john lennon paul mccartney

LENNON E MCCARTNEY, UNA STORIA D’AMORE… E DI LIVORE – IL NUOVO LIBRO “JOHN + PAUL” DI IAN LESLIE RACCONTA IL RAPPORTO TURBOLENTO TRA JOHN LENNON E PAUL MCCARTNEY, VISSUTO COME UNA RIVALITÀ CONTINUA MA CAPACE DI MOTIVARE L’UN L’ALTRO A MIGLIORARSI – STEFANO PISTOLINI: “UNA STORIA D’AMORE, NON SESSUALE MA CERTAMENTE EROTIZZANTE E FATTA DI CORTEGGIAMENTI, TRADIMENTI E RICONCILIAZIONI. OGNI CANZONE CHE UNO PORTAVA ERA IMPLICITAMENTE UNA SFIDA ALL’ALTRO, UN “FAI MEGLIO DI QUESTA”. QUANDO UNO BUTTA GIÙ UN VERSO DEBOLE, L’ALTRO LO RISCRIVE SENZA PIETÀ. E’ IL PARADOSSO DEL LIBRO: LA LORO CAPACITÀ DI DISSOLVERE TEMPORANEAMENTE IL SINGOLO EGO NELL’ATTO CREATIVO, RESTANDO DUE NARCISISTI CLINICI E DANDO VITA ALLA PARABOLA COMPOSITIVA PIÙ FERTILE DELLA STORIA DEL POP….”

Estratto dell’articolo di Stefano Pistolini per www.ilfoglio.it

 

JOHN + PAUL, UNA STORIA D'AMORE IN MUSICA

La mistica beatlesiana continua a indagare i misteriosi meccanismi che danno vita all’irripetibile perfezione di una band di ragazzini capaci di cambiare il mondo. Un nuovo episodio aggiunge particolari alla ricostruzione del capolavoro. […]

 

Nel 1957, in una sala parrocchiale di Woolton, sobborgo di Liverpool, un sedicenne con la faccia da teppista canta musica skiffle a una platea capitata per caso sotto quel palchetto. E’ John Lennon, il suo gruppo si chiama The Quarrymen. […]

 

Tra il pubblico c’è un ragazzino, Paul McCartney, che a fine concerto lo avvicina, gli mostra come s’accorda decentemente una chitarra, e poi gli suona “Twenty Flight Rock” di Eddie Cochran senza sbagliare un accordo. E’ l’attimo fondativo di un mito culturale del Novecento: il saggista-psicologo Ian Leslie in “John + Paul. Una storia d’amore in musica” (2024, ora in Italia per i tipi di Utet) lo racconta come la genesi dello speciale organismo a due teste che per tredici anni penserà, scriverà e suonerà come un solo essere.

 

[…] Leslie pone lo sguardo non sulla band, non sull’epoca, ma sulla relazione — più intensa di un’amicizia — tra due giovanotti orfani di madre che allestiscono quella famiglia sostitutiva fatta di emozioni e canzoni, equamente condivise.

LENNON MCCARTNEY

 

La sua tesi parte dal dato che Lennon e McCartney scrivevano eyeball to eyeball, guardandosi negli occhi, come disse John nell’intervista a Playboy del 1980, poco prima di morire: seduti uno di fronte all’altro, chitarra contro chitarra, costruiscono musica guardandosi in faccia, generando qualcosa che nessuno dei due avrebbe potuto creare da solo.

 

 E’ un’immagine imbarazzante per intimità, e Leslie la battezza per quello che era: una storia d’amore, non sessuale ma certamente erotizzante e fatta di corteggiamenti, tradimenti e riconciliazioni.

 

Una fusione creativa di corpi e menti nella cornice storica dell’alba della pop music: prima dei Beatles, la canzone era un prodotto di fabbrica. […] L’idea che un gruppo di ragazzi potesse scrivere il proprio materiale, firmandolo con un marchio comune — “Lennon-McCartney”, […]era eretica.

 

I Beatles la resero normale. Leslie coglie come questa autorialità condivisa fosse una rivoluzione culturale, prima ancora che musicale, negando il mito romantico ottocentesco del genio solitario e sostituendolo con un modello dialogico, socratico, in cui la forza della canzone emerge dal confronto di due sensibilità.

 

mccartney lennon

 Lennon e McCartney erano due personalità enormemente, diversamente egocentriche. Lennon aveva bisogno d’essere il perenne centro dell’attenzione e l’eterno ribelle; McCartney aveva un’ambizione instancabile, un perfezionismo tirannico […] e una vanità che arriva fino ai concerti del presente.

 

Ma Leslie smonta lo stereotipo binario che il pubblico ha ereditato da decenni di narrazione — da un lato Lennon il rocker radicale e sarcastico, dall’altro McCartney il melodista zuccheroso e conciliante – dal momento che per un decennio quei due ego imponenti si sono messi reciprocamente a tacere nel gesto della composizione.

 

 Non è mai cessata la loro rivalità e Leslie sostiene che la competizione fosse il carburante della fusione: ogni canzone che uno portava era implicitamente una sfida all’altro, un “fai meglio di questa”. Quando McCartney scrive “Penny Lane”, Lennon risponde con “Strawberry Fields Forever”; quando uno butta giù un verso debole, l’altro lo riscrive senza pietà.

 

john lennon e paul mccartney in conferenza

E’ il paradosso del libro: la loro capacità di dissolvere temporaneamente il singolo ego nell’atto creativo, restando due narcisisti clinici e dando vita alla parabola compositiva più fertile della storia del pop. E’ il momento in cui la musica giovanile smette d’essere intrattenimento, per diventare linguaggio dominante della cultura occidentale.

 

 Forse Leslie romanticizza quel legame, appiattendo la complessità dei Beatles in una lettura terapeutica della coppia, a scapito di Harrison e Starr. Ma decodifica una meccanica, empirica quanto magica, di due personalità che insieme, guardandosi, creano qualcosa di infinitamente più suggestivo. […]

john lennon e paul mccartney nel 1963paul mccartneyLENNON McCARTNEYJOHN LENNON E PAUL MCCARTNEY LENNON McCARTNEY ONOmccartney and john lennonjohn lennon e paul mccartney 1968lennon, yoko ono e mccartney paul mccartney, john lennon e george harrison 2JOHN LENNON E PAUL MCCARTNEY

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