la distruzione di valore del dollaro donald trump

L’UNICO GRANDE SUCCESSO DI TRUMP: HA RESO L’EUROPA ATTRAENTE AGLI OCCHI DEGLI INVESTITORI – IL “DAZISMO” SENZA LIMITISMO DEL TYCOON HA INNESCATO LA FUGA DAL DOLLARO: SEMPRE PIÙ FONDI DI INVESTIMENTO STANNO RIEQUILIBRANDO LA PROPRIA ESPOSIZIONE VERSO IL VECCHIO CONTINENTE - LA PIETRA TOMBALE POTREBBE ESSERE IL “BEAUTIFUL BIG BILL” IN DISCUSSIONE AL CONGRESSO, CHE TAGLIA ANCORA LE TASSE E AUMENTA IL DEBITO (UNA DELLE RAGIONI DI SCAZZO CON MUSK…)

 

Estratto dell’articolo di Alessandro Barbera per "la Stampa"

 

DONALD TRUMP E IL DOLLARO

Immaginate un carico novecentesco con trecento miliardi di banconote in euro che una volta l'anno salpa da Calais per New York. Chi ha letto i rapporti di Mario Draghi ed Enrico Letta sa di cosa stiamo parlando: la prova della scarsa competitività dell'economia europea. Eppure il vento sembra improvvisamente cambiato.

 

Nessuno sa ancora con certezza quanto spiri forte, ma si sente. Durante la conferenza stampa di ieri per parlare dell'ultimo taglio dei tassi di interesse, la numero uno della Banca centrale europea Christine Lagarde l'ha detto con un filo di malizia: «I dati sui flussi di capitale in ingresso o di ritorno nei mercati finanziari continentali sono un chiaro segnale di fiducia nel nostro sistema».

 

DONALD TRUMP CONTRO L EUROPA - VIGNETTA BY ELLEKAPPA

Era del resto l'avvertimento che ormai da settimane i grandi investitori americani andavano facendo alla Casa Bianca, e che si può riassumere così: caro Donald, finiscila con i proclami sui dazi, perché finirai di fare danno anzitutto all'America. E così è stato.

 

Se la telefonata distensiva con Xi Jinping sia l'inizio di una fase due, lo capiremo presto. Nel frattempo a Wall Street fanno i conti con le macerie della fase uno. Basta guardare la curva del rendimento dei titoli di Stato americani a scadenza decennale: è stabilmente attorno al 4,4 per cento, il livello più alto degli ultimi cinque anni.

 

La faccenda per la Casa Bianca si è fatta seria ben prima del ritorno di Trump, e la responsabilità è di un deficit pubblico all'italiana, gonfiato anno dopo anno e oggi attorno al 125 per cento della ricchezza prodotta.

 

MEME SUL CROLLO DEL VALORE DEL DOLLARO BY TRUMP

Ora però Trump ha iniziato a scherzare col fuoco: chiede al Congresso un maxi piano di tagli fiscali che - se arrivasse in fondo - potrebbe mandare all'aria la sostenibilità dei conti pubblici americani.

 

La scorsa settimana i credit default swap - ovvero i contratti di assicurazione contro il rischio di default sovrano degli Stati Uniti - sono saliti un punto sopra l'Italia, allo stesso livello della Grecia.

 

Uno dei dettagli che ha messo più in allarme gli investitori è la «sezione 899» del piano: prevede la possibilità per la Casa Bianca di aumentare in maniera discrezionale e fino al 20 per cento le tasse alle aziende dei Paesi che sono reputati «discriminatori» verso le imprese americane.

 

[…]

 

DONALD TRUMP IN VERSIONE NERONE BRUCIA MILIARDI DI DOLLARI - IMMAGINE CREATA CON CHATGPT

Nel frattempo l'Europa gode. «Big investors shift away from Us markets», titolava ieri a tutta pagina il Financial Times. Non c'è grande fondo di investimento che non abbia già deciso di riequilibrare la propria esposizione in dollari. Di norma le banche d'affari e i fondi di private equity investono circa il sessanta per cento delle risorse raccolte in strumenti denominati in moneta verde.

 

C'è chi è sceso attorno al cinquanta per cento, chi al di sotto. Howard Marks, uno dei fondatori di Oaktree Capital Management, è durissimo: «Gli Stati Uniti sono stati il miglior posto nel quale investire per un secolo, ora sento molti colleghi che si chiedono se sia ancora così».

