francesco milleri leonardo maria del vecchio

BOOM! LEONARDO MARIA DEL VECCHIO LASCIA ESSILORLUXOTTICA! – IL “RAM-POLLO” HA ANNUNCIATO AL PRESIDENTE FRANCESCO MILERI E AL BOARD LE DIMISSIONI DA TUTTI I SUOI RUOLI NELLA PRINCIPALE PARTECIPATA DALLA HOLDING DELFIN – LEONARDINO, IMPEGNATO IN UNA BATTAGLIA CON I FRATELLI PER L’EREDITÀ DEL PADRE, SCRIVE DI ESSERE AMAREGGIATO PER UNA GESTIONE AZIENDALE DEFINITA "DISTANTE", "IMPERSONALE" E LONTANA DALLE PERSONE "CHE DEVONO TORNARE AL CENTRO": “QUESTA NON È LA LUXOTTICA NELLA QUALE SONO CRESCIUTO” – UNA CRITICA INEDITA E SORPRENDENTE ALLA GESTIONE DEL CAPOAZIENDA MILLERI, BRACCIO DESTRO DI LEONARDO DEL VECCHIO, FINORA “ALLEATO” DEL 31ENNE – LE DIMISSIONI SARANNO OPERATIVE DAL 31 AGOSTO, E SEGUONO QUELLE RASSEGNATE LO SCORSO ANNO DAL FRATELLASTRO ROCCO BASILICO...

LEONARDO MARIA DEL VECCHIO

(MF-NW)--Leonardo Maria Del Vecchio lascia EssilorLuxottica. Il 31enne quartogenito del fondatore di Luxottica ha annunciato al presidente Francesco Milleri e al board le dimissioni da presidente di Ray-Ban e da chief strategy officer del colosso dell'occhialeria da oltre 28 miliardi di euro di ricavi creato negli anni '60 dal padre. L'addio al gruppo è arrivato ieri con una lettera indirizzata al cda e al ceo Francesco Milleri, che MF-Milano Finanza ha potuto leggere.    

 

FRANCESCO MILLERI

Le dimissioni saranno operative dal 31 agosto e seguono quelle rassegnate lo scorso anno anche dal fratellastro Rocco Basilico. Nella lettera Leonardo Jr si rivolge a Milleri, il manager di fiducia scelto da Leonardo Del Vecchio per guidare il gruppo dopo la scomparsa dell'ex Martinitt. Lmdv (com'è conosciuto Del Vecchio jr in sigla), che oltre a essere un importante dirigente di Essilux ne è anche azionista rilevante attraverso il suo 12,5% nella holding di controllo Delfin insieme con gli altri sette eredi di Del Vecchio, appare amareggiato per una gestione aziendale definita "distante", "impersonale" e lontana dalle persone "che devono tornare al centro". Condotta che invece caratterizzava la "Luxottica vent'anni fa".   

 

leonardo maria del vecchio

La critica, nemmeno tanto velata, è alla gestione del capoazienda Milleri, di cui Lmdv è stato il braccio destro negli ultimi quattro anni (tanto da esser stato messo a capo delle strategie aziendali dopo essere stato responsabile del retail) e il principale alleato nel complesso governo dell'azionariato familiare.    

 

Dentro Delfin, la cassaforte lussemburghese che ha in portafoglio il 32,4% di Essilux, continua lo scontro sulla chiusura della successione tra gli otto azionisti, ovvero la madre di Lmdv Nicoletta Zampillo e il suo primogenito Rocco Basilico e i sei figli di Leonardo Del Vecchio nati da tre partner diverse, che non riescono ancora a mettersi d'accordo sull'esecuzione dell'eredità di Del Vecchio, da cui dipende anche la consegna a Milleri di 1,5 milioni di titoli Essilux (600 mila li avrebbe già ricevuti) del valore di quasi 250 milioni, che il fondatore gli ha promesso in testamento come legato.    

