1- IN CASO DI VITTORIA, CULATELLO BERSANI VUOLE GOVERNARE. OK, STIAMO PARLANDO DEL NULLA. MA È ISTRUTTIVO VEDERE COME, SUI GIORNALONI NOSTRANI, I PREDICATORI DEL BIPOLARISMO E DEL “CHI VINCE DEVE POTER GOVERNARE” REAGISCANO INDISPETTITI A QUALSIASI OSTACOLO, ANCHE IMMAGINARIO, A UN GOVERNO TECNOCRATICO DEL RIGOR MONTIS 2 (LA VENDETTA) O DI DRAGO DRAGHI (“LA SOLUZIONE FINALE”) 2- GIU’ IL CAPPUCCIO, SU LA MASCHERA! AGENZIE DI RATING, BANCHIERI E GOVERNI ESTERI HANNO GIÀ SCELTO A CHI AFFIDARE L’ITALIETTA ANCHE NEL PROSSIMO QUINQUENNIO. LE ELEZIONI POLITICHE PREVISTE PER LA PRIMAVERA 2013, UN RITO CHE NEPPURE RE GIORGIO BANALITANO PUÒ FERMARE, SONO UNA FASTIDIOSA FORMALITÀ CHE A LORSIGNORI FA PERDERE TEMPO E DENARI. RICORDATEVELO QUANDO ANDRETE - SE ANDRETE - A VOTARE

a cura di COLIN WARD e CRITICAL MESS

1 - ELETTORI, PREGASI RATIFICARE...
In caso di vittoria, Culatello Bersani vuole governare. Ok, stiamo parlando del nulla. Ma è istruttivo vedere come, sui giornaloni nostrani, i predicatori del bipolarismo e del "chi vince deve poter governare" reagiscano indispettiti a qualsiasi ostacolo, anche immaginario, a un governo del Rigor Montis 2 (La Vendetta) o di Drago Draghi ("La soluzione finale"). Agenzie di rating, banchieri e governi esteri hanno già scelto a chi affidare l'Italietta anche nel prossimo quinquennio. Le elezioni politiche previste per la primavera 2013, un rito che neppure Re Giorgio Banalitano può fermare, sono una fastidiosa formalità che a Lorsignori fa perdere tempo e denari. Ricordatevelo quando andrete - se andrete - a votare.

2 - GIU' IL CAPPUCCIO, SU LA MASCHERA!...
"Monti bis, è subito scontro. Casini: ancora lui dopo il voto. Alfano: si candidi. Bersani: noi al governo. Il premier: dopo di me un altro leader. Grilli: dal patrimonio pubblico 15-20 milioni l'anno" (Stampa, p. 1). Ovviamente volevano dire "miliardi".

Ma è significativo che abbiano messo il tema delle (ri)svendite di Stato a fianco della battaglia sul prossimo capo-fabbricato. Al Giornale di Littorio Feltri sono convinti che il Rigor Montis non sappia che farsene di Pierfurby Casini ("Casini esalta il Professore ma lui lo scarica: ‘Mi fece fuori dall'Ue'", p. 3), anche perché quanto a democristianerie non è secondo a nessuno: "Premier equilibrista: smentisce ancora però nell'ombra lavora alla riconferma. Con frecciatine e complimenti dosati sapientemente, il Professore tesse la sua tela da politico consumato" (Giornale, p. 2).

Su Repubblica, a far passare un messaggio neanche troppo subliminale ci pensa un editoriale affidato a Carlo Galli ("La buona politica contro i populismi", p.1). Galli non parla direttamente dell'Italia, ma è lo stesso: "Uno spettro si aggira per l'Europa: i populismi. Che sembrano tanto più motivati quanto più l'euro, grazie soprattutto a Draghi, supera faticosamente le sue debolezze". Poi riecco i sondaggi di complemento, da cui emergerebbe che "Il Paese sempre più indeciso promuove il Professore, ma non il governo tecnico" (Repubblica, p. 6). Dal che si evince chiaramente che urge vestizione politica del Rigor Montis.