 

Donald Trump holding a Million Dollars - Harry Benson

Di qui a sperare che l'Europa diventi improvvisamente l'approdo alternativo sarebbe troppo. Tutti lamentano l'assenza di un mercato unico dei capitali e la scarsa capacità delle imprese europee di essere altrettanto competitive delle americane.

 

Però il vento è cambiato, e non è detto sia solo una buona notizia. Il dollaro debole - una delle conseguenze del deflusso di capitali - rende più costose le esportazioni europee, già afflitte dalle grida trumpiane sui dazi. Chi esulta sono i governi europei che devono vendere tutti i giorni sul mercato i rispettivi debiti.

 

A Roma poi stappano le migliori bottiglie. Ieri il differenziale fra i Btp a dieci anni e il Bund tedesco ha toccato il minimo da marzo 2021, a 94 punti. In realtà i rendimenti sono piuttosto alti, al 3,52 per cento, ma è indubbio che in questo momento, di fronte alla fine del Treasuries come bene rifugio, i Btp stanno conoscendo un'insperata stagione di successi: sempre ieri sono stati collocati 17 miliardi a fronte di una richiesta per 214 […]

 

I DAZI DI DONALD TRUMP - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA

Ultimi Dagoreport

antonio barbera giulio base monda buttafuoco borgonzoni mantovano

FLASH! – BIENNALE DELLE MIE BRAME: IL MANDATO DI ALBERTO BARBERA ALLA DIREZIONE DELLA MOSTRA DEL CINEMA TERMINA FRA UN ANNO MA DA MESI SI SUSSEGUONO VOCI SULLE ASPIRAZIONI DI ANTONIO MONDA (SPONSOR MANTOVANO) E DI GIULIO BASE, SUPPORTATO DALLO STRANA COPPIA FORMATA DALLA SOTTOSEGRETARIA LEGHISTA LUCIA BORGONZONI E DA IGNAZIO LA RUSSA (GRAZIE ALLO STRETTO RAPPORTO CON FABRIZIO ROCCA, FRATELLO DI TIZIANA, MOGLIE DI BASE) - IL PRESIDENTE ‘’SARACENO’’ BUTTAFUOCO, CHE TREMA AL PENSIERO DI MONDA E BASE, NON VUOLE PERDERE LA RICONOSCIUTA COMPETENZA INTERNAZIONALE DI BARBERA E GLI HA OFFERTO UN RUOLO DI ‘’CONSULENTE SPECIALE’’. RISPOSTA: O DIRETTORE O NIENTE…

peter thiel narendra modi xi jinping donald trump

DAGOREPORT - IL VERTICE ANNUALE DELL'ORGANIZZAZIONE PER LA COOPERAZIONE DI SHANGHAI (SCO), SI AVVIA A DIVENTARE L’EVENTO POLITICO PIÙ CLAMOROSO DELL’ANNO - XI JINPING ATTENDE L’ARRIVO DEI LEADER DI OLTRE 20 PAESI PER ILLUSTRARE LA “VISIONE CINESE” DEL NUOVO ORDINE GLOBALE – ATTESI PUTIN, L’INDIANO MODI (PER LA PRIMA VOLTA IN CINA DOPO SETTE ANNI DI SCAZZI), IL BIELORUSSO LUKASHENKO, IL PAKISTANO SHARIF, L’IRANIANO PEZESHKIAN E IL TURCO ERDOGAN - SE DA UN LATO IL SUMMIT SCO RAPPRESENTA IL TRIONFO DEL DRAGONE, CHE È RIUSCITO A RICOMPATTARE MEZZO MONDO, DALL’INDIA AL BRASILE, MINACCIATO DALLA CLAVA DEL DAZISMO DI TRUMP, DALL’ALTRO ATTESTA IL MASSIMO FALLIMENTO DELL’IDIOTA DELLA CASA BIANCA – L’ANALISI SPIETATA DELL’EMINENZA NERA, PETER THIEL, A “THE DONALD”: "A COSA SONO SERVITI I TUOI AMOROSI SENSI CON PUTIN PER POI RITROVARTELO ALLA CORTE DI PECHINO? A COSA È SERVITO LO SFANCULAMENTO DELL’EUROPA, DAL DOPOGUERRA AD OGGI FEDELE VASSALLO AI PIEDI DEGLI STATI UNITI, CHE ORA È TENTATA, PER NON FINIRE TRAVOLTA DALLA RECESSIONE, DI RIAPRIRE IL CANALE DI AFFARI CON LA CINA, INDIA E I PAESI DEL BRICS?” – "DONALD, SEI AL BIVIO’’, HA CONCLUSO THIEL, "O SI FA UN’ALLEANZA CON LA CINA, MA A DETTAR LE CONDIZIONI SARÀ XI, OPPURE DEVI ALLEARTI CON L’EUROPA. UNA TERZA VIA NON C’È…”

