pier paolo pasolini

“CHE BELLO SE MENTRE SIAMO QUI A PARLARE, QUALCUNO IN CANTINA STA FACENDO I PIANI PER FARCI FUORI” – PIER PAOLO PASOLINI, POCHE ORE PRIMA DI ESSERE AMMAZZATO ALL’IDROSCALO DI OSTIA, AVEVA RILASCIATO UN’INTERVISTA “PROFETICA” A FURIO COLOMBO: “LA TRAGEDIA È CHE NON CI SONO PIÙ ESSERI UMANI, CI SONO STRANE MACCHINE CHE SBATTONO L’UNA CONTRO L'ALTRA” – “IL CRIMINALE NAZISTA EICHMANN AVEVA UNA QUANTITÀ DI BUON SENSO. GLI È MANCATO DI DIRE NO, NON HA MAI INCEPPATO LA MACCHINA” – “TUTTI VOGLIONO LE STESSE COSE. SE HO TRA LE MANI UNA MANOVRA DI BORSA, USO QUELLA, ALTRIMENTI UNA SPRANGA. E QUANDO USO UNA SPRANGA..."

pier paolo pasolini

QUANDO PIER PAOLO PASOLINI DISSE A FURIO COLOMBO “PERCHÉ SIAMO TUTTI IN PERICOLO”

L’ultima intervista di Pier Paolo Pasolini, rilasciata a Furio Colombo il 1 novembre 1975, poche ore prima della morte, e pubblicata da “La Stampa”

 

Questa intervista ha avuto luogo sabato primo novembre, fra le quattro e le sei del pomeriggio, poche ore prima che Pasolini venisse assassinato. Voglio precisare che il titolo dell’incontro che appare in questa pagina è suo, non mio.

 

Infatti alla fine della conversazione, che spesso, come in passato, ci ha trovati con persuasioni e punti di vista diversi, gli ho chiesto se voleva dare un titolo alla sua intervista.

 

furio colombo

Ci ha pensato un po’, ha detto che non aveva importanza, ha cambiato discorso, poi qualcosa ci ha riportati sull’argomento di fondo che appare continuamente nelle risposte che seguono.

 

«Ecco il seme, il senso di tutto - ha detto - Tu non sai neanche chi adesso sta pensando di ucciderti. Metti questo titolo, se vuoi: “Perché siamo tutti in pericolo”».

 

Pasolini, tu hai dato, nei tuoi articoli e nei tuoi scritti, molte versioni di ciò che detesti. Hai aperto una lotta, da solo, contro tante cose, istituzioni, persuasioni, persone, poteri. Per rendere meno complicato il discorso io dirò “la situazione”, e tu sai che intendo parlare della scena contro cui in generale ti batti.  

 

pier paolo pasolini

Ora ti faccio questa obiezione. La “situazione” con tutti i mali che tu dici, contiene tutto ciò che ti consente di essere Pasolini. Voglio dire: tuo è il merito e il talento.  

 

Ma gli strumenti? Gli strumenti sono della “situazione”. Editoria, cinema, organizzazione, persino gli oggetti. Mettiamo che il tuo sia un pensiero magico. Fai un gesto e tutto scompare.

 

Tutto ciò che detesti. E tu? Tu non resteresti solo e senza mezzi? Intendo mezzi espressivi.

«Sì, ho capito. Ma io non solo lo tento, quel pensiero magico, ma ci credo. Non in senso medianico. Ma perché so che battendo sempre sullo stesso chiodo può persino crollare una casa.

 

adolf eichmann 2

In piccolo un buon esempio ce lo danno i radicali, quattro gatti che arrivano a smuovere la coscienza di un Paese (e tu sai che non sono sempre d’accordo con loro, ma proprio adesso sto per partire per andare al loro congresso).

 

In grande l’esempio ce lo dà la Storia. Il rifiuto è sempre stato un gesto essenziale. I santi, gli eremiti, ma anche gli intellettuali. I pochi che hanno fatto la storia sono quelli che hanno detto di no, mica i cortigiani e gli assistenti dei cardinali. Il rifiuto per funzionare deve essere grande, non piccolo, e totale, non su questo o quel punto, “assurdo”, non di buon senso.

 

Eichman, caro mio, aveva una quantità di buon senso. Che cosa gli è mancato? Gli è mancato di dire no, in cima, al principio, quando quel che faceva era solo ordinaria amministrazione, burocrazia.

 

pier paolo pasolini 1 (2)

Magari avrà anche detto agli amici: a me quell’Himmler non mi piace mica tanto. Avrà mormorato, come si mormora nelle case editrici, nei giornali, nel sottogoverno e alla televisione.

 

Oppure si sarà anche ribellato perché questo o quel treno si fermava una volta al giorno per i bisogni e il pane e acqua dei deportati quando sarebbero state più funzionali o più economiche due fermate.