Il Corriere è meno smaccato e, in attesa che gli alambicchi dei partiti sfornino la pozione giusta, si rifugia nelle favole: "Decideranno gli elettori", scrive Dario Di Vico in prima pagina. Mentre il sedicente "retroscena" sostiene che "a sinistra si teme la Grande coalizione" (p.5). Noi, più che altro, temiamo la Grande Colazione.

Tra ammuine e manovre diversive, chi almeno non fa troppo il prezioso è l'AirOne di Cernobbio: "E Passera non chiude all'ipotesi candidatura" (Stampa, p. 4 e non P4, fare attenzione). Il titolo corretto, scartato per motivi di decenza, sarebbe: "E Passera ha una voglia matta". Un altro che ha voglia, e soprattutto bisogno, svacanzeggia in Africa senza essere Veltroni: "Berlusconi prepara la sua strategia e si rilassa in Kenya. Vacanza a Malindi nel resort di Briatore" (Corriere, p. 6). Dio li fa e poi li accoppa?

3 - MA FACCE RIDE!...
"Anticorruzione, la Severino: ‘Vale dal 2 al 4% del reddito" (Stampa, p. 6). "Severino: l'anticorruzione vale quattro punti di reddito" (Messaggero, p. 1). Lo sanno bene i suoi clienti. Tanto è vero che sul giornale di Calta-riccone, uno dei suoi clienti oltre allo Ior e alle principali aziende di Stato, si può leggere in trasparenza qual è il vero problema della corruzione: "Mazzette e processi troppo lenti. Quei vizi che ostacolano le imprese" (Messaggero, p. 3). Giustizia come funzione del fatturato aziendale. Ricordarselo, quando si metterà mano alla Costituzione. Ma poi la "lentezza" non è quella che fa andare in prescrizione i processi ai colletti bianchi?

4 - CASERMA ITALIA...
Ieri, sulle pagine torinesi di Repubblica, la storia dei primi sei licenziamenti grazie alla contro-riforma Fornero. La ministra, giustamente, nel pomeriggio si è piazzata sul palco di Monza e ha baciato Alonso, sdilinquendosi in complimenti per i piloti di F1. Sono decisamente il suo tipo di "lavoratori".

Ma fuori dagli autodromi e da Cernobbio, ci sono decine di crisi industriali aperte e centinaia di tentativi di "ristrutturarsi", rottamando i dipendenti che non servono più, con la scusa dello spread. E' un problema di politica economica? No, l'importante è far passare tutto come un semplice problema di ordine pubblico. Ecco la Stampa dei Lingotti in fuga: "In 600 a Roma per Alcoa. ‘Ma non siamo delinquenti'. Si temono infiltrazioni: poliziotti e carabinieri schierati per vigilare" (p. 7).

Del resto, se si sono militarizzati i cantieri, si può anche appaltare il ministero del cosiddetto Sviluppo Economico direttamente alla Digos.

5 - FREE MARCHETT...
"La quotazione in Borsa non lo ha cambiato. Brunello Cucinelli ama ancora definirsi custode piuttosto che proprietario dell'omonima maison italiana, conosciuta in tutto il mondo per le pregiate lavorazioni in cachemire. Lontano dai centri nevralgici dell'attività economica e commerciale, nel piccolo borgo medievale di Solomeo nel cuore dell'Umbria, Cucinelli ha saputo costruire un piccolo impero di manualità preziose che oggi sono il cuore di un'impresa che esporta in più di 50 Paesi" (Stampa, apertura del supplemento Lavoro).

Soltanto in una città provinciale come Torino possono credere che l'Umbria sia "lontana dai centri nevralgici dell'attività economica e commerciale".

6 - TIPI STRA-ITALIANI...
Sulla prima pagina del Messaggero c'è un tizio che alla nona riga della sua articolessa si dedica all'onanismo a mezzo stampa: "Sul Messaggero del 7 dicembre scorso avevo scritto che l'importanza delle decisioni da assumere nell'esame dei provvedimenti economici bla bla bla bla...". Si chiama Vincenzo Lippolis: su internet trovate il suo perfetto curriculum, tra una cattedra alla ex libera università San Pio V e una consulenza giuridica a Pierfurby Casini.