luca zaia giorgia meloni matteo salvini

DAGOREPORT - MAI VISTA L’ARMATA BRANCAMELONI BRANCOLARE NEL BUIO COME PER LE REGIONALI IN VENETO - SENZA QUEL 40% DI VOTI DELLA LISTA ZAIA SIGNIFICHEREBBE LA PROBABILE SCONFITTA PER IL CENTRODESTRA. E DATO CHE IN VENETO SI VOTERÀ A NOVEMBRE, DUE MESI DOPO LE MARCHE, DOVE IL MELONIANO ACQUAROLI È SOTTO DI DUE PUNTI AL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA RICCI, PER IL GOVERNO MELONI PERDERE DUE REGIONI IN DUE MESI SAREBBE UNO SMACCO MICIDIALE CHE RADDRIZZEREBBE LE SPERANZE DELL’OPPOSIZIONE DI RIMANDARLA AL COLLE OPPIO A LEGGERE TOLKIEN - LA DUCETTA HA DOVUTO COSÌ INGOIARE IL PRIMO ROSPONE: IL CANDIDATO DI FDI, LUCA DE CARLO, È MISERAMENTE FINITO IN SOFFITTA – MA PER DISINNESCARE ZAIA, URGE BEN ALTRO DI UN CANDIDATO CIVICO: OCCORRE TROVARGLI UN POSTO DA MINISTRO O MAGARI LA PRESIDENZA DELL’ENI NEL 2026 - SE LA DUCETTA È RABBIOSA, SALVINI NON STA MEJO: I TRE GOVERNATORI DELLA LEGA HANNO DICHIARATO GUERRA ALLA SUA SVOLTA ULTRA-DESTRORSA, ZAVORRATA DAL POST-FASCIO VANNACCI - IL PASTICCIACCIO BRUTTO DEL VENETO DEVE ESSERE COMUNQUE RISOLTO ENTRO IL 23 OTTOBRE, ULTIMA DATA PER PRESENTARE LISTE E CANDIDATI…

peter thiel donald trump

SE SIETE CURIOSI DI SAPERE DOVRÀ ANDRÀ A PARARE IL DELIRIO DI ONNIPOTENZA TRUMPIANA, È INTERESSANTE SEGUIRE LE MOSSE DELLA SUA ‘’EMINENZA NERA’’, IL MILIARDARIO PETER THIEL - PUR NON COMPARENDO MAI IN PUBBLICO, ATTRAVERSO PALANTIR TECHNOLOGIES, UNO TRA I POCHI COLOSSI HI-TECH CHE COLLABORA CON LE AGENZIE MILITARI E DI INTELLIGENCE USA, THIEL HA CREATO UNA VERA E PROPRIA INFRASTRUTTURA DI POTERE CHE NON SOLO SOSTIENE IL TRUMPONE, MA CONTRIBUISCE A DEFINIRNE L’IDENTITÀ, LE PRIORITÀ E LA DIREZIONE FUTURA - LA SVOLTA AUTORITARIA DI TRUMP, CHE IN SEI MESI DI PRESIDENZA HA CAPOVOLTO I PARADIGMI DELLO STATO DI DIRITTO, HA LE SUE RADICI IN UN SAGGIO IN CUI THIEL SOSTIENE APERTAMENTE CHE ‘’LIBERTÀ E DEMOCRAZIA SONO INCOMPATIBILI’’ PERCHÉ IL POTERE SI COLLOCA “OLTRE LA LEGGE” – OLTRE A INTERMINABILI TELEFONATE CON L'IDIOTA DELLA CASA BIANCA, THIEL GODE DI OTTIMI RAPPORTI CON LA POTENTE CAPOGABINETTO DEL PRESIDENTE, SUSIE WILES, E COL SEGRETARIO AL TESORO, SCOTT BESSENT, CON CUI ORDISCE LE TRAME ECONOMICHE - SE MEZZO MONDO È FINITO A GAMBE ALL’ARIA, IL FUTURO DELLA MENTE STRATEGICA DEL TRUMPISMO SEMBRA TINTO DI “VERDONI”: LE AZIONI DI PALANTIR SONO QUINTUPLICATE NEGLI ULTIMI 12 MESI, E NON SOLO GRAZIE ALLE COMMESSE DI STATO MA ANCHE PER GLI STRETTI INTERESSI CON L’INTELLIGENCE ISRAELIANA (UNO DEI MOTIVI PER CUI TRUMP NON ROMPE CON NETANYAHU...)

