terry o neill faye dunaway 3

L’ULTIMO CLIC DI TERRY O'NEILL, IL FOTOGRAFO CHE RESE ETERNA LA CELEBRITÀ – SE NE VA A 81 ANNI, L’UOMO CHE HA IMMORTALATO LA SWINGING LONDON E I GRANDI DELLO SPETTACOLO: DAI BEATLES A BRIGITTE BARDOT FINO A DAVID BOWIE – “IMMODESTAMENTE PENSO CHE LA FOTO PIÙ BELLA MAI SCATTATA AGLI OSCAR SIA LA MIA”, LO SCATTO A FAYE DUNAWAY NASCONDE UNA STORIA. ANCHE D'AMORE: “MA SPOSARLA FU UN ERRORE”. ECCO IL MOTIVO

TERRY O NEILL BOWIE

Enrico Franceschini per “la Repubblica”

 

«Immodestamente, penso che la foto più bella mai scattata agli Oscar sia la mia».

Intitolata The morning after, Faye Dunaway sul bordo della piscina di un hotel di Hollywood, con la statuetta di miglior attrice vinta la sera prima e i giornali sparpagliati sul tavolino, l' immagine in questione occupava una parete del Fiat Motor Village, concessionario d' auto e art gallery nel cuore di Londra, in un tardo pomeriggio del 2016. E il suo autore mi stava davanti per un' intervista, sorseggiando un bicchier d' acqua, dopo essere arrivato da solo, in autobus, all' ennesima mostra di una carriera stellare.

 

Chissà se ieri Terry O' Neill, il fotografo sinonimo della Swinging London, com' era soprannominata la capitale britannica nei favolosi anni Sessanta, ha avuto in mente proprio quel fotogramma, come un ultimo clic prima di chiudere gli occhi per sempre, all' età di 81 anni.

TERRY O NEILL 23

 

«Sapevo che le foto alle cerimonie degli Oscar sono tutte uguali», mi disse tra i suoi ritratti celebri esposti da Monica Colussi tra le fiammanti Fiat 500 che hanno conquistato gli inglesi come la Mini.

 

«Cercavo dunque qualcosa di speciale, che desse il senso di cosa significa ritrovarsi il premio più ambito fra le mani. E il mattino dopo, in albergo, mentre Faye faceva colazione leggendo il resoconto della serata sulla stampa, lo trovai.

 

TERRY O NEILL

Era il momento in cui si rendeva conto che nulla sarebbe più stato come prima, che era diventata una star e una milionaria. Ma nel suo volto si legge anche un' ombra di malinconia, per tutta la fatica precedente, gli sforzi non riconosciuti, l' insensatezza di sapere di essere la stessa persona di prima eppure di valere di colpo molto di più». Come si fa, gli chiesi, a cogliere l' attimo fuggente? «Ci vuole occhio», rispose Terry ridacchiando, «e un po' di fortuna, come per esempio svegliarsi al fianco dell' attrice che devi fotografare».

 

La sua love story con la protagonista di Quinto potere, il film per cui Dunaway vinse l' Oscar, era cominciata una settimana prima. Sei anni più tardi si sposarono. Dopo altri tre, divorziarono: «Siamo rimasti amici, abbiamo un figlio insieme», ricordò O' Neill nell' intervista, «ma sposarla fu un errore. Non amo le luci della ribalta, mentre come marito di una stella del cinema finii anch' io sotto i riflettori».

 

Lui preferiva stare dall' altra parte, con l' obiettivo fissato sul bersaglio. Non era nato con un' aspirazione simile: ce lo ha portato la sorte, con un paio di altri colpi fortunati.

 

«Ho scattato la mia prima foto soltanto a vent' anni», mi spiegò, «perché in casa mia non c' erano macchine fotografiche». Cresciuto in una famiglia della working class londinese, da giovane sognava di fare il batterista jazz. Per riuscirci sperava di diventare steward della British Airways e andare così a sentire i suoi beniamini nei jazz club di New York.

TERRY O NEILL BARDOT

 

La British lo assunse, ma nel personale di terra dell' aeroporto di Heathrow. Un giorno bisognava fotografare l' inaugurazione di un nuovo aereo, il fotografo convocato per il servizio fece tardi, chiesero a lui di sostituirlo. Fra le foto che scattò a casaccio, una riprendeva un tizio che sbadigliava annoiato in un angolo. Si scoprì che era il ministro degli Interni.

 

Un tabloid gli pagò profumatamente quel piccolo scoop. E Terry intraprese un nuovo mestiere, trasformandosi nel più giovane fotoreporter di Fleet Street, la mitica "via dell' inchiostro" in cui è nato il giornalismo moderno.