 

Ma non ha mai inceppato la macchina. Allora i discorsi sono tre. Qual è, come tu dici, “la situazione”, e perché si dovrebbe fermarla o distruggerla. E in che modo.

 

PIER PAOLO PASOLINI

Ecco, descrivi allora la “situazione”. Tu sai benissimo che i tuoi interventi e il tuo linguaggio hanno un po’ l’effetto del sole che attraversa la polvere. È un’immagine bella ma si può anche vedere (o capire) poco.

«Grazie per l'immagine del sole, ma io pretendo molto di meno. Pretendo che tu ti guardi intorno e ti accorga della tragedia. Qual è la tragedia?

 

La tragedia è che non ci sono più esseri umani, ci sono strane macchine che sbattono l’una contro l'altra. E noi, gli intellettuali, prendiamo l’orario ferroviario dell’anno scorso, o di dieci anni prima e poi diciamo: ma strano, ma questi due treni non passano di lì, e come mai sono andati a fracassarsi in quel modo?

 

pasolini salò o le 120 giornate di sodoma

O il macchinista è impazzito o è un criminale isolato o c’è un complotto. Soprattutto il complotto ci fa delirare. Ci libera da tutto il peso di confrontarci da soli con la verità. Che bello se mentre siamo qui a parlare qualcuno in cantina sta facendo i piani per farci fuori.

 

È Facile, è semplice, è la resistenza. Noi perderemo alcuni compagni e poi ci organizzeremo e faremo fuori loro, o un po’ per uno, ti pare? Eh lo so che quando trasmettono in televisione Parigi brucia tutti sono lì con le lacrime agli occhi e una voglia matta che la Storia si ripeta, bella, pulita (un frutto del tempo è che “lava” le cose, come la facciata delle case).

 

PIER PAOLO PASOLINI E WALTER VELTRONI NEL 1975

Semplice, io dì qua, tu di là. Non scherziamo sul sangue,il dolore, la fatica che anche allora la gente ha pagato per scegliere. Quando stai con la faccia schiacciata contro quell’ora, quel minuto della storia, scegliere è sempre una tragedia.

 

Però, ammettiamolo, era più semplice, il fascista di Salò, il nazista delle SS, l’uomo normale, con l’aiuto del coraggio e della coscienza, riesce a respingerlo, anche dalla sua vita interiore, (dove la rivoluzione sempre comincia).

 

Ma adesso no. Uno ti viene incontro vestito da amico, è gentile, garbato, e “collabora” (mettiamo alla televisione) sia per campare sia perché non è mica un delitto.

 

L’altro o gli altri, i gruppi ti vengono incontro o addosso, con i loro ricatti ideologici, con le loro ammonizioni, le loro prediche, i loro anatemi e tu senti che sono anche minacce. Sfilano con bandiere e con slogan, ma che cosa li separa dal «potere»?»

 

pier paolo pasolini sul tevere

Che cos’è il potere, secondo te, dove sta, come lo stani?

«l potere è un sistema di educazione che ci divide in soggiogati e soggiogatori. Ma attento.

 

Uno stesso sistema educativo che ci forma tutti, dalle cosiddette classi dirigenti, giù fino ai poveri. Ecco perché tutti vogliono le stesse cose e si comportano nello stesso modo.

 

Se ho tra le mani un consiglio di amministrazione o una manovra di Borsa, uso quella, altrimenti una spranga. E quando uso una spranga faccio la mia violenza per ottenere ciò che voglio. Perché lo voglio? Perché mi hanno detto che è una virtù volerlo. Io esercito il mio diritto-virtù. Sono assassino e sono buono».

pier paolo pasolini sul set di salo' 2pier paolo pasolini sul set di salo' 1pier paolo pasolini sul set di salo'salo' pasolini

pier paolo pasolini disegnato da pier paolo pasolinifurio colombo 4pier paolo pasolini il decameronpier paolo pasolini sul monte dei cocci ph paolo di paolo 10 toto e pier paolo pasolini sul set di uccellacci e uccellini roma 1965 ph barillariPIER PAOLO PASOLINIclaudio baglioni copia pier paolo pasolini da tutti poeti con claudiomario cipriani la ricotta di pasoliniREPERTI TROVATI NELL AUTO DI PIER PAOLO PASOLINI set de la ricotta pier paolo pasolini con carlo di carlo laura betti e mario cipriani pier paolo pasolini ninetto davoliPier Paolo Pasolini Alfredo Bini Orson Welles Pier Paolo Pasolini La ricottaPier Paolo Pasolini. Una visione nuova pier paolo pasolini e maria callaspier paolo pasolini e la madrepier paolo pasolini a new york 1966pier paolo pasolini villa ponte milviopier paolo pasolini fotografato da dino pedrialipier paolo pasolinipier paolo pasolini (4)pier paolo pasolinipier paolo pasolinipier paolo pasolini (3)elsa morante alberto moravia pier paolo pasolini

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