roberto vannacci matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - C’ERA UNA VOLTA LA LEGA DI SALVINI - GETTATO ALLE ORTICHE CIÒ CHE RESTAVA DEI TEMI PIÙ IDENTITARI DEL CARROCCIO, DECISO A RIFONDARLO NEL PARTITO NAZIONALE DELLA DESTRA, SENZA ACCORGERSI CHE LO SPAZIO ERA GIÀ OCCUPATO DALLE FALANGI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA, HA PERSO IL LUME DELLA RAGIONE: UNA FURIA ICONOCLASTA DI NAZIONALISMO, SOVRANISMO, IMPREGNATA DI RAZZISMO, XENOFOBIA, MASCHILISMO E VIOLENZA VERBALE - SECONDO I CALCOLI DEI SONDAGGISTI OGGI QUASI LA METÀ DEI CONSENSI DELLA LEGA (8,8%) APPARTIENE AI CAMERATI DEL GENERALISSIMO VANNACCI CHE MICA SI ACCONTENTA DI ESSERE NOMINATO VICESEGRETARIO DEL CARROCCIO: CONSAPEVOLE CHE L’ELETTORATO DI ESTREMA DESTRA, AL SURROGATO, PREFERISCE L’ORIGINALE, SI È TRASFORMATO NEL VERO AVVERSARIO ALLA LEADERSHIP DEL CAPITONE, GIÀ CAPITANO - OGGI SALVINI, STRETTO TRA L’INCUDINE DELL'EX GENERALE DELLA FOLGORE E IL MARTELLO DI MELONI, È UN ANIMALE FERITO, QUINDI PERICOLOSISSIMO, CAPACE DI TUTTO, ANCHE DI GETTARE IL BAMBINO CON L'ACQUA SPORCA...

giorgia meloni nicola fratoianni giuseppe conte elly schlein matteo ricci

DAGOREPORT – BUONE NOTIZIE! IL PRIMO SONDAGGIO SULLO STATO DI SALUTE DEI PARTITI, EFFETTUATO DOPO LA SETTIMANA DI FERRAGOSTO, REGISTRA UN CALO DI 6 PUNTI PER FRATELLI D'ITALIA RISPETTO ALLE EUROPEE 2024 (IL PARTITO DELLA MELONI, DAL 29% PASSEREBBE AL 23) - A PESARE È LA SITUAZIONE ECONOMICA DEL PAESE, DALLA PRODUTTIVITÀ CALANTE DELLE IMPRESE A UN POTERE D’ACQUISTO AZZERATO DAI SALARI DA FAME - IL TEST DELLE REGIONALI D’AUTUNNO, CHE CHIAMA ALLE URNE 17 MILIONI DI CITTADINI,   POTREBBE DIVENTARE UN SEGNALE D'ALLARME, SE NON LA PRIMA SCONFITTA DELL’ARMATA BRANCAMELONI - A PARTIRE DALLE PERDITA DELLE MARCHE: IL GOVERNATORE RICANDIDATO DI FDI, FRANCESCO ACQUAROLI, È SOTTO DI DUE PUNTI RISPETTO AL CANDIDATO DEL CAMPOLARGO, IL PIDDINO MATTEO RICCI - LA POSSIBILITÀ DI UN 4-1 PER IL CENTROSINISTRA ALLE REGIONALI, MESSO INSIEME ALLA PERDITA DI CONSENSI ALL'INTERNO DELL'ELETTORATO DI FDI, MANDEREBBE IN ORBITA GLI OTOLITI DELLA DUCETTA. NEL CONTEMPO, DAREBBE UN GROSSO SUSSULTO AI PARTITI DI OPPOSIZIONE, SPINGENDOLI AD ALLEARSI PER LE POLITICHE 2027. E MAGARI FRA DUE ANNI LA "GIORGIA DEI DUE MONDI" SARÀ RICORDATA SOLO COME UN INCUBO...