 

«Era un posto fantastico, mi divertivo come un pazzo, stavano esplodendo gli anni Sessanta, il rock, la minigonna, la liberazione sessuale, e i giornali mi chiedevano di fotografare tutto questo». Il secondo colpo di fortuna arrivò quando il Daily Sketch gli domandò se aveva voglia di andare a fotografare quattro ragazzotti di una nuova band che stava provando in uno studio discografico di Abbey Road.

 

TERRY O NEILL 8

La sua foto dei Beatles finì in prima pagina. Il giorno seguente lo chiama un tizio che rappresenta un altro neonato gruppo rock, invitandolo a fotografare anche loro: «Erano i Rolling Stones e diventammo grandi amici». Da allora, Terry O' Neill ha fotografato tutti quelli che contano: David Bowie, Brigitte Bardot, Sean Connery, Frank Sinatra, Audrey Hepburn, Dustin Hoffman, Richard Burton, Elizabeth Taylor, Elton John, Amy Winehouse, Nelson Mandela, la regina Elisabetta, per citarne alcuni. Ha avuto mostre in mezzo mondo, le sue immagini sono raccolte in libri meravigliosi (ne conservo uno, con dedica, accanto alla scrivania su cui sto scrivendo questo pezzo), i suoi ritratti sono appesi alla Portrait National Gallery, dietro Trafalgar Square.

 

È stato uno dei grandi fotografi di una stagione irripetibile, guidato dall' istinto, dalla curiosità e dall' understatement, l' attitudine tutta inglese a non prendersi mai troppo sul serio. Come confermò rispondendo alla mia ultima domanda: ma se l' immaginava che avrebbe avuto una vita così? «Non lo immaginavo io e non lo immaginavano nemmeno i soggetti delle mie fotografie. L' altro giorno ho incontrato Bill Wyman, l' ex-bassista dei Rolling Stones.

TERRY O NEILL FAYE DUNAWAY 3

 

Mi ha chiesto se ricordavo quando, nei primi anni Sessanta, andavamo al pub tutti insieme e ogni sera ci chiedevamo che lavoro avremmo fatto quando tutto questo sarebbe finito. Perché eravamo fermamente convinti, io come loro, che prima o poi la pazza giostra su cui eravamo saliti sarebbe finita. Ebbene, incredibilmente non è mai finita».

TERRY O NEILL 1laurence olivier in drag per terry o neill dustin hoffmanaudrey hepburnava gardnerelizabeth taylordavid bailey e jean shrimptonelizabeth taylor e david bowiehenry cooper elton johnliza minnelli e judy garland nelson mandelapaul newman e clint eastwoodpaul mccartneyraquel welch e farrah fawcettsean conneryraquel welchTERRY O NEILL 66

Ultimi Dagoreport

carlo messina giorgia meloni

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI NON SE LO ASPETTAVA DI FINIRE SBATTUTA COME UN UOVO DA CARLO MESSINA - DAVANTI ALLA RICHIESTA PER ULTERIORI 5 MILIARDI DI EURO A CARICO DEL SETTORE DEL CREDITO E ASSICURATIVO PER SOSTENERE LA MALCONCIA LEGGE DI BILANCIO 2027, IL CEO DI BANCA INTESA NON L’HA TOCCATA PIANO: “AVEVAMO UN ACCORDO TRIENNALE CON IL GOVERNO, IO CI HO CREDUTO” – LO SDENG DEL KAPPAO: "SE L’ESECUTIVO GIUDICA NECESSARIO RACCOGLIERE RISORSE AGGIUNTIVE PER LA MANOVRA, “ALLORA TUTTE LE AZIENDE CHE HANNO UTILI SUPERIORI A 500 MILIONI, POTRANNO CONTRIBUIRE” - BEN DETTO, CARLETTO: PERCHÉ PALAZZO CHIGI NON BATTE CASSA A ENEL, ENI, POSTE, FERRARI, LAMBORGHINI, LEONARDO, ETC.? INSOMMA, CARA GIORGIA, “DEVE ESSERCI RISPETTO RECIPROCO” - MICA È FINITA. MESSINA NON DEVE AVER DIMENTICATO NÉ TANTOMENO GRADITO L’INTERVENTO A PIEDI GIUNTI DELLA DUCETTA CONTRO LO SPEZZATINO DI MPS PROGETTATO DA INTESA - MA ORMAI L’UNICO OSTACOLO DI INTESA SI CHIAMA ANTITRUST. ANCHE SE MESSINA NON LA FINISCE DI SOTTOLINEARE CHE L’ACQUISIZIONE DELLA QUOTA DI GENERALI VA VISTA IN ‘’UN’OTTICA PURAMENTE FINANZIARIA’’, PRONTO ANCHE A DISFARSI DEL SUO 3,1% DEL LEONE, SARÀ L’ANTITRUST A DECIDERE SE INTESA, ANCHE COME ‘’SOCIO SILENTE” CHE STA FUORI DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, CON LA SUA PRESENZA PUÒ ‘’CONDIZIONARE’’ O MENO IL SUO COMPETITOR NUMERO UNO DEL MERCATO ASSICURATIVO...