PER LIBERARVI DI NOI. MA ANCHE NO... colinward@autistici.org
"www.criticalmess.noblogs.org"

 

 

PIERLUIGI BERSANI TIENE IN BRACCIO UNA BAMBINA DI COLORE jpegMARIO MONTI AL FORUM AMBROSETTI A CERNOBBIO draghi mariocasini monti MARCEGAGLIA E CASINI DRAGHI-NAPOLITANOberlusconi veltroniELSA FORNERO BACIA ALONSO DOPO IL GP DI MONZA

Ultimi Dagoreport

cnn fondo - ellison donald trump mark thompson jb pritzker

FLASH! – VENDUTA LA WARNER-DISCOVERY ALLA PARAMOUNT DI ELLISON, PER NON CADERE NELLE MANINE DI FORBICE DI DONALD TRUMP, L’85% DEI GIORNALISTI DELLA CNN SAREBBE PRONTO A USCIRE DAL GRUPPO E FONDARE UN’ALTRA EMITTENTE ALL-NEWS – I MILIARDI NECESSARI PER IL PROGETTO SAREBBERO PRONTI, FORNITI IN PARTE DAL GOVERNATORE DEMOCRATICO DELL’ILLINOIS, JB PRITZKER; CIO’ CHE ANCORA MANCA E’ CHI ASSUMERA’ LA GUIDA SUPREMA DELLA NUOVA NEWS MEDIA-COMPANY: IN POLE L’ATTUALE PRESIDENTE E CEO MARK THOMPSON….

porto di genova secolo xix silvia salis gianluigi aponte marco bucci michele brambilla

FLASH! – AVVISATE L’IRRITABILE GOVERNATORE DELLA LIGURIA, MARCO BUCCI, DI RASSEGNARSI: MICHELE BRAMBILLA RESTERÀ SEDUTO SULLA PRIMA POLTRONA DEL “SECOLO XIX”: PAROLA DELL’EDITORE ED ARMATORE DEI DUE MARI, GIANLUIGI APONTE – DOPO L’ERA SPINELLI-TOTI E LA NOMINA DI BUCCI ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE (GRAZIE ALL’INFLUENTE SINDACO DI IMPERIA, CLAUDIO SCAJOLA), IL PROGETTO DI APONTE DI TRASFORMARE IL PORTO DI GENOVA IN UN HUB PER IL SUO IMPERO DI NAVI SEMBRAVA ANDARE IN PORTO CON L’ACQUISIZIONE DEL “SECOLO XIX”, PER IL QUALE AVEVA SCELTO UN GIORNALISTA CONSERVATORE COME DIRETTORE, SICURO CHE SAREBBE ARRIVATO UN SINDACO DI DESTRA – ORA IL PIANO DI APONTE HA DUE PROBLEMI: UN SINDACO DI CENTROSINISTRA, SILVIA SALIS, E UN BRAMBILLA CHE NON AMA PORTARE IL TOVAGLIOLO SUL BRACCIO…

la stampa maurizio molinari alessandro de angelis luca ubaldeschi alberto leonardis

FLASH! – L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” DA PARTE DEL GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS ALLE BATTUTE FINALI: IN CORSO LA NEGOZIAZIONE SUGLI ESUBERI E PRE-PENSIONAMENTI CON IL CDR DEL QUOTIDIANO TORINESE – PER LA DIREZIONE, SAREBBE IN POLE LUCA UBALDESCHI, GIÀ VICE DIRETTORE DE “LA STAMPA” ED EX DIRETTORE DEL “SECOLO XIX” (MA SI PARLA ANCHE DI GIUSEPPE DE BELLIS DI SKY TG24), CON MAURIZIO MOLINARI COME SUPERVISORE EDITORIALE; UNICA CERTEZZA, ALESSANDRO DE ANGELIS ALLA VICEDIREZIONE – IL CAPITOLO “REPUBBLICA” SI CHIUDERÀ LA SETTIMANA SUCCESSIVA AL VOTO DEL 23 MARZO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA…

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….