 

"Io continuo a parlare con le persone dell'azienda. Lo facevo da store manager e non ho mai smesso di farlo", scrive Leonardo Maria che ha seguito il padre fin da bambino ed è entrato in Luxottica da giovanissimo, ma oggi "l'entusiasmo non è quello di prima. Il senso di appartenenza non è quello di prima. La distanza si sente. E le persone lo sanno prima dei mercati. Sempre.". Non lo dice espressamente ma fa capire di riportare anche pensieri di altri soggetti interni al gruppo. E il riferimento ai mercati potrebbe non essere casuale: dai massimi del 13 novembre 2025, il titolo Essilux ha perso in borsa quasi il 50% e ora capitalizza 75,1 miliardi di euro.    

 

FRANCESCO MILLERI E LEONARDO DEL VECCHIO CON I RAY BAN STORIES - GLI OCCHIALI SMART DI LUXOTTICA E FACEBOOK

"Non lascio dopo una sconfitta. Lascio dopo aver fatto il mio lavoro", spiega Lmdv. "Il mandato triennale che mi era stato affidato in Ray-Ban arriva quest'anno alla sua conclusione con gli obiettivi superati. Lascio un brand più forte, progetti che continueranno e, soprattutto, una squadra che non ha bisogno di me per sapere cosa deve fare. Per me questo conta più di qualsiasi titolo".    

 

"Ho avuto un privilegi enormi nella vita e non ho avuto mai difficoltà ad ammetterlo. Ma un privilegio, se hai una coscienza, porta con sé un debito di responsabilità. Il mio cognome non l'ho scelto, quello che faccio con quel cognome invece sì", rivendica Lmdv entrando nel cuore delle ragioni che lo hanno portato a lasciare: "Mio padre ha costruito Luxottica chiedendo moltissimo alle persone. Ma sapeva una cosa che oggi rischiamo di dimenticare, se chiedi alle persone lealtà, sacrificio e senso di appartenenza, devi essere disposto a restituirli.

 

leonardo del vecchio con il figlio leonardo maria

Non puoi essere una squadra soltanto quando presenti i risultati. Non puoi celebrare i tuoi manager quando vincono e scoprire improvvisamente la distanza istituzionale quando attraversano un momento difficile. Non puoi mettere le persone al centro delle presentazioni e ai margini quando diventano scomode. Questa non è la Luxottica nella quale sono cresciuto. E non è la Luxottica che ricordo accanto a mio padre", è la critica.     Lmdv richiama i metodi di gestione del padre: "Poteva essere durissimo. Chi lo ha conosciuto lo sa. Ma aveva un rapporto quasi fisico con la sua azienda e con le sue persone.

 

leonardo del vecchio in fabbrica nel 2015 con il figlio leonardo maria

Sapeva cosa accadeva nelle fabbriche, nei negozi, negli uffici. Capiva quando qualcuno aveva dato tutto. Capiva quando una persona aveva bisogno di essere corretta e quando aveva bisogno di sentire l'azienda dietro di sé. Non era sentimentalismo. Era leadership. Perché un'azienda non è una somma di funzioni. È un patto. E negli ultimi anni ho sentito quel patto indebolirsi".    

 

Del Vecchio jr deve aver probabilmente già affrontato il discorso con Milleri, perché in un passaggio spiega che per EssilorLuxottica "diventare una multinazionale non significa diventare impersonali. E la professionalizzazione non può essere il nome elegante che diamo alla perdita di appartenenza".

 

leonardo maria del vecchio

E poi forse l'attacco più duro: "Non voglio diventare il figlio del fondatore utilizzato per rappresentare una continuità nella quale, su alcuni principi fondamentali, io stesso non mi riconosco più. Le persone devono tornare al centro. Non negli slogan. Nei comportamenti. Perché mio padre non ha costruito soltanto una delle più grandi aziende italiane. Ha costruito un luogo nel quale centinaia di migliaia di persone hanno creduto di poter costruire qualcosa insieme a lui. Perdere quello sarebbe molto più grave che mancare un budget", sottolinea.    

Ma se è un addio alla fabbrica, non lo è alla società: "Continuerò a esercitare fino in fondo la mia responsabilità di azionista attraverso Delfin. Continuerò a difendere l'indipendenza dell'azienda, la sua capacità di crescere e la necessità che abbia una proprietà stabile e una visione lunga”. 

FRANCESCO MILLERI LEONARDO DEL VECCHIOFRANCESCO MILLERIFRANCESCO MILLERI

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