meloni piantedosi crosetto militari droni

FLASH! - DOPO 4 ANNI DI GOVERNO, L'ARMATA BRANCA-MELONI SI RITROVA I MARANZA IN RIVOLTA E INVECE DI PENSARE A VANNACCIZZARSI E DI MILITARIZZARE LE STRADE DI MILANO CON 500-SOLDATI-500, TIPO STATO SUDAMERICANO, PERCHE' I CAPOCCIONI DI PALAZZO CHIGI NON PROVVEDONO A COPRIRE IL GRAVE DEFICIT DI ORGANICO NELLE FORZE DELL'ORDINE E ASSUMONO I 30MILA AGENTI CHE MANCANO ALL'APPELLO? - E POI, UNA MODESTA PROPOSTA: PERCHE' NON UTILIZZARE I DRONI, GIA' NELLA DISPONIBILITA' DEL MINISTERO DELLA DIFESA, PER MONITORARE LE CITTA' E CONTROLLARE L'ORDINE PUBBLICO? - INFINE, C'E' L'EXTREMA RATIO: DISCONNETTERE NELLA ZONA DELLA GUERRIGLIA I CELLULARI...

donald trump specchio meme

DAGOREPORT - CHE ARIA TIRA NEGLI USA IN VISTA DELLE MIDTERM? DONALD TRUMP HA TRASFORMATO IL VOTO IN UN REFERENDUM SU DI SÉ (“FATE FINTA CHE SULLA SCHEDA CI SIA IO”), E LO SARÀ: I DEMOCRATICI HANNO UNA CHANCE IRRIPETIBILE DI APPROFITTARE DELL’IMPOPOLARITÀ DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO E TRASFORMARLO IN UN’ANATRA ZOPPA, METTERLO SOTTO INCHIESTA E PORRE FINE ALLA FOLLIA DAZISTA E AUTORITARIA DI QUESTI DUE ANNI – I DEM SONO AVANTI SECONDO TUTTI I SONDAGGI: ALLA CAMERA AVRANNO PROBABLIMENTE UNA MAGGIORANZA, MA AL SENATO LE COSE CAMBIANO – LA SFIDA CRUCIALE: IL TEXAS. SE IL CANDIDATO DEM DOVESSE ESPUGNARE LA STORICA ROCCAFORTE DEL GOP, PER TRUMP SI METTE DAVVERO MALE – IL VOTO DEI LATINOS E GLI STATI DA TENERE D’OCCHIO...

valter lavitola placca palazzo chigi presidenza del consiglio

FLASH! – QUANTI MISTERI, VALTERINO! COS’HANNO TROVATO I CARABINIERI DURANTE LA PERQUISIZIONE A CASA DI LAVITOLA, IL 4 LUGLIO 2026? OLTRE A TRE CELLULARI (GIA' BEN RIPULITI DALLA MESSAGGISTICA CON RANUCCI), DUE CHIAVETTE USB, SVARIATI MANOSCRITTI E UN COMPUTER, SONO SBUCATI ANCHE DUE DISTINTIVI INTESTATI ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, BENCHE' PRIVI DEL TESSERINO CHE RIPORTA MATRICOLA E FOTO (E' BENE RICORDARE CHE ANCHE GLI AGENTI DEI SERVIZI DIPENDONO DA PALAZZO CHIGI) - COME, QUANDO E PERCHE' LAVITOLA E' RIUSCITO  A ENTRARE IN POSSESSO DI TALI "PLACCHE" (CHE NON ERANO IN USO ALL'EPOCA DEI SUOI RAPPORTI CON BERLUSCONI PREMIER)?

fulvio martusciello occhiuto zangrillo

IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT DEL PARTITO CAMPANO E INVITA A DISERTARE LA GIORNATA DI OGGI DEL CONVEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA A CAPRI: “IL PROGRAMMA DI OGGI È DAVVERO FIACCO”. IL MOTIVO? OGGI ALL’EVENTO PARLERANNO I DUE ACERRIMI AVVERSARI INTERNI DI TAJANI: ROBERTO OCCHIUTO E PAOLO ZANGRILLO – “DOMANI INVECE TUTTI PRESENTI PER APPLAUDIRE ‘IL NOSTRO UNICO LEADER’ (MA CHI E’, KIM JONG UN?)