alba parietti

“AL LICEO ERO UNA TROTZKISTA CON L’ESKIMO POI HO SCOPERTO DI ESSERE BELLA” – ALBA PARIETTI, LA "COSCIALUNGA DELLA SINISTRA" CHE FU, SI RACCONTA, DALLO SGABELLO DI "GALAGOAL" (“AVEVO QUESTA IMMAGINE MOLTO SEXY E GLAMOUR DA DOMINATRICE, COME SHARON STONE IN BASIC INSTINCT”) AL NO ALL’OFFERTA MILIARDARIA DI BERLUSCONI: “UNA VOLTA A CENA SI È SEDUTO VICINO A ME E MI HA TOCCATO LA TESTA, GLI HO DETTO 'ATTENTO CHE HO LE EXTENSION' E LUI 'DILLO A ME CHE HO FATTO DUE TRAPIANTI'..." – POI RACCONTA DI QUEL “POLITICO POTENTE” A CUI CHIESE AIUTO DOPO CHE LE ERA STATO TOLTO IL LAVORO SENZA MOTIVO: “QUESTO HA COMINCIATO A PROVARCI CON ME…” (CHI E’? FUORI IL NOME!)

 

 

Franco Giubilei per “la Stampa” - Estratti

 

alba parietti 44

Alba Parietti in vita sua ha sempre dato spettacolo. Che fosse in parrocchia dalle suore, quando da bambina portava in scena personaggi maschili, o convincesse i compagni di liceo a scendere in piazza in corteo, fino alle mitologiche performance sullo sgabello di Galagoal, dove coniugava per la prima volta presenza sexy e apparente padronanza dell'argomento calcio, la showgirl ha conquistato il suo pubblico miscelando ad arte seduzione e chiacchiere intelligenti. 

 

Figlia di un partigiano, orgogliosamente di sinistra al punto da dire un no a Berlusconi che fece tremare le mura di Arcore (anche se, col senno di poi, un po' lo rimpiange), oggi convive serenamente con l'ansia – «il mio peggior difetto», dice – e col tempo che se ne va: «Cerco di invecchiare il meno possibile e di volermi bene evitando le persone tossiche, guardando sempre il lato positivo delle cose». 

 

Cominciamo dall'inizio, da piccola che cosa voleva diventare? 

«Mi mettevo davanti allo specchio e recitavo, andavo in parrocchia dove le suore organizzavano il teatro e in scena facevo la parte della sindachessa. Mi toccava sempre la parte del maschio. Poi da grande, nei pochi ruoli che ho avuto al cinema, mi è stata affidata la parte della ruba-mariti, mai quella della povera donna abbandonata... Il mio sogno attuale è tuttora di fare l'attrice, per la meraviglia di poter fare mille personaggi». 

 

Suo padre era un partigiano, lei a scuola faceva politica? Quello era un periodo caldo. 

alba parietti stefano bonaga arrigo sacchi

«Eccome, al mio liceo artistico a Torino ero promotrice di tutti gli scioperi, facevo picchettaggio, ero nel gruppo "Quarta internazionale". Mio padre stava per menarmi anche quando poi sono entrata nella Federazione giovanile comunista, perché detestava le tessere, lui non ne ha mai avuta nessuna. Il suo mito, così come il mio, era Enrico Berlinguer, anche se per moda stavo nei gruppi trotzkisti. Ero comunque bravissima a convincere gli altri ad andare in corteo». 

 

Poi cos'è successo? 

«Che ho scoperto di essere bella, così mi infilavo un vestito leopardato e sopra indossavo l'eskimo, entravo in un bar, accendevo il juke-box e mi mettevo a ballare. A parole ero una militante straordinaria, nella realtà una via di mezzo fra una concorrente di Miss Universo e una femminista dura e pura.

 

alba parietti

Ma fin dalla parrocchia la tentazione artistica è sempre stata estrema: ho fatto anche teatro, L'importanza di essere Ernesto di Oscar Wilde, poi la palestra delle radio e tv private prima di arrivare alle reti di Berlusconi e alla Rai». 

 

Ancora prima delle reti ammiraglie però c'è stato il boom di Galagoal. 

«Quello è stato il miracolo che non ti aspetti mai: nonostante la scarsissima capacità di competere con la Rai del Processo di Biscardi, l'allora direttore di Tele Montecarlo, Ricardo Pereira, che sapeva che di calcio non capivo niente, ha messo a disposizione una redazione bravissima che mi preparava. Paola Ferrari poi mi dava lezioni in giardino… Seduta su quello sgabello diventai la donna più famosa d'Italia: venivano tutti, da Maradona a Tognazzi». 

 

Il segreto del successo? 

«L'immagine molto sexy e glamour da dominatrice, come Sharon Stone in Basic Instinct. Questo sgabello su cui accavallavo le gambe resta ancora come un ricordo indelebile nella mente maschile. Il fatto che sapessi parlare di calcio rendeva il tutto unico». 

 

Un tempo si definiva apertamente di sinistra, lo è ancora? 

«Mi definirei di sinistra se ci fosse la sinistra... Le cose di sinistra più straordinarie le diceva Papa Francesco, che mi aveva fatto riavvicinare alla Chiesa. Morto lui, è morto un riferimento spirituale importantissimo, e prima di lui c'è stato don Gallo, di cui mi fidavo ciecamente. Ora l'unico che ascolto è Mattarella». 

 

alba parietti 55

Era talmente "comunista" che rifiutò l'offerta miliardaria di Silvio Berlusconi. 

«L'offerta era sconvolgente, nove miliardi di lire per l'esclusiva alle sue tv. Oggi sembra folle rinunciare a quella cifra, ma nel '93-'94 Berlusconi stava entrando in politica. Andai ad Arcore con Stefano Bonaga, che era il mio fidanzato e che aveva una grande influenza su di me: diceva che se accettavo non avrei più avuto la mia libertà di esprimermi, così affrontai Berlusconi in maniera molto sgarbata e antipatica, pensavo che con tutto quel denaro volesse comprarmi l'anima. E dissi di no». 

 

E lui come la prese? 

«Credo che abbia capito bene i motivi del mio rifiuto: mio padre partigiano, la voglia di essere indipendente sul piano personale. Con me è stato molto comprensivo, tanto che proprio in quegli anni ho iniziato a lavorare nelle sue tv: a Striscia e come prima donna presentatrice del Telegatto». 

 

Pentita del gran rifiuto? 

«Ho pensato di aver sbagliato, fra noi c'è stata grande stima e rispetto reciproco. Ricordo una cena a casa di Krizia in Sardegna: Mariuccia l'aveva massacrato in un'intervista e Berlusconi invece di incazzarsi si fece invitare: arrivò splendido splendente, c'era il Gotha dell'intellighenzia di sinistra, credo Lina Wertmüller, Franco Rosi e la moglie. A fine serata erano tutti innamorati e sedotti. Si è seduto vicino a me e mi ha toccato la testa, gli ho detto "attento che ho le extension" e lui "dillo a me che ho fatto due trapianti"». 

 

alba parietti 78

I personaggi tv con cui ha i rapporti migliori? 

«Michele Santoro e Massimo Giletti, oltre a Luciana Littizzetto: mi sono stati molto vicini quando sono stata allontanata da Rai 1 da un direttore che mi detestava». 

 

In quell'occasione chiese aiuto a un politico potente. 

«Una delle cose più imbarazzanti che ho fatto in vita mia, ma mi era stato tolto il lavoro senza motivo, non cercavo raccomandazioni.  Poi questo ha cominciato a provarci con me mandandomi dei messaggi, allora gli ho risposto con un panegirico sull'inadeguatezza del suo comportamento, e lui mi ha chiesto se avevo un'amica da presentargli». 

 

alba pariettialba pariettialba pariettialba pariettialba pariettialba pariettialba pariettialba pariettialba pariettialba parietti paola ferrarialba parietti

(…)

Ultimi Dagoreport

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI È SOLA INSIEME A QUEL PUZZONE DI ORBAN A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO - NEL MENTRE, A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....

giuseppe castagna giancarlo giorgetti banco bpm credit agricole

DAGOREPORT - MENTRE GLI OCCHI DI TUTTI SONO PUNTATI SUL PALIO DI SIENA TRA MPS E INTESA, CON FARE SILENTE E QUASI ACCOMODANTE, COM’È IL LORO STILE, I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE STANNO ALLUNGANDO LE LORO MANINE SU BANCO BPM, SECONDO POLO BANCARIO ITALIANO PER RETE DI SPORTELLI - PER RENDERE L’ISTITUTO, CARO ALLA LEGA, NON PIÙ CONTENDIBILE (VEDI L’OPS DI UNICREDIT FERMATA A COLPI DI GOLDEN POWER), IL MINISTRO DEL MEF GIORGETTI HA PORTATO DENTRO IL CAPITALE SOCIALE DEL BANCO I FRANCESI, GIA’ A CAPO DEL GRUPPO CREDIT AGRICOLE ITALIA - UNA VOLTA RAGGIUNTO IL 29,3% DI BPM, NELLA TESTA DI PARIGI SPUNTA LA GENIALE IDEA: PERCHÉ IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA SUL BANCO CARO AL CARROCCIO, QUANDO LO SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI? - C’EST FACILE! BASTA FAR CREDERE CHE SIA BPM A COMPRARE CREDIT AGRICOLE ITALIA: IL BANCO INCORPORA LA CONTROLLATA DEI FRANCESI, E IL RISULTATO “POLITICO” È CHE GLI ITALIANI SI PRENDONO LA BANCA TRANSALPINA. IL PIÙ CLASSICO GIOCO DI PRESTIGIO…

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...

marco caputo giovanni alibrandi rai radio

DAGOREPORT – RADIO RAI, UN UFFICIO DI COLLOCAMENTO PER AMANTI, MOGLI, AMICI DI: DAL CASO CLAUDIA CONTE ALL’INFORNATA DI BELLE E PROCACI GIOVANI SU RADIO2, C’È GROSSO MALESSERE A VIA ASIAGO – IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL PROSSIMO ANNO, È PARTITO IL SOLITO VALZER DI ABBOCCAMENTI CON LA POLITICA (ALCUNI DIRETTORI GIA' S'ALLISCIANO VANNACCI) – LE POLTRONE CHE TRABALLANO: MARCO CAPUTO, DIRETTORE DI RADIO RAI, E GIOVANNI ALIBRANDI, GRAN CAPO DI RADIO2, NOMINATO IN QUOTA LEGA MA POI ALLONTANATOSI DAL CARROCCIO - EMA STOCKHOLMA E LA NUMEROSA SQUADRA DI "BADANTI" AL SUO SEGUITO - LA GRANDE INFORNATA DI "INFLUENCER" E BONAZZE VARIE A RADIO2...

meloni vannacci manlio messina cateno de luca berlusconi

DAGOREPORT - SE IL CAMPO LARGO CONTINUA TAFAZZIANAMENTE A DARSI BOTTIGLIATE SULL'INGUINE, ESCLUDENDO UN GIORNO L’”INAFFIDABILE” RENZI, IL GIORNO DOPO IL “CONTIANO” ONORATO, DOPODICHÉ TOCCA DELEGITTIMARE L’’’ESATTORE” RUFFINI E IL “POLIZIOTTO” GABRIELLI, MELONI DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA DI POSSEDERE INTELLIGENZA POLITICA. NEL PURO SOLCO DEL BERLUSCONISMO D’ANTAN: MA PERCHÉ ESCLUDERE QUANDO SI PUÒ AGGIUNGERE? - E VOILÀ, HA RECUPERATO IL FEDELISSIMO MANLIO MESSINA CHE A SUA VOLTA HA AGGANCIATO IL MOVIMENTO GUIDATO DA CATENO DE LUCA, "SUD CHIAMA NORD" - L’OBIETTIVO DI CATENO (E MESSINA) È QUELLO DI RAGGIUNGERE IL 3% ATTRAVERSO UNA CAMPAGNA DI ARRUOLAMENTO DI ALTRI SINDACI, CONTROCANTO DEL PROGETTO CIVICO ITALIA MESSO SU DA ONORATO, MA NON ESCLUDENDO DI PORTARE NELL’ARMATA BRANCA-MELONI GLI AMICI UDC DI CESA E DI MASTELLA - E COSÌ, PER RIEQUILIBRARE I VOTI PERDUTI DEI BOLLITI SALVINI E TAJANI, E SEMPRE AUSPICANDO CHE LUNGO LA STRADA IL FENOMENO VANNACCI SI SGONFI, “GIORGIA BERLUSCONI” HA COMINCIATO AD ALLARGARE IL PERIMETRO DEL CENTRODESTRA, PRONTA AD ACCOGLIERE IL DIAVOLO (SE NECESSARIO) PUR DI ARRIVARE AL PREMIO DI MAGGIORANZA DEL 42%… - VIDEO

federico ruffo giulia presutti giuseppe malara

DAGOREPORT - DOVE C'È PRESUTTI, C'È SCAZZO: DOPO AVER FATTO RIVOLTARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE I GIORNALISTI DI “MI MANDA RAI TRE”! - LA REDAZIONE DELLO STORICO PROGRAMMA DI FEDEERICO RUFFO, CHE FA IL BOTTO DI ASCOLTI, È IN RIVOLTA: L’IMPOSIZIONE DELL'EX INVIATA JUNIOR DI "REPORT" ALLA CONDUZIONE DALL’ANTEPRIMA DEL SABATO MATTINA, VIENE VISTA COME UNO SCHIAFFONE – SI MORMORA DI UNO SCONTRO EPICO CON IL VICEDIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, GIUSEPPE MALARA, CHE ALL’APICE DELLA DISCUSSIONE AVREBBE DETTO ALLA REDAZIONE: “O FATE COSÌ, OPPURE RESTATE AL MATTINO!” - QUEL CHE SI CHIEDE LA REDAZIONE DI "MI MANDA RAITRE" E': PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME GIULIA PRESUTTI CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHÉ NON LIMITARSI A COLLOCARLA COME INVIATA? PERCHÉ DARLE AD OGNI COSTO UN PROGRAMMA (O UN SUO FRAMMENTO) ANCHE A COSTO DI UN TERREMOTO? AH (NON) SAPERLO…