

 

La Russia non sarebbe un semplice paese ma un vaso di storia sacra, una forza di contenimento contro il caos – un katechon che trattiene la dissoluzione; la dissoluzione di Sydney Sweeney, Zendaya, Jacob Elordi e amici.

 

Fëdor Dostoevskij ebbe il suo ‘momento Euphoria’ quando visitò Londra nel 1862 e rimase inorridito da ciò che vide.

 

‘Tutti sono ubriachi, ma ubriachi senza gioia’, scrisse. ‘Tutti hanno fretta di ubriacarsi fino a perdere i sensi…’. Ma ciò che lo turbò di più non fu il vizio, bensì l’ordine, o meglio, la promessa di un nuovo tipo di ordine mondiale. Fu uno dei visitatori alla Grande Esposizione di Hyde Park, che ospitava 28 mila espositori da decine di nazioni e mostrava motori a vapore, telegrafi, barometri, macchine utensili, stampe giapponesi, cocktail americani, il mondo intero riunito in una piramide di vetro.

SYDNEY SWEENEY MANEGGIA UN PITONE - EUPHORIA

 

Da allora il ‘Palazzo di Cristallo’ ricorre nell’opera di Dostoevskij come un’allucinazione terrificante dell’umanità costretta in un ordine razionale attraverso scienza, commercio e progresso industriale. Dove i visitatori occidentali potevano vedere una visione di armonia globale, Dostoevskij vedeva atomizzazione, solitudine, riduzione degli esseri umani a unità intercambiabili in una vasta macchina razionale.

 

Se avete mai girato i centri commerciali di Los Angeles o Dubai, forse avete provato un brivido simile. Solo la Russia, concluse, aveva il vigore spirituale per resistere a questo destino. Così la missione della Russia è salvare il mondo da tutto questo e specialmente i suoi vicini nel cosiddetto Russkiy Mir, un’espressione rivelatrice.

 

Quando Putin fa appello al Russkiy Mir non si riferisce solo ai popoli vicini alla Russia come Bielorussia, Georgia, Kazakistan, ma evoca un’idea di vita comunitaria contadina organica. Tornate al villaggio-impero! Tutto questo sarebbe meraviglioso se la vita contadina russa non fosse brutale, miserabile e soggetta a ultraviolenza.

 

sydney sweeney terza stagione euphoria

Nei Fratelli Karamazov di Dostoevskij, Alëša racconta la storia di un bambino contadino di otto anni che accidentalmente ferisce il cane da caccia preferito del suo padrone mentre lancia pietre. Il proprietario ordina che il bambino venga spogliato nudo e passi la notte in una misera capanna.

 

Al mattino viene sbranato dai cani da caccia davanti alla madre e a tutto il villaggio. Non è mai del tutto chiaro che aspetto abbia realmente l’Utopia russa – oltre all’‘eterna angoscia’, ovviamente.

 

Né ho mai visto nessuno di questi pensatori descrivere davvero cosa dovrebbero ottenere gli abitanti del Russkiy Mir dalla loro comunione spirituale; i milioni di kazaki morti di fame durante la collettivizzazione, per esempio, o le tribù siberiane massacrate mentre l’Impero russo marciava verso est; o, per quello, i più di 350.000 giovani (prevalentemente dai monotown musulmani del Sud) morti combattendo per imporre la fratellanza agli ucraini disobbedienti.

 

sydney sweeney euphoria 3 4

Una visione della nazione che promette redenzione attraverso la sofferenza è molto utile quando si vuole giustificare milioni di morti. La pillola più amara da ingoiare per molti dopo il crollo sovietico fu l’idea che tutta quella sofferenza non significasse niente. La maggior parte degli slavofili erano aristocratici proprietari di servi della gleba. La legittimità di Putin, per quel che vale, si basa in gran parte sulla sua capacità di fornire centri commerciali e mercati contadini a un’élite moscovita ben felice di fare la spola tra le proprie ville a Dubai, Zurigo, Londra, Nizza e Cipro quando le conviene.

 

darya dugina funerale

Dugin stesso sembra passare un sacco di tempo a guardare Hbo e a scandagliare i social media – e, suggerirei, non abbastanza tempo a leggere Dostoevskij. Sembra fuori dalla filosofia di Dugin il fatto che Euphoria possa essere essa stessa una critica proprio del tipo di atomizzazione sociale prodotto dal capitalismo – e che questa capacità delle democrazie occidentali di criticare sé stesse possa essere in realtà una fonte di forza.

 

Putin ha avuto cura di fornire comfort capitalistici alle élite russe, ma nel frattempo ha alzato la macchina della censura statale a livelli pre Glasnost. Non è che i giovani russi stiano tutti cantando felici canzoni patriottiche mentre marciano verso i droni del Donbass.

zendaya euphoria 3

 

Nel frattempo, la terza stagione di Euphoria fa un gesto verso la redenzione. Dopo essere finita nella casa di una famiglia di veri credenti texani, il personaggio di Rue (interpretato da Zendaya) sperimenta un’ossessione religiosa, culminante in una visione epifanica di Dio e nel suggerimento che esista, in effetti, un significato più alto, oltre alla ricerca solitaria del piacere. Come scrisse Dostoevskij: ‘L’amore è un tesoro così prezioso che puoi redimere il mondo intero con esso, ed espiare non solo i tuoi peccati ma anche quelli degli altri’